• Pensioni

    Riscatto periodi senza contribuzione 2024/25: istruzioni per le domande

    La  legge di bilancio 2024  ha introdotto una nuova opportunità di rinsaldare la propria posizione previdenziale aumentando i contributi versati.

     Nello specifico, l'art 1 ai  commi 126-.130 della legge 213 2023 prevede la possibilità  temporanea, per  il biennio 2024-2025, di riscattare, in tutto o in parte, i periodi non coperti da contribuzione  fino a un massimo di cinque anni parificandoli a periodi di lavoro, versando il  dovuto a rate mensili  in un massimo di  12 anni  senza interessi.

    Vediamo i beneficiari e le modalità  di attuazione previste . 

    Il 7 marzo l'Agenzia ha emanato la circolare 5 2024  che illustra la misura  ma non fornisce precisazioni ulteriori rispetto al testo di legge.

    INPS ha pubblicato le istruzioni applicative nella circolare 69 del 29 maggio 2024(vedi i dettagli sotto)

    Riscatto periodi non coperti da retribuzione:  chi ha diritto, per quali periodi

     La facoltà  può essere esercitata da:

    • lavoratori pubblici e privati  
    • iscritti alle gestioni INPS dipendenti o autonomi o alle forme sostitutive (Fondi speciali come fondo telefonici, fondo elettrici, fondo trasporti, Fondo Dirigenti d'Azienda ex Inpdai;  Fondo Volo; Fondo di Previdenza dello Spettacolo). 
    • che abbiano iniziato a versare a partire dal 1 gennaio 1996, quindi soggetti al calcolo della pensione con metodo interamente contributivo

    Ciò comporta l'esclusione di fatto dei lavoratori più anziani che hanno iniziato a versare  prima di quella data.

    La norma specifica  che l'eventuale successiva acquisizione di anzianità assicurativa antecedente al 1° gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del riscatto già effettuato con  restituzione dei contributi. 

    I periodi da riscattare devono essere compresi comunque tra il primo e l'ultimo versamento contributivo effettuato.(cioè non si può anticipare il periodo complessivamente coperto).

    L’Istituto chiarisce anche che mancando riferimenti alla precedente normativa sul riscatto contributivo previsto dal Dl 4/2019 , non si tiene  conto di eventuali periodi già richiesti nel periodo 2019-2021, quindi è possibile presentare una seconda richiesta e  i periodi di riscatto sono cumulabili.

    Il costo del riscatto, versamento e trattamento fiscale

    L'onere economico per il riscatto  è determinato in base all'articolo 2, comma 5 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 (sistema contributivo, con le  aliquote contributive vigenti nel regime ove il riscatto opera alla data di presentazione della domanda)

     Per i lavoratori del settore privato l'onere  può essere sostenuto dal datore di lavoro  attraverso  i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso.

     In tal caso, è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo e non rientra nel reddito fiscalmente imponibile del dipendente 

     Il versamento  può essere effettuato ai regimi previdenziali di appartenenza :

    • in unica soluzione
    •  in un massimo di 120 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi

    La norma specifica che la rateizzazione dell'onere non può essere concessa nei casi in cui 

    • i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione della pensione diretta o indiretta o
    • tali contributi siano determinanti per l'accoglimento  di una domanda di versamenti volontari.

    Riscatto periodi contributivi: presentazione della domanda di riscatto

    La presentazione della domanda di riscatto è limitata al biennio 2024–2025, quindi va effettuata entro il 31.12.2025. 

    la domanda può essere presentata dal diretto interessato o dai suoi superstiti o, entro il secondo grado, dai suoi parenti e affini, acquisendo il consenso dell'interessato 

    Il contributo versato è fiscalmente deducibile dal reddito complessivo.

    La domanda deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

    1. web, tramite i servizi online dedicati, accessibili dal cittadino munito di SPID  almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), o CIE (Carta di identità elettronica) 3.0,  o PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto solo per i residenti all’estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano , sul sito  www.inps.it attraverso il seguente percorso: “Pensione e Previdenza” > “Ricongiunzioni e riscatti” > Area tematica “Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa” > “Riscatti”;
    2. Contact center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico;
    3.  tramite gli Istituti di Patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

     Nel caso di presentazione della domanda da parte del datore di lavoro, le domande devono essere presentate utilizzando l’apposito modulo “AP135” disponibile online.

    Versamento dell’onere di riscatto

    La circolare precisa che l’onere di riscatto  versato in forma parziale  da comunque diritto all’accredito di un periodo di durata corrispondente a quanto versato 

    ATTENZIONE :  resta esclusa la possibilità di richiedere la restituzione dell’onere  versato (salva l’ipotesi di annullamento per acquisizione di anzianità assicurativa anteriore al 1° gennaio 1996)

  • Pensioni

    Contratti di espansione 2024: possibile riattivazione

    Potrebbe essere in arrivo una nuova versione  del  contratto di espansione introdotto nel 2019 dal decreto Crescita.

    Lo prevede un emendamento presentato dalla relatrice di maggioranza del disegno di legge sul lavoro ATTO 1532 bis attualmente all'esame in Commissione alla Camera.

    Leggi in merito anche Assenze ingiustificate considerate dimissioni nel nuovo DDL Lavoro e  DDL Lavoro la conciliazione potrà essere telematica

    L'utilizzo dello strumento,  che consente il pensionamento  anticipato nel corso di ristrutturazioni aziendali concordate con le rappresentanze sindacali,   sarebbe nuovamente limitato alle aziende medio- grandi, a partire dai 200 dipendenti 

    In attesa della (probabile)   conferma  della misura, dato che l'emendamento è stato proposto dalla maggioranza e non comporta pesanti  finanziamenti pubblici, ricordiamo di seguito le principali caratteristiche e  vediamo in una tabella un confronto con la misura dell'isopensione.

    C'è da dire comunque che l'iter della nuova legge presentata a novembre 2023  è stato piuttosto rallentato nelle ultime settimane. 

    Leggi ulteriori dettagli in Isopensione  uscita con 7 anni di anticipo fino al 2026

    Contratto di espansione: come funziona

    Nella norma istitutiva (in forma sperimentale) del contratto di espansione si  prevedeva un regime di aiuto  per la riorganizzazione delle imprese  basato su un accordo  in sede governativa con le rappresentanze sindacali,  che comprendeva :

    • cassa integrazione straordinaria  e 
    • esodo anticipato fino a 5 anni dei lavoratori, con assegno ponte a carico dei datori di lavoro
    • piano di formazione e riqualificazione per i lavoratori che rimangono e
    • eventuale piano di  assunzioni per agevolare il turn-over generazionale e di competenze con agevolazione prorogata per ulteriori 12 mesi 

    La misura , che inizialmente sostituiva l'istituto previsto dall'art 41 del D.LGS 148-2015 ( contratto di solidarietà espansiva) è stata prorogata   piu volte   e ampliata anche ad aziende di qualsiasi settore con almeno 50 dipendenti ,  ma NON  era stata riconfermata con la legge di bilancio 2024.

    Il  decreto Lavoro (48/2023)  inizialmente  conteneva la proroga  del contratto di espansione fino a tutto il 2025,  poi defalcata dal testo finale . Era stata concessa  invece la possibilità, per i contratti stipulati entro il 2022, di intervenire entro il 2023 per rimodulare le cessazioni dei rapporti di lavoro in un arco di tempo di 12 mesi ulteriori rispetto al termine individuato in origine.

    Con questa novità restano a disposizione delle aziende come strumenti di accompagnamento alla pensione   nel 2024:

    • l'isopensione (art. 4, c. 1 e 2, della L. 92/2012)
    •  l’assegno straordinario dei  fondi di solidarietà bilaterali e
    •  l’Ape sociale, riservata solo ad alcune categorie di lavoratori svantaggiati
      Si ricorda che per presentare il piano l’impresa deve :
      1. concordare con le  RSA o alla RSU delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative  le cause di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro, l'entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati, nonchè la volontà di sottoscrivere un contratto di espansione ex art. 41 comma 5 e 5 bis D.Lgs. 148/2015.  
      2. Deve anche essere presentata domanda di esame congiunto della situazione aziendale al competente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  o agli uffici regionali .Per i lavoratori interessati dal piano di formazione e di riqualificazione e che non si trovano nella condizione di beneficiare dello scivolo pensionistico è  prevista una cassa integrazione per un massimo di 18 mesi in cui  la riduzione media oraria non può superare il 30% dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati.
        Inoltre, per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro può essere concordata, fino al 100% nel periodo coperto dal contratto.

    Scivolo pensionistico del contratto di espansione: requisiti e costi

    Il contratto di espansione consente di avviare piani concordati di esodo per i lavoratori  che si trovino a non più di 60 mesi (5 anni) dal conseguimento del diritto alla pensione ( che puo essere sia di vecchiaia che pensione anticipata – legge 92 2012). 

    Nei 60 mesi sono comprese anche le cd. finestre  in caso di accesso alle pensioni anticipate .

     Gli interessati devono dare il loro consenso in forma scritta. L'accordo puo riguardare anche un periodo inferiore ai 5 anni.

    A questi lavoratori il datore di lavoro riconosce un'indennità mensile, "di esodo", commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto,  fino alla  prima decorrenza utile della pensione . 

    Per il versamento dell'indennità  l'azienda gode del contributo dello Stato per 24 mesi   pari all'importo  di NASPI che sarebbe spettato al lavoratore .

    Se l'uscita è correlata alla decorrenza di una  pensione anticipata ( ma non Quota 100 o Quota 102), il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, ridotti  dell'importo della  contribuzione figurativa, che viene comunque calcolata per intero.

    Si sottolinea che la legge di bilancio 2022 ha modificato anche il meccanismo di decalage della NASPI che non iniziava a scendere dal 4° mese bensi:

    • a partire dal 6 mese per i lavoratori fino a 49 anni
    • a partire dal 8° mese per i lavoratori dai 50 anni 

    Questo portava un ulteriore risparmio per i datori di lavoro, in particolare nelle aziende in cui lo scivolo pensionistico venga utilizzato solo per due anni . Dopo i primi due anni, corrispondenti alla  durata della NASPI, infatti, i costi dell'indennità ponte sono interamente a carico del datore di lavoro . 

    Contratto di espansione e nuove assunzioni: novità 2022

    Un ulteriore beneficio era garantito alle imprese o gruppi di imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che  si impegnino ad effettuare:

    •  almeno una assunzione
    •  per ogni tre lavoratori che usufruiscono dello scivolo pensionistico;

     in questo caso  la riduzione dei versamenti  contributivi spetta per  ulteriori 12 mesi.

    Possibili anche assunzioni a  tempo parziale.

    La legge di bilancio 2022  aveva reso lo strumento più conveniente  ricomprendendo assunzioni  con contratto di apprendistato professionalizzante, di  lavoratori in cassa integrazione straordinaria, purche rispondenti  al piano di riorganizzazione e apporti nuove competenze all'azienda .

    Confronto tra contratto di espansione e Isopensione

    isopensione contratto di espansione
    aziende interessate  sopra i 15 dipendenti imprese o reti di imprese sopra i 50 dipendenti 
    requisiti prepensionamento 7 anni di distanza dalla decorrenza della pensione (fino al 2023) poi 4 5 anni
    costi per il datore di lavoro piu costoso: indennità ponte + contribuzione calcolata sulla retribuzione degli ultimi 48 mesi meno costoso:

    •  solo indennità ponte  verso la pensione di vecchiaia 
    • indennità +  (contribuzione – valore della naspi) verso la pensione anticipata per 2 anni poi indennità + contribuzione
    adempimenti accordo sindacale accordo sindacale in sede governativa
    tutela per i lavoratori da modifiche formative future salvaguardia solo se prevista nell'accordo salvaguardia a norma di legge

  • Pensioni

    Pagamento pensioni febbraio 2024 e consulenza online

    Gli assegni pensionistici di relativi a febbraio 2024 saranno erogati con valuta 1 febbraio 2024 sia sui conti postali che bancari e nella stessa data iniziaranno i pagamenti in contanti presso gli uffici postali  .

    Nel cedolino  della pensione,  disponibile online  a questo link si può verificare l’importo erogato ogni mese  e verificare le motivazioni di eventuali variazioni dell'importo.

    Si ricorda che  necessario autenticarsi con SPID, o CIE o CNS per accedere alla propria area riservata.

    Pensioni febbraio: trattenute fiscali  e addizionali 

    A fine anno è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute fiscali  relative al 2023 (IRPEF e addizionali regionali e comunali a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.

    Se nel corso del 2023 sulla pensione sono state applicate mensilmente ritenute erariali in misura inferiore a quanto dovuto su base annua, l’INPS deve recuperare le differenze a debito sulle rate di pensione di gennaio e di febbraio 2024, fino alla capienza totale dell’importo di pensione in pagamento 

    Qualora i ratei di pensione di gennaio e di febbraio dovessero risultare insufficienti per il recupero totale si proseguirà con le trattenute sui ratei mensili successivi fino ad estinzione del debito.

    Solo per i pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18mila euro, per i quali il ricalcolo delle ritenute abbia prodotto un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione viene comunque estesa fino alla mensilità di novembre (articolo 38, comma 7, legge 122/2010).

    Per quanto riguarda le prestazioni fiscalmente imponibili, anche sul rateo di febbraio, oltre all’IRPEF mensile, vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2023.

    L'istituto ricorda che:

    •  le addizionali regionali e comunali vengono recuperate in 11 rate, da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono.
    • Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.

    PENSIONI 2024 I CONGUAGLI 

    Le somme conguagliate verranno certificate nella Certificazione Unica 2024.

     TASSAZIONE CON NUOVE ALIQUOTE  2024

    Va ricordato che la tassazione delle pensioni è  adeguata ai nuovi scaglioni di reddito e alle nuove aliquote 2024 , introdotte dal decreto legislativo n. 216 del 31 dicembre 2023, ( 23% 35% 43%)  e che  dalla mensilità di aprile 2024 sulla quale sarà corrisposto anche il conguaglio riferito alle mensilità precedenti.

    Pensioni INPS consulenza online

    Si ricorda che l'INPS offre anche un servizio di Consulenza  digitale delle pensioni attraverso cui i pensionati, in maniera semplice, possono verificare se hanno diritto a prestazioni integrative per aumentare il proprio importo in pagamento.

    Il servizio è disponibile sia per gli utenti che accedono autenticandosi con le proprie credenziali SPID CIE CNS , sia in modalità non autenticata.

    Chi inserisce le proprie credenziali avrà accesso a una selezione di informazioni personalizzate e a un percorso semplificato.

  • Pensioni

    Pensioni 2024 con sistema contributivo: come cambiano

    La  legge di bilancio  2024  pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 30 dicembre,   prevede come noto numerose modifiche  in tema di pensioni :  dall'APE sociale a Opzione Donna a Quota 103 ( che avranno requisiti più restrittivi dal prossimo anno) , alla riduzione della perequazione degli assegni più alti ,  ma ancora una volta non procede  alla riforma complessiva  del sistema previdenziale annunciata  da anni.

    Per quanto riguarda l'accesso alla  pensione prevista per i lavoratori cosiddetti contributivi ovvero coloro che possono contare  su contributi versati solo dopo il 31 dicembre 1995,  (verosimilmente i contribuenti  più giovani), l'articolo 26 del DDL Bilancio  modifica la disciplina precedente: 

    • sia sui requisiti   per il trattamento pensionistico di vecchiaia che 
    • il termine di decorrenza e la misura del trattamento pensionistico anticipato.

    Vediamo piu in dettaglio le novità in arrivo, ricordando anche cosa si intende per  pensioni con sistema contributivo.

    Pensione con calcolo contributivo 

    Il sistema di calcolo contributivo per le pensioni è stato introdotto dalla Riforma Dini (legge 335/1995) dal 1° gennaio 1996 e  si basa sul montante contributivo versato durante la vita lavorativa. Il precedente  metodo retributivo  invece calcolava la pensione sulla base  delle ultime retribuzioni percepite.

    Nel sistema contributivo il lavoratore accumula durante la vita lavorativa una percentuale della retribuzione  che viene rivalutata  annualmente e convertita in pensione al momento della cessazione del lavoro mediante una serie di coefficienti di trasformazione, che variano a seconda dell'età  di uscita dal lavoro

    Questo sistema si applica in modo totale a coloro che hanno iniziato a versare dopo il 31 Dicembre 1995 (cd. contributivo puro) mentre viene applicato

     pro quota (cioè parzialmente in rapporto agli anni considerati):

    • dal 1° gennaio 1996  per quelli che avevano meno di 18 anni di contributi; 
    • solo  dal 1 gennaio 2012 per chi a  quella data aveva già 18 anni di anzianità contributiva,

    Le novità della legge di bilancio 2024

    Alla pensione di vecchiaia  con sistema contributivo, a partire  dal 2024 si accederebbe con 20 anni di accrediti contributivi  e 67 anni di età purché   l'importo della pensione risulti essere non inferiore all'importo dell'assegno sociale. (Oggi è richiesto invece  un importo di una volta e mezza l'assegno minimo)

    Il diritto alla pensione anticipata  invece vede l'introduzione di diversi paletti restrittivi: potrà essere conseguito  al compimento del requisito anagrafico di sessantaquattro anni, a condizione che 

    1. risultino versati e accreditati in favore dell'assicurato almeno venti anni di contribuzione effettiva e che
    2.  l'ammontare mensile della prima rata di pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia mensile, annualmente rivalutato,   pari  a 3 volte  l'importo mensile dell'assegno sociale  ridotto a
    •  2,8 volte per le donne con un figlio e a
    •  2,6 volte per le donne con due o più figli,»;

    In  questi casi  comunque l'assegno avrà un valore lordo mensile massimo non superiore a cinque volte il trattamento minimo  per tutto il periodo che precede il  raggiungimento dