Istat, i dati a luglio 2026: occupazione record, l’ inflazione rallenta

Istat ha reso noti nei giorni scorsi i principali dati  rilevati ad agosto con riferimento luglio 2026. Vediamo in particolare la situazione di occupati e disoccupati  con la tenuta dell'occupazione e i prezzi al consumo  che continuano a salire su base annua, con un leggero rallentametno . I dati provvisori sui prezzi   di agosto però si annunciano di nuovo in salita.

I dati sull’occupazione

Secondo i dati diffusi dall'Istat il 1° settembre 2026, il mercato del lavoro italiano conferma a luglio un quadro di sostanziale tenuta.

 Il numero degli occupati, pari a 24 milioni e 370mila unità, resta stabile rispetto al mese precedente, mentre calano sia le persone in cerca di occupazione sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni. Il tasso di disoccupazione scende al 5,8% (-0,1 punti su base mensile), confermando la tendenza discendente in atto ormai da alcuni anni, sebbene il dato giovanile risulti in lieve peggioramento, salendo al 18,9%.

 La stabilità dell'occupazione nasconde dinamiche differenziate: crescono gli occupati uomini, i dipendenti a tempo indeterminato, i lavoratori autonomi e la fascia 35-49 anni, mentre calano le occupate donne, i dipendenti a termine e le altre classi d'età. Un dato di particolare interesse per imprese e professionisti riguarda proprio la composizione contrattuale: i rapporti a tempo indeterminato continuano a crescere (16 milioni 583mila unità, +303mila su base annua), a fronte di una riduzione dei contratti a termine (2 milioni 486mila, -82mila rispetto a luglio 2025). 

Anche il lavoro autonomo mostra un incremento tendenziale dell'1,6%, segno di una ricomposizione strutturale dell'occupazione verso forme più stabili. 

Su base annua, rispetto a luglio 2025, l'occupazione cresce di 307mila unità (+1,3%), con un incremento diffuso tra uomini, donne, 25-34enni e over 50, mentre continua il calo tra i più giovani (15-24 anni) e la fascia 35-49 anni.

 Il tasso di occupazione sale di 0,8 punti su base annua, attestandosi al 63,2%. 

Di seguito una sintesi dei principali indicatori diffusi dall'Istat:

Indicatore Luglio 2026 Var. mensile Var. annua
Occupati (migliaia) 24.370 +2 (0,0%) +307 (+1,3%)
Disoccupati (migliaia) 1.490 -17 (-1,1%) -14 (-0,9%)
Inattivi 15-64 anni (migliaia) 12.168 -17 (-0,1%) -307 (-2,5%)
Tasso di occupazione 63,2% 0,0 p.p. +0,8 p.p.
Tasso di disoccupazione 5,8% -0,1 p.p. -0,1 p.p.
Tasso di disoccupazione giovanile 18,9% +0,2 p.p. -0,5 p.p.
Tasso di inattività 15-64 anni 32,8% 0,0 p.p. -0,7 p.p.
Dipendenti a tempo indeterminato (migliaia) 16.583 +53 (+0,3%) +303 (+1,9%)
Dipendenti a termine (migliaia) 2.486 -64 (-2,5%) -82 (-3,2%)

Fonte: elaborazione su dati Istat, comunicato "Occupati e disoccupati – Luglio 2026", dati destagionalizzati.

 Nel complesso, i dati di luglio confermano un mercato del lavoro in equilibrio, con un'occupazione ai massimi storici e una progressiva ricomposizione verso forme contrattuali più stabili, elemento rilevante anche per le valutazioni di studi professionali e imprese in tema di costo del lavoro e pianificazione delle assunzioni.

 Resta invece un punto di attenzione la disoccupazione giovanile, in leggero aumento su base mensile pur calando su base annua, così come il divario di genere nei tassi di occupazione e inattività, ancora marcato nonostante i progressi registrati nell'ultimo anno. 

La prossima diffusione dei dati Istat sul mercato del lavoro è prevista per il 1° ottobre 2026.

Prezzi al consumo, luglio 2026: inflazione in frenata al 2,9%

Sul fronte dei prezzi, i dati definitivi diffusi dall'Istat il 12 agosto 2026 confermano un rallentamento dell'inflazione:

 l'indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) segna a luglio una variazione del +0,3% su base mensile e del +2,9% su base annua, in calo rispetto al +3,0% di giugno e leggermente superiore alla stima preliminare (+2,8%).

Il lieve raffreddamento è dovuto soprattutto al rallentamento dei prezzi degli energetici non regolamentati (dal +13,3% al +11,4%) e degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,6%), mentre spingono al rialzo gli energetici regolamentati, saliti addirittura al +14,8% annuo per effetto dell'aumento delle tariffe di gas ed elettricità in regime tutelato. 

L'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili di energia e alimentari freschi, resta invece stabile al +1,6%, segnale di pressioni sui prezzi meno diffuse rispetto al passato.

 L'inflazione "acquisita" per l'intero 2026 si attesta al +2,7%. Sul piano territoriale, permangono forti differenze: l'inflazione più elevata si registra a Reggio Calabria (+4,0%), la più contenuta a Firenze (+2,2%) e Aosta (+2,1%).

Indicatore Luglio 2026 Var. mensile Var. annua
Indice NIC (indice generale) 103,4 +0,3% +2,9%
Indice armonizzato IPCA 102,6 -1,0% +2,9%
Indice FOI (senza tabacchi) 103,1 +0,3% +2,8%
Inflazione di fondo (netto energetici e alim. freschi) +0,3% +1,6%
Beni +0,2% +3,2%
Servizi +0,5% +2,7%
Energetici regolamentati +6,5% +14,8%
Energetici non regolamentati +0,5% +11,4%
Alimentari non lavorati -1,3% +3,6%
Inflazione acquisita 2026 (indice generale) +2,7%

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