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Regolamento intelligenza artificiale in Italia 2026: approvati i decreti
Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare i decreti legislativi attuativi della legge n. 132/25, delineando il primo quadro normativo nazionale organico sull’intelligenza artificiale (IA) in piena conformità con l'AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689).
L'obiettivo della nuova disciplina è governare la transizione tecnologica secondo un approccio antropocentrico, garantendo che l’innovazione rimanga al servizio dei diritti fondamentali e della dignità umana.
La governance strategica si conferma affidata all’Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), come autorità di notifica, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), avrà il ruolo di autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l’Unione Europea.
A queste si affiancano organismi settoriali come Banca d’Italia, Consob e Ivass per il comparto finanziario, e il Garante per la protezione dei dati personali per le applicazioni ad alto rischio nella giustizia e nella sicurezza.
Per sostenere lo sviluppo dell'ecosistema industriale e la sovranità digitale del Paese, l’articolo 23 della legge n. 132/2025 destina fino a 1 miliardo di euro del Fondo di sostegno al venture capital, con oltre 300 milioni già allocati da CDP Venture Capital a favore di oltre 150 start-up; sono inoltre previsti 500 milioni di investimenti nel prossimo triennio e l'avvio, dal 2026, del Polo SophIA con uno stanziamento di circa 30 milioni di euro per sviluppo IA e cybersicurezza.
Vediamo di seguito in sintesi le principali indicazioni contenute nei decreti
La centralità della formazione: investimenti per la scuola, l’università e la PA
La formazione rappresenta la condizione abilitante della strategia italiana, intesa come :
- alfabetizzazione critica e
- responsabilità nell'uso dei nuovi strumenti .
Nel sistema scolastico, l’IA dovrà essere integrata stabilmente nell'educazione civica e nei programmi del secondo ciclo, con un potenziamento delle discipline STEAM e il supporto di comitati tecnico-etici territoriali.
Per contrastare l’emergenza educativa legata all'abuso di piattaforme digitali, viene stanziato un fondo specifico di 100 milioni di euro destinato al piano di formazione dei docenti.
Nelle università e nelle istituzioni AFAM si introducono laboratori interdisciplinari obbligatori che uniscono profili tecnici, giuridici ed etici, sotto il monitoraggio qualitativo dell'ANVUR.
La Pubblica Amministrazione attiverà percorsi coordinati con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) suddivisi in tre livelli:
- alfabetizzazione di base per tutto il personale,
- riqualificazione specialistica per i procedimenti amministrativi e
- alta formazione per i dirigenti responsabili della transizione digitale,
al fine di scongiurare l'adozione frammentata delle tecnologie.
Aggiornamento obbligatorio per sanità e professioni e il nodo dell’equo compenso
Nei settori ad alta specializzazione, i decreti impongono programmi di aggiornamento rigorosi e uniformi.
SANITA'
Per i medici e gli operatori sanitari, la formazione sull’IA diventa obbligatoria all'interno dei programmi di Educazione Continua in Medicina (ECM) con una percentuale specifica, estendendosi anche alla formazione manageriale dei dirigenti per la gestione delle liste d’attesa e l'abbattimento degli sprechi; in questo ambito si inserisce la sperimentazione della Piattaforma istituzionale "MIA", finanziata tramite il PNRR e gestita da Agenas.
PROFESSIONISTI
Per i liberi professionisti, i rispettivi ordini professionali hanno l'obbligo di adeguare i propri regolamenti entro sei mesi, strutturando percorsi formativi su tre livelli: tecnico, giuridico e deontologico, incentrati sul principio della responsabilità e sui doveri informativi verso il cliente.
Di rilevante impatto economico è l'integrazione, entro dodici mesi, dei parametri dell’equo compenso e delle tariffe forensi: i compensi saranno commisurati alla classificazione di rischio del sistema di IA impiegato, garantendo che l'automazione non svaluti il lavoro intellettuale.
La tutela dei lavoratori: divieto di decisioni automatizzate e nullità dei licenziamenti
Il decreto delegato in materia di Lavoro stabilisce un principio fondamentale a tutela della dignità del dipendente: le decisioni relative a costituzione, modifica o risoluzione del rapporto di lavoro – inclusi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti – non possono essere adottate in modo esclusivamente automatizzato.
Qualsiasi scelta idonea a incidere sui diritti del lavoratore deve essere riservata a una persona fisica dotata di effettivi poteri decisionali. Prima dell’avvio di qualunque trattamento algoritmico, il datore di lavoro deve assolvere precisi obblighi informativi.
