• Pensioni

    Pensione di reversibilità: a chi spetta?

    La Corte di Cassazione, sezione lavoro,  con ordinanza 22 maggio 2024, n. 14287 ha ribadito un orientamento consolidato in tema di Pensione di reversibilità  e in particolare sulla ulteriore attribuzione ai superstiti  in caso di decesso del titolare della reversibilità.

    Nello specifico si afferma che la pensione di reversibilità di cui all’art. 22, l. n. 903/65 opera a favore dei superstiti del titolare di pensione ( coniuge e figli a minori o disabili carico ma  è escluso che , alla morte   del titolare di pensione di riversibilità, detta pensione venga ulteriormente attribuita ai superstiti di questo. 

    Il  diritto alla pensione di reversibilità  in sostanza si applica una sola volta, quando  derivante dal decesso di chi beneficiasse di  pensione diretta.

    Pensione di reversibilità: quali superstiti hanno diritto?

    Giova ricordare  piu in particolare che per l’art. 22 della legge 21 luglio 1965 n. 903, il diritto a pensione di riversibilità spetta, alla morte del pensionato o dell’assicurato, “iure proprio”,:

    • al coniuge e
    • ai figli minorenni, in ragione dei rapporti con il defunto e della situazione in cui si trova al momento del decesso di quest’ultimo e
    • ai  figli superstiti maggiorenni se riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo.

    Non può comunque, il diritto a pensione di reversibilità essere ulteriormente attribuito ai superstiti di questo.

    Pensione di reversibilità solo  per i figli  disabili a carico

    Con l'ordinanza 33580 del 1 dicembre 2023 la Corte di cassazione aveva   riaffermato che la pensione di reversibilità  spetta al figlio superstite  solo se risultava a carico del padre poi defunto, anche nel caso si tratti di  soggetto disabile.

    Il caso riguardava un soggetto disabile che aveva ottenuto dalla Corte d’appello di Messina,  in riforma della sentenza di primo grado ,  il diritto  alla reversibilità  della pensione goduta in vita dal defunto  padre.

    La Corte  aveva motivato la decisione sulla base della  consulenza tecnica che aveva accertato l’inabilità del figlio allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.  e aveva anche confermato che non si era verificata la  prescrizione decennale del diritto,  in quanto vi era stata interruzione della prescrizione  mediante domanda amministrativa. Condannava quindi  l’Inps al pagamento dei ratei di pensione a decorrere  dalla morte del padre.

    Nel ricorso in Cassazione  l’Inps  evidenziava che la Corte  di appello non aveva  accertato un  requisito costitutivo del diritto, ovvero la vivenza del figlio a carico del padre.

    Inoltre l'istituto riaffermava che  i ratei di pensione antecedenti la domanda amministrativa  andavano comunque considerati prescritti. 

    La cassazione  accogli entrambi i motivi di ricorso  dell'INPS in quanto :

    1. dalla sentenza emerge che nessun  accertamento è stato compiuto dalla Corte in ordine alla sussistenza del requisito della vivenza a carico del padre, quando questi era ancora in vita;  requisito che  si pone quale fatto costitutivo del  diritto alla pensione di reversibilità (Cass.9237/18),   Questa mancanza costituisce una errata applicazione  di legge, 
    2. In tema di prescrizione,  anche riconoscendo  l' atto  interruttivo costituito dalla proposizione della domanda  amministrativa, la sentenza ha violato l’art. 2946 c.c. nel  momento in cui ha escluso tout court il maturarsi della prescrizione, facendo decorrere il diritto dalla morte del padre,  senza accertare se, anteriormente all’atto interruttivo, fosse passato o meno  oltre un decennio dalla data di decorrenza del diritto.

  • Pensioni

    Professionisti: pensione indiretta ai superstiti solo con contributi versati

    La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 15294 del 31 maggio 2024,  ha confermato che  non ha diritto al trattamento di pensione indiretta con compensazione  il coniuge superstite di un consulente del lavoro  nel caso in cui questi non abbia a suo tempo  versato i contributi dovuti. 

    Questo in quanto ai fini del riconoscimento della pensione indiretta a favore di familiare di un lavoratore autonomo deceduto non opera il principio dell'automatismo delle prestazioni previdenziali previsto per l'assicurazione generale IVS. 

    Vediamo di seguito alcuni dettagli sul caso specifico.

    Pensione indiretta professionisti: il caso

    Il caso riguardava un ricorso  proposto da E.N.P.A.C.L. ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA ED  ASSISTENZA PER I CONSULENTI DEL LAVORO,  contro la decisione di una  corte di appello  che aveva accolto la domanda di pensione indiretta per la coniuge di un consulente del lavoro  con  compensazione tra importi dovuti  come pensione indiretta e gli importi dei contributi  soggettivi integrativi  non versati al professionista 

    La corte accoglie il primo motivo di ricorso basato sul fatto che  nel lavoro autonomo il mancato versamento della  contribuzione preclude l’attribuzione del diritto a pensione,  mentre l’attribuzione del diritto jure proprio implica solo l’esclusione dall’asse ereditario, ma non consente deroga  alla maturazione del requisito contributivo.  Si conferma cioè che il diritto alla pensione indiretta presuppone il possesso dei requisiti  (amministrativi, contributivi ed anagrafici) per la pensione  da parte del de cuius.

    La decisione della corte di appello era fondata sui precedenti  (Sentenza n. 23569 del  12/09/2008  e  Sentenza n. 13938 del 16/06/2006(  in cui era stato affermato che, quando  un lavoratore autonomo muoia senza aver versato contributi, i superstiti, ove ricorrano le condizioni di legge,  hanno diritto alla pensione indiretta iure proprio e non iure hereditatis, e tale diritto non può essere escluso in caso di  inadempimento dell'obbligazione  contributiva.

    Se pero i superstiti sono  anche eredi,  essi hanno l'obbligo di pagare i contributi omessi e non   prescritti, secondo le norme del diritto successorio.

    Pensione indiretta professionisti: le motivazioni della Cassazione

    La cassazione ricorda invece la decisione in senso contrario   n. 26443 2021 che  ha considerato  che il trattamento pensionistico indiretto del superstite, pur restando autonomo, trae le sue condizioni di maturazione  dalla posizione assicurativa del dante causa, costituendo la  morte dell'assicurato uno dei requisiti soggettivi.  

    Viene anche sottolineato che la regola dell'automatismo prevista per l'assicurazione generale obbligatoria IVS delle prestazioni non trova applicazione nei confronti dei lavoratori autonomi, e che per essi, finché non sono pagati i contributi nella misura prevista dalla legge (come nel caso in oggetto) , non matura né diritto alla pensione, né il diritto alla pensione indiretta. del familiare.

    La decisione di appello viene dunque cassata con rinvio in quanto,  "non ha diritto a  pensione il  coniuge superstite quando al momento del decesso

    l'assicurato non poteva far valere il minimo di contribuzione  richiesto" .

    Resta comunque ferma la possibilità del superstite di ovviare  all’omissione contributiva del dante causa, con conseguente  successiva maturazione del requisito utile alla pensione  indiretta.

  • Pensioni

    Prepensionamento poligrafici sblocco fino al 31.3.2024

    Dopo la circolare 68 del 23 maggio    con la quale sono state precisate tutte  le modalità il prepensionamento nel settore dell'editoria  ('art. 1, co. 500, della L. 160/201, rifinanziato dall' articolo 1, comma 141, legge 213/ 2023) l'istituto ha precisato nel  Messaggio interno  n. 2153 del 6 giugno 2024 che sono stati sbloccati i codici  degli accordi firmati fino al 31 marzo 2024  per cui è  procedere alla liquidazione delle domande correlate.

    Ricordiamo di seguito i principali aspetti del pensionamento anticipato  e le regole per la fruizione 2024.

    Prepensionamenti editoria: requisiti e condizioni

    La circolare ricorda che  si tratta del prepensionamento applicabile esclusivamente nei confronti dei  “lavoratori poligrafici 

    • di imprese stampatrici di giornali quotidiani e di periodici e di 
    • imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale
    • , le quali abbiano presentato al Ministero del Lavoro,  tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023, piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi”.

    I piani devono riportare anche  il numero di lavoratori ammessi con decreto ministeriale al trattamento straordinario di integrazione salariale finalizzato al prepensionamento nel limite delle unità ammesse dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

    La norma prevede che il requisito contributivo  ridotto, di 35 anni “limitatamente agli anni 2020, 2021, 2022 e 2023”. di 35 anni deve essere maturato non oltre il 31 dicembre 2023 (cfr. il paragrafo 2 della circolare n. 93 del 2020).

    A seguito del rifinanziamento per il 2024,  inps precisa che: 

    •  il perfezionamento del requisito contributivo  deve essere avvenuto  entro il 31 dicembre 2023,
    •  il trattamento pensionistico può essere conseguito con decorrenza non successiva al mese di dicembre 2024.
    •  il trattamento straordinario di integrazione salariale  deve essere fruito entro e non oltre il 30 novembre 2024,

     data ultima entro la quale deve essere presentata la domanda di pensione.

     E' richiesto inoltre che l'ultima contribuzione  sia  accreditata a titolo di trattamento straordinario di integrazione salariale finalizzata al prepensionamento

    ATTENZIONE la domanda di pensione deve essere presentata a pena di decadenza entro il termine di 60 giorni, che decorre:

    a.  per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo prima della data di ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale  dalla data di ammissione al predetto trattamento straordinario di integrazione salariale (requisito > CIGS > 60gg);

    b. per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo dopo la data di ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale e comunque entro il periodo di fruizione di detto trattamento, dalla data di maturazione del predetto requisito (CIGS > requisito > 60 gg).

    In caso di emanazione del decreto che approva il piano di riorganizzazione in presenza di crisi e autorizza il trattamento straordinario di integrazione salariale , in data successiva a quella di inizio  del trattamento straordinario di integrazione salariale:

    a.1 per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo prima della data di emanazione del decreto, il termine decorre dalla data di emanazione del decreto stesso (requisito > CIGS > emanazione decreto > 60 gg);

    b.1 per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo dopo la data di emanazione del decreto, il termine decorre dalla data di maturazione del predetto requisito (CIGS > emanazione decreto > requisito > 60gg).

     il trattamento pensionistico anticipato decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, previa risoluzione del rapporto di lavoro dipendente.

    Prepensionamento editoria: Priorità e limiti di spesa

     

    L'istituto ricorda anche che  non possono essere accolte domande di prepensionamento che comportino il superamento, anche in via prospettica, dei limiti di spesa previsti a oggi fino all’anno 2027,

    La priorità viene assegnata secondo l’ordine cronologico di sottoscrizione del relativo accordo di procedura presso l’ente competente.

    La circolare precisa infine che  la valutazione del raggiungimento del limite di spesa  si calcola il maggiore onere pensionistico derivante dall’anticipo di pensione  rispetto ai requisiti ordinari tenuto conto della spesa pensionistica complessiva prevista nel periodo in cui gli interessati perfezionano il requisito contributivo  adeguato alla speranza di vita (per il quale non sono previsti incrementi per il biennio 2025/2026.

    Quindi eventuali domande che prevedano una spesa successiva al 2027 non  potranno essere accolte.

  • Pensioni

    Riscatto periodi senza contribuzione 2024/25: istruzioni per le domande

    La  legge di bilancio 2024  ha introdotto una nuova opportunità di rinsaldare la propria posizione previdenziale aumentando i contributi versati.

     Nello specifico, l'art 1 ai  commi 126-.130 della legge 213 2023 prevede la possibilità  temporanea, per  il biennio 2024-2025, di riscattare, in tutto o in parte, i periodi non coperti da contribuzione  fino a un massimo di cinque anni parificandoli a periodi di lavoro, versando il  dovuto a rate mensili  in un massimo di  12 anni  senza interessi.

    Vediamo i beneficiari e le modalità  di attuazione previste . 

    Il 7 marzo l'Agenzia ha emanato la circolare 5 2024  che illustra la misura  ma non fornisce precisazioni ulteriori rispetto al testo di legge.

    INPS ha pubblicato le istruzioni applicative nella circolare 69 del 29 maggio 2024(vedi i dettagli sotto)

    Riscatto periodi non coperti da retribuzione:  chi ha diritto, per quali periodi

     La facoltà  può essere esercitata da:

    • lavoratori pubblici e privati  
    • iscritti alle gestioni INPS dipendenti o autonomi o alle forme sostitutive (Fondi speciali come fondo telefonici, fondo elettrici, fondo trasporti, Fondo Dirigenti d'Azienda ex Inpdai;  Fondo Volo; Fondo di Previdenza dello Spettacolo). 
    • che abbiano iniziato a versare a partire dal 1 gennaio 1996, quindi soggetti al calcolo della pensione con metodo interamente contributivo

    Ciò comporta l'esclusione di fatto dei lavoratori più anziani che hanno iniziato a versare  prima di quella data.

    La norma specifica  che l'eventuale successiva acquisizione di anzianità assicurativa antecedente al 1° gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del riscatto già effettuato con  restituzione dei contributi. 

    I periodi da riscattare devono essere compresi comunque tra il primo e l'ultimo versamento contributivo effettuato.(cioè non si può anticipare il periodo complessivamente coperto).

    L’Istituto chiarisce anche che mancando riferimenti alla precedente normativa sul riscatto contributivo previsto dal Dl 4/2019 , non si tiene  conto di eventuali periodi già richiesti nel periodo 2019-2021, quindi è possibile presentare una seconda richiesta e  i periodi di riscatto sono cumulabili.

    Il costo del riscatto, versamento e trattamento fiscale

    L'onere economico per il riscatto  è determinato in base all'articolo 2, comma 5 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 (sistema contributivo, con le  aliquote contributive vigenti nel regime ove il riscatto opera alla data di presentazione della domanda)

     Per i lavoratori del settore privato l'onere  può essere sostenuto dal datore di lavoro  attraverso  i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso.

     In tal caso, è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo e non rientra nel reddito fiscalmente imponibile del dipendente 

     Il versamento  può essere effettuato ai regimi previdenziali di appartenenza :

    • in unica soluzione
    •  in un massimo di 120 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi

    La norma specifica che la rateizzazione dell'onere non può essere concessa nei casi in cui 

    • i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione della pensione diretta o indiretta o
    • tali contributi siano determinanti per l'accoglimento  di una domanda di versamenti volontari.

    Riscatto periodi contributivi: presentazione della domanda di riscatto

    La presentazione della domanda di riscatto è limitata al biennio 2024–2025, quindi va effettuata entro il 31.12.2025. 

    la domanda può essere presentata dal diretto interessato o dai suoi superstiti o, entro il secondo grado, dai suoi parenti e affini, acquisendo il consenso dell'interessato 

    Il contributo versato è fiscalmente deducibile dal reddito complessivo.

    La domanda deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

    1. web, tramite i servizi online dedicati, accessibili dal cittadino munito di SPID  almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), o CIE (Carta di identità elettronica) 3.0,  o PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto solo per i residenti all’estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano , sul sito  www.inps.it attraverso il seguente percorso: “Pensione e Previdenza” > “Ricongiunzioni e riscatti” > Area tematica “Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa” > “Riscatti”;
    2. Contact center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico;
    3.  tramite gli Istituti di Patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

     Nel caso di presentazione della domanda da parte del datore di lavoro, le domande devono essere presentate utilizzando l’apposito modulo “AP135” disponibile online.

    Versamento dell’onere di riscatto

    La circolare precisa che l’onere di riscatto  versato in forma parziale  da comunque diritto all’accredito di un periodo di durata corrispondente a quanto versato 

    ATTENZIONE :  resta esclusa la possibilità di richiedere la restituzione dell’onere  versato (salva l’ipotesi di annullamento per acquisizione di anzianità assicurativa anteriore al 1° gennaio 1996)

  • Pensioni

    Contratti di espansione 2024: possibile riattivazione

    Potrebbe essere in arrivo una nuova versione  del  contratto di espansione introdotto nel 2019 dal decreto Crescita.

    Lo prevede un emendamento presentato dalla relatrice di maggioranza del disegno di legge sul lavoro ATTO 1532 bis attualmente all'esame in Commissione alla Camera.

    Leggi in merito anche Assenze ingiustificate considerate dimissioni nel nuovo DDL Lavoro e  DDL Lavoro la conciliazione potrà essere telematica

    L'utilizzo dello strumento,  che consente il pensionamento  anticipato nel corso di ristrutturazioni aziendali concordate con le rappresentanze sindacali,   sarebbe nuovamente limitato alle aziende medio- grandi, a partire dai 200 dipendenti 

    In attesa della (probabile)   conferma  della misura, dato che l'emendamento è stato proposto dalla maggioranza e non comporta pesanti  finanziamenti pubblici, ricordiamo di seguito le principali caratteristiche e  vediamo in una tabella un confronto con la misura dell'isopensione.

    C'è da dire comunque che l'iter della nuova legge presentata a novembre 2023  è stato piuttosto rallentato nelle ultime settimane. 

    Leggi ulteriori dettagli in Isopensione  uscita con 7 anni di anticipo fino al 2026

    Contratto di espansione: come funziona

    Nella norma istitutiva (in forma sperimentale) del contratto di espansione si  prevedeva un regime di aiuto  per la riorganizzazione delle imprese  basato su un accordo  in sede governativa con le rappresentanze sindacali,  che comprendeva :

    • cassa integrazione straordinaria  e 
    • esodo anticipato fino a 5 anni dei lavoratori, con assegno ponte a carico dei datori di lavoro
    • piano di formazione e riqualificazione per i lavoratori che rimangono e
    • eventuale piano di  assunzioni per agevolare il turn-over generazionale e di competenze con agevolazione prorogata per ulteriori 12 mesi 

    La misura , che inizialmente sostituiva l'istituto previsto dall'art 41 del D.LGS 148-2015 ( contratto di solidarietà espansiva) è stata prorogata   piu volte   e ampliata anche ad aziende di qualsiasi settore con almeno 50 dipendenti ,  ma NON  era stata riconfermata con la legge di bilancio 2024.

    Il  decreto Lavoro (48/2023)  inizialmente  conteneva la proroga  del contratto di espansione fino a tutto il 2025,  poi defalcata dal testo finale . Era stata concessa  invece la possibilità, per i contratti stipulati entro il 2022, di intervenire entro il 2023 per rimodulare le cessazioni dei rapporti di lavoro in un arco di tempo di 12 mesi ulteriori rispetto al termine individuato in origine.

    Con questa novità restano a disposizione delle aziende come strumenti di accompagnamento alla pensione   nel 2024:

    • l'isopensione (art. 4, c. 1 e 2, della L. 92/2012)
    •  l’assegno straordinario dei  fondi di solidarietà bilaterali e
    •  l’Ape sociale, riservata solo ad alcune categorie di lavoratori svantaggiati
      Si ricorda che per presentare il piano l’impresa deve :
      1. concordare con le  RSA o alla RSU delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative  le cause di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro, l'entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati, nonchè la volontà di sottoscrivere un contratto di espansione ex art. 41 comma 5 e 5 bis D.Lgs. 148/2015.  
      2. Deve anche essere presentata domanda di esame congiunto della situazione aziendale al competente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  o agli uffici regionali .Per i lavoratori interessati dal piano di formazione e di riqualificazione e che non si trovano nella condizione di beneficiare dello scivolo pensionistico è  prevista una cassa integrazione per un massimo di 18 mesi in cui  la riduzione media oraria non può superare il 30% dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati.
        Inoltre, per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro può essere concordata, fino al 100% nel periodo coperto dal contratto.

    Scivolo pensionistico del contratto di espansione: requisiti e costi

    Il contratto di espansione consente di avviare piani concordati di esodo per i lavoratori  che si trovino a non più di 60 mesi (5 anni) dal conseguimento del diritto alla pensione ( che puo essere sia di vecchiaia che pensione anticipata – legge 92 2012). 

    Nei 60 mesi sono comprese anche le cd. finestre  in caso di accesso alle pensioni anticipate .

     Gli interessati devono dare il loro consenso in forma scritta. L'accordo puo riguardare anche un periodo inferiore ai 5 anni.

    A questi lavoratori il datore di lavoro riconosce un'indennità mensile, "di esodo", commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto,  fino alla  prima decorrenza utile della pensione . 

    Per il versamento dell'indennità  l'azienda gode del contributo dello Stato per 24 mesi   pari all'importo  di NASPI che sarebbe spettato al lavoratore .

    Se l'uscita è correlata alla decorrenza di una  pensione anticipata ( ma non Quota 100 o Quota 102), il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, ridotti  dell'importo della  contribuzione figurativa, che viene comunque calcolata per intero.

    Si sottolinea che la legge di bilancio 2022 ha modificato anche il meccanismo di decalage della NASPI che non iniziava a scendere dal 4° mese bensi:

    • a partire dal 6 mese per i lavoratori fino a 49 anni
    • a partire dal 8° mese per i lavoratori dai 50 anni 

    Questo portava un ulteriore risparmio per i datori di lavoro, in particolare nelle aziende in cui lo scivolo pensionistico venga utilizzato solo per due anni . Dopo i primi due anni, corrispondenti alla  durata della NASPI, infatti, i costi dell'indennità ponte sono interamente a carico del datore di lavoro . 

    Contratto di espansione e nuove assunzioni: novità 2022

    Un ulteriore beneficio era garantito alle imprese o gruppi di imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che  si impegnino ad effettuare:

    •  almeno una assunzione
    •  per ogni tre lavoratori che usufruiscono dello scivolo pensionistico;

     in questo caso  la riduzione dei versamenti  contributivi spetta per  ulteriori 12 mesi.

    Possibili anche assunzioni a  tempo parziale.

    La legge di bilancio 2022  aveva reso lo strumento più conveniente  ricomprendendo assunzioni  con contratto di apprendistato professionalizzante, di  lavoratori in cassa integrazione straordinaria, purche rispondenti  al piano di riorganizzazione e apporti nuove competenze all'azienda .

    Confronto tra contratto di espansione e Isopensione

    isopensione contratto di espansione
    aziende interessate  sopra i 15 dipendenti imprese o reti di imprese sopra i 50 dipendenti 
    requisiti prepensionamento 7 anni di distanza dalla decorrenza della pensione (fino al 2023) poi 4 5 anni
    costi per il datore di lavoro piu costoso: indennità ponte + contribuzione calcolata sulla retribuzione degli ultimi 48 mesi meno costoso:

    •  solo indennità ponte  verso la pensione di vecchiaia 
    • indennità +  (contribuzione – valore della naspi) verso la pensione anticipata per 2 anni poi indennità + contribuzione
    adempimenti accordo sindacale accordo sindacale in sede governativa
    tutela per i lavoratori da modifiche formative future salvaguardia solo se prevista nell'accordo salvaguardia a norma di legge

  • Pensioni

    Pensioni anticipate lavori usuranti: domande entro il 1° maggio

    L’INPS, con il messaggio 812  del 23.2.2024 ,  ha fornito le istruzioni per la presentazione, entro il 1° maggio 2024 delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, per  soggetti che perfezionano i  requisiti nell’anno 2025, ai fini del pensionamento anticipato.

    L'istituto sottolinea che la domanda può essere presentata anche dai lavoratori dipendenti del settore privato che raggiungono il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della contribuzione versata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

    Vengono richiamate per maggiori dettagli le  istruzioni fornite con la circolare n. 90 del 24 maggio 2017 e con la circolare n. 59 del 29 marzo 2018 e sono fornite le tabelle per le diverse categorie di lavoratori con la specifica dei requisiti contributivi e di anzianità richiesti.

    In particolare,  INPS ricorda che i requisiti pensionistici vigenti alla data del 31 dicembre 2016 non verranno adeguati alla speranza di vita fino al 31 dicembre 2026.

    Pensione anticipata lavori usuranti tabelle requisiti 1.1.-31.12.2025

    INPS fornisce le seguenti tabelle dei requisiti .

    PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI dal 1 gennaio  al 31 dicembre 2025

    Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo e 

    lavoratori notturni  a turni per un numero di giorni lavorativi pari o superiori a 78 all’anno  o  per tutto l'anno lavorativo

    LAVORATORI DIPENDENTI

    LAVORATORI AUTONOMI

    Anzianità contributiva

    Requisito anagrafico

    Quota (somma età e anzianità contributiva)

    Anzianità contributiva

    Requisito anagrafico

    Quota (somma età e anzianità contributiva)

    almeno 35 anni

    minimo 61 e 7 mesi

    97,6

    almeno 35 anni

    minimo 62 e 7 mesi

    98,6

    PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI Lavoratori notturni a turni occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

    LAVORATORI DIPENDENTI

    LAVORATORI AUTONOMI

    Anzianità contributiva

    Requisito anagrafico

    Quota (somma età e anzianità contributiva)

    Anzianità contributiva

    Requisito anagrafico

    Quota (somma età e anzianità contributiva)

    almeno 35 anni

    minimo 63 e 7 mesi*

    99,6*

    almeno 35 anni

    minimo 64 e 7 mesi*

    100,6*

     

    PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI Lavoratori notturni a turni occupati per un numero di giorni da 72 a 77 all'anno

    LAVORATORI DIPENDENTI

    LAVORATORI AUTONOMI

    Anzianità contributiva

    Requisito anagrafico

    Quota (somma età e anzianità contributiva)

    Anzianità contributiva

    Requisito anagrafico

    Quota (somma età e anzianità contributiva)

    almeno 35 anni

    minimo 62 e 7 mesi

    98,6

    almeno 35 anni

    minimo 63 e 7 mesi

    99,6

    Pensione anticipata lavori usuranti: come fare domanda

    La domanda di riconoscimento del beneficio deve essere presentata telematicamente, corredata dal modulo “AP45” e dalla documentazione minima richiesta.

    In merito alla documentazione si ricorda che per i lavoratori del settore privato, qualora dalla documentazione sopra indicata non risulti inequivocabilmente lo svolgimento dell’attività faticosa e pesante, è possibile produrre ogni ulteriore documentazione risalente  all’epoca in cui sono state svolte le attività e la  stessa non può, pertanto, essere sostituita da dichiarazioni del datore di lavoro rilasciate “ora  per allora”.

    Per le attività lavorative svolte a decorrere dall'anno 2011, sono utili le comunicazioni obbligatorie trasmesse dal datore di lavoro al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali .

    Si sottolinea infine che la presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2024 comporta   il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico  pari a:

    •  un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese;
    •  due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a tre mesi;
    •  tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

    ATTENZIONE per  personale del comparto scuola e Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), il differimento mensile citato  non trova applicazione e il trattamento pensionistico anticipato non può avere decorrenza anteriore rispettivamente al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno di maturazione dei requisiti, sempre che alle date in argomento gli interessati risultino in possesso dei prescritti requisiti. Per i predetti soggetti, la presentazione della domanda di  riconoscimento del beneficio oltre il termine pur in presenza dei requisiti il differimento della decorrenza della pensione al 1°  settembre e al 1° novembre dell’anno successivo a quello di maturazione dei requisiti.

  • Pensioni

    Pensioni estero: stop ai pagamenti con assegno

    L'inps informa con il  Messaggio  del 21 marzo 2024 n. 1194 che continua l'iter di eliminazione , per il pagamento di pensioni all'estero  della modalità di pagamento  con assegno. In particolare è in corso la campagna informativa con la raccolta dei dati per i pensonati residenti in paesi europei.

     Si ricorda che attualmente il contratto con Citibank N.A. incaricata della gestione finanziaria delle prestazioni pensionistiche all'estero , prevede che i pagamenti siano eseguiti :

    1. in via ordinaria a mezzo accredito su conto corrente bancario intestato al pensionato oppure
    2.  in contanti allo sportello di un corrispondente diretto della stessa Citibank (Western Union, nella maggior parte dei paesi).

    Soltanto in via del tutto eccezionale, la banca può disporre l'erogazione della pensione mediante  spedizione al pensionato di un assegno di deposito non trasferibile. 

    L'istituto  spiega che la regolarità dei pagamenti eseguiti a mezzo assegno spesso è compromessa da ritardi  per disservizi postali quando addirittura da  smarrimento o il danneggiamento, che obbligano il pensionato  a chiedere una nuova emissione 

    Tenuto conto di questo l'Istituto è impegnato a eliminare gradualmente il suddetto strumento di pagamento e sono già state disposte le interruzioni  nei riguardi dei pensionati residenti in Austria, Belgio, Tunisia e Australia.

    Eliminazione assegni per pensioni in Europa: come funziona

    Citibank  sta inviando ai beneficiari di pensioni pagate in modalità assegno residenti nei paesi europei, un modulo diretto all'acquisizione dei dati bancari sui quali localizzare i futuri pagamenti. 

    I pensionati sono stati invitati a restituire il modulo compilato  entro il 15 giugno 2024, con in allegato copia di un documento d'identità del richiedente  e un documento  bancario con  le coordinate bancarie – cioè BIC e IBAN oppure Sort Code e Numero di conto per il Regno Unito – nome dell'intestatario ed  eventuale cointestatario del conto.

    In assenza del modulo compilato  il pagamento della rata di luglio 2024 sarà disposto a sportello presso le locali agenzie di Western Union.

    Il messaggio  tra le altre cose precisa inoltre che 

    • in caso di domanda di riattivazione di pagamenti precedentemente sospesi  si richiederanno al pensionato le sopraindicate coordinate bancarie utili all'accredito dei pagamenti In caso contrario, il pagamento sarà disposto agli sportelli Western Union.
    • a partire dal 1° luglio 2024, Citibank provvederà alla conversione nella modalità in contanti a Western Union di pagamenti di rate di pensione di nuova liquidazione o per le quali sia stato richiesto il trasferimento dall'Italia all'estero. Tale modalità di riscossione rimarrà attiva anche per i successivi pagamenti, fino alla richiesta di variazione .

    I pensionati che non abbiano inviato nei termini le comunicazioni dirette alla variazione della modalità di pagamento potranno:

    • contattare il Servizio Citibank di assistenza attraverso l'indirizzo di posta elettronica [email protected] oppure chiamando il numero +39 02 6943 0693 o i numeri  verdi , per ciascun paese, indicati nel sito della Banca all'indirizzo https://www.citibank.com/tts/sa/inps/useful_links.html ,
    • avvalersi dell'assistenza dei servizi dei locali Uffici di patronato, oppure 
    • rivolgersi alla  Direzione centrale Pensioni, alla  casella di posta elettronica istituzionale [email protected].