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Contributo disagio abitativo sisma 2022-2023: importi e regole
Con l’ordinanza del 27 gennaio 2026 del Commissario straordinario per la ricostruzione pubblicata in Gazzetta il 7 marzo 2026 viene disciplinato il nuovo contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione, una misura destinata ai nuclei familiari colpiti dai terremoti che hanno interessato Marche e Umbria nel 2022 e nel 2023.
Il provvedimento introduce un sistema di sostegno economico che sostituisce, a partire dal 1° gennaio 2026, il precedente contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) che veniva erogato dalla Protezione civile. L’obiettivo è garantire continuità nell’assistenza alle famiglie che non possono ancora rientrare nella propria abitazione principale a causa dei danni provocati dagli eventi sismici.
Il contributo viene riconosciuto ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta, gravemente danneggiata oppure dichiarata inagibile e sgomberata. Il sostegno economico è erogato fino al completamento degli interventi di ripristino o ricostruzione dell’immobile, oppure fino alla disponibilità di una nuova sistemazione stabile.
La misura riguarda in particolare alcuni territori delle province delle Marche e dell’Umbria colpiti dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023, tra cui i comuni di Ancona, Fano, Pesaro, Umbertide, Perugia e Gubbio.
La disciplina operativa è definita dall’ordinanza commissariale che stabilisce criteri, requisiti, importi e modalità di accesso al contributo.
La normativa in materia di Contributi autonoma sistemazione e disagio abitativo
l riferimento principale è il decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189, che ha istituito il sistema di ricostruzione per i territori interessati dal sisma del Centro Italia e attribuito al Commissario straordinario del Governo il potere di emanare ordinanze operative.
Negli anni successivi il sistema è stato integrato da ulteriori interventi normativi, tra cui:
- il decreto-legge n. 3/2023 relativo agli interventi urgenti per la ricostruzione;
- la legge di bilancio 2025, che ha finanziato alcune attività preliminari di progettazione per la ricostruzione pubblica e privata;
- la legge di bilancio 2026, che ha introdotto il nuovo contributo per il disagio abitativo.
In particolare, la legge di bilancio 2026 ha previsto due elementi fondamentali:
- la cessazione del contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) dal 1° gennaio 2026;
- l’istituzione del contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione, con una dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro per l’anno 2026.
La stessa normativa demanda al Commissario straordinario il compito di definire:
- criteri di accesso al beneficio;
- modalità di erogazione;
- condizioni per il mantenimento del contributo;
- termini e adempimenti per i beneficiari.
L’ordinanza del 27 gennaio 2026 attua queste disposizioni e stabilisce le regole operative applicabili nei territori interessati dal sisma del 2022 e del 2023.
La novità CDA Contributo disagio abitativo: importi, durata, condizioni
La principale novità introdotta dalla disciplina riguarda la struttura del nuovo contributo abitativo, che sostituisce il precedente sostegno emergenziale con una misura collegata direttamente al processo di ricostruzione degli immobili.
Il contributo è riconosciuto ai nuclei familiari:
- già beneficiari del contributo per l’autonoma sistemazione;
- proprietari o titolari di diritti reali sull’abitazione principale danneggiata;
- soggetti costretti a lasciare l’abitazione per lavori di ripristino o ricostruzione.
L’importo varia in base al numero di componenti del nucleo familiare.
Componenti nucleo familiare Importo mensile del contributo 1 persona 400 euro 2 persone 500 euro 3 persone 700 euro 4 persone 800 euro 5 o più persone 900 euro Oltre all’importo base è previsto un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ogni componente del nucleo familiare che rientri in una delle seguenti categorie:
- persone con più di 65 anni;
- persone con disabilità o handicap;
- soggetti con invalidità pari o superiore al 67%.
L’incremento può essere riconosciuto anche oltre il limite massimo di 900 euro mensili previsto per i nuclei più numerosi.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda la presenza di lavoratori addetti all’assistenza domiciliare conviventi (ad esempio badanti) per persone non autosufficienti. In questo caso la loro presenza viene considerata ai fini del calcolo del contributo.
Non possono invece accedere al beneficio:
- i nuclei familiari che al momento del sisma vivevano in immobili in locazione, salvo il caso degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
- i soggetti che dispongono già di un’altra abitazione idonea nello stesso comune o in comuni limitrofi.
Durata del contributo
Il contributo viene erogato fino al ripristino dell’agibilità dell’abitazione, certificato con apposito provvedimento e comunque non oltre 30 giorni dalla dichiarazione di piena agibilità dell’edificio.
Il diritto al contributo cessa inoltre se il beneficiario:
- trova una sistemazione abitativa stabile alternativa;
- non rispetta gli adempimenti richiesti;
- avvia lavori senza il decreto di concessione del contributo per la ricostruzione.
Dichiarazioni e domande ai Comuni
Dal punto di vista operativo, la gestione del contributo è affidata principalmente ai Comuni dei territori interessati, che svolgono attività di istruttoria, concessione ed erogazione delle somme.
Presentazione delle dichiarazioni
Entro il 31 marzo 2026, i nuclei familiari già beneficiari del precedente contributo devono presentare al Comune una dichiarazione sostitutiva nella quale attestano, tra l’altro:
- di aver avviato o di essere nei termini per avviare la domanda di contributo per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile;
- di essere destinatari di provvedimenti di sgombero oppure di non poter rientrare nell’abitazione principale;
- di non possedere altre abitazioni idonee nello stesso territorio;
- di non aver trasferito residenza o domicilio fuori dalle Marche o dall’Umbria.
La dichiarazione deve includere tutti i componenti del nucleo familiare ed essere resa ai sensi della normativa sulle autocertificazioni.
Nuove domande
Per i nuclei familiari che si trovano nella condizione di dover lasciare l’abitazione a causa dei lavori di ricostruzione, è possibile presentare una nuova domanda di contributo al Comune competente.
In questo caso il beneficio decorre dalla data del provvedimento di sgombero dell’immobile.
Controlli e decadenza
I Comuni sono responsabili dei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese dai beneficiari. In caso di irregolarità o perdita dei requisiti viene disposta la decadenza dal contributo.
Inoltre, ogni variazione relativa alla situazione del nucleo familiare o ai requisiti dichiarati deve essere comunicata al Comune entro 30 giorni dall’evento che la determina.
Le Regioni Marche e Umbria collaborano con il Commissario straordinario nel monitoraggio dell’attuazione della misura e nella raccolta dei dati relativi ai beneficiari e ai contributi erogati.
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Bonus bollette 2026 per le famiglie: decreto in Gazzetta
Il Consiglio dei ministri aveva approvato il 19 febbraio la terza versione di un nuovo Decreto Energia(o Bollette) 2026, con interventi rilevanti ( circa 5 miliardi di spesa) destinati sia alle famiglie vulnerabili sia alle utenze non domestiche, per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici sulla produzione industriale .
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20.2.2026 ed è in vigore dal 21 febbraio. QUI il testo completo
Vediamo in particolare le notizie riguardanti il bonus bollette per le famiglie che prevede prevede rilevanti incrementi dei sostegni economici per i ceti meno abbienti.
Per approfondire le altre misure leggi Decreto Bollette le agevolazioni per le imprese
Bonus bollette rafforzato e nuovo sconto 60 euro dai venditori
il provvedimento interviene su due livelli e garantisce
- un contributo aggiuntivo di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale pari a 200 euro annui. Il beneficio complessivo per queste famiglie sarà pari a 315 euro all’anno, cifra corrispondente alla metà del costo medio annuale della bolletta elettrica.
- un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per 4,5 milioni di famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro e non titolari di bonus sociali. ATTENZIONE : Il contributo sarà riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiscono al meccanismo è rilasciata una attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali.
Leggi in merito anche Maxi bonus bollette 2025 e Bonus sociali bollette 2025 guida completa
La misura interesserà oltre 4,5 milioni di famiglie e sarà finanziata con un trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA
Occorre attendere ricordiamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per la conferma e l'entrata in vigore delle nuove misure.
Le altre misure del Decreto Energia 2026
Oltre al contributo diretto, il decreto interviene sulle componenti strutturali della bolletta elettrica, in particolare sugli oneri generali di sistema che impattano sui costi sia degli utenti domestici che delle imprese.
Sono previste rimodulazioni dei meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili e una diversa gestione dei flussi finanziari tra Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e sistema tariffario. L’obiettivo dichiarato è contenere o stabilizzare la componente ASOS, che incide in modo significativo sull’importo finale pagato dagli utenti domestici.
Sul fronte del gas, il provvedimento prevede l’utilizzo di risorse derivanti dalla gestione e dalla vendita di gas per finalità di riduzione o compensazione di alcune componenti tariffarie. In sostanza, parte dei proventi sarà destinata ad attenuare il peso delle voci che compongono la bolletta del gas naturale, con potenziali effetti di alleggerimento per i clienti domestici. Anche in questo caso, gli effetti concreti dipenderanno dai successivi provvedimenti attuativi e dalle decisioni dell’Autorità di regolazione.
Il decreto contiene inoltre misure volte a favorire una maggiore concorrenza nel mercato del gas e a migliorare la liquidità degli scambi, con possibili ricadute indirette sui prezzi finali applicati ai consumatori.
Parallelamente, vengono introdotte semplificazioni per la realizzazione e la connessione di impianti da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del sistema energetico nazionale e ridurre nel medio periodo la dipendenza da fonti più costose.
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Assegno unico 2026: il calendario ufficiale dei pagamenti
Con il Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025, l’Istituto ha reso noto il calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico e Universale (AUU) per l’anno 2026, fornendo un’indicazione di particolare rilievo operativo per famiglie
L’Assegno Unico e Universale, disciplinato dal D.lgs. n. 230/2021, rappresenta una delle principali misure strutturali di sostegno ai nuclei familiari con figli a carico, accorpando e sostituendo precedenti prestazioni di natura fiscale e assistenziale. La gestione è integralmente demandata all’INPS, che provvede sia alla ricezione delle domande sia all’erogazione mensile delle somme spettanti, sulla base dell’ISEE e delle condizioni dichiarate.
Il messaggio isi inserisce nel solco della prassi INPS di comunicare preventivamente le finestre temporali di pagamento per le prestazioni in corso di godimento, ossia quelle domande già accolte e non interessate da variazioni rilevanti (ad esempio, modifiche del nucleo familiare, aggiornamenti ISEE, revoche o sospensioni).
È opportuno ricordare che:
- il pagamento della prima rata dell’AUU avviene, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domanda;
- nella stessa data vengono erogati anche eventuali conguagli, sia a credito che a debito, derivanti da ricalcoli dell’importo spettante.
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Le date dei pagamenti AUU 2026
La principale informazione contenuta nel Messaggio INPS n. 3931/2025 riguarda il calendario dettagliato delle date di accredito dell’Assegno Unico per il 2026, che si mantiene sostanzialmente allineato alla prassi degli anni precedenti, con pagamenti concentrati tra la terza e la quarta settimana del mese.
Di seguito si riporta il calendario ufficiale
Mese di competenza Date di pagamento AUU 2026 Gennaio 21 – 22 gennaio Febbraio 19 – 20 febbraio Marzo 19 – 20 marzo Aprile 20 – 21 aprile Maggio 20 – 21 maggio Giugno 18 – 19 giugno Luglio 20 – 21 luglio Agosto 18 – 19 agosto Settembre 21 – 22 settembre Ottobre 21 – 22 ottobre Novembre 19 – 20 novembre Dicembre 16 – 17 dicembre Dal punto di vista operativo, è importante evidenziare che il calendario si applica esclusivamente alle prestazioni senza variazioni: in presenza di aggiornamenti ISEE tardivi, modifiche del nucleo familiare o nuove domande, le date di accredito possono differire.
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Bonus Sport famiglie: ecco chi lo riceve
Con un DPCM del 15.7.2025 firmato dai Ministri dello Sport, dell’Economia e del Lavoro, ha preso forma il nuovo bonus detto "Fondo Dote per la Famiglia”: un contributo pubblico per le famiglie a basso ISEE , per consentire la partecipazione dei figli a corsi sportivi e attività ricreative extra-scolastiche , pari a 300 euro per figlio (max due per famiglia).
La misura, prevista dalla legge di bilancio 2025 (art. 1, commi 270-272), dispone 30 milioni di euro per l’anno in corso, destinati a coprire parzialmente i costi delle attività svolte da
- associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD),
- enti del Terzo settore (ETS) e
- ONLUS iscritti nei registri ufficiali.
Il dipartimento ha pubblicato un primo elenco, non nominativo, dei beneficiari delle risorse – minori dai 6 ai 14 anni – pari a 75.254 soggetti, che potranno verificare la propria presenza attraverso il codice identificativo della domanda.
I beneficiari riceveranno anche una e-mail al proprio indirizzo inserito, con la notizia dell’avvenuto inserimento nell’elenco.
I beneficiari, inoltre, una volta verificata l’ammissione al contributo, potranno contattare l’Ente (presente in elenco) che fornisce il corso per il tesseramento e l’inizio delle attività.
Si precisa che sarà pubblicato un successivo elenco relativo agli ulteriori beneficiari.
Il comunicato da ulteriori informazioni anche agli enti
al fine del percepimento della seconda e terza tranche del contributo, dovranno effettuare un monitoraggio della frequenza dei corsi da parte dei beneficiari, e compilare l’apposito modulo disponibile sulla Piattaforma,
che andrà sottoscritto e caricato in 2 finestre,
- dal 16 febbraio al 1° marzo 2026 e
- dal 1° al 16 luglio 2026.
Eventuali richieste di informazioni, sia da parte dei Beneficiari che degli Enti, dovranno essere indirizzate unicamente all’indirizzo [email protected] o contattando telefonicamente, dal lunedì al venerdì dalle ore 09:30 alle ore 12.30, il numero di telefono dedicato 06.6779.6668.
Qui l'elenco di enti accreditati ad oggi.
Le attività devono prevedere frequenza almeno bisettimanale e svolgersi entro il 30 giugno 2026. L'importo sarà erogato direttamente agli enti destinatari.
A chi spetta e come funziona il bonus sport: importi, tempi e vincoli
Il contributo, di massimo 300 euro per figlio, è riservato ai nuclei familiari con ISEE minorenni fino a 15.000 euro e con figli di età compresa tra 6 e 14 anni.
Ogni famiglia potrà richiedere l’agevolazione per un massimo di due figli. Il bonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali o contributi per le stesse attività, rilasciati da Comuni, Regioni o altri enti pubblici.
Il contributo può essere richiesto esclusivamente per attività sportive o ricreative svolte con frequenza minima bisettimanale, che si dovranno svolgere entro giugno 2026, con inizio entro il 15.12.2025.
Le attività devono essere svolte presso enti sportivi accreditati, che saranno elencati in un registro pubblico consultabile sul sito del Dipartimento per lo Sport.
Ecco una sintesi operativa della procedura che prevede DUE FASI :
FASE 1- ITER PER ENTI SPORTIVI (ASD, SSD, ETS, ONLUS) Chi può partecipare ASD e SSD iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche; ETS iscritti al RUNTS; ONLUS iscritte all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate Attività ammesse Corsi sportivi o attività ricreative di almeno 6 mesi, con frequenza minima bisettimanale Periodo di candidatura Dal 29 luglio 2025 ore 12:00 all'8 settembre 2025 ore 12:00 Modalità di candidatura Online tramite piattaforma: avvisibandi.sport.governo.it Documentazione richiesta Indicazione corsi offerti, periodo, numero posti, durata, costo totale, ore settimanali Esito Tutte le domande valide saranno accettate, non è prevista graduatoria Contatti utili Supporto tecnico: [email protected]
Info bando: [email protected] (oggetto: “FONDO DOTE FAMIGLIA”)FASE 2 – ITER PER LE FAMIGLIE Chi può partecipare Famiglie con figli a carico tra 6 e 14 anni e ISEE minorenni ≤ 15.000 € Contributo previsto Massimo 300 € per figlio (max 2 figli per nucleo familiare) Modalità di candidatura Online su piattaforma indicata nell’Avviso pubblicato dal Dipartimento per lo Sport Tempistiche A partire dalla pubblicazione dell’elenco dei corsi disponibili sul sito ministeriale ( probabilmente da metà settembre 2025) Documentazione richiesta a) Dati anagrafici del minore e del genitore
b) Autocertificazione ISEE minorenni
c) Dichiarazione di non cumulo con altri contributi per la stessa prestazione
d) Documento di identità del richiedenteAssegnazione In base all’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento fondi Fondo dote famiglia: condizioni e modalità
Il contributo sarà assegnato secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino ad esaurimento fondi.
In caso di errori o mancanza di requisiti, il Dipartimento per lo Sport potrà escludere la richiesta o richiedere integrazioni. In caso di rinunce o revoche, si procederà allo scorrimento delle domande in lista.
Le famiglie che ricevono il contributo dovranno garantire la partecipazione dei minori: la mancata frequenza di oltre il 30% delle attività comporterà la decadenza dal beneficio e l’eventuale restituzione delle somme già erogate.
Sono previsti controlli anche in loco presso le strutture accreditate e verifiche fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate per evitare cumuli indebiti.
Infine, tutte le informazioni su destinatari e importi assegnati saranno rese pubbliche sul sito istituzionale del Dipartimento per la massima trasparenza.
Le istruzioni per le domande
Il comunicato ministeriale del 26 settembre 2025 precisa che:
A seguito della conclusione della fase di adesione alla misura da parte di ASD, SSD, ETS e ONLUS di ambito sportivo, si pubblica l’elenco dei corsi sportivi disponibili sul territorio nazionale. Si invitano gli enti sportivi aderenti a verificare la correttezza dei dati inseriti e comunicare eventuali difformità all’indirizzo [email protected]. A partire dalle ore 12.00 di lunedì 29 settembre p.v. e fino ad esaurimento delle risorse disponibili sarà possibile presentare domanda sulla piattaforma dedicata, accessibile all’indirizzo: https://avvisibandi.sport.governo.it. La domanda potrà essere presentata esclusivamente da genitori o esercenti la potestà genitoriale di minori con età compresa tra i 6 e i 14 anni al momento della presentazione della domanda.
Per la selezione del corso sportivo, è necessario inserire il codice del corso, reperibile negli elenchi pubblicati (pdf, excel). Si raccomanda la massima attenzione all’inserimento del codice, poiché la domanda non potrà essere modificata e la sua cancellazione comporterà la perdita della priorità acquisita.
L’accesso alla piattaforma avviene tramite SPID o CIE. Per verificare il requisito dell’indicatore ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, è richiesta una dichiarazione ISEE minorenni in corso di validità. Le istruzioni per ottenere l’ISEE sono disponibili sul sito dell’INPS https://servizi2.inps.it/servizi/PortaleUnicoIsee. La veridicità della dichiarazione ISEE sarà verificata automaticamente dalla piattaforma; pertanto, non è necessario allegare la dichiarazione alla domanda.
Durante la compilazione della domanda, il genitore o l’esercente la potestà genitoriale dovrà compilare e allegare il presente allegato firmato (anche con firma analogica, non digitale), insieme a una copia del documento di identità in corso di validità.
Si precisa che l’invio della domanda non costituisce garanzia di ricezione del contributo, che sarà assegnato solo a seguito dei necessari controlli di competenza.
Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina dedicata al Fondo dote Famiglia 2025:
https://www.sport.governo.it/it/bandi-e-avvisi/fondo-dote-famiglia/fondo-dote-famiglia-2025-al-via-la-raccolta-di-adesioni-da-parte-di-asd-ssd-ets-e-onlus-di-ambito-sportivo/
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Carta dedicata a te 2025: in arrivo le liste dei beneficiari
La legge di bilancio 2025 ai commi 102-104 dell'art 1 ha riconfermato la misura sperimentale i per il sostegno economico alle famiglie meno abbienti . Si tratta del contributo una tantum per la spesa di beni di prima necessita di 500 euro (nel 2024) detto "Carta dedicata a te " con risorse per 500 milioni di euro come nel 2024.
Facendo seguito ai messaggi n. 2519 del 1° settembre 2025 e n. 2623 del 9 settembre 2025, INPS comunica che a decorrere dal 30 ottobre 2025 sono messe a disposizione dei Comuni nell’apposito applicativo web le liste definitive dei beneficiari della misura.
Nelle suddette liste suddivise per Comune, a ciascun beneficiario è stato abbinato il numero identificativo della carta assegnata da Poste Italiane S.p.A.
I Comuni, effettueranno nei prossimi giorni le comunicazioni ai beneficiari, informandoli dell’avvenuta assegnazione del contributo, nonché, in presenza di nuovi intestatari, delle modalità di ritiro delle carte presso gli uffici postali; nel caso in cui, invece, il beneficiario risulti destinatario della misura anche nelle precedenti annualità, l’importo spettante viene accreditato sulla carta già assegnata precedentemente.
Inoltre Ciascun Comune, procederà, a pubblicare, sul proprio sito internet, l’elenco dei beneficiari della carta, per i proprio territorio con modalità tali da garantire la riservatezza dei dati (ad esempio, utilizzando il numero del protocollo ISEE o altre analoghe modalità
Tali elenchi dovranno essere disponibili per un periodo non inferiore a trenta giorni e, comunque, sino al termine previsto per effettuare il primo pagamento, ossia il 16 dicembre 2025.
La carta deve essere ritirata presso gli uffici postali
- dall’intestatario o
- da un soggetto terzo appositamente delegato ( in virtù di procura generale, procura speciale, di nomina del giudice tutelare o di qualsiasi atto formale, di rilievo giuridico, di legittimazione a compiere atti riguardanti i beneficiari della misura.)
Si precisa che per effettuare il ritiro della carta è necessario essere in possesso :
- del numero identificativo indicato dal Comune nelle comunicazioni ai beneficiari e
- di un documento di riconoscimento.
ATTENZIONE E' possibile chiedere agli uffici postali il rilascio di un duplicato in caso di furto, smarrimento, distruzione, deterioramento o malfunzionamento della carta assegnata; nello specifico, in caso di furto, smarrimento o distruzione è necessario esibire la denuncia presentata alle Autorità di Pubblica sicurezza e il documento di riconoscimento, invece, in caso di deterioramento o malfunzionamento della carta è sufficiente esibire la stessa e il documento di riconoscimento.
Carta dedicata a te i requisiti
I requisiti per accedere alla social card n erano i seguenti
- nuclei familiari di almeno tre persone residenti in Italia
- con un ISEE Ordinario inferiore a 15.000 euro.
- NON essere Beneficiari alla stessa data del decreto attuativo di altri sostegni come: a) Reddito di Cittadinanza; b) Reddito di inclusione; qualsiasi altra misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà. NASPI – DIS-COLL; Indennità di mobilità; e) Fondi di solidarietà per l’integrazione del reddito; f) Cassa integrazione guadagni-CIG; disoccupazione agricola o altre forme di integrazione salariale, o di sostegno erogate dallo Stato.
Altro requisito di cui si tiene conto è la numerosità del nucleo familiare e la presenza di minori.
Carta dedicata a te: come si ottiene , cosa si compra
Si ricorda che per avere la social card, non occorre fare domanda , sono i Comuni a individuare e contattare le famiglie con i requisiti previsti.
L'importo viene POI erogato attraverso una Carta elettronica di pagamento Postepay da ritirare negli uffici postali .
È concesso un solo contributo per nucleo familiare, di importo complessivo pari ad € 500
Il contributo è destinato all’acquisto di:
- beni alimentari di prima necessità, con esclusione di qualsiasi tipologia di bevanda alcolica
- titoli di trasporto pubblico (biglietti-abbonamenti)
- carburante .
Il contributo può essere speso presso tutti gli esercizi commerciali convenzionati , dove si possono anche avere sconti del 15% che possono far salire il valore effettivo della carta.
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Assegno di inclusione 2025: regole per il rinnovo e bonus
Dal primo gennaio 2024 è in vigore l’Assegno di inclusione (ADI), misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che prevede un sostegno economico accompagnato da percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Per i nuclei familiari che hanno iniziato a beneficiare dell’ADI sin dal primo mese di applicazione, la prestazione sta giungendo al termine del primo ciclo di erogazione, fissato per legge in 18 mensilità.
Questo significa che, per chi ha ricevuto il primo pagamento a gennaio 2024, la mensilità di giugno 2025 rappresenta l’ultima del primo periodo.
In conformità al D.L. n. 48/2023, è previsto un mese di sospensione obbligatoria al termine delle 18 mensilità prima di poter accedere al rinnovo per ulteriori 12 mesi.
Il ministro Calderone ha anticipato l'intenzione di superare la sospensione prevista , stanziando fondi per un bonus mensile extra che coprirà anche l'assegno per il mese di stop. Il ministero ha specificato le istruzioni con nota del 8 agosto 2025.
Domanda di rinnovo ADI luglio 2025: come presentarla
Nel messaggio 2052 del 27 giugno 2025, INPS ricorda che, dal 1° luglio 2025, possono presentare una nuova domanda di rinnovo i beneficiari che hanno ricevuto tutte le 18 mensilità dell’ADI, a partire da gennaio 2024.
L’INPS invia un SMS di avviso agli interessati. La nuova prestazione decorrerà dal mese successivo alla domanda; i primi pagamenti, in caso di esito positivo, sono previsti per il 14 agosto 2025.
Se il nucleo familiare non ha subito cambiamenti (a parte nascite o decessi), non è necessario iscriversi nuovamente al SIISL né firmare un nuovo Patto di Attivazione Digitale (PAD). Verranno considerati validi quelli già sottoscritti con la precedente domanda. Se il richiedente compila comunque un nuovo PAD, questo sarà trattato come aggiornamento.
In caso di variazione del nucleo familiare, valgono le regole ordinarie: obbligo di iscrizione al SIISL e sottoscrizione del PAD.
Per la compilazione si utilizza lo o stesso modello già previsto per la prima domanda.
- tramite il portale dell’INPS con credenziali SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure
- con il supporto di CAF e Patronati.
Può presentarla lo stesso richiedente o un altro maggiorenne del nucleo originario.
Eventuali certificazioni di svantaggio già utilizzate devono essere ancora valide. In caso di scadenza, bisogna avere nuova documentazione prima della presentazione.
Se si vuole mantenere la suddivisione individuale del beneficio (carta ADI) tra più membri, la richiesta va ripetuta nella nuova domanda.
Obbligo di presentazione ai Servizi Sociali
Resta valido l’obbligo di presentarsi ai Servizi Sociali entro 120 giorni dalla presentazione della domanda (decorrenza coincidente con la data del nuovo invio). Per nuclei fragili, saranno previste modalità alternative di contatto.
Come già previsto, le prime tre mensilità saranno comunque erogate se la domanda viene accolta in prossimità della scadenza dei 120 giorni.
Per agevolare la comprensione delle modalità di rinnovo, sono disponibili brochure informative, locandine e una sezione aggiornata sul sito “ADI Operatori”, oltre a un sistema multilivello di assistenza (sul sito Urponline del Ministero, il contact center INPS telefonico e chatbot interattivi).
Assegno di inclusione – ADI – come funziona
Ricordiamo che l'ADI consiste in un contributo economico destinato solo alle famiglie in cui ci sono componenti fragili o svantaggiati come:
- minori,
- anziani sopra i sessant'anni,
- disabili.
L'importo è proporzionato all'ISEE familiare (che non deve superare i 9360 e al numero di componenti , con un minimo di 480 euro mensili cui si aggiungono 3360 euro annui di contributo affitto. Vedi tutti i requisiti aggiornati in dettaglio nell'articolo Assegno inclusione e SFL 2025 soglie e istruzioni
Dura 18 mesi con stop di 1 mese e possibili rinnovi di ulteriori 12 mesi.
Viene erogato con una Carta elettronica come il Reddito di cittadinanza.
Per ottenerlo è necessario:
- fare domanda all'INPS
- iscriversi sul portale SIISL che è la piattaforma cui fanno capo tutti gli enti che intervengono con diversi strumenti di inserimento sociale e lavorativo ( INPS, servizi sociali dei comuni Agenzie per il lavoro)
ATTENZIONE necessario essere in possesso di un ISEE aggiornato, Necessario ogni anno procurarsi entro febbraio la DSU aggiornata ai fini ISEE per continuare a ricevere l'assegno di inclusione nei mesi successivi. per le domande presentate fino a febbraio se non si dispone di un ISEE valido, la verifica dei requisiti si basa sull'ISEE valido al 31 dicembre dell'anno precedente
L'assegno di inclusione richiede comunque che i componenti della stessa famiglia "occupabili" cioè tra i 18 e i 59 anni debbano firmare un patto di attivazione per lavoro o formazione o lavori socialmente utili.
L'erogazione del contributo è prevista entro 120 giorni dalla domanda, dopo che i componenti del nucleo familiare tra 18 e 59 anni, senza figli minori, sono stati convocati dai Servizi sociali per un’analisi della situazione e la firma del Patto di attivazione .
Bonus ADI straordinario e istruzioni per i rinnovi dei primi beneficiari
Nel contesto del rinnovo dell’ADI, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone aveva annunciato un’importante novità: il Governo intende superare la sospensione obbligatoria prevista dal decreto istitutivo. Infatti nel Consiglio dei Ministri del 30 giugno, è stata proposta una norma che introduce un contributo straordinario destinato ai nuclei familiari il cui primo ciclo di fruizione dell’ADI termina nel 2025.
Tale misura, ha dichiarato Calderone, "mira a rafforzare l'impegno del Governo a sostegno delle categorie fragili", in coerenza con quanto già previsto nella Legge di Bilancio 2025, che ha incrementato l’importo mensile dell’assegno. Il contributo straordinario, quindi, servirà a colmare il mese di sospensione, evitando interruzioni nel sostegno economico, e rappresenta un ulteriore passo nella costruzione di un sistema più equo e continuativo a favore dei nuclei più vulnerabili della società.
Il comunicato ministeriale del 1 luglio ha confermato lo stanziamento di 234 milioni di euro per finanziare la misura annunciata. Nella recente relazione annuale INPS viene evidenziato che nel primo anno di attuazione ADI ha interessato oltre 1,84 milioni di persone, con 766mila nuclei familiari beneficiari.
Con nota dell'8 agosto 2025 prot. 10558 il Ministero ha fornito alcune istruzioni operative per la gestione delle richieste di rinnovo provenienti dai nuclei che per primi hanno fatto domanda di accesso all'ADI tra dicembre 2023 e gennaio 2024 e che hanno pertanto percepito fino a giugno 2025 i pagamenti relativi alle 18 mensilità.
Nella nota vengono fornite indicazioni sulle modalità per la richiesta di rinnovo e sulla sottoscrizione dei Patti di Attivazione Digitale del nucleo, come previsto nel messaggio INPS n. 2052 del 27 giugno 2025.
Vengono inoltre approfondite le modalità e tempistiche sia relative al primo incontro, successivo all'accoglimento della domanda di rinnovo, sia in relazione alla certificazione di svantaggio.
La nota inoltre sintetizza le nuove funzionalità di GePI, già rilasciate o in via di rilascio, predisposte per permettere ai case manager di individuare e gestire facilmente le domande di rinnovo dei nuclei familiari che hanno già in carico e le eventuali variazioni delle loro condizioni.
A margine, la nota ricorda che il decreto legge 26 giugno 2025 n. 92 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2025 n. 113 ha previsto all'articolo 10-ter l'erogazione, in via eccezionale per il 2025, di un contributo straordinario aggiuntivo, finalizzato a garantire continuità nell'erogazione del beneficio a fronte del mese di sospensione previsto dalla normativa vigente, riconosciuto ai nuclei beneficiari dell'ADI interessati dalla sospensione di un mese del beneficio economico dopo un periodo di fruizione di 18 mesi.
Questo riguarda in particolare nuclei che hanno fatto domanda dicembre 2023 e gennaio 2024 e hanno percepito fino a giugno 2025 i pagamenti
Le domande saranno visualizzabili in stato “terminata”, con la possibilità di presentare nuova domanda dal 1° luglio 2025.
Se accolta , con Patto sottoscritto in caso di variazioni , il beneficio decorre da agosto 2025 con arretati in caso di pagamento ritardato).
I nuclei senza modifiche non sono tenuti a sottoscrivere un nuovo PAD.
Si ricorda infine che con 'accoglimento della domanda, si hanno 120 giorni dalla data del PAD per presentarsi ai servizi sociali.
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Assegno inclusione 2024: l’obbligo di comunicazione ADI COM
L'INPS ha delineato nel messaggio 3624 del 31 ottobre 2024 le procedure di controllo attivate riguardo all'obbligo, per i beneficiari dell'Assegno di inclusione (Adi), di comunicare tempestivamente l'avvio di attività lavorative durante il periodo di fruizione del beneficio.
Si ricorda infatti che secondo l'articolo 3, comma 5, del decreto-legge n. 48/2023, e l'articolo 8, comma 8, del D.M. n. 154/2023, i componenti del nucleo familiare che iniziano un'attività di lavoro dipendente durante la percezione dell'Adi devono comunicare all'INPS il reddito derivante entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
La comunicazione avviene tramite il modello "ADI-Com Esteso", disponibile sul sito dedicato. Le istruzioni sono state fornite dall'INPS nel messaggio 1090 di marzo 2024.
Specifichiamo di seguito quando è obbligatoria la comunicazione, i controlli , qual è il reddito compatibile con la prestazione e le possibili conseguenze in caso di violazione.
Obbligo ADI COM e reddito compatibile
A partire da giugno 2024, l'INPS ha implementato controlli per identificare i beneficiari che non hanno presentato il modello "ADI-Com Esteso" nonostante l'avvio di un'attività lavorativa.
Questi controlli si basano sulla verifica delle comunicazioni obbligatorie relative alle assunzioni e confrontano tali dati con le informazioni fornite dai beneficiari. Se emerge che un componente del nucleo familiare ha iniziato un lavoro dipendente o un percorso di politica attiva del lavoro con indennità senza aver presentato il modello entro 30 giorni, l'erogazione dell'Adi viene sospesa.
L'istituto ricorda che i componenti il nucleo familiare sono tenuti all’adempimento degli obblighi di comunicazione in caso di avvio, durante il periodo in cui ricevo l'ADI di :
- rapporti di lavoro dipendente
- percorsi di politica attiva del lavoro che prevedano indennità o benefici di partecipazione o accettazione di offerte di lavoro anche di durata inferiore a un mese,
SONO ESCLUSI dall'obbligo i tirocini di inclusione inseriti dai servizi sociali nei patti di inclusione e registrati nella piattaforma GE.PI, o che prevedano la presa in carico dai servizi sociali e/o sanitari (evidenziati in UNILAV nella categoria 09).
Il messaggio INPS specifica che il reddito derivante dall'attività lavorativa non concorre alla determinazione dell'importo dell'Adi fino a un massimo di 3.000 euro lordi annui.
L'eventuale eccedenza oltre questa soglia viene considerata nel calcolo del beneficio a partire dal mese successivo alla variazione occupazionale e fino a quando il nuovo reddito non è recepito nell'ISEE per l'intera annualità. Pertanto, è fondamentale comunicare tempestivamente all'INPS qualsiasi variazione reddituale per garantire il corretto calcolo dell'Adi.
È importante sottolineare che, sebbene i redditi fino a 3.000 euro lordi annui non incidano sul calcolo dell'Adi, l'obbligo di comunicazione rimane in vigore per garantire la trasparenza e la corretta gestione del beneficio verso tutti gli aventi diritto.
Sospensione e possibile decadenza del diritto all’ADI
In caso di mancata comunicazione entro i termini previsti, l'erogazione dell'Adi è sospesa fino alla presentazione del modello "ADI-Com Esteso", e comunque fino a un massimo di tre mesi dall'inizio dell'attività lavorativa.
Se il beneficiario non adempie entro questo periodo, il diritto all'Adi decade. In pratica i tre mesi rappresentano il limite massimo entro cui è possibile sanare la propria posizione per evitare la decadenza dal beneficio, cioè l'interruzione definitiva della possibilità di ricevere l'assegno.
È importante notare che la sospensione non preclude il riconoscimento delle mensilità arretrate una volta che il beneficiario regolarizza la posizione.