Il lavoratore ha il diritto di richiedere e ottenere, tramite l'intervento di un operatore umano, una motivazione intelligibile che indichi i parametri considerati dall'IA e l'incidenza del sistema sul processo finale, fermo restando il diritto di accesso ai dati.
Per garantire l'assoluta effettività della norma, il licenziamento intimato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata è nullo di diritto, ponendo un perimetro costituzionale invalicabile all'automazione aziendale.
Giustizia, sicurezza e responsabilità civile e penale: i limiti di utilizzo dell’IA
Nell'ambito della giustizia, la Scuola Superiore della Magistratura assume il compito di formare i magistrati secondo le linee del Ministero della Giustizia e del CSM, focalizzandosi sulla sorveglianza umana dei sistemi ad alto rischio, fermo restando che l'IA non può sostituire l'attività interpretativa del giudice (ius dicere).
POLIZIA
Per le attività di polizia, la norma vieta la sorveglianza di massa e la creazione di banche dati tramite scraping indiscriminato dal web. Sono consentiti solo due utilizzi mirati: l’identificazione biometrica remota in tempo reale, ammessa solo per gravi minacce alla sicurezza, terrorismo o ricerca di scomparsi, subordinata all'autorizzazione dell’autorità giudiziaria per un massimo di 15 giorni; e il riconoscimento facciale a posteriori, attivabile solo dopo la commissione di un reato e basato su prove oggettive, con obbligo di conservazione locale dei dati per 7 giorni e log non modificabili per 5 anni.
RESPONSABILITA CIVILE E PENALE – 231
Sul piano civile, si facilita il risarcimento del danneggiato tramite l'accesso alla documentazione tecnica del sistema, la presunzione del nesso di causalità, il foro prossimo alla residenza e l'azione diretta contro l'assicurazione.
Infine, sotto il profilo penale, viene introdotto l'articolo 437-bis del codice penale, che punisce con la reclusione – ancorata al pericolo concreto e alla colpa grave – l'omessa adozione o l'alterazione delle misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio, estendendo la responsabilità amministrativa agli enti secondo il d.lgs. n. 231/2001.
In Sintesi : cosa cambia con i Decreti 2026 – Scarica le bozze
Ambito / Pilastro Misure Specifiche e Regole Risorse e Governance Lavoro & Diritti - Divieto di decisioni 100% automatizzate per licenziamenti, assunzioni e sanzioni.
- Obbligo di intervento e revisione da parte di una persona fisica.
- Il licenziamento deciso solo da algoritmo è nullo.
Supervisione del decisore umano (Persona fisica). Formazione - Scuola: IA in Educazione Civica e potenziamento discipline STEAM.
- Sanità: Corsi obbligatori ECM per medici e formazione manageriale.
- Professionisti: Aggiornamento su piani tecnico, giuridico e deontologico.
100 Milioni € per formazione docenti. Parametri Equo Compenso entro 12 mesi.
Imprese & Economia - Sostegno mirato alle start-up e alle filiere tecnologiche prioritarie.
- Consolidamento della sovranità digitale italiana ed europea.
- Fino a 1 Miliardo € (Fondo Venture Capital).
- Oltre 300 Milioni € già allocati da CDP.
Sicurezza & Giustizia - Polizia: No a sorveglianza di massa. Biometrico real-time solo con ok del Giudice.
- Responsabilità Penale: Nuovo Art. 437-bis C.P. per omissione sicurezza su IA ad alto rischio.
Responsabilità estesa agli Enti (D.Lgs. 231). Finanziamento Polo SophIA (~30 mln €).
Sanzioni e competenza (Chi controlla cosa?) - Quadro sanzionatorio nazionale proporzionato con tetti massimi inferiori ai limiti UE.
- AgID: Autorità di notifica.
- ACN: Vigilanza mercato e contatto UE.
SCARICA QUI LA BOZZA DEL DECRETO LEGISLATIVO SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AMBITO FORMAZIONE E LAVORO
SCARICA QUI LA BOZZA DEL DECRETO LEGISLATIVO SU SICUREZZA E GIUSTIZIA
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Rapporto parità 2026: proroga al 15 maggio – Modello e istruzioni
Il Ministero del lavoro ha comunicato la sera del 30 aprile una proroga in extremis per completare il rapporto rapporto biennale sulle pari opportunità nelle aziende con oltre 50 dipendenti. Il termine del 30 aprile 2026 per i dati 2024-2025 viene spostato al 15 maggio "Al fine di consentire ai soggetti interessati da difficoltà tecniche di perfezionare le procedure,
Il modello aggiornato da compilare online è disponibile sul sito servizi.lavoro.gov.it, previa autenticazione con SPID, o CIE o CNS o EIDAS
Il ministero precisa che fino alla scadenza del termine le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del rapporto biennale potranno produrre copia di quello già presentato con riferimento al precedente biennio (2022/2023), integrando la documentazione con il rapporto per il biennio 2024/2025 entro il termine del 30 aprile 2026.
Invece per le aziende che non avevano terminato il caricamento dei dati relativi al biennio 2022/2023 che il termine ultimo per provvedere era il 15 marzo 2026.
Rivediamo nei prossimi paragrafi in dettaglio di cosa si tratta e come procedere, come previsto dal decreto ministeriale del 29.3.2022.
Rapporto biennale parità di genere: norme e sanzioni
Il Decreto interministeriale 29 marzo 2022 firmato dal ministro del Lavoro e dalla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, ha definito le modalità operative per la compilazione del rapporto biennale sulla situazione lavorativa dei due sessi nelle realtà aziendali con oltre 50 dipendenti.
L'obbligo era stato previsto dal Codice per le pari opportunità (decreto legislativo 198/2006), da ultimo modificato dalla legge 162/2021.
Si ricorda che la redazione del rapporto di parità è obbligatoria per accedere alle gare relative agli investimenti pubblici finanziati con le risorse del PNRR (decreto legge Semplificazioni n. 77/2021).
In merito è stato pubblicato sul sito ministeriale il Decreto Interministeriale del ministro del Lavoro che ha prorogato per il 2022 la prima scadenza.
ATTENZIONE : in caso di mancato invio o dati falsi/incompleti, sanzione da 1.000 a 5.000 euro irrogata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (art. 46, comma 5-bis, D.Lgs. 198/2006).
Rapporto parità di genere: chi è obbligato, come fare
Per rendere effettivo il principio di parità nei luoghi di lavoro, prescritto dalle norme europee, è stato previsto che il rapporto biennale sia obbligatorio per tutte le aziende sopra i 50 dipendenti. Per le aziende di dimensioni inferiori il rapporto è facoltativo.
Le aziende devono redigere il rapporto esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’utilizzo dell’apposito portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, https://servizi.lavoro.gov.it, Qui il facsimile allegato al decreto. Si ricorda che l'accesso richiede le credenziali SPID.
Al termine della procedura informatica, viene rilasciata una ricevuta attestante la corretta redazione del rapporto.
Una copia del rapporto, unitamente alla ricevuta deve essere trasmessa dal datore di lavoro anche alle rappresentanze sindacali aziendali.
I dati saranno accessibili anche alla Consigliera nazionale di parità incaricata di redigere un resoconto annuale della situazione nazionale sul tema della parità di genere nei luoghi di lavoro.
La scadenza
Per il rapporto relativo al biennio 2020-2021 andava fatto riferimento alla situazione al 31 dicembre 2019 e l'invio era stato prorogato al 14.102022.
A regime invece è confermata la data del 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ogni biennio, quindi per 2024-2025 la scadenza è il 30.4.2026.
Rapporto di parità, a cosa serve?
Sulla base dei dati contenuti nel rapporto , se conformi agli standard minimi, le aziende potranno richiedere di ottenere dagli enti certificatori autorizzati la certificazione di parità, un attestato del fatto che la situazione aziendale soddisfa alcuni requisiti minimi prescritti dalla prassi UNI pdr 125-2022 .
Tale certificazione dà accesso ad agevolazioni che comprendono
- punteggio aggiuntivo per l’aggiudicazione di un bando di gara rientrante nell’ambito del Pnrr o del Pnc (articolo 47 del Dl 77/2021)
- meccanismi e strumenti di premialità in tutti gli appalti pubblici
- agevolazioni contributive
ATTENZIONE il D. Lgs 105 2022 di recepimento della direttiva UE 1592 2022 sulla conciliazione vita lavoro prevede che la violazione delle norme a tutela della genitorialità prevista dal decreto , nei due anni che precedono la richiesta della certificazione, comporta l’impossibilità di conseguirla.
Rapporto parità di genere: cosa contiene
I dati che devono essere inseriti comprendono:
- numero dei lavoratori occupati distinti per sesso con indicazione delle retribuzioni iniziali l'inquadramento contrattuale e la funzione svolta da ciascun occupato.
- l'importo della retribuzione complessiva corrisposta, delle componenti accessorie del salario, delle indennità, dei bonus
- le modalità di accesso al rapporto da parte dei dipendenti e delle rappresentanze sindacali
- informazioni sui processi di selezione
- le misure previste in azienda per la conciliazione vita lavoro
Come previsto dal decreto legge i consiglieri regionali di parità riceveranno un codice identificativo per accedere ai dati contenuti nei rapporti trasmessi dalle aziende, al fine di poter elaborare i relativi risultati e trasmetterli :
- alle sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro,
- alla consigliera o al consigliere nazionale di parità,
- al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a
- al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
- all’ISTAT e al CNEL.
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Retribuzioni arretrate: possibile stop al riconoscimento in giudizio
Uno degli articoli presenti nella bozza del DL PNRR approvato dal Consiglio dei ministri è una misura molto discussa che riguarda "Disposizioni in materia di accertamento giudiziale dell’applicazione degli standard retributivi previsti dai contratti collettivi di lavoro"
L'articolo prevede che con il provvedimento con cui il giudice accerta la non conformità costituzionale dello standard retributivo stabilito dal contratto collettivo di lavoro per il settore e la zona di svolgimento della prestazione, il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento delle differenze retributive o contributive per il periodo precedente la data del deposito del ricorso introduttivo del giudizio.
Giova forse ricordare che per la costituzione «il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro» e «sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa»
Come detto anche se viene accertata la violazione di questo principio si prevede il blocco degli arretrati nei casi in cui le retribuzioni erogate fossero:
- previste da un contratto collettivo stipulato da organizzazioni sindacali piu rappresentative a livello nazionale ( a norma dell'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81), oppur
- dai contratti che garantiscono tutele equivalenti (secondo il codice dei contratti pubblici dlgs 36/2023, n. 36)
per il settore e la zona di svolgimento della prestazione e in relazione alla produttività del lavoro e al costo della vita rilevato dall’Istat.
In sostanza, cioè, in questi casi si prevede che il datore di lavoro non sia tenuto a versare differenze retributive o contributive maturate prima del deposito del ricorso, anche se il giudice accerta che la retribuzione non fosse rispettosa del parametro costituzionale .
Pur riconoscendo la non conformità della paga, il giudice dunque non puo imporre al datore di lavoro il pagamento degli arretrati anteriori alla causa.
Norma controversa – le motivazioni di imprese e sindacati
La misura era già stata proposta dalla maggioranza in precedenti provvedimenti (legge di Bilancio, Milleproroghe ed emendamenti parlamentari) e poi eliminata per rilievi formali del Quirinale. Non è certo quindi che anche se inserit del decreto legge poi venga confermata dal Parlamento durante la conversione in legge nei successivi 60 giorni.
Le imprese giudicano il provvedimento necessario per garantire certezza del diritto e prevedibilità del costo del lavoro, evitando oneri insopportabili per le imprese
Forti invece le critiche di sindacati e opposizione: secondo il Partito democratico e la Cgil l’intervento è improprio e penalizzante per i lavoratori, perché porterebbe al paradosso di una causa vinta senza ristoro per il periodo di pagamento sotto la soglia costituzionale, che richiede
Anche Cisl e Uil chiedono lo stralcio della norma, ritenuta sbagliata sul piano sociale e giuridico.
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Contributi vigilanza per criptoattività a CONSOB: importi e scadenze
Con la delibera Consob n. 23799 del 17 dicembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026, viene introdotto in modo organico il contributo di vigilanza dovuto dai soggetti che operano sui mercati delle cripto-attività per l’esercizio 2026. Il provvedimento si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento del sistema di supervisione dei mercati finanziari digitali, in linea con l’evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale e con l’estensione delle competenze di vigilanza della Consob ai nuovi operatori del settore crypto.
La disciplina definisce i soggetti obbligati, l’ammontare del contributo, le modalità di calcolo e i termini di versamento, introducendo regole operative uniformi anche per gli operatori esteri che intendono operare sul mercato italiano delle cripto-attività .
Di seguito il quadro normativo e una sintesi delle indicazioni su importi, modalità di calcolo , scadenze (primo termine 15 aprile 2026)
Il quadro normativo vigilanza CONSOB sulle criptoattività
La delibera trae fondamento dall’articolo 40 della legge n. 724/1994, che attribuisce alla Consob il potere di determinare annualmente l’ammontare delle contribuzioni dovute dai soggetti sottoposti alla sua vigilanza, quale forma di autofinanziamento dell’Autorità. A tale base normativa si affiancano la legge istitutiva della Consob (legge n. 216/1974) e le precedenti delibere in materia contributiva.
Il provvedimento estende espressamente il contributo di vigilanza ai soggetti che operano sui mercati delle cripto-attività, coerentemente con l’evoluzione del diritto europeo e con l’entrata in vigore del regolamento MiCA, che ha ampliato il perimetro dei soggetti regolamentati nel settore degli asset digitali.
Nel quadro delineato dalla delibera, la contribuzione assume natura obbligatoria, è distinta per categorie di operatori e si affianca alle altre forme di contribuzione già previste per emittenti, intermediari, gestori di mercati e soggetti iscritti in registri vigilati. Il contributo è finalizzato esclusivamente al finanziamento delle funzioni istituzionali di vigilanza, autorizzazione e controllo esercitate dalla Consob.
Contributo modalità di pagamento e sanzioni
Il provvedimento elenca i soggetti tenuti al versamento del contributo di vigilanza per il 2026, tra cui rientrano espressamente
- i prestatori di servizi per le cripto-attività e
- gli altri operatori autorizzati o registrati che svolgono attività rilevanti sui mercati digitali sotto la supervisione Consob.
Per ciascuna categoria di soggetti è prevista una misura del contributo definita in apposite tabelle allegate alla delibera, che tengono conto della tipologia di attività svolta e della rilevanza operativa del soggetto vigilato.(vedi una sintesi al paragrafo seguente)
In via ordinaria, il pagamento avviene tramite avviso PagoPA, che viene inviato ai soggetti obbligati nei quindici giorni antecedenti la scadenza.
Per i soggetti esteri è prevista, in alternativa, la possibilità di effettuare il versamento tramite bonifico bancario, qualora non sia tecnicamente possibile utilizzare la piattaforma PagoPA, nel rispetto di specifiche regole sulla causale e sull’identificazione del soggetto pagante.
La delibera disciplina inoltre i casi in cui il contributo deve essere corrisposto al momento della presentazione dell’istanza di autorizzazione o riconoscimento, prevedendo che l’esame della domanda da parte della Consob sia subordinato all’effettivo pagamento dell’importo dovuto.
Particolare attenzione è riservata agli obblighi informativi: in alcune ipotesi, i soggetti vigilati sono tenuti a trasmettere alla Consob tabelle esplicative del computo del contributo, corredate da una dichiarazione di conformità, entro termini prestabiliti.
Infine, il provvedimento chiarisce che il mancato versamento entro i termini comporta l’avvio delle procedure di riscossione coattiva ai sensi della normativa vigente, con applicazione degli interessi di mora nella misura legale.
Tabelle di riepilogo
Contributi per istanze e documentazione (una tantum)
Causale Soggetti Importo Quando si paga Art. 3, lett. aa) CASP e SIM (diverse da classe 1) che presentano istanza di autorizzazione nel 2026 € 20.000 per istanza Al momento della presentazione dell’istanza Art. 3, lett. ab) Notifica o modifica di white paper per cripto-attività “other than” € 3.000 (notifica)
€ 1.000 (modifica)Al momento della presentazione Art. 3, lett. ac) Autorizzazione o approvazione del white paper per ART € 3.000 (approvazione)
€ 1.000 (modifica)Dopo l’autorizzazione/approvazione Contributi annuali – gestori di piattaforme di negoziazione
Cripto-attività trattate Importo annuo Scadenza Fino a 100 € 47.130 15 luglio 2026 Fino a 1.000 € 100.990 15 luglio 2026 Fino a 3.000 € 154.840 15 luglio 2026 Fino a 5.000 € 208.700 15 luglio 2026 Oltre 5.000 € 262.550 15 luglio 2026 Contributi annuali – emittenti e prestatori di servizi
Causale Soggetti Importo Scadenza Art. 3, lett. ae) Emittenti ART e cripto-attività “other than” vigilati al 2 gennaio 2026 € 5.000 15 aprile 2026 Art. 3, lett. af) CASP (esclusi gestori di piattaforme e depositari centrali) € 10.000 per ciascun servizio autorizzato 15 luglio 2026 Registro per la circolazione digitale
Fattispecie Importo Quando si paga Istanza di iscrizione – caso a) € 20.000 Alla presentazione Istanza di iscrizione – caso b) € 15.000 Alla presentazione Istanza di iscrizione – caso c) € 10.000 Alla presentazione Soggetti già iscritti – casi d), e), f) € 10.000 / € 7.500 / € 5.000 15 aprile 2026 -
Sgravio contributivo agricoltura 2020: revoche in arrivo
INPS comunica nel messaggio 72 2026 di aver concluso i controlli ex post sui requisiti legittimanti la concessione dell’agevolazione prevista dall’articolo 222, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e che sono in fase di notificazione
i provvedimenti di annullamento per i casi con esito negativo.
Le motivazioni possono essere verificate oltre che sui provvedimenti di annullamento,anche nelle “note di elaborazione” in calce al modulo di domanda di esonero, presentata tramite il “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”, dove sono indicati gli eventuali importi da pagare con le relative codeline.
L’eventuale debito presente nell’estratto conto aziendale può essere regolarizzato presentando una “Richiesta calcolo somme aggiuntive” tramite la funzione “Comunicazione Bidirezionale” oun’istanza di “Rateazione”accedendo alla sezione “Telematizzazione” del “Cassetto Previdenziale del Contribuente”.
ATTENZIONE L'istituto precisa che se il pagamento dei contributi dovuti è effettuato per intero (o per la prima rata in caso di istanza di rateazione) entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento , la sanzione civile prevista si riduce del 50%
Si ricorda inoltre che è possibile proporre istanza di riesame attraverso la funzione “Comunicazione Bidirezionale” presente nel “Cassetto Previdenziale del
Contribuente” utilizzando l’oggetto “Esoneri e benefici contributivi”.
Sgravio contributivo straordinario per le filiere agricole e affini nei primi sei mesi del 2020
La misura consisteva nell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro per il periodo 1 gennaio-30 giugno 2020 , per il rilancio produttivo e occupazionale dei seguenti settori:
- filiere agricole, pesca e dell'acquacoltura,
- filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole
- allevamento, ippicoltura, della pesca e dell'acquacoltura.
Nello specifico le imprese beneficiarie sono quelle che svolgono le attività individuate dai seguenti codici Ateco:
- 01.11 xx – Coltivazione di cereali
- 01.50 xx – Coltivazione agricole associate all’allevamento animale attivita’ mista
- 01.28 xx – Coltivazione di spezie, piante aromatiche e farmaceutiche
- 01.19.10 – Coltivazione di fiori in piena aria
- 01.19.20 – Coltivazione di fiori in colture protette
- 01.21.00 – Coltivazione di uva
- 01.29.00 – Coltivazione di altre colture permanenti (inclusi alberi di Natale)
- 01.30 – Riproduzione piante
- 01.41.00 – Allevamento di bovini e bufale da latte, produzione di latte crudo
- 01.42.00 – Allevamento di bovini e bufalini da carne
- 01.43.00 – Allevamento di cavalli e altri equini
- 01.44.00 – Allevamento di cammelli e camelidi
- 01.45.00 – Allevamento di ovini e caprini
- 01.46.00 – Allevamento di suini
- 01.47.00 – Allevamento di pollame
- 01.49.10 – Allevamento di conigli
- 01.49.20 – Allevamento di animali da pelliccia
- 01.49.40 – Bachicoltura
- 01.49.90 – Allevamento di altri animali nca
- 01.49.30 – Apicoltura
- 03.11.00 – Pesca in acque marine e lagunari e servizi connessi
- 03.12.00 – Pesca in acque dolci e servizi connessi
- 03.21.00 – Acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare e servizi connessi
- 03.22.00 – Acquacoltura in acque dolci e servizi connessi
- 46.21.22 – Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali, semi oleosi, patate da semina
- 46.22 – Commercio all’ingrosso di fiori e piante
- 47.76.10 – Commercio al dettaglio di fiori e piante
- 47.89.01 – Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
- 82.99.03 – Servizi di gestione di pubblici mercati e spese pubbliche
- 56.10.12 – Attivita’ di ristorazione connesse alle aziende agricole
- 55.20.52 – Attivita’ di alloggio connesse alle aziende agricole
- 81.30.00 – Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole
MODALITA' OPERATIVE PER LO SGRAVIO CONTRIBUTIVO
- L'agevolazione di cui all'art. 1 e' concessa nel limite di spesa complessiva di 426,1 milioni di euro per l'anno 2020 e in coerenza con i limiti individuali sugli Aiuti di Stato fissati dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 «Quadro temporaneo» (C(2020) 1863)
- L'esonero e' riconosciuto nei limiti della contribuzione dovuta dai datori di lavoro, al netto di altre agevolazioni o riduzioni delle aliquote di finanziamento della previdenza e assistenza obbligatoria previsti dalla normativa vigente , spettanti nel periodo intercorrente dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.
- L'agevolazione contributiva andrà richiesta tramite domanda all'INPS , che monitora il rispetto dei limiti finanziari
- In caso di superamento del limite individuale fissato dal «Quadro temporaneo», l'agevolazione e' ridotta per la quota eccedente
- In caso di superamento del limite di spesa fissato l'INPS provvede a ridurre l'agevolazione in misura proporzionale a tutta la platea dei beneficiari
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Visite fiscali: nuovi servizi INPS online per i datori
Con il messaggio n. 3979 del 30 dicembre 2025, l’INPS ha annunciato il rilascio di un nuovo servizio digitale dedicato ai datori di lavoro pubblici e privati, nonché ai loro intermediari, per la gestione delle Visite Mediche di Controllo (VMC) sui lavoratori assenti per malattia. L’iniziativa si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito del progetto n. 143/2025, volto al potenziamento e alla semplificazione dei servizi digitali in materia di accertamenti medico-legali domiciliari.
L’obiettivo dell’Istituto è rafforzare la collaborazione con il sistema delle imprese e degli enti, offrendo un ulteriore canale tecnologicamente avanzato che si affianca alle modalità di richiesta già disponibili. Il nuovo servizio consente un colloquio automatizzato e sicuro con l’INPS, migliorando l’efficienza operativa, la tempestività delle verifiche e la trasparenza nella consultazione degli esiti delle visite mediche di controllo.
Implementata la piattaforma digitale nazionale dati
Come detto il nuovo servizio INPS trova fondamento nel percorso di digitalizzazione e interoperabilità della Pubblica Amministrazione delineato dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). In particolare, il riferimento normativo principale è l’articolo 50-ter del CAD, che ha istituito la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), infrastruttura centrale per lo scambio sicuro di dati tra enti e soggetti accreditati. La PDND è pienamente operativa dall’ottobre 2022 e rappresenta uno degli strumenti cardine per l’attuazione delle misure PNRR in ambito digitale.
Il servizio è conforme alle linee guida AgID sul nuovo modello di interoperabilità, definite con la Determinazione n. 547 del 2021, che disciplinano le modalità tecniche e organizzative di esposizione e fruizione delle API tra amministrazioni e soggetti esterni. In questo contesto, l’INPS si pone come erogatore di servizi interoperabili, consentendo a datori di lavoro e intermediari istituzionali di accedere in modo standardizzato alle funzionalità relative alle VMC, nel rispetto dei requisiti di sicurezza, tracciabilità e protezione dei dati personali.
Le nuove funzioni nella PDND e le specifiche tecniche
La novità riguarda la disponibilità, tramite la PDND, di un set strutturato di funzioni dedicate alla gestione completa delle visite mediche di controllo. In particolare, il servizio espone quattro azioni fondamentali:
- l’invio della richiesta di VMC all’INPS,
- la consultazione delle richieste precedentemente inoltrate,
- la consultazione degli esiti delle visite effettuate e
- l’annullamento delle richieste non ancora eseguite.
Dal punto di vista operativo, il nuovo canale è pensato per aziende ed enti dotati di sistemi informativi in grado di dialogare in modalità applicativa con la piattaforma nazionale. La fruizione del servizio avviene infatti attraverso l’adesione tecnica alla PDND e l’utilizzo delle API messe a disposizione dall’Istituto. Tutta la documentazione necessaria è resa disponibile direttamente all’interno della piattaforma, nella sezione dedicata alle “Specifiche tecniche e service”.
I datori di lavoro e gli intermediari interessati devono fare riferimento, in primo luogo,
- l documento di linee guida per i fruitori esterni, che descrive le regole di interoperabilità e le modalità di integrazione.
- È inoltre prevista la compilazione di una specifica scheda di adesione, da trasmettere all’INPS tramite i canali indicati, al fine di attivare correttamente il servizio.
- Completano il quadro operativo le specifiche tecniche del servizio applicativo VMC e il relativo descrittore OpenAPI, strumenti indispensabili per l’implementazione informatica.
In un’ottica pratica, l’introduzione di questo servizio consente ai datori di lavoro di automatizzare e monitorare l’intero ciclo delle visite mediche di controllo, riducendo i tempi di gestione.
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Economia italiana ferma, i prezzi rallentano: i dati Istat di novembre 2025
Secondo l’ultima Nota mensile di Istat, nel terzo trimestre 2025 il PIL italiano è rimasto fermo rispetto ai tre mesi precedenti: una crescita zero, in linea con la Germania ma inferiore a Francia e Spagna. L’economia globale è in fase di moderato rallentamento e il commercio internazionale è ancora condizionato da dazi e incertezze geopolitiche. In questo contesto, l’Italia si muove con fatica: tiene l’export, mentre domanda interna e consumi restano deboli.
Sul fronte del lavoro, a settembre gli occupati hanno raggiunto quota 24,2 milioni: il tasso di occupazione sale al 62,7%, mentre la disoccupazione si attesta al 6,1%, leggermente in aumento rispetto al mese precedente ma sempre al di sotto della media dell’area euro (6,3%). Per le famiglie significa un mercato del lavoro nel complesso stabile, ma con segnali di fragilità soprattutto per i giovani, il cui tasso di disoccupazione torna sopra il 20%.
Industria, costruzioni , commercio, export: luci e ombre
L’industria mostra un andamento altalenante. A settembre la produzione industriale è rimbalzata del 2,8% rispetto ad agosto, recuperando la caduta del mese precedente (-2,7%). Se si guarda però all’intero terzo trimestre, il saldo è ancora leggermente negativo (-0,5% rispetto ai tre mesi precedenti).
Per il settore dell'Edilizia, le costruzioni invece rallentano: ad agosto la produzione è scesa dell’1,6% su base mensile, pur restando in crescita nel confronto su base più ampia (giugno–agosto contro i tre mesi precedenti).
Anche i servizi segnano un calo del fatturato in volume (-0,8% in agosto), trainato in particolare dal commercio all’ingrosso, mentre alloggio, ristorazione e informazione-comunicazione reggono meglio.
Ancora positivo l’andamento degli scambi con l’estero. Nonostante la riduzione registrata ad agosto, la c)rescita delle esportazioni nei mesi estivi (periodo giugno- agosto) è stata nel
complesso positiva (+1,2% . Gli acquisti, viceversa, hanno evidenziato una maggiore debolezza (-0,3%,
Nei primi otto mesi del 2025, la dinamica degli scambi è risultata nel complesso positiva per entrambi iflussi: le esportazioni di beni in valore sono aumentate in termini tendenziali tra gennaio e agosto del 2,6%,le importazioni del 4,1%, con flussi particolarmente sostenuti in entrata da alcuni paesi ( le importazionidalla Cina sono aumentate del 24,5% in termini tendenziali nel periodo gennaio-agosto).
L’incremento delle vendite è stato, tuttavia, limitato ad alcuni settori: prodotti farmaceutici (+34,8%) prodotti alimentari, bevande e tabacco, oltre che di metalli e prodotti in metallo (+4,8%); positiva mentre sono in forte calo le vendite di autoveicoli (-9,3%)
Nel complesso, le vendite al dettaglio di settembre diminuiscono dello 0,5% sia in valore sia in volume. Nel terzo trimestre il valore degli acquisti è sostanzialmente stabile, ma i volumi sono in calo: le famiglie comprano un po’ meno, segno che il potere d’acquisto resta sotto pressione, soprattutto per i beni alimentari.
Prezzi spesa in rallentamento ma il cibo resta caro
Mentre la fiducia delle famiglie ancora tiene, la buona notizia per i consumatori arriva dall’inflazione. A ottobre 2025 l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) in Italia cresce dell’1,3% su base annua, un valore molto più basso rispetto ai picchi del 2022–2023 e inferiore alla media dell’area euro (2,1%). L’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari freschi, è stabile al 2%.
A pesare ancora sul portafoglio è però il carrello della spesa. Dal ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, quasi 8 punti in più rispetto all’indice generale dei prezzi (+17,3%). Il rincaro è stato alimentato prima dall’esplosione dei costi energetici (gas, elettricità, carburanti) e dei fertilizzanti, che hanno inciso soprattutto sui prodotti freschi, poi dal graduale recupero dei margini di profitto lungo la filiera agricola e alimentare.
Oggi i prezzi alimentari crescono meno rispetto agli anni scorsi, ma restano su livelli elevati: rispetto al 2019, molte categorie – come pane e cereali, latte e derivati, frutta e verdura – hanno subito aumenti nell’ordine del 25–30%. Per le famiglie significa che l’inflazione è rientrata, ma il costo del cibo rimane strutturalmente più alto, e per tornare a respirare serviranno salari più robusti e una dinamica dei prezzi stabilmente contenuta.
Testo ISTAT e tabella principali indicatori novembre 2025
QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA ISTAT
Indicatore Italia Area euro Periodo di riferimento PIL (variazione trimestrale %) 0,0 0,2 Terzo trimestre 2025 Produzione industriale (variazione mensile %) +2,8 -1,2 Settembre 2025 Produzione nelle costruzioni (variazione mensile %) -1,6 -0,1 Agosto 2025 Vendite al dettaglio in volume (variazione mensile %) -0,5 -0,1 Settembre 2025 Prezzi alla produzione industria – mercato interno (variazione mensile %) +0,2 -0,1 Settembre 2025 Prezzi al consumo IPCA (variazione annua %) 1,3 2,1 Ottobre 2025 Tasso di disoccupazione (%) 6,1 6,3 Settembre 2025 Economic Sentiment Indicator (variazione punti) +1,4 +1,2 Ottobre 2025