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CCNL cooperative pesca 2026 aumenti del 9,5%
Il 14 maggio 2026, è stato raggiunto, tra AGCI-Pesca e acquacoltura, Confcooperative-Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare e le OOSS FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILPESCA, l’accordo di rinnovo del CCNL per il personale dipendente non imbarcato da cooperative esercenti attività di pesca marittima, di maricoltura, acqucoltura e vallicoltura (Cod. CNEL E076).
Il rinnovo sarà valido per il quadriennio 2026-2029.
La principale novità è l'incremento retributivo sui minimi Tabellari nella misura del 9,5% che verrà corrisposto in due tranche
- 6,5% con valore retroattivo già dal 1° gennaio 2026;
- 3% a partire dal 1° gennaio 2027.
Sul versante normativo, si segnalano iterventi in tema di :
valorizzazione della contrattazione decentrata, di
conciliazione dei tempi di vita e lavoro e di
forme di contrasto alla violenza di genere.
Infine, sono stati riconosciuti incrementi delle maggiorazioni previste all’interno del CCNL derivanti dal ricorso ai regimi di orario in flessibilità o in straodinario festivo.
Il testo prevede anche una copertura economica al 100% fino a 180 giorni in caso di malattia
Infine aumenta il contributo economico, a carico delle cooperative, in caso di adesione al fondo pensionistico " Previdenza Cooperativa.“
CCNL Pesca coop personale non imbarcato 2022 2025
L'accordo precedente era stato firmato il 30 novembre 2022 , con decorrenza 1° gennaio 2022 e scadenza 31 dicembre 2025.
L' incremento salariale previsto era pari al 6% complessivo, da erogare in due tranches :
- la prima del 3% dal primo dicembre 2022
- la seconda sempre del 3% dal primo marzo 2023.
iInoltre si prevedono:
- aumento del 20% per la retribuzione delle ore in flessibilità positiva
- aumento del 10% ( dal 20 al 30%) per la retribuzione del lavoro straordinario diurno
- nuova indennità aggiuntiva fissa di 4 euro al giorno per pernottamenti in valle da pesca, fissate ad un massimo di 6 al mese
- aumento indennità di malattia a partire dal 4 e fino al 20° giorno dal 75 al 100% per i primi cinque eventi in un anno. Invariata l'indennità per i successivi.
- aumento indennità di cassa dal 5 al 10%
Viene infine introdotta l'assistenza sanitaria integrativa, con l'iscrizione al fondo bilaterale Filcoop (Fondo Integrativo Lavoratori Cooperative agricoltura e pesca tabacco) che sarà finanziato con contributi di 52 euro annui suddivisi in misura paritetica tra datore di lavoro e lavoratore.
Le parti si sono impegnate a sostenere il piu possibile le adesioni degli interessati.
Qui il Regolamento sulle prestazioni del Fondo attualmente in vigore.
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Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
La circolare INPS n. 60 del 21 maggio 2026 fornisce le istruzioni operative per l’applicazione del nuovo Regolamento sulla dilazione dei debiti contributivi, approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione INPS n. 20 del 25 febbraio 2026.
La disciplina dà attuazione all’articolo 23 della legge 13 dicembre 2024, n. 203, che consente a INPS e INAIL di autorizzare il pagamento rateale dei debiti per contributi, premi e accessori non ancora affidati alla riscossione, fino a un massimo di 60 rate mensili
Il quadro applicativo è stato poi definito dal decreto interministeriale 24 ottobre 2025, che ha individuato i casi in cui può essere concessa la rateazione estesa.
La nuova disciplina che vuole favorire la regolarizzazione dei contribuenti in temporanea difficoltà economico-finanziaria, rafforzando al tempo stesso la certezza dei pagamenti e la tutela del credito, si applica alle domande presentate dalla pubblicazione della circolare, 21 maggio 2026.
Si prevede anche la possibilità di prolungamento per le rateazioni in corso facendo richiesta entro il 20 giugno . Vedi ultimo paragrafo
La nuova rateazione dei debiti INPS: come fare domanda
La novità principale è la possibilità di ottenere un piano di pagamento più lungo rispetto ai 24 mesi vigenti in precedenza. Si puo arrivare :
- fino a 36 rate mensili per debiti fino a 500.000 euro e
- fino a 60 rate mensili per importi superiori.
Per accedere alla dilazione, il contribuente deve presentare domanda esclusivamente in via telematica, tramite i servizi disponibili nel “Cassetto previdenziale del contribuente”. L’istanza può essere trasmessa direttamente o tramite un intermediario abilitato.
Vanno indicati l’importo e il numero di rate desiderato, ma è l'uffficio INPS a confermare questo aspetto. La valutazione tiene conto infatti della situazione individuale contribuente e del valore del debito.
La domanda deve riguardare l’intera esposizione debitoria del soggetto identificato dal codice fiscale, comprendendo i debiti verso tutte le Gestioni INPS interessate. Restano invece esclusi, se contestati, i crediti oggetto di ricorso amministrativo o giudiziario.
Prima di inviare l’istanza è essenziale verificare con attenzione la propria posizione contributiva. La domanda deve infatti essere coerente con le evidenze presenti nelle banche dati INPS, anche tramite la procedura Ve.R.A. – Verifica Regolarità Aziendale. In questa fase è opportuno regolarizzare o chiarire eventuali anomalie, note di rettifica, eccedenze, diffide o versamenti non ancora contabilizzati, perché dopo la definizione della domanda non sarà possibile modificare l’estratto debitorio.
Nella richiesta il contribuente deve dichiarare che il mancato pagamento deriva da una situazione temporanea di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, oppure da circostanze contingenti ed eccezionali. Deve inoltre riconoscere il debito verso l’INPS e impegnarsi al pagamento sia delle rate concesse sia della contribuzione corrente. ATTENZIONE la dilazione non consente di sospendere i versamenti ordinari futuri. Per mantenere il beneficio, occorre pagare regolarmente le rate e continuare a versare i contributi mensili o periodici alle scadenze.
I tempi dell’Istruttoria , pagamenti , seconda dilazione
L’istruttoria della domanda si svolge in tempi definiti:
- L’INPS dispone di 10 giorni di calendario per la fase istruttoria e,
- una volta emesso, il contribuente ha altri 10 giorni per pagare la prima rata.
Il procedimento deve concludersi quindi complessivamente entro 20 giorni dalla presentazione della domanda.
ATTENZIONE Il pagamento della prima rata ha valore di accettazione del piano; solo da quel momento la dilazione si considera attivata e può rilevare anche ai fini della regolarità contributiva.
Il mancato o parziale pagamento della prima rata comporta l’annullamento della dilazione. In tal caso, i debiti compresi nella domanda non potranno essere riproposti in una nuova istanza e potranno essere avviati al recupero tramite avviso di addebito. Anche per questo motivo è fondamentale presentare la domanda solo dopo avere valutato la reale sostenibilità del piano richiesto.
Le rate successive alla prima scadono mensilmente, all’ultimo giorno di ciascun mese successivo alla scadenza della prima rata.
Il pagamento non può essere effettuato tramite compensazione: il contribuente deve quindi provvedere con versamenti effettivi.
Eventuali ritardi comportano l’applicazione di ulteriori somme a titolo di sanzioni civili.
Seconda dilazione e motivi per la revoca
La circolare introduce anche la possibilità di una seconda dilazione. Questa può essere richiesta durante un piano già in corso per debiti conosciuti successivamente, oppure per contribuzione corrente maturata dopo la prima domanda. Tuttavia, la seconda dilazione è ammessa solo se nei sei mesi precedenti non vi sono state revoche di piani di rateazione riferibili al medesimo codice fiscale. Inoltre, non possono coesistere più di due dilazioni attive: per chiederne una ulteriore, occorre estinguerne anticipatamente una.
La revoca della dilazione scatta in caso di mancato o parziale pagamento di tre rate successive alla prima, anche non consecutive.
La revoca può intervenire anche quando non viene pagata la contribuzione corrente, salvo che il contribuente la regolarizzi mediante una seconda dilazione.
In caso di revoca, il debito residuo torna immediatamente esigibile e può essere affidato al recupero coattivo.
Modifica rateazioni in corso: scadenza richieste 20 giugno 2026
Infine, per le domande presentate dal 12 gennaio 2025 e ancora in corso alla data della circolare ( 21 maggio 2026), è possibile chiedere la rideterminazione del numero delle rate entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare, utilizzando il Cassetto previdenziale e la funzione di comunicazione bidirezionale.
Il termine scade dunque il 20 giugno 2026.
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Permesso unico UE per gli stranieri in Gazzetta: cosa cambia
E' stato pubblicato il 20 maggio 2026 in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo 83 del 16.4.2026 per l' attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro.
L'obiettivo è rafforzare le tutele contro lo sfruttamento lavorativo e favorire l'integrazione regolare.
La bozza era stata approvata definitivamente il 9 aprile scorso. Vedi sotto il testo integrale
In particolare, il decreto semplifica radicalmente l’iter amministrativo per la richiesta del permesso unico, riducendo a 90 giorni il termine massimo per la conclusione della procedura di rilascio, salvo casi eccezionali.
Viene anche introdotto l'obbligo di trasparenza per il datore di lavoro, che dovrà informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione relativa al nulla osta.
Infine il provvedimento garantisce maggiore flessibilità nel mercato del lavoro: lo straniero titolare di permesso unico potrà cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa notifica alle autorità competenti.
Qui il testo del D. LGS 83 2026.
Vediamo piu in dettaglio i contenuti del decreto.
Permesso unico più semplice e in tempi certi
Uno degli obiettivi principali della riforma è la riduzione della complessità burocratica che oggi caratterizza la domanda di permesso unico.
Il decreto rafforza innanzitutto l’obbligo di informazione nei confronti del lavoratore straniero, prevedendo che vengano fornite indicazioni complete sulle condizioni di ingresso e soggiorno per motivi di lavoro,
- sui documenti necessari e
- sulle garanzie procedurali previste, anche per i familiari.
Anche sul fronte delle tempistiche della procedura , le novità sono rilevanti. Si prevede che :
- da un lato i termini ordinari per il rinnovo del permesso di soggiorno vengono estesi da 60 a 90 giorni,
- dall’altro viene introdotta una disciplina speciale per il permesso unico di lavoro: una volta completata la domanda, il questore dovrà rilasciare il titolo entro 30 giorni.
Si tratta di una deroga significativa rispetto ai tempi previsti per altri titoli di soggiorno, pensata per garantire maggiore certezza giuridica e operativa sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro.
Flessibilita e mobilità nel mercato del lavoro
In un’ottica di maggiore flessibilità del mercato del lavoro, viene riconosciuta la possibilità, per il titolare di permesso unico, di cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa comunicazione alle autorità competenti.
In caso di disoccupazione, poi, il permesso non sarà revocato automaticamente: il lavoratore potrà rimanere in Italia per almeno tre mesi per cercare una nuova occupazione. Questa misura mira a contrastare lo sfruttamento lavorativo e a favorire percorsi di integrazione regolare.
Infine, il decreto chiarisce che la gestione delle domande resta in capo al ministero dell’Interno e che l’attuazione delle nuove norme non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica
Le novità del testo definitivo: obblighi di informazione del lavoratore
Rispetto alle prime ricostruzioni giornalistiche, il testo finale del decreto presenta alcuni elementi di maggiore dettaglio operativo rilevanti per datori di lavoro e consulenti.
In particolare oltre al termine complessivo di 90 giorni per la conclusione del procedimento, viene chiarita
- la scansione interna delle fasi (60 giorni per il rilascio del nulla osta e 30 giorni per il permesso di soggiorno), nonché
- l’estensione a 90 giorni anche del termine per il rinnovo dei permessi.
Il provvedimento introduce inoltre specifici obblighi informativi, prevedendo che nel permesso unico siano riportate informazioni su condizioni di lavoro, diritti e garanzie procedurali, e rafforza il ruolo del datore di lavoro, tenuto a comunicare tempestivamente al lavoratore gli esiti dell’iter amministrativo.
Risulta poi più articolata la disciplina delle esclusioni, che individua puntualmente le categorie non rientranti nel nuovo regime (tra cui lavoratori autonomi, studenti, distaccati e titolari di protezione).
Infine, si chiarisce l’applicazione anche ai lavoratori del settore domestico e assistenziale.
Come sarà applicato
L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è fissata al 22 maggio 2026. Il testo di legge non prevede l'emanazione di provvedimenti ministeriali attuativi ma sono più che probabili circolari ministeriali e/0 istruzioni tecniche per uniformare le procedure amministrative e digitali delle Questure e dello Sportello Unico perche gli obblighi possano essere effettivamente rispettati .
Allegati: -
CCNL Lavanderie industriali rinnovo 2026: primo aumento a maggio
Il 19 maggio 2026, a Roma, le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno sottoscritto con Assosistema Confindustria l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore delle lavanderie industriali.
Il contratto, scaduto il 31 dicembre 2025, interessa circa 25.000 lavoratori e oltre 1.200 imprese attive nei comparti turistico e sanitario.
CCNL Lavanderie 2026 – Novità economiche
Il rinnovo prevede un aumento complessivo medio di 188 euro (TEC) riferito al livello B1.
L'incremento sui minimi tabellari (TEM), pari a 180 euro corrispondenti al 9,8%, sarà erogato in quattro tranche:
- 50 euro a maggio 2026,
- 20 euro a dicembre 2026,
- 50 euro a ottobre 2027 e
- 60 euro a ottobre 2028.
Il montante complessivo del triennio ammonta a 3.500 euro, di cui 100 destinati al welfare e da erogare entro marzo 2027.
L'elemento perequativo, riservato alle aziende che non applicano la contrattazione di secondo livello, salirà dagli attuali 350 a 380 euro nel corso della vigenza contrattuale.
Sul versante del welfare:
- il contributo al fondo pensionistico integrativo Previmoda aumenterà dello 0,1% a carico delle aziende, mentre
- quello al fondo sanitario FASIIL passerà da 12 a 15 euro mensili.
È inoltre prevista la copertura della quota FASIIL da parte delle aziende per le lavoratrici vittime di violenza di genere durante il periodo di aspettativa.
Novità contrattuali
Sul piano normativo, le parti hanno rafforzato le relazioni industriali attraverso il potenziamento dell'Osservatorio permanente per la transizione digitale e dell'Organismo paritetico nazionale su salute e sicurezza, introducendo altresì linee guida su diversità, equità e inclusione. Il diritto allo studio è stato esteso ai corsi universitari nell'ambito delle 150 ore.
Significativo l'intervento sull'orario di lavoro: le riduzioni di orario (ROL) per i lavoratori a turni saliranno a 56 ore annue dal 2027. Per le centrali di sterilizzazione dello strumento chirurgico organizzate su sei o sette giorni, le ROL raggiungeranno rispettivamente 68 e 80 ore. Dal 2026 sarà riconosciuto un tempo di vestizione di 10 minuti giornalieri per gli addetti alla sterilizzazione, elevato a 15 minuti dal gennaio 2027. La quota massima di contratti a termine scenderà inoltre dal 35 al 30%.
In materia di salute e sicurezza, è stata introdotta l'assistenza legale gratuita, a carico dell'azienda, per i lavoratori preposti. Le parti hanno infine assunto un impegno congiunto per richiedere alle istituzioni il riconoscimento delle mansioni del settore tra i lavori usuranti.
Nelle prossime settimane l'ipotesi di accordo sarà sottoposta all'approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori nelle assemblee di categoria.
CCNL Lavanderie industriali 2021
Nel prcedente rinnovo era stato concordato un aumento medio sui minimi di 63 euro (cat B1), così distribuito:
per il settore sanitario le tranches saranno:
- 25 euro da marzo 2021,
- 25 euro da marzo 2022,
- 13 euro da agosto 2022;
per il settore del turismo, più fortemente colpito dalla pandemia, (aziende con almeto il 60% di fatturato derivante dal settore alberghiero, da autocertificare a EBLI entro febbraio 2021) , gli aumenti saranno dilazionati in 4 tranches, cosi suddivise:
- 20 euro da settembre 2021,
- 15 euro da marzo 2022,
- 15 euro da agosto 2022,
- 13 euro da dicembre 2022.
Previsto anche un innalzamento dell'elemento perequativo, per le aziende che non effettuano la contrattazione di secondo livello, di 230 euro nel 2022 e 260 euro nel 2023.
CCNL Lavanderie industriali 2021 parte normativa
Sul sistema delle relazioni industriali da segnalare :
- l'intenzione di potenziare la partecipazione dei lavoratori con l'inserimento di linee guida specifiche di attuazione.
- il rafforzamento dell'osservatorio nazionale dell'ente bilaterale Ebli che, nel corso di vigenza contrattuale, dovrà: sviluppare ed integrale un nuovo sistema di inquadramento e valorizzare comportamenti organizzativi; approfondire la disciplina sull'orario di lavoro e adeguarlo al settore; realizzare uno studio sulla reperibilità.
- Sono rafforzate le norme a contrasto del dumping contrattuale e della speculazione sul passaggio degli appalti
- vengono inserite anche linee guida sulla responsabilità sociale di impresa e sulla contrattazione di secondo livello con il modello da utilizzare
Dal punto di vista invece dei diritti individuali dei lavoratori:
- viene aumentata la percentuale di part-time dal 10% al 12%,
- viene aumentata di tre mesi l'aspettativa retribuita a carico dell'azienda, oltre quella prevista dall'INPS, per le vittime di violenza di genere.
- raddoppiano le possibilità di anticipo TFR (/ secondo anticipo ad almeno 3 anni dal primo e per un massimo del 70% su quanto accantonato)
- il periodo di prova per i livelli b1 e b2 anche operati è fissato a due mesi
- il periodo di affiancamento previsto per i contratti a termine sale da 30 a 60 giorni
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Mansionario lavoratori sportivi: nuovo elenco 2026
Sul sito del Dipartimento per lo sport della presidenza del consiglio dei ministri è stato pubblicato il decreto contenente il 4 elenco di mansioni considerate nei regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate, come necessarie per lo svolgimento di una disciplina sportiva che si aggiunge a quelli già fornito nel dlgs 36 2021 e successivamente nel 2024.
In particolare in questo 4 elenco sono interessate le seguenti Federazioni
- FGI
- FIPM
- FISSW
- FIPP
- FISPIC
Solo ai lavoratori addetti a tali mansioni sono applicabili le novità in ambito giuslavorativo e fiscale previste dalla Riforma dello Sport.
SCARICA QUI IL DECRETO 4.3.2025 CON IL TERZO ELENCO
SCARICA QUI IL DECRETO CON IL QUARTO ELENCO pubblicato il 14 maggio 2026
QUI IL MANSIONARIO COMPLETO al 17 aprile 2025
Elenco completo mansioni attività sportive – FIBA
L'elenco riporta le mansioni e le attività, suddivise sulla base dell'ente interessato e con gli specifici riferimenti normativi
A titolo esemplificativo riportiamo l'elenco completo delle mansioni riconosciute da FIBA Federazione Italiana Pallacanestro
MANSIONE RIF. REGOLAMENTO TECNICO Ispettore di campo art. 5.9 Regolamento Tecnico Sportivo (RTS) Addetto agli arbitri art. 5.10 RTS Speaker 5.11 RTS Omologatore campi e attrezzature sportive 5.13 RTS Addetto all’area e alle attrezzature di gioco (organizzazione logistica) 5.14 RTS Addetto alla sicurezza atleti 5.15 RTS Addetto trasporto atleti 5.16 RTS Addetto all’antidoping 5.17 RTS Addetto assistenza atleti disabili 5.18 RTS Classificatori atleti paralimpici 5.19 RTS Docenti formatori sportivi 5.21 RTS Mansionario FGI Federazione Ginnastica Italiana
Di seguito le mansioni individuate dalla Federazione Ginnastica Italiana
MANSIONE RIF. REGOLAMENTO TECNICO Addetto al controllo e alla manutenzione specifica dell’attrezzatura sportiva delibera n.128 del 2023 che modifica le norme tecniche FGI 2023 Allestitore del campo gara/allenamento " Referente degli Ufficiali di Gara " Coreografo " -
Ticket licenziamento per lavoro in carcere: istruzioni ai datori di lavoro
Con circolare 59 del 20 maggio 2026 Inps fornisce le istruzioni sul c.d. ticket di licenziamento ovvero il contributo per la Naspi , dovuto in caso di licenziamento per i lavoratori detenuti dipendenti da datori di lavoro diversi dall'Amministrazione penitenziaria.
Il provvedimento chiarisce in particolare :
- i criteri per definire quando il contributo è dovuto e
- le modalità di esposizione delle cessazioni e degli importi nei flussi Uniemens.
Ticket licenziamento detenuti dipendenti da aziende esterne i casi
Il lavoro penitenziario, pur continuando a presentare profili di specialità strettamente connessi allo status di detenuto è stato, sul piano delle tutele, progressivamente assimilato al lavoro subordinato ordinario, anche a seguito di pronunce giurisprudenziali
Ne deriva che il ticket di licenziamento è dovuto dal datore di lavoro:
sia in caso di interruzione del rapporto di lavoro riconducibile a cause ordinarie di risoluzione.
che in ipotesi tipiche ed esclusive di tale categoria per eventi indipendenti sia dalla volontà del lavoratore sia dalla volontà del datore di lavoro.
In quest'ultimo caso l’applicazione del ticket di licenziamento risulta non coerente con la ratio dell’istituto, che è finalizzato a disincentivare le cessazioni del rapporto di lavoro determinate da iniziative datoriali.
Si tratta in particolare dei casi ad esempio di revoca del provvedimento di ammissione al lavoro esterno da parte del magistrato di sorveglianza o da parte del direttore dell’istituto penitenziario , in cui il pagamento del ticket di licenziamento NON è richiesto.
Invece in caso di cessazione per scarcerazione del detenuto per fine pena, la non debenza del ticket di licenziamento non può essere considerata automatica, in quanto è necessario che il datore di lavoro verifichi, di volta in volta la possibilità di prosecuzione del rapporto di lavoro con il lavoratore ex detenuto all’esterno dell’istituto penitenziario, direttamente o per il tramite di altro soggetto giuridico da esso controllato o partecipato. Solo qualora risulti accertata e adeguatamente comprovata l’impossibilità di tale prosecuzione, la cessazione del rapporto di lavoro non comporta obbligo di versamento del ticket di licenziamento.
Infine nelle ipotesi di trasferimento del detenuto ad altro istituto penitenziario il datore di lavoro è tenuto a verificare, di volta in volta e in concreto, la possibilità di prosecuzione del rapporto di lavoro, sia direttamente sia per il tramite di altro soggetto giuridico controllato o partecipato, con il lavoratore detenuto presso l’istituto penitenziario di destinazione.
ATTENZIONE l’Istituto ricorda che vengono sempre effettuate le dovute verifiche, sia amministrative che ispettive, sue quanto attestato dal datore di lavoro tramite i flussi Uniemens.
Le istruzioni operative Uniemens per le cessazioni
La circolare precisa quindi che i datori di lavoro che utilizzano il flusso Uniemens devono utilizzare all’interno dell’elemento <TipoCessazione> di <Cessazione>, i nuovi codici seguenti:
- “2B”, avente il significato di “Cessazione rapporto di lavoro del detenuto per revoca del provvedimento di ammissione al lavoro esterno da parte del magistrato di sorveglianza o da parte del direttore dell’istituto penitenziario- legge n. 354 del 1975 e dall’art. 48 del D.P.R. 230 del 2000, no ticket di licenziamento”;
- “2C”, avente il significato di “Cessazione rapporto di lavoro per scarcerazione del detenuto, ammesso al lavoro esterno per fine pena o per trasferimento ad altro istituto penitenziario – no ticket licenziamento”.
In caso di scarcerazione del detenuto per fine pena o per trasferimento ad altro istituto penitenziario, anche se resta possibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, i datori di lavoro interessati, che intendono comunque recedere dal rapporto di lavoro, devono utilizzare il seguente nuovo codice tipo cessazione
- “2F”, avente il significato di “Cessazione rapporto di lavoro per scarcerazione del detenuto, ammesso al lavoro esterno per fine pena o per trasferimento ad altro istituto penitenziario – SI ticket licenziamento”.
Ai fini dell’esposizione nel flusso Uniemens del contributo dovuto nei casi di interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato2 deve essere valorizzato, nell’elemento <CausaleADebito>, di <AltreADebito>, di <DatiRetributivi>, il codice causale in uso “M400” e, nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da pagare.
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CCNL vetro industria 2026: rinnovo con aumento di 206 euro
E' stato firmato il 9 aprile 2026 da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e dall’associazione confindustriale Assovetro , l' accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il settore del vetro, delle lampade e dei display, che interessa oltre 28 mila lavoratori impiegati in circa 340 imprese.
Il contratto era scaduto lo scorso 31 dicembre e il nuovo accordo avrà vigenza fino al 31 dicembre 2028.
Vediamo le principali novità nei successivi paragrafi in attesa della pubblicazione del testo integrale.
Aspetti retributivi
L’intesa prevede un aumento complessivo (TEC) di 206 euro nel triennio. L’aumento salariale sui minimi (TEM) sarà di euro 195 (livello D1) diviso in 5 tranche identiche per tutte le tipologie di produzione:
- 50 euro gennaio 2026, retroattiva;
- 15 euro da ottobre 2026;
- 30 euro da gennaio 2027;
- 25 euro da giugno 2027;
- 75 euro da luglio 2028.
Per quanto riguarda il welfare integrativo è previsto l’aumento dello 0,5% (dall’1,5 al 2 %, circa 11 euro) sul fondo di previdenza Fonchim a carico delle imprese.
Parte normativa
Diritti:
salgono a 12 le giornate di congedo di paternità,
prevista un’ora aggiuntiva di assemblea per la promozione del fondo sanitario Fasie
Sistema classificatorio:
rivisti il sistema classificatorio e le declaratorie professionali con l’introduzione delle terze lavorazioni e l’aggiornamento di alcuni profili professionali; la valorizzazione della polivalenza e della polifunzionalità e l’istituzione di specifici incontri tra azienda e RSU per la verifica del corretto inquadramento .
Nell’intesa poi sono stati introdotti nuovi articoli su:
- · Rappresentanza, con la certificazione degli iscritti da parte delle aziende;
- · Calore, con il recepimento del “Protocollo Clima”, sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria il 2 luglio 2025, dando specifiche tutele alle lavoratrici e ai lavoratori su salute, ambiente e sicurezza. Introdotta inoltre una tutela specifica per la figura del Preposto;
- · Conciliazione orario di lavoro per DSA (disturbi specifici dell’apprendimento);
- · Pieno recepimento della legge 76/2016, con l’estensione alle unioni civili e alle convivenze di fatto di tutti i trattamenti e le disposizioni contrattuali finora previsti per il coniuge.
Per rispondere alla difficoltà del settore nell’intercettare e trattenere donne e giovani, il nuovo accordo introduce novità sostanziali per incentivarne l’ingresso .
Inoltre per le produzioni del Vetro artistico è stata prevista la costituzione di una commissione paritetica che analizzerà le caratteristiche e le necessità di questo comparto.
Sono state recepite anche le direttive e le leggi sul Gender Pay Gap e sulla legge per lavoratrici e lavoratori con patologia oncologiche croniche e invalidanti gravi (L.106 18 luglio 2025).
L'attività degli Osservatori a livello nazionale, di gruppo e aziendale viene estesa alle tematiche attuali come
- Intelligenza Artificiale con elaborazione di linee guida per eventuali accordi -,
- malattie professionali e stress lavoro-correlato.
Si prevede il potenziamento della formazione, con la certificazione delle professionalità di lavoratrici e lavoratori. Inoltre, per rafforzare la tutela della sicurezza sul lavoro, sono state riconosciute agli RLSSA (Rappresentanti per la sicurezza) ulteriori 8 ore annue di formazione dedicata ed è stata normata la condivisione dei dati sui “near miss” con le rappresentanze sindacali (RSU/RLSSA).
Le novità del ccnl 2023
Si prevedeva un aumento salariale medio sui minimi di 153 euro (cat. D1), distribuiti in 3 tranche:
Vetro cavo e lampade:
- 61 euro dal 1° marzo 2023;
- 45 euro dal 1° gennaio 2024;
- 47 euro dal 1° aprile 2025.
Per un montante complessivo di 4115 euro.
Vetro piano e lane e filati:
- 61 euro dal primo marzo 2023;
- 45 euro dal 1° aprile 2024;
- 47 euro dal 1° luglio 2025.
per un montante complessivo di 3839 euro.
Prevista inoltre una indennità di vacanza contrattuale pari a 122 euro a tutti i lavoratori in forza alla data del 10 febbraio 2023, che sarà corrisposta con la busta paga di marzo.
Dal 1° gennaio 2025 verrà aumentata di 1 euro l’indennità notturna.
Welfare contrattuale.
Dal 1° gennaio 2024 i datori di lavoro verseranno al fondo sanitario Fasie 14 euro mensili per tutti i lavoratori , che potranno contribuire con una quota aggiuntiva di accedere a prestazioni ulteriori .
Aspetti contrattuali
Vengono rafforzate le relazioni industriali aprendo il confronto alle filiere connesseper iniziative congiunte nei confronti delle istituzioni
Sulla lotta al dumping contrattuale viene definito tra i criteri di scelta dell’appaltatore, l’applicazione di CCNL firmati dalle OO.SS maggiormente rappresentative a livello nazionale e viene costituita la commissione inquadramento che entro la fine del 2024 dovrà consegnare alle parti una proposta di modifica del sistema classificatorio
Parità di genere :
- 4 ore di formazione annue sul tema della violenza di genere
- 2 mesi retribuiti in aggiunta a quanto previsto dalla normativa di legge per le donne vittime di violenza di genere .
Malattia, ferie, orario di lavoro
- possibilità di anticipo del TFR copertura della retribuzione in caso di assenza ed utilizzo di ammortizzatori sociali,
- definizione delle linee guida per promuovere l’istituto delle ferie solidali.
- possibilità di frazionare l’utilizzo di 2 giornate di ferie in 4 mezze giornate;
- confronto preventivo con la RSU in caso di modifica dell’orario di lavoro;
- il riconoscimento di tante giornate retribuite quante sono quelle necessarie per accertamenti, prelievo, degenza e convalescenza per i donatori di midollo osseo,
- definizione le linee guida sul lavoro agile.
- permessi retribuiti annui individuali per ogni RLS, salgono a 72 ore per le aziende sopra i 15 dipendenti, a 48 ore per le aziende da 6 a 15 dipendenti e a 24 ore per le aziende fino a 5 dipendenti.
L'intesa ora passa al vaglio delle assemblee dei lavoratori che dovranno votare l’intesa sottoscritta entro il 15 marzo 2023 per l'approvazione definitiva.