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Redditi SC 2026: l’Ade chiarisce diversi aspetti dell’Ires premiale
Le Società di capitali utilizzano, come noto, il Modello Redditi SC 2026, per la dichiarazione dei redditi anno di imposta 2025.
Nel modello quest'anno figurano le novità sull'ires premiale, in proposito leggi anche Redditi SC 2026: istruzioni per l'ires premiale
In data 25 giugno le Entrate hanno pubblicato tre FAQ in risposta a dubbi dei contribuenti sull'ires premiale.
Le entrate hanno fornito dettagliate istruzioni, come di seguito riportate.
Ires premiale 2026: reddito minimo e utilizzo perdite imputate per trasparenza
Veniva domandato se, nel caso di una società di capitali A che riceve per trasparenza:
- un reddito minimo da una società di comodo B;
- un reddito agevolabile ai fini dell’IRES premiale da una società C;
- una perdita fiscale da un’altra società D, la perdita ricevuta dalla società D possa essere utilizzata per abbattere prioritariamente il reddito minimo, preservando così il reddito soggetto a a IRES premiale.
Le Entrate hanno replicato con la FAQ del 25 giugno che, nel caso di specie la perdita ricevuta dalla società D non può essere utilizzata per abbattere il reddito minimo imputato per trasparenza dalla società B.
Tale reddito minimo, infatti, mantiene la propria natura “vincolata” anche in capo alla società partecipante A e non può essere compensato con perdite fiscali (art. 30 della legge n. 724 del 1994).
Per tale motivo, la perdita imputata per trasparenza va utilizzata esclusivamente in diminuzione degli altri redditi imponibili disponibili, compreso quello assoggettabile a IRES premiale.
Ne consegue che, qualora la perdita azzeri integralmente il reddito agevolabile, il beneficio dell’aliquota ridotta non spetta. Esempio La società A, che non ha “personalmente” i requisiti per l’accesso all’IRES premiale, presenta la seguente situazione:
- reddito d’impresa “proprio” (rigo RF57) = 0;
- reddito minimo ricevuto per trasparenza dalla società B = 1.000;
- reddito agevolabile ai fini IRES premiale ricevuto per trasparenza dalla società C = 900;
- perdita ricevuta per trasparenza dalla società D = 700. In questa ipotesi, la perdita di 700 non può essere utilizzata a scomputo del reddito “minimo” imputato dalla società B ma deve necessariamente ridurre il reddito imputato dalla società C, diminuendo conseguentemente l’ammontare del reddito assoggettabile ad aliquota agevolata del 20 per cento
Il modello di dichiarazione REDDITI SC 2026 della società A andrà compilato come segue:

Viene anche evidenziato che, sebbene nella colonna 3E del rigo RF58 sia stato indicato un reddito agevolabile pari a 900, nella colonna 1 del rigo RN8A non può essere riportato per intero tale ammontare in quanto lo stesso è stato parzialmente ridotto utilizzando la perdita indicata nella colonna 2 del rigo RF59. Pertanto, nella colonna 1 del rigo RN8A va indicata la differenza tra il reddito “potenzialmente” agevolabile e la perdita, pari a 900 – 700 = 200.
Ires premiale 2026: reddito minimo e utilizzo perdite pregresse
Veniva domandato se, nel caso di una società di capitali A che possiede perdite pregresse utilizzabili e riceve per trasparenza:
- un reddito minimo da una società “di comodo” B;
- un reddito agevolabile ai fini dell’IRES premiale da una società C, le perdite pregresse della società A possano essere utilizzate per abbattere prioritariamente il reddito minimo, preservando così il reddito soggetto a IRES premiale.
Nel caso rappresentato le perdite pregresse della società A non possono essere utilizzate per abbattere il reddito minimo imputato per trasparenza dalla società B. Tale reddito minimo, infatti, mantiene la propria natura “vincolata” anche in capo alla società partecipante A e non può essere compensato con perdite fiscali (art. 30 della legge n. 724 del 1994). Per tale motivo, le perdite pregresse della società A vanno utilizzate esclusivamente in diminuzione degli altri redditi imponibili disponibili, compreso quello assoggettabile a IRES premiale. Ne consegue che, qualora le perdite azzerino integralmente il reddito agevolabile, il beneficio dell’aliquota ridotta non spetta. In alternativa, la società A può decidere di non utilizzare le perdite pregresse a riduzione del reddito soggetto ad aliquota ridotta e di rinviarne l’utilizzo nei periodi d’imposta successivi (art. 13, comma 2, del decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze dell’8 agosto 2025).
Esempio
La società A, che non ha “personalmente” i requisiti per l’accesso all’IRES premiale, presenta la seguente situazione:
- reddito d’impresa “proprio” (rigo RF57) = 0;
- reddito minimo ricevuto per trasparenza dalla società B = 1.000;
- reddito agevolabile ai fini IRES premiale ricevuto per trasparenza dalla società C = 900;
- perdite pregresse = 700.
In questa ipotesi, le perdite pregresse di 700 non possono essere utilizzate a scomputo del reddito “minimo” imputato dalla società B ma devono, qualora utilizzate (nel caso in cui la società A decida di non avvalersi della facoltà prevista dall’art. 13, comma 2, del d.m. 8 agosto 2025), ridurre il reddito imputato dalla società C, diminuendo conseguentemente l’ammontare del reddito assoggettabile ad aliquota agevolata del 20 per cento.
Il modello di dichiarazione REDDITI SC 2026 della società A andrà compilato come segue:
Come si evince dall’esempio, sebbene nella colonna 3E del rigo RF58 sia stato indicato un reddito agevolabile pari a 900, nella colonna 1 del rigo RN8A non può essere riportato per intero tale ammontare in quanto lo stesso è stato parzialmente ridotto utilizzando le perdite pregresse indicate nella colonna 1 del rigo RN4. Pertanto, nella colonna 1 del rigo RN8A va indicata la differenza tra il reddito “potenzialmente” agevolabile e le perdite pregresse, pari a 900 – 700 = 200.Ires premiale 2026: soglia CPB e utilizzo perdite imputate per trasparenza
Nel caso di una società di capitali A che riceve per trasparenza:
• un reddito “concordato” da una società B in regime di concordato preventivo biennale (CPB), pari alla quota spettante ad A dell’importo minimo previsto dall’art. 16, comma 4, del d.lgs. n. 13 del 2024 (c.d. “soglia CPB”);
• un reddito agevolabile ai fini dell’IRES premiale da una società C;
• una perdita fiscale da un’altra società D, la perdita ricevuta dalla società D può essere utilizzata per abbattere prioritariamente il reddito “concordato”, preservando così il reddito soggetto a IRES premiale?Nel caso rappresentato la perdita ricevuta dalla società D non può essere utilizzata per abbattere la soglia CPB imputata per trasparenza dalla società B. Tale soglia, infatti, mantiene la propria natura “vincolata” anche in capo alla società partecipante A e non può essere compensata con perdite fiscali. Per tale motivo, la perdita imputata per trasparenza va utilizzata esclusivamente in diminuzione degli altri redditi imponibili disponibili, compreso quello assoggettabile a IRES premiale. Ne consegue che, qualora la perdita azzeri integralmente il reddito agevolabile, il beneficio dell’aliquota ridotta non spetta.
Esempio
La società A, che non ha “personalmente” i requisiti per l’accesso all’IRES premiale, presenta la seguente situazione:
• reddito d’impresa “proprio” (rigo RF57) = 0;
• soglia CPB ricevuta per trasparenza dalla società B = 1.000;
• reddito agevolabile ai fini IRES premiale ricevuto per trasparenza dalla società C = 900;
• perdita ricevuta per trasparenza dalla società D = 700. In questa ipotesi, la perdita di 700 non può essere utilizzata a scomputo della soglia CPB imputata dalla società B ma deve necessariamente ridurre il reddito imputato dalla società C, diminuendo conseguentemente l’ammontare del reddito assoggettabile ad aliquota agevolata del 20 per cento. Il modello di dichiarazione REDDITI SC 2026 della società A andrà compilato come segue:
Come si evince dall’esempio, sebbene nella colonna 3E del rigo RF58 sia stato indicato un reddito agevolabile pari a 900, nella colonna 1 del rigo RN8A non può essere riportato per intero tale ammontare in quanto lo stesso è stato parzialmente ridotto utilizzando la perdita indicata nella colonna 2 del rigo RF59. Pertanto, nella colonna 1 del rigo RN8A va indicata la differenza tra il reddito “potenzialmente” agevolabile e la perdita, pari a 900 – 700 = 200.
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Redditi SC 2026: le novità per l’Ires delle società
Nel pieno della campagna dei Dichiarativi 2026 chi deve utilizzare il Modello “Redditi SC 2026”, con le relative istruzioni, deve tenere a mente che le Entrate hanno fissato le regole con il Provvedimento n 71522 del 27 febbraio scorso.
Tale modello è utilizzato dalle società ed enti commerciali residenti nel territorio dello Stato e i soggetti non residenti equiparati. Si segnala anche che le Entrate hanno anche le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello.
Il modello “Redditi SC 2026” è composto da:
- frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali,
- quadri RF, RN, PN, TN, GN, GC, RI, RM, RQ, RU, RV, RK, RO, RS, RZ, FC, RX, AC, CE, NI, RJ, TR, OP, RA, RB, RH, RL, RT, DI e CP
Scarica il Modello Redditi SC 2026 con le relative Istruzioni
Attenzione al fatto che il modello è stato aggiornato come specificato dalle Entrate in data 27 maggio con le ultime novità sull'iperammortamento.
In particolare, alla pagina 33, nella descrizione del “codice 51”, sono eliminate le seguenti parole “, prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo”.
La modifica tiene conto della disposizione di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 maggio 2026, n. 117.Redditi SC 2026: le novità per l’ires delle società
Le principali novità contenute nel Modello SC 2026 sono le seguenti:
- Concordato preventivo biennale. Nella sezione I del quadro CP, nel rigo CP1, dedicato al reddito d’impresa, è stata inserita la nuova casella “Comma 1-bis” per gestire la novità prevista dall’art. 20-bis, comma 1-bis del decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13, riguardante il regime d’imposta sostitutiva per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale per il biennio 2025-2026 (art. 8 del decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81); nei righi CP3, CP4 e CP5, è stato previsto un campo ove il socio dichiarante espone l’eventuale quota di imponibile concordato ricevuta per trasparenza da assoggettare all’aliquota d’imposta sostitutiva prevista dal citato comma 1-bis; nel rigo CP6, i soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale a partire dal biennio 2025-2026 includono, tra i componenti che non concorrono alla formazione del reddito di impresa oggetto di concordato, anche la maggiorazione del costo del lavoro per le nuove assunzioni (art. 13, comma 1, lett. a) e b) del decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81); nel rigo CP11, sono state previste nuove cause di esclusione e di cessazione dal concordato preventivo biennale (art. 9 del decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81).
- Agevolazione IRES premiale. Nel frontespizio e nei quadri RF, RN, GN, GC, PN, RH, RL, RS, CP e RX è stata gestita l’agevolazione c.d. “IRES premiale”, la quale prevede, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024, la riduzione dell’aliquota IRES dal 24 al 20 per cento, per i soggetti e alle condizioni indicate nella norma (art.1, commi da 436 a 444, della legge 30 dicembre 2024, n. 207).
- Modifiche alla disciplina della liquidazione ordinaria. Nel frontespizio e nei quadri RF e RQ è stata gestita la nuova disciplina della liquidazione ordinaria prevista dall’art. 182 del TUIR che, a determinate condizioni, prevede la possibilità di utilizzare le perdite d’impresa che residuano alla data di chiusura della liquidazione a riduzione del reddito dell’ultimo degli esercizi compresi nella liquidazione e, progressivamente, di quello degli esercizi precedenti (art. 18, comma 1, del decreto legislativo 13 dicembre 2024, n. 192).
- Iper-ammortamento. Nel quadro RF tra le variazioni in diminuzione, sono stati previsti nuovi codici per tenere conto del maggior valore delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria relativo agli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese di cui agli allegati IV e V alla legge n. 199 del 2025 e all’autoproduzione e autoconsumo da fonti di energia rinnovabile, effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 (art. 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Rateizzazione delle plusvalenze. Nel quadro RF è stato previsto il nuovo regime di rateizzazione della tassazione delle plusvalenze realizzate su beni strumentali, di cui all’art. 86, comma 4, del TUIR, che decorre dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 (art. 1, commi 42 e 43, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività. Nel quadro RT sono state previste le nuove sezioni V-A1 e V-B1 per gestire la nuova imposta sostitutiva nella misura del 33 per cento che si applica sulle plu- svalenze e sugli altri proventi derivanti da cessioni di cripto-attività di cui all’art. 67, comma 1, lett. c-sexies), del TUIR, realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2026 (art. 1, comma 24, della legge 30 dicembre 2024, n. 207); nella sezione V-A2 sono state gestite le plusvalenze e gli altri proventi derivanti da opera- zioni di detenzione, cessione o impiego di token di moneta elettronica denominati in euro, realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2026, per i quali l’aliquota dell’imposta è pari al 26 per cento (art. 1, comma 28, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Rivalutazione delle partecipazioni. Nella sezione X del quadro RT è stata gestita la modifica all’art. 5, comma 2, della legge n. 448 del 2001, che prevede l’aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni, dal 18 al 21 per cento, a decorrere dal 1° gennaio 2026 (art. 1, comma 144, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Ecobonus e Sismabonus. Nel quadro RS è stata prevista la detrazione del 36 per cento per le spese sostenute per interventi, effettuati nel 2026, in materia di «Ecobonus» e «Sisma bonus» (art. 1, comma 22, lett. a) e b), della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Disallineamenti da ibridi. In un apposito prospetto del quadro RS, le imprese che hanno predisposto la documentazione dei disallineamenti da ibridi, prevista dall’art. 4 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 6 dicembre 2024, ne danno comunicazione all’Agenzia delle entrate (art. 61 del decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209).
- Affrancamento straordinario delle riserve. È stata aggiornata la sezione VII-B del quadro RQ riservata ai contribuenti che optano per l’affrancamento dei saldi attivi di rivalutazione, delle riserve e dei fondi, in sospensione di imposta, esistenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024, che residuano al termine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2025 (art.1, commi 44 e 45, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Imposta sull’adeguamento delle esistenze iniziali dei beni. È stata eliminata la sezione XXVII del quadro RQ, riservata ai contribuenti che applicavano l’imposta sostitutiva sulle esistenze iniziali dei beni (art. 1, commi da 78 a 85, della legge 30 dicembre 2023, n. 213).
- Tabelle. Le tabelle contenute nelle istruzioni dei singoli modelli REDDITI SP, SC ed ENC, sono state spostate nelle “Istruzioni generali dei modelli REDDITI”, ai fini di una più agevole consultazione.
- Maggior reddito derivante da differimento della deducibilità. È stato evidenziato nel quadro RS, rigo RS544, e nel quadro GN/GC, rigo GN22/GC22, l’importo del maggior reddito imponibile per effetto delle disposizioni di cui ai commi da 14 a 17 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, a seguito del differimento, ai successivi periodi di imposta, dei componenti negativi di reddito deducibili nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025 (art.1, comma 18, della legge 30 dicembre 2024, n. 207).
- Principio di derivazione rafforzata alle micro-imprese. Nei quadri RQ e RV è stato previsto che la disciplina delle divergenze tra valori contabili e valori fiscali emerse in sede di cambiamento dei principi contabili, di cui all’art. 10 del decreto legislativo 13 dicembre 2024, n. 192, si applichi anche alle operazioni straordinarie fiscalmente neutrali effettuate tra soggetti che adottano i medesimi principi contabili (art. 3, decreto legislativo 18 dicembre 2025, n. 192).
- Assegnazione agevolata di beni. Nel quadro RQ è stata prevista la gestione dell’imposta sostitutiva pari all’8 per cento (ovvero pari al 10,5 per cento se la società non è operativa) sulla differenza tra valore normale e costo fiscalmente riconosciuto dei beni immobili o mobili registrati non strumentali assegnati o ceduti ai soci entro il 30 settembre 2026 nonché, per le società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei medesimi beni, che si trasformano in società semplici entro lo stesso termine del 30 settembre 2026 (art.1, commi da 35 e 40, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Crisi d’impresa. Sono state integrate le istruzioni nel quadro RF, rigo RF31, con l’individuazione degli istituti per la soluzione della crisi d’impresa cui si applica la disciplina dell’art. 88, comma 4-ter, del TUIR, richiamando quelli attivati con finalità liquidatoria, quali il concordato minore in continuità aziendale, l’accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi degli artt. 57, 60 e 61 del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, il piano attestato ai sensi dell’art. 56 del citato decreto legislativo, ovvero del piano di
ristrutturazione soggetto a omologazione di cui all’art. 64-bis del medesimo decreto legislativo (art. 8, decreto legislativo 4 dicembre 2025, n. 186). - Contributo straordinario. Nel quadro RQ è stato gestito il contributo straordinario sulla riserva di cui all’art. 26, comma 5-bis, del decreto-legge n. 104 del 2023. L’aliquota del contributo straordinario è stabilita nella misura del 27,5 per cento della riserva esistente al termine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2025 o del 33 per cento della riserva esistente al termine dell’esercizio successivo (art. 1, commi da 68 a 72, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
- Monitoraggio per determinate operazioni. Nel quadro RS è stato previsto un prospetto per l’indicazione di informazioni relative a regime fiscale della rivendita delle azioni proprie, alla deduzione di oneri con nessi a piani di stock option e alla deduzione del costo dei marchi d’impresa, dell’avviamento e delle attività immateriali a vita utile indefinita (art. 1, commi 131 e 132, della legge 30 dicembre 2025, n. 199).
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Carburanti, accise e proroga versamenti soggetti ISA: le novità del DL 89/2026
Il Governo ha adottato il 22 maggio 2026, con effetto immediato, un nuovo decreto legge per fronteggiare le ricadute economiche del perdurante aumento dei prezzi energetici sui mercati internazionali.
Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 ed entrato in vigore il giorno successivo, si inserisce in una sequenza di interventi d'urgenza già avviata nei mesi precedenti e risponde a una pluralità di esigenze:
- contenere il costo dei carburanti per famiglie e imprese,
- sostenere i settori dell'autotrasporto e dell'agricoltura duramente colpiti dal rincaro delle materie prime,
- e alleggerire il carico fiscale immediato sulle piccole e medie imprese soggette agli indici sintetici di affidabilità.
Scarica il testo del Decreto legge n. 89 del 22.05.2026
Il decreto si compone di otto articoli e mobilita risorse complessive pari a oltre 620 milioni di euro per il solo anno 2026, attingendo a una pluralità di fondi statali già stanziati. Accanto alle misure di carattere emergenziale sui carburanti e sul fisco, il testo interviene anche sulla vicenda industriale dell'ex ILVA, sul rinnovo dei contratti del trasporto pubblico locale e sull'istituzione di un nuovo centro di assistenza tecnica del FMI con sede a Roma.
Proroga versamenti ISA: novità 2026, scatta la maggiorazione dello 0,80%
Per la prima volta, chi versa entro il 30° giorno successivo al 20 luglio 2026 deve applicare una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Negli anni scorsi la proroga era completamente gratuita. Chi paga entro il 20 luglio non subisce alcuna maggiorazione.
L'art. 6 differisce al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione, i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell'IRAP e dell'IVA che ordinariamente scadono entro il 30 giugno 2026.
Soggetti interessati
La proroga si rivolge ai contribuenti per i quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi entro la soglia fissata dal relativo decreto ministeriale.
La proroga si estende inoltre:
- ai soggetti che presentano cause di esclusione dagli ISA,
- ai contribuenti in regime forfetario di cui all'art. 1, commi 54–89, L. 190/2014,
- ai contribuenti in regime dei minimi,
- nonché ai soci di società di persone, associazioni professionali e società di capitali trasparenti ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 TUIR, quando la società partecipata possiede i requisiti ISA.
I versamenti dei soggetti ISA interessati dalla proroga sono i seguenti:
Versamento ScadENZA ORDINARIAProrogasenza magg.Con magg.0,80%*Saldo IRPEF / IRES 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.20261° acconto IRPEF / IRES 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.2026Saldo IRAP 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.20261° acconto IRAP 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.2026IVA annuale a saldo (da dichiarazione) 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.2026Addizionali regionali e comunali IRPEF 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.2026Contributi INPS (artigiani, commercianti, gestione separata) 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.2026Diritto annuale Camera di Commercio aggiunto 30.06.202620.07.2026entro il 20.08.2026* Dal 21.07.2026 al 20.08.2026 (considerando la c.d. “Proroga di Ferragosto”) con la maggiorazione dello 0,80%.
La maggiorazione dello 0,80% si calcola sull'intero importo da versare ed è dovuta a titolo di interesse corrispettivo, non di sanzione: non è quindi cumulabile con ulteriori penali per ritardo.
È escluso qualsiasi rimborso per chi ha già provveduto al versamento entro i termini ordinari del 30 giugno.
Si precisa che la proroga non riguarda i versamenti periodici IVA mensili o trimestrali in corso d'anno, né le ritenute operate dai sostituti d'imposta, che rimangono soggetti alle scadenze ordinarie.
Taglio delle accise sui carburanti: misure temporanee fino al 6 giugno
Il provvedimento interviene con urgenza sul caro-carburanti, riducendo temporaneamente le aliquote di accisa dal 23 maggio al 6 giugno 2026.
In base all'art. 4 del DL 89/2026:
- la benzina scende a 622,90 €/1.000 litri,
- e il gasolio a 572,90 €/1.000 litri;
- Per il GPL il nuovo livello è 242,77 €/1.000 kg,
- mentre il gas naturale carburante è portato a zero.
La stessa aliquota ridotta si applica all'HVO e al biodiesel immessi in consumo tal quali come carburanti. Il costo stimato per l'Erario è di 133,8 milioni di euro per il 2026.
Crediti d’imposta per autotrasporto, agricoltura e fertilizzanti
L'art. 2 proroga il credito d'imposta sul gasolio per autotrasporto estendendo il periodo agevolato da marzo a giugno 2026, con un plafond portato a 300 milioni di euro.
Le imprese del settore pesca beneficiano di un credito ampliato nei mesi da marzo a maggio 2026, con dotazione salita a 90 milioni di euro.
Per contrastare il rincaro dei fertilizzanti è introdotto un nuovo contributo straordinario, nella forma di credito d'imposta fino al 30% della spesa sostenuta per acquisti nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, nel limite di 40 milioni di euro. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026 e non concorre alla formazione del reddito d'impresa né alla base imponibile IRAP.
Allegati: -
Assemblee da remoto: i Notai fanno il punto
Il Consiglio Notarile di Milano con la massima n 216/2025 ha chiarito il perimetro delle regole per le assemblee da remoto del 2026.
Come specificato dai Notai, la massima intende fare il punto della situazione sulle regole applicabili alle assemblee di società di capitali dopo la cessazione del regime “emergenziale” previsto dall’art. 106 d.l. 18/2020, introdotto all’inizio della pandemia del Covid-19 e poi ripetutamente prorogato (da ultimo con l’art. 3, comma 14-sexies, d.l. 202/2024).
Assemblee da remoto 2026: la massima n 216/2025 dei Notai di Milano chiarisce le regole
A decorrere dal 1° gennaio 2026, al cessare del regime “emergenziale” delle assemblee delle società di capitali, previsto dall’art. 106 d.l. 18/2020, introdotto all’inizio della pandemia del Covid-19 e poi ripetutamente prorogato (da ultimo con l’art. 3, comma 14-sexies, d.l. 202/2024), le modalità di svolgimento delle assemblee torneranno a essere regolate dalle norme del Codice Civile, secondo gli orientamenti interpretativi via via affermatisi, come segue in quattro punti.
L’intervento con mezzi di telecomunicazione, anche in via esclusiva, è consentito ai soci delle s.p.a. solo in presenza di una apposita clausola statutaria, come richiesto dall’art. 2370, comma 4, c.c., mentre nelle s.r.l., nel silenzio della legge, è ammissibile anche in mancanza di apposita disposizione dello statuto, purché non espressamente vietato.
In caso di assemblea totalitaria (in presenza cioè dei requisiti previsti dagli artt. 2366, comma 4, e 2479-bis, comma 5, c.c.), essa può svolgersi esclusivamente “a distanza”, anche in mancanza di alcuna clausola statutaria che preveda l’intervento mediante mezzi di telecomunicazione.
In caso di assemblea ritualmente convocata con indicazione di un luogo fisico di svolgimento dell’assemblea, è necessario e sufficiente che nel luogo di convocazione si trovi il soggetto verbalizzante (segretario o notaio), mentre tutti gli altri soggetti possono intervenire e partecipare mediante mezzi di telecomunicazione, alle condizioni sopra ricordate.
Attenzione al fatto che è legittima la clausola statutaria che preveda che l’avviso di convocazione non indichi un luogo fisico di svolgimento dell’assemblea, imponendo quindi a tutti i soci l’utilizzo dei mezzi di telecomunicazione per l’intervento in assemblea; è parimenti legittimo, purché non espressamente vietato dallo statuto, che l’avviso di convocazione, anche in mancanza di tale clausola, indichi esclusivamente un luogo virtuale e non fisico di svolgimento dell’assemblea, sempre alle condizioni ricordate supra.
Infine, er le società con azioni negoziate in mercati regolamentati e/o in sistemi multilaterali di negoziazione, la disciplina normativa e regolamentare tempo per tempo vigente, relativa sia alle modalità di intervento diverse dalla partecipazione fisica sia al ricorso, anche esclusivo, al rappresentante designato. -
Verbali distribuzioni utili: registrati con RAP online, le Entrate aggiornano la guida
Tra le novità del nuovo Modello RAP 2025 vi è quella del modello aggiuntivo per il verbale di distribuzione utile che, dal 12 marzo, può essere inviato via web con il RAP online.
Attenzione al fatto che, una volta inserite le informazioni necessarie, il sistema calcola in automatico le imposte (registro e/o bollo) e consente di versarle con il c/c contestualmente.
Per una ulteriore utilità le Entrate hanno pubblicato in agosto la guida aggiornata “Rap Web” con le regole per tutti i relativi adempimenti.
Prima dei dettagli ricordiamo che per tutte le novità del RAO si consiglia di leggere anche: Modello RAP 2025: registrazione atti privati.
Verbali distribuzioni utili registrati con RAP online
Il modello di Registrazione Atti privati (RAP), può essere utilizzato dai contribuenti, mediatori e intermediari per richiedere agli uffici dell’Agenzia delle Entrate la registrazione di alcune tipologie di atti privati.
Attualmente è possibile utilizzare il modello RAP per la registrazione:
- del contratto di comodato,
- del contratto preliminare di compravendita
- e del verbale di distribuzione utili delle società.
Il modello può essere presentato in via telematica da colui che sottoscrive la richiesta:
- direttamente,
- oppure tramite un intermediario abilitato,
mediante l’apposita procedura web resa disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
Attenzione al fatto che alla richiesta di registrazione è necessario allegare:
- l’atto comprensivo dei suoi allegati e la copia dei documenti d’identità (in corso di validità) delle parti che lo hanno sottoscritto, creando con essi un unico file nei formati ammessi TIF e/o TIFF e PDF/A (PDF/A-1a o PDF/A-1b);
- il file così realizzato conterrà, quindi:
- la copia dell’atto da registrare sottoscritto dalle parti;
- gli eventuali documenti allegati all’atto;
- la carta d’identità in corso di validità delle parti che lo hanno sottoscritto.
La novità del nuovo Modello RAP 2025 è appunto il fatto che esso contiene il nuovo Quadro ATTO per il verbale di distribuzione utili e a seguire il QUADRO SOCI:

Nel QUADRO ATTO verbale di distribuzione utili vanno indicati:
- Totale Utile conseguito dove indicare l’importo dell’utile di esercizio conseguito dalla società che approva il Bilancio.
- Importo Utile distribuito ai soci dove indicare l’importo dell’utile di esercizio che viene destinato alla distribuzione tra i soci.
Attenzione al fatto che il richiedente la registrazione in questo caso è sempre la società ossia il soggetto obbligato a richiedere la registrazione dell’atto, anche se chi sta materialmente effettuando la richiesta è il rappresentante legale della stessa società o un professionista abilitato di cui la società si avvale.
Il soggetto che sottoscrive la richiesta attesta che tutti i dati dichiarati coincidono con quelli contenuti nell’atto originale.
ed è tenuto a conservare in originale l’atto sottoscritto dalle parti unitamente alla richiesta di registrazione e alle ricevute di presentazione rilasciate dal servizio online.
Il richiedente, inoltre, deve consegnare alle parti del contratto la copia delle ricevute dalle quali risulta la registrazione dell’atto ovvero l’esito del pagamento delle imposte.
L’utente, per poter effettuare la registrazione telematica del modello Rap, deve autenticarsi (attraverso le credenziali Spid, Cie o Cns) nella propria area riservata.
Una volta effettuato il login è sufficiente scrivere “Registrazione atti privati” nella sezione “Servizi”, selezionare il tasto “Cerca” e successivamente “Vai al servizio”. Infine, cliccando su, “Nuova richiesta”, si dà avvio alla registrazione telematica del modello Rap.
Il servizio restituisce, subito dopo l’invio, un messaggio che conferma solo l’avvenuta trasmissione del file e, in seguito, fornisce un’altra comunicazione che attesta l’esito dell’elaborazione effettuata sui dati pervenuti e, in assenza di errori, conferma l’avvenuta registrazione dell’atto.
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Affrancamento riserve in sospensione di imposta: regole, soggetti e modalità
Con il decreto ministeriale del 27 giugno 2025, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato attuazione all’art. 14 del D.lgs. 192/2024, disciplinando l’affrancamento straordinario dei saldi attivi di rivalutazione e delle riserve in sospensione d’imposta.
Tale misura, prevista dalla riforma fiscale in attuazione della legge delega n. 111/2023, consente ai contribuenti di regolarizzare poste patrimoniali ancora vincolate al 31 dicembre 2024, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 10%, sia ai fini IRES che IRAP.
Questa riapertura straordinaria mira a incentivare la piena trasparenza tra valori civilistici e fiscali, migliorando la leggibilità e l’efficienza del sistema contabile e tributario.
Ambito oggettivo e soggettivo: chi può affrancare e cosa
Ambito oggettivo
L’affrancamento può riguardare:
- Saldi attivi di rivalutazione con riconoscimento fiscale, iscritti in apposite riserve o imputati al capitale sociale;
- Riserve e fondi in sospensione di imposta, diverse da quelle derivanti da deduzioni extracontabili ex art. 109, c. 4, lett. b) del TUIR nella versione previgente al 2007.
Sono espressamente escluse:
- le riserve per ammortamenti anticipati o derivanti da deduzioni extracontabili non più monitorabili;
- le riserve correlate a tributi diversi da imposte sui redditi e IRAP (es. contributo straordinario di cui al D.L. 104/2023);
- le poste non dotate di vincolo fiscale, come le riserve da conferimento “in doppia sospensione”.
L’affrancamento è possibile anche per parte dell’importo o solo per alcune riserve e saldi attivi presenti in bilancio al 31.12.2023 e ancora esistenti al 31.12.2024.
Ambito soggettivo
Possono esercitare l’opzione:
- Società di capitali e di persone in contabilità ordinaria;
- Imprese individuali con contabilità ordinaria;
- Stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri;
- Soggetti trasparenti ex art. 115 e 116 TUIR.
I contribuenti in contabilità semplificata sono esclusi, salvo abbiano operato fino al 2024 in contabilità ordinaria e intendano affrancare prima del passaggio.
Modalità di esercizio e versamento dell’imposta sostitutiva
L’opzione per l’affrancamento si perfeziona mediante indicazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024. L’imposta sostitutiva del 10%:
- a calcolata sul valore netto (al netto dell’imposta sostitutiva già versata eventualmente in precedenza);
- è indeducibile sia ai fini delle imposte sui redditi sia ai fini IRAP;
- va versata in quattro rate annuali di pari importo (prima rata entro la scadenza per il saldo IRPEF/IRES 2024, le successive nel 2026, 2027 e 2028);
- è ammessa la compensazione in F24.
Non si applicano interessi sulle rate. Il mancato versamento non inficia la validità dell’opzione, ma determina iscrizione a ruolo.
Effetti fiscali dell’affrancamento
Una volta affrancate, le riserve:
- non concorrono a formare reddito imponibile alla distribuzione;
- in capo alla società, non danno diritto a crediti d’imposta eventualmente originati dal regime originario;
- per i soci di società di capitali, le riserve affrancate e distribuite sono considerate dividendi tassabili (salvo si tratti di riserve di capitale);
- per i soci di società trasparenti o di persone, si ha un aumento del costo fiscale della partecipazione in caso di riserve di utili.
È fatta salva la presunzione di distribuzione ex art. 47 TUIR: si considerano distribuiti prima gli utili ordinari e le riserve di utili non in sospensione.
Affrancamento e operazioni straordinarie
È consentito l’affrancamento anche a seguito di trasformazioni societarie (progressive o regressive), purché le riserve restino evidenziate in bilancio con indicazione del vincolo e dell’origine. In questi casi, l’effetto estintivo dell’obbligo fiscale si consolida nel periodo in cui è esercitata l’opzione nella dichiarazione.
Allegati: -
Regime agevolato giovani imprenditori agricoli: novità nei modelli redditi 2025
L'Agenzia delle Entrate con il Provvedimento n. 131067 del 17 marzo ha approvato il modello “Redditi 2025–SC”, da presentare nell'anno 2025 da parte delle società ed enti commerciali residenti nel territorio dello Stato e dei soggetti non residenti equiparati.
Con il Modello Redditi SC 2025 sono approvate le relative istruzioni per la compilazione e le istruzioni generali ai modelli “Redditi 2025 delle Società e degli Enti”: Scarica il Modello Redditi SC-2025 con relative istruzioni.
Tra le novità vi è quella del Quadro RQ per l'agricoltura, vediamo i dettegli.
Redditi SC: il rigo RQ 106 per i giovani imprenditori agricoli
Come sinteticamente riportato nelle istruzioni, tra le novità vi è quella del Regime agevolato primo insediamento imprese giovanili in agricoltura.
In particolare, al tal proposito, nel quadro RQ è stata prevista la sezione XXV dedicata ai giovani agricoltori che hanno intrapreso un’attività d’impresa nel settore agricolo ed esercitato l’opzione per il regime fiscale agevolato consistente nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRES, delle relative addizionali e dell’IRAP applicata alla base imponibile costituita dal reddito d’impresa prodotto nel periodo d’imposta (art. 4 della legge 15 marzo 2024, n. 36).

La sezione va compilata dai soggetti di cui all’art. 2 della legge 15 marzo 2024, n. 36, che intraprendono un’attività d’impresa in agricoltura e che abbiano esercitato l’opzione per il regime fiscale agevolato consistente nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRES, delle relative addizionali e dell’IRAP, determinata applicando l’aliquota del 12,5 per cento alla base imponibile costituita dal reddito d’impresa prodotto nel periodo d’imposta (art. 4, comma 1, della predetta legge n. 36 del 2024).
Attenzione al fatto che l’opzione ha effetto per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro periodi d’imposta successivi.
Tale regime si applica limitatamente alle attività agricole diverse da quelle per le quali il reddito è determinato forfetariamente ovvero ai sensi dell’art. 32 del TUIR.
L’agevolazione è riconosciuta nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato e alle condizioni di cui al comma 2 dell’art. 4 della legge n. 36 del 2024.
La nuova sezione va compilato come segue:
- la casella denominata “Assenza reddito” va barrata se il reddito d’impresa derivante dall’attività agricola è negativo o pari a zero.
- in colonna 1, va indicato l’ammontare del reddito d’impresa derivante dall’attività agricola, già ricompreso nel quadro RF;
- in colonna 2, va indicato l’ammontare delle perdite computabili in misura limitata (art. 84, comma 1, del TUIR);
- in colonna 3, va indicato l’ammontare delle perdite computabili in misura piena (art. 84, comma 2, del TUIR);
- in colonna 4, va indicata la somma delle perdite di cui alle colonne 2 e 3 e l’importo delle perdite d’impresa maturate nel presente periodo d’imposta; detta somma non può eccedere il reddito di cui alla colonna 1.
- in colonna 5, va indicata l’imposta sostitutiva calcolata nella misura del 12,5 per cento della differenza tra l’importo indicato in colonna 1 e quello in colonna 4.
Redditi PF: il rigo RQ 106 per i giovani imprenditori agricoli
Analogamente, nel Modello Redditi PF 2025, la sezione va compilata dai soggetti di cui all’art. 2 della legge 15 marzo 2024, n. 36, che intraprendono un’attività d’impresa in agricoltura e che abbiano esercitato l’opzione per il regime fiscale agevolato consistente nel pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, determinata applicando l’aliquota del 12,5 per cento alla base imponibile costituita dal reddito d’impresa prodotto nel periodo d’imposta (art. 4, comma 1, della predetta legge n. 36 del 2024).
L’opzione ha effetto per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro periodi d’imposta successivi.
Tale regime si applica limitatamente alle attività agricole diverse da quelle per le quali il reddito è determinato forfetariamente ovvero ai sensi dell’art. 32 del TUIR.
L’agevolazione in esame è riconosciuta nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato e alle condizioni di cui al comma 2 dell’art. 4 della legge n. 36 del 2024.

Nel Rigo RQ106 occorre barrare:
- la casella denominata “Assenza reddito” va barrata se il reddito d’impresa derivante dall’attività agricola è negativo o pari a zero.
e indicare:
- in colonna 1, l’ammontare del reddito d’impresa derivante dall’attività agricola, già ricompreso nel quadro RF (e RG);
- in colonna 2, l’ammontare delle perdite computabili in misura limitata (art. 84, comma 1, del TUIR) “:
- in colonna 3, l’ammontare delle perdite computabili in misura piena (art. 84, comma 2, del TUIR);;
- in colonna 4, la somma delle perdite di cui alle colonne 2 e 3 e l’importo delle perdite d’impresa maturate nel presente periodo d’imposta, detta somma non può eccedere il reddito di cui alla colonna 1;
- in colonna 5,’mposta sostitutiva calcolata nella misura del 12,5 per cento della differenza tra l’importo indicato in colonna 1 e quello in colonna 4.