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Regolamento intelligenza artificiale in Italia 2026: approvati i decreti
Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare i decreti legislativi attuativi della legge n. 132/25, delineando il primo quadro normativo nazionale organico sull’intelligenza artificiale (IA) in piena conformità con l'AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689).
L'obiettivo della nuova disciplina è governare la transizione tecnologica secondo un approccio antropocentrico, garantendo che l’innovazione rimanga al servizio dei diritti fondamentali e della dignità umana.
La governance strategica si conferma affidata all’Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), come autorità di notifica, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), avrà il ruolo di autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l’Unione Europea.
A queste si affiancano organismi settoriali come Banca d’Italia, Consob e Ivass per il comparto finanziario, e il Garante per la protezione dei dati personali per le applicazioni ad alto rischio nella giustizia e nella sicurezza.
Per sostenere lo sviluppo dell'ecosistema industriale e la sovranità digitale del Paese, l’articolo 23 della legge n. 132/2025 destina fino a 1 miliardo di euro del Fondo di sostegno al venture capital, con oltre 300 milioni già allocati da CDP Venture Capital a favore di oltre 150 start-up; sono inoltre previsti 500 milioni di investimenti nel prossimo triennio e l'avvio, dal 2026, del Polo SophIA con uno stanziamento di circa 30 milioni di euro per sviluppo IA e cybersicurezza.
Vediamo di seguito in sintesi le principali indicazioni contenute nei decreti
La centralità della formazione: investimenti per la scuola, l’università e la PA
La formazione rappresenta la condizione abilitante della strategia italiana, intesa come :
- alfabetizzazione critica e
- responsabilità nell'uso dei nuovi strumenti .
Nel sistema scolastico, l’IA dovrà essere integrata stabilmente nell'educazione civica e nei programmi del secondo ciclo, con un potenziamento delle discipline STEAM e il supporto di comitati tecnico-etici territoriali.
Per contrastare l’emergenza educativa legata all'abuso di piattaforme digitali, viene stanziato un fondo specifico di 100 milioni di euro destinato al piano di formazione dei docenti.
Nelle università e nelle istituzioni AFAM si introducono laboratori interdisciplinari obbligatori che uniscono profili tecnici, giuridici ed etici, sotto il monitoraggio qualitativo dell'ANVUR.
La Pubblica Amministrazione attiverà percorsi coordinati con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) suddivisi in tre livelli:
- alfabetizzazione di base per tutto il personale,
- riqualificazione specialistica per i procedimenti amministrativi e
- alta formazione per i dirigenti responsabili della transizione digitale,
al fine di scongiurare l'adozione frammentata delle tecnologie.
Aggiornamento obbligatorio per sanità e professioni e il nodo dell’equo compenso
Nei settori ad alta specializzazione, i decreti impongono programmi di aggiornamento rigorosi e uniformi.
SANITA'
Per i medici e gli operatori sanitari, la formazione sull’IA diventa obbligatoria all'interno dei programmi di Educazione Continua in Medicina (ECM) con una percentuale specifica, estendendosi anche alla formazione manageriale dei dirigenti per la gestione delle liste d’attesa e l'abbattimento degli sprechi; in questo ambito si inserisce la sperimentazione della Piattaforma istituzionale "MIA", finanziata tramite il PNRR e gestita da Agenas.
PROFESSIONISTI
Per i liberi professionisti, i rispettivi ordini professionali hanno l'obbligo di adeguare i propri regolamenti entro sei mesi, strutturando percorsi formativi su tre livelli: tecnico, giuridico e deontologico, incentrati sul principio della responsabilità e sui doveri informativi verso il cliente.
Di rilevante impatto economico è l'integrazione, entro dodici mesi, dei parametri dell’equo compenso e delle tariffe forensi: i compensi saranno commisurati alla classificazione di rischio del sistema di IA impiegato, garantendo che l'automazione non svaluti il lavoro intellettuale.
La tutela dei lavoratori: divieto di decisioni automatizzate e nullità dei licenziamenti
Il decreto delegato in materia di Lavoro stabilisce un principio fondamentale a tutela della dignità del dipendente: le decisioni relative a costituzione, modifica o risoluzione del rapporto di lavoro – inclusi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti – non possono essere adottate in modo esclusivamente automatizzato.
Qualsiasi scelta idonea a incidere sui diritti del lavoratore deve essere riservata a una persona fisica dotata di effettivi poteri decisionali. Prima dell’avvio di qualunque trattamento algoritmico, il datore di lavoro deve assolvere precisi obblighi informativi.
Il lavoratore ha il diritto di richiedere e ottenere, tramite l'intervento di un operatore umano, una motivazione intelligibile che indichi i parametri considerati dall'IA e l'incidenza del sistema sul processo finale, fermo restando il diritto di accesso ai dati.
Per garantire l'assoluta effettività della norma, il licenziamento intimato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata è nullo di diritto, ponendo un perimetro costituzionale invalicabile all'automazione aziendale.
Giustizia, sicurezza e responsabilità civile e penale: i limiti di utilizzo dell’IA
Nell'ambito della giustizia, la Scuola Superiore della Magistratura assume il compito di formare i magistrati secondo le linee del Ministero della Giustizia e del CSM, focalizzandosi sulla sorveglianza umana dei sistemi ad alto rischio, fermo restando che l'IA non può sostituire l'attività interpretativa del giudice (ius dicere).
POLIZIA
Per le attività di polizia, la norma vieta la sorveglianza di massa e la creazione di banche dati tramite scraping indiscriminato dal web. Sono consentiti solo due utilizzi mirati: l’identificazione biometrica remota in tempo reale, ammessa solo per gravi minacce alla sicurezza, terrorismo o ricerca di scomparsi, subordinata all'autorizzazione dell’autorità giudiziaria per un massimo di 15 giorni; e il riconoscimento facciale a posteriori, attivabile solo dopo la commissione di un reato e basato su prove oggettive, con obbligo di conservazione locale dei dati per 7 giorni e log non modificabili per 5 anni.
RESPONSABILITA CIVILE E PENALE – 231
Sul piano civile, si facilita il risarcimento del danneggiato tramite l'accesso alla documentazione tecnica del sistema, la presunzione del nesso di causalità, il foro prossimo alla residenza e l'azione diretta contro l'assicurazione.
Infine, sotto il profilo penale, viene introdotto l'articolo 437-bis del codice penale, che punisce con la reclusione – ancorata al pericolo concreto e alla colpa grave – l'omessa adozione o l'alterazione delle misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio, estendendo la responsabilità amministrativa agli enti secondo il d.lgs. n. 231/2001.
In Sintesi : cosa cambia con i Decreti 2026 – Scarica le bozze
Ambito / Pilastro Misure Specifiche e Regole Risorse e Governance Lavoro & Diritti - Divieto di decisioni 100% automatizzate per licenziamenti, assunzioni e sanzioni.
- Obbligo di intervento e revisione da parte di una persona fisica.
- Il licenziamento deciso solo da algoritmo è nullo.
Supervisione del decisore umano (Persona fisica). Formazione - Scuola: IA in Educazione Civica e potenziamento discipline STEAM.
- Sanità: Corsi obbligatori ECM per medici e formazione manageriale.
- Professionisti: Aggiornamento su piani tecnico, giuridico e deontologico.
100 Milioni € per formazione docenti. Parametri Equo Compenso entro 12 mesi.
Imprese & Economia - Sostegno mirato alle start-up e alle filiere tecnologiche prioritarie.
- Consolidamento della sovranità digitale italiana ed europea.
- Fino a 1 Miliardo € (Fondo Venture Capital).
- Oltre 300 Milioni € già allocati da CDP.
Sicurezza & Giustizia - Polizia: No a sorveglianza di massa. Biometrico real-time solo con ok del Giudice.
- Responsabilità Penale: Nuovo Art. 437-bis C.P. per omissione sicurezza su IA ad alto rischio.
Responsabilità estesa agli Enti (D.Lgs. 231). Finanziamento Polo SophIA (~30 mln €).
Sanzioni e competenza (Chi controlla cosa?) - Quadro sanzionatorio nazionale proporzionato con tetti massimi inferiori ai limiti UE.
- AgID: Autorità di notifica.
- ACN: Vigilanza mercato e contatto UE.
SCARICA QUI LA BOZZA DEL DECRETO LEGISLATIVO SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AMBITO FORMAZIONE E LAVORO
SCARICA QUI LA BOZZA DEL DECRETO LEGISLATIVO SU SICUREZZA E GIUSTIZIA
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Pensioni INPS: su PRISMA anche i dati dei dipendenti pubblici
Con la Circolare n. 48 del 25 marzo 2024 l'INPS aveva comunicato il rilascio di una piattaforma informativa “PRISMA” che mette a disposizione dei datori di lavoro privati, a partire dal 10 aprile 2024 le informazioni sull'anzianità contributiva complessiva dei propri dipendenti iscritti a tutte gestioni pensionistiche obbligatorie.
In questo modo si puo effettuare correttamente il calcolo della contribuzione dovuta in rapporto al rispetto del massimale contributivo di cui all'articolo 2, comma 18, della Legge n. 335/1995.
A partire dal 22 luglio 2024, anche i lavoratori e gli Istituti di Patronato hanno potuto accedere alla piattaforma PRISMA ottenendo un prospetto di sintesi delle informazioni presenti negli archivi informatici dell’Istituto.
INPS comunica ora con la circolare 63 del 5 giugno che sono abilitati all’utilizzo della piattaforma anche i datori di lavoro che abbiano alle dipendenze lavoratori iscritti alla Gestione pubblica.
Sotto ulteriori dettagli su questa novità .
PRISMA prospetto contributivo : a cosa serve ,cosa contiene
La piattaforma informativa PRISMA consente di estrapolare un prospetto con tutti gli elementi informativi, noti all’Istituto, utili ad assolvere correttamente l’obbligo contributivo ai sensi dell’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, per i propri dipendenti
- sia con riferimento alla presenza di periodi utili o utilizzabili ai fini dell’anzianità assicurativa collocata anteriormente al 1° gennaio 1996,
- sia in relazione all’avvenuta presentazione e/o autorizzazione della domanda di opzione al sistema contributivo di cui all’articolo 1, comma 23, della citata legge n. 335/1995.
La piattaforma informativa, disponibile sia per i datori di lavoro che per gli operatori di Sede, per garantire la tutela della privacy del lavoratore, fornisce le informazioni minime, ed è consultabile solo dal richiedente (datore di lavoro o intermediario abilitato) tenuto a trasmettere i flussi di denuncia contributiva per quel lavoratore.
INPS precisa che il prospetto ha esclusivamente valore informativo e non certificativo della posizione assicurativa del lavoratore medesimo.
Il prospetto informativo riporta i seguenti dati:
- data in cui risulta presente il primo contributo obbligatorio riferito a forme pensionistiche obbligatorie[3], se precedente al 1° gennaio 1996 (cfr. il punto A del prospetto).
- presenza della domanda di opzione al sistema contributivo (se in stato istruttoria o accolta) e data della relativa domanda (cfr. il punto B del prospetto);
- presenza della domanda di riscatto/accredito figurativo in una della Gestioni dell’INPS per periodi precedenti al 1° gennaio 1996 e data della relativa domanda (cfr. il punto C del prospetto);
- eventuale presenza di periodi riscattati o ricongiunti presso le Casse professionali di cui al decreto legislativo n. 509/1994 da verificare con l’assicurato (cfr. il punto D del prospetto);
- eventuale presenza di anzianità assicurativa in Casse professionali di cui al decreto legislativo n. 509/1994 se derivante da domande di reintegro/ripristino da verificare con l’assicurato (cfr. il punto D del prospetto)[5];
- eventuale presenza di posizione assicurativa attiva presso una Cassa professionale di cui al di cui al decreto legislativo n. 103/1996 e al decreto legislativo n. 509/1994, da verificare con l’assicurato (cfr. il punto E del prospetto).
PRISMA: Istruzioni operative
L'istituto ricorda il riconoscimento e la legittimazione all’accesso sul codice fiscale del lavoratore da parte del datore di lavoro sono subordinati alla verifica che sia stata effettuata, dal datore di lavoro o suo intermediario), la comunicazione UNILAV di assunzione e che lo stesso rapporto di lavoro sia ancora attivo.
In considerazione dell’estensione del servizio anche alle pubbliche Amministrazioni da giugno 2026 il prospetto informativo dà evidenza dell’eventuale presenza della domanda del lavoratore per la disapplicazione del massimale contributivo di cui all’articolo 21 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e successive modificazioni (cfr. le circolari n. 93 del 17 giugno 2019 e n. 80 del 14 settembre 2023), sempre che tale domanda si trovi in stato di istruttoria o accolta (cfr. il punto B2) del prospetto informativo).
Come precisato nella circolare n. 48/2024, ai fini della corretta applicazione dell’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, restano fermi per i datori di lavoro gli obblighi di acquisizione di apposite dichiarazioni rese dai lavoratori come specificate nelle circolari n. 177 del 7 settembre 1996 e n. 42 del 17 marzo 2009. Infatti, la posizione assicurativa del lavoratore potrebbe essere modificata in relazione all’iscrizione a forme pensionistiche diverse da quelle gestite dall’INPS (non evincibile dagli archivi a disposizione dell’Istituto) o a circostanze non rinvenibili dagli archivi informatici dell’INPS.
Per il dettaglio del servizio offerto con la piattaforma “PRISMA” alla generalità dei datori di lavoro si rinvia alla citata circolare n. 48/2024
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Ferie collettive: differimento contributi da richiedere entro il 1.6
Come ogni anno , è in scadenza a breve il termine per la richiesta di differimenti dei versamenti contributivi in caso di chiusura aziendale per ferie che renda impossibile effettuare le comunicazioni e i versamenti entro i termini ordinari
La richiesta va inviata all'INPS come sempre entro il 31 maggio 2026, che quest'anno, cadendo di domenica, slitta al 1° giugno.
Il termine del 31 maggio in realtà non è perentorio: le richieste possono essere presentate anche dopo, presentando una giustificazione del ritardo.
Chiariamo di seguito gli aspetti principali.
Ferie collettive cosa si intende
Per ferie collettive si intende il periodo di chiusura dell'azienda che la proprietà decide di effettuare per motivi di opportunità organizzative commerciali, ecc, in cui vengono garantite le ferie a tutti i dipendenti delle varie unità , reparti e sedi
Il concetto di ferie collettive è applicabile anche se nel periodo sia comunque necessaria la presenza di personale preposto alla manutenzione degli impianti o personale addetto a lavorazioni che si effettuino a ciclo continuo, purché la generalità del personale rimanente usufruisca invece del periodo di riposo per ferie.Richiesta differimento adempimenti per ferie collettive
In caso di chiusura si può richiedere il differimento dei termini che comprende:
- la comunicazione del flusso Uniemens e il
- versamento dei contributi previdenziali e assistenziali
Il differimento per ferie collettive è possibile solo una volta nel corso dell'anno e non può mai superare il mese di durata.
ATTENZIONE Questo si applica anche nel caso il periodo di ferie collettive si svolga a cavallo di due mesi.
Richiesta differimento contributi per ferie collettive: come fare
Le domande possono riguardare anche periodi diversi da quello estivo e vengono esaminate dalla sede Inps competente per territorio.
In genere, il termine di cui viene chiesto il differimento è quello del 20 agosto (relativo al mese di luglio). In questo caso il versamento dei contributi di luglio andrà poi eseguito entro il 16 settembre e la presentazione del flusso UNIEMENS dovrà avvenire entro il 30 settembre.
il versamento dei contributi poi dovrà essere effettuato in unica soluzione con la maggiorazione degli interessi di dilazione.
Nel messaggio di autorizzazione INPS comunica anche la percentuale per il calcolo degli interessi di differimento. Attualmente, a seguito dei numerosi aumenti del tasso ufficiale di sconto decisi dalla Banca Europea il tasso INPS è fissato al 4,15%.
Per la domanda va utilizzato unicamente il canale telematico (v. messaggio INPS 8609/2012) . L'applicazione per l'invio è disponibile sul sito INPS www.inps.it, seguendo il percorso : Servizi online – Aziende consulenti e professionisti – cassetto previdenziale – istanze on line – invio nuova istanza – codice 445 Richiesta differimento termine adempimenti contributivi per ferie collettive.
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Taglio cuneo fiscale: guida, esempi e FAQ 2026 dall’ Agenzia
La legge di bilancio 2025 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025.
Per il sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori delle classi medie e basse , la manovra 2025
- riconferma i tagli al cuneo fiscale dello scorso anno per i lavoratori dipendenti, ampliando la platea dei beneficiari fino ai 40mila euro di reddito invece che 35mila e
- li rende strutturali, quindi senza scadenza .
Viene modificata la modalità , che interviene sull'aspetto fiscale e non piu contributivo.
Vediamo utte le regole con le nuove specificazioni dell'agenzia su chi ha diritto e chi è eslcuso.
Taglio cuneo fiscale e contributivo 2025
Il testo della legge di bilancio dal 2025 conferma le aliquote fiscali e gli scaglioni di reddito 2025 come per il 2024, fissi su tre fasce:
- 23% fino a 28mila euro,
- 35% tra 28mila e> 50mila euro, e
- 43% oltre i 50mila euro.
Cambia invece l'agevolazione cd Taglio del cuneo: non ci sarà più il taglio al cuneo contributivo del 6/7 % per i redditi fino a 35mila euro , bensì una combinazione di indennità esente da tasse (sulla falsariga del bonus Renzi) per chi ha redditi fino a 20mila euro e, per chi guadagna di più, ci sarà un sistema di detrazione fiscale decrescente:
- per i redditi fino a 20mila euro ci sarà un’indennità esente, che va dal 7,1% per chi guadagna fino a 8.500 euro, al 4,8% per chi guadagna fino a 20mila euro.
- Per chi guadagna tra 20mila e 32mila euro, ci sarà una detrazione fissa di 1.000 euro,
- oltre i 32mila euro la detrazione diminuisce gradualmente fino ad azzerarsi a 40mila euro.
Da evidenziare anche :
- l'estensione della No Tax Area: fino a €8.500 per i redditi da lavoro dipendente, parificata a quella per i pensionati.
- Conguagli: Eventuali benefici non spettanti saranno recuperati in dieci rate mensili se l’importo da recuperare supera i €60.
- Compensazione del sostituto d'imposta: I sostituti di imposta maturano un credito che può essere compensato in F24 per i lavoratori con redditi fino a €20.000.
- Esenzioni reddituali: Il calcolo del reddito complessivo tiene conto della quota esente per i lavoratori rientrati in Italia e non considera il reddito della prima casa e sue pertinenze.
Taglio cuneo fiscale 2025. costo e beneficiari
Come detto il nuovo sistema di agevolazioni con l'approvazione definitiva della legge di bilancio diventa strutturale dal 2025, cioè diventa definitivo e non piu temporaneo come le misure precedenti in materia
Queste modifiche hanno un costo di quasi 13miliardi di minori entrate fiscali per lo Stato e porteranno vantaggi in busta paga paragonabili a quelli del 2024, ma con alcune differenze.
Rilevante anche il fatto che ne beneficeranno circa un milione e 300mila lavoratori in piu, grazie all'innalzamento della soglia massima di reddito agevolato che arriva a 40mila euro .
Tabella taglio cuneo fiscale: esempi di risparmio in busta paga
Reddito Annuo Complessivo Intervento valore percentuale dell' indennità Vantaggi Economici Fino a €20.000 Indennità basata sul reddito di lavoro dipendente – Fino a €8.500: 7,1%
– Da €8.501 a €15.000: 5,3%
– Da €15.001: 4,8%Fino a €1.000 l’anno €20.001 – €32.000 Detrazione fissa Detrazione pari a €1.000 per l’intero anno, proporzionata al periodo di lavoro Circa €1.000 l’anno €32.001 – €40.000 Detrazione decrescente Detrazione diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi a €40.000 Vantaggio inferiore a €1.000 €36.000 – €44.000 Beneficio in continuità Vantaggi meno significativi rispetto alle fasce inferiori Vantaggi variabili fino a €1.000 Compensazione trattamento integrativo dipendenti
Con la risoluzione 9 del 31 gennaio 2025 l'Agenzia ha istituito i codici tributo per la compensazione in F24 delle somme versate ai dipendenti in attuazione della nuova misura.
Si tratta in particolare di:
- Per il modello F24:
• “1704” denominato “Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione ai lavoratori dipendenti della somma di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 30 dicembre 2024, n. 207”.
- Per il modello F24 “Enti pubblici” (F24 EP):
• “175E” denominato “Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione ai lavoratori dipendenti della somma di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 30 dicembre 2024, n. 207”.
Taglio cuneo 2025 i chiarimenti e FAQ 2026
Come detto, per poter beneficiare delle nuove misure, trattamento integrativo e ulteriore detrazione, il reddito complessivo del lavoratore deve essere rispettivamente inferiore a 20.000 euro e 40.000 euro.
Questo reddito viene calcolato secondo il comma 9 dell’articolo 1 della legge di Bilancio e segue le stesse regole già previste per le detrazioni, inclusa la quota esente da imposte dei redditi dei lavoratori impatriati e dei “cervelli in rientro”. Ma ATTENZIONE , la circolare 4/ 2025 del 16 maggio dell'Agenzia specifica che la percentuale per calcolare la somma spettante si applica solo al reddito imponibile, esclusa la quota esente.
Per calcolare correttamente la percentuale di beneficio, il reddito da lavoro dipendente deve essere "rapportato all’anno", cioè normalizzato su base annua.
L’Agenzia chiarisce questo con un esempio: un reddito di 2000 euro percepito per un periodo di 62 giorni va proiettato su 365 giorni per stabilire la soglia e l’aliquota applicabile, e solo dopo si applica la percentuale sul reddito effettivamente percepito (2.000/62*365= 11.744,19 euro quindi aliquota 5,3 e somma spettante (2.000 euro * 5,3% = 106 euro)
Il sostituto d’imposta deve riconoscere in busta paga la misura spettante, stimando mensilmente il reddito, anche includendo quanto percepito da altri datori di lavoro, se comunicato dal dipendente.
Si precisa inoltre che, nei casi di più rapporti part-time, la misura spetta a un solo sostituto, da individuare dal lavoratore.
In caso di errore o rettifica tra le due misure (comma 4 e comma 6), l’eventuale importo da recuperare, se superiore a 60 euro, sarà trattenuto in 10 rate.
Infine, le misure possono essere fruite o restituite tramite la dichiarazione dei redditi.
Con un aggiornamento del 30 aprile 2026 l'Agenzia ha chiarito inoltre che questi benefici spettano
- ai titolari di redditi da lavoro dipendente (Art. 49 TUIR),
- a chi percepisce somme che sostituiscono il reddito da lavoro, come NASpI (disoccupazione), Cassa Integrazione, maternità o malattia, in quanto sono equiparate al lavoro dipendente e danno diritto alle detrazioni ordinarie.
Sono esclusi i
- pensionati
- percettori di redditi assimilati indicati dall’art. 50 del TUIR (ad esempio, collaborazioni coordinate e continuative, borse di studio, ecc.).
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Decreto Sicurezza 2026 in Gu e correttivo sui rimpatri
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Era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 24.02.2026 il decreto-legge 23 2026 in materia di pubblica sicurezza e immigrazione approvato dal Governo poche settimane fa, dopo numerose polemiche sulle ultime manifestazioni e gli episodi di violenza giovanile.
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 aprile depurato della norma su bonus agli avvocati, perche rifiutata dal Consiglio Nazionale Forense e attenzionata poi anche dal Quirinale .
Ecco le norme del decreto e le modifiche sulla norma contestata.
Le norme del decreto legge 23 2026 su sicurezza pubblica
Il d.l. 23/2026 si articola in quattro Capi e 32 articoli e interviene su un’ampia gamma di materie.
1. Coltelli e armi improprie
Tra le misure più discusse c’è la stretta sugli strumenti da punta e taglio. Il decreto introduce il divieto di porto fuori dall’abitazione di lame superiori a 8 cm, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Vietati in assoluto i coltelli a scatto, a farfalla e quelli occultabili. La vendita ai minori di 18 anni è ora severamente proibita, anche online, con sanzioni fino a 12.000 euro e revoca della licenza commerciale. Se un minore commette reati legati al porto di armi, i genitori rischiano una sanzione da 200 a 1.000 euro.
2. Manifestazioni e ordine pubblico
Il decreto depenalizza la mancata comunicazione della manifestazione, trasformandola in illecito amministrativo (da 1.000 a 10.000 euro, fino a 12.000 se la manifestazione era stata espressamente vietata). Introduce invece il fermo preventivo fino a 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi prima dello svolgimento di un corteo, misura che ha sollevato le riserve del CSM e perplessità del Quirinale. Previsto anche il divieto penale di partecipazione a pubbliche riunioni da uno a tre anni (fino a dieci nei casi più gravi).
3. Zone rosse e reati predatori
I Prefetti potranno individuare “zone a vigilanza rafforzata” nelle aree urbane a più alto rischio. Il furto con destrezza torna procedibile d’ufficio in presenza di circostanze aggravanti specifiche. È introdotta anche una nuova fattispecie di rapina aggravata commessa da gruppi armati organizzati, con pene che possono arrivare fino a 25 anni di reclusione.
4. Immigrazione
Il Capo IV disciplina il rafforzamento dei programmi di rimpatrio, l’obbligo di cooperazione dello straniero ai fini dell’identificazione (la mancata collaborazione viene valutata come indice di pericolosità sociale), modifiche alle procedure di espulsione e il potenziamento dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
Le modifiche del Parlamento nell’iter di conversione
Il testo uscito dal Senato non era identico a quello varato dal Governo. Le principali novità introdotte in sede di conversione sono le seguenti :
• Coltelli: la formulazione originaria era così ampia da colpire cacciatori, pescatori e cercatori di funghi. Il Senato ha introdotto una definizione più precisa del “giustificato motivo”.
• Fermo preventivo: confermato nella sostanza, con l’unico ritocco dell’obbligo di avviso ai genitori nel caso in cui il fermato sia minorenne.
• DASPO e manifestazioni: esteso il divieto di partecipazione ai cortei anche per chi abbia riportato condanne con aggravanti per violenza o resistenza a pubblico ufficiale.
• Social media e minori: introdotto il sequestro preventivo e l’oscuramento del profilo social per i minori imputati o condannati per gravi reati.
• Rimpatri: inserito il controverso art. 30-bis, che prevede un compenso per gli avvocati che assistono i migranti nelle pratiche di rimpatrio volontario.
Il caso dell’art. 30-bis: il “bonus rimpatri” per le partenze effettive
Il punto più caldo del decreto riguardava l’articolo 30-bis, introdotto con un emendamento firmato da tutti i partiti di maggioranza durante l’esame al Senato.
La norma modificava il Testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. 286/1998) prevedendo che l’avvocato munito di mandato, il quale abbia fornito assistenza a un cittadino straniero nella fase di presentazione della domanda di rimpatrio volontario assistito, riceva un compenso di 615 euro — ma esclusivamente ad esito della partenza effettiva del migrante.
Fondi stanziati dall’art. 30-bis
- Anno 2026 246.000 euro
- Anno 2027 e 2028 492.000 euro/anno
Fondi di riserva del Ministero dell’Economia • Compenso per avvocato: €615 ad esito della partenza
La norma attribuiva inoltre al Consiglio Nazionale Forense il ruolo di soggetto intermediario per l’erogazione dei compensi e lo inseriva tra le organizzazioni con cui il Viminale può stipulare accordi per i programmi di rimpatrio — ruolo che il CNF non aveva richiesto né accettato.
La reazione del CNF e dell’avvocatura e lo stop del Quirinale
“In merito alla norma del decreto sicurezza che attribuisce al Consiglio nazionale forense un ruolo nel processo di rimpatrio degli immigrati e nella gestione dei pagamenti dei legali coinvolti, il CNF precisava di non essere mai stato informato di tale coinvolgimento: né prima della presentazione dell’emendamento, né durante il suo iter parlamentare, né dopo la sua approvazione.”Questo quanto affermato in un comunicato stampa dal CNF e ribadito dal presidente Francesco Greco in una intervista .
Il CNF ha quindi chiesto formalmente l’intervento del Parlamento per eliminare ogni riferimento all’istituzione dal testo, sottolineando che le attività previste non rientrano tra le proprie competenze istituzionali.
Le altre reazioni dell’avvocatura sono state altrettanto nette:
- Per l'Unione delle Camere Penali: la norma è “incompatibile con la Costituzione e con i principi elementari della deontologia forense”, perché la retribuzione legata al risultato contraddice l’obbligo di indipendenza del difensore.
- Secondo l'ANM (Associazione Nazionale Magistrati) la norma rischia di mettere in pericolo “l’effettività della tutela giurisdizionale”, poiché “collega il premio all’insuccesso della strategia difensiva”.
- L'Organismo Congressuale Forense ha proclamato lo stato di agitazione, denunciando la lesione dei diritti dei migranti.
L'emendamento è giunto a uno stop definitivo con le perplessita evidenziate dalla Presidenza della Repubblica sulla costituzionalità della norma , confermata nella serata del 20 aprile in un colloquio con il Sottosegretario del Governo, Mantovano. I lavori delle Commissioni alla Camera si sono bloccati in attesa di una riformulazione della norma contestata. In Aula il testo è stato blindato con il voto di fiducia.
Il 24 aprile il consiglio dei ministri ha predisposto un nuvvo decreto correttivo sulla norma per i rimpatri volontari, che a sua volta dovrà essere convertito in legge
Le novità il testo convertito e il nuovo decreto
La legge di conversione del dl 23 come detto è stata pubblicata in GU il 24 aprile 2026 (Legge 54 2026). Qui il testo coordinato del decreto con la legge di conversione.
Nuove disposizioni in tema di rimpatri volontari degli immigrati irregolari sono state previste dal nuovo DL 55 2026 e ampliano i soggetti abilitati a fornire supporto: non sarà più necessario che l'assistenza sia svolta esclusivamente da avvocati.
Il contributo economico è riconosciuto non solo ai rappresentanti legali (avvocati) dei migranti, ma anche ad altri soggetti muniti di mandato.
In particolare, al rappresentante munito di mandato che abbia seguito il migrante nella presentazione della richiesta e nel procedimento amministrativo sarà riconosciuto, a conclusione della procedura, un compenso pari a 615 euro per ogni pratica.
Il pagamento non sarà più subordinato all'effettiva partenza del migrante, un cambiamento significativo rispetto alla versione originaria.
Il governo prevede oneri complessivi pari a 1.404.045 euro nel triennio 2026-2028: 281.055 euro per il 2026 e 561.495 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. La stima si basa su una media annua di circa 830 adesioni ai programmi, aumentata del 10% per tenere conto del possibile effetto incentivante.
La definizione dei criteri per individuare i soggetti autorizzati all'assistenza e per l'erogazione dei compensi è demandata a un decreto del Ministro dell'interno.
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Fondirigenti Avviso 1/2026: domande contributo entro il 23.4
Sta per scadere il termine dell’Avviso 1/2026 di Fondirigenti, destinato al finanziamento di piani formativi aziendali finalizzati allo sviluppo delle competenze manageriali dei dirigenti delle imprese aderenti.
L’iniziativa mette a disposizione ben 18 milioni di euro per sostenere percorsi di formazione mirati al rafforzamento della capacità organizzativa, tecnologica e strategica delle aziende.
Il bando consente alle imprese di presentare progetti formativi finalizzati alla crescita delle competenze dei dirigenti, con l’obiettivo di migliorare la competitività aziendale e l’efficienza dei processi organizzativi, previa condivisione con le parti sociali competenti.
I piani sono finanziati come contributo a fondo perduto entro un massimo di 15.000 euro per ciascuna azienda.
Vediamo maggiori dettagli e istruzioni su requisiti , beneficiari e modalità per le domande.
Le principali novità dell’Avviso 1/2026
L’Avviso 1/2026 sottolinea l’impostazione focalizzata sullo sviluppo delle competenze manageriali come leva strategica per la creazione di valore nelle imprese, con percorsi formativi progettati per rispondere ai fabbisogni specifici delle organizzazioni. In particolare da evidenziare la possibilità di formazione sulle tecnologie emergenti come l'intelligenxza artificiale il cui sviluppo impetuoso necessità di risposte piu che mai tempestive
I piani formativi devono essere strutturati scegliendo una sola delle tre aree di intervento individuate dal Fondo, che rappresentano gli ambiti prioritari oggi per lo sviluppo della managerialità:
1. Gestione delle risorse umane
Questa area riguarda lo sviluppo delle competenze necessarie per la gestione del capitale umano, la motivazione dei collaboratori e il miglioramento delle performance organizzative. Tra i temi trattabili rientrano, ad esempio, sistemi di performance management, strumenti di valutazione delle competenze, politiche di incentivazione e iniziative di benessere organizzativo.
2. Organizzazione dei processi produttivi
L’intervento formativo può riguardare la progettazione e l’ottimizzazione dei processi aziendali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. Sono inclusi temi come process management, lean management, project management e metodologie per il lavoro agile.
3. Utilizzo evoluto della tecnologia
Questa area è dedicata allo sviluppo delle competenze digitali avanzate dei dirigenti, con particolare attenzione all’utilizzo dei dati, agli strumenti di business intelligence e alle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e l’automazione dei processi.
Le proposte formative possono includere sia hard skills sia soft skills, purché le competenze trasversali siano integrate con contenuti tecnici e coerenti con gli obiettivi del piano formativo.
Beneficiari e condizioni per accedere al finanziamento
L’Avviso stabilisce che ogni azienda può presentare un solo piano formativo, mentre il contributo massimo concedibile è pari a 15.000 euro.
Il piano deve essere rivolto principalmente ai dirigenti occupati nelle imprese aderenti al Fondo, che costituiscono i destinatari principali delle attività formative. È comunque possibile la partecipazione di altre figure manageriali in qualità di uditori, ma i relativi costi non possono essere inclusi nel finanziamento.
Sono escluse dalla partecipazione le imprese che si trovano in situazioni di crisi o procedure concorsuali, come liquidazione giudiziale, concordato preventivo o amministrazione straordinaria, nonché quelle con posizione INPS cessata o sospesa rispetto all’adesione al Fondo.
Per quanto riguarda i costi del piano, l’Avviso prevede alcuni limiti:
le spese per attività preparatorie e di accompagnamento non possono superare il 12,5% dei costi complessivi;
le spese di funzionamento e gestione non possono superare il 5% del totale dei costi.
Le attività di formazione devono essere realizzate da fornitori qualificati, come
- enti accreditati,
- università,
- istituti tecnici superiori o
- professionisti con adeguata esperienza o certificazione.
Come presentare domanda: modalità e scadenze
La presentazione dei piani formativi deve avvenire esclusivamente online su MyFondirigenti (Area riservata). Non è prevista la trasmissione di documentazione cartacea.
La finestra temporale per la presentazione delle domande è fissata:
- dalle ore 12.00 del 18 marzo 2026
- alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.
Il piano formativo deve essere condiviso con le parti sociali competenti prima della presentazione e successivamente sottoscritto con firma digitale dal rappresentante legale dell’azienda o da un soggetto con adeguati poteri di rappresentanza.
Una volta inviato, il piano non può essere modificato; eventuali variazioni richiedono l’annullamento della proposta e la presentazione di un nuovo piano entro i termini previsti.
Dopo la scadenza del bando, i piani presentati saranno sottoposti a una verifica di ammissibilità formale e successivamente alla valutazione di una commissione esterna. Per essere finanziati, i progetti devono ottenere almeno 75 punti su 100 nella valutazione complessiva.
La graduatoria finale sarà pubblicata sul portale Fondirigenti entro 90 giorni dalla chiusura del termine di presentazione delle domande.
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Assegni familiari e maggiorazione pensioni 2026
E' stata pubblicata il 27 marzo 2026 la Circolare Inps n. 32 che fornisce gli importi e le tabelle dei limiti di reddito per gli assegni familiari e per le quote di maggiorazione di pensioni per i soggetti esclusi dalla normativa sull'assegno per il nucleo familiare.
Si tratta ricordiamo di:
- coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e
- pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).
La circolare precisa che la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico.
Importi assegni familiari e limiti di reddito 2026
Si ricorda che la disciplina si applica ai
coltivatori diretti, coloni, mezzadri, piccoli coltivatori diretti e ai
pensionati delle Gestioni speciali per lavoratori autonomi.
Per tali soggetti, la normativa sugli assegni familiari continua a trovare applicazione in alternativa all’assegno per il nucleo familiare.
Il sistema prevede che il diritto alla prestazione sia subordinato al rispetto di specifici limiti reddituali familiari, aggiornati annualmente sulla base dell’inflazione programmata. Per il 2025, tale indice è stato fissato all’1,8%, determinando la rivalutazione delle soglie a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Resta fermo che la cessazione del diritto agli assegni familiari per superamento dei limiti di reddito non incide su altri benefici collegati alla vivenza a carico.
Le procedure informatiche di liquidazione delle pensioni sono state adeguate ai nuovi parametri, garantendo l’applicazione automatica delle soglie aggiornate
I nuovi importi
Ecco le novità riguardanti sia gli importi delle prestazioni sia i limiti reddituali per il riconoscimento e la misura degli assegni familiari.
Di seguito si riportano gli importi mensili aggiornati per il 2026:
Categoria beneficiari Importo mensile Coltivatori diretti, coloni, mezzadri (fratelli, sorelle, nipoti) € 8,18 Pensionati gestioni autonome e piccoli coltivatori diretti (coniuge e familiari) € 10,21 Piccoli coltivatori diretti (genitori ed equiparati) € 1,21 Per quanto riguarda i limiti reddituali mensili per l’accertamento del carico familiare (non autosufficienza economica), gli stessi sono stati determinati in relazione al trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, fissato per il 2026 a 611,85 euro mensili.
I nuovi limiti risultano i seguenti:
Composizione familiare Limite reddito mensile Coniuge, un genitore, fratelli, sorelle, nipoti € 861,69 Due genitori ed equiparati € 1.507,96 Le istruzioni operative
Ai fini operativi, i datori di lavoro e i consulenti devono verificare annualmente il rispetto dei nuovi limiti reddituali per determinare la spettanza degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione pensionistica.
Per i soggetti interessati, la valutazione deve essere effettuata considerando il reddito complessivo del nucleo familiare, secondo le regole vigenti. In caso di superamento delle soglie, si determina la cessazione o la riduzione del beneficio, con effetti a partire dal 1° gennaio 2026.
Le procedure di calcolo delle pensioni e delle prestazioni collegate risultano già aggiornate dall’Istituto, ma resta fondamentale il controllo preventivo dei dati reddituali dichiarati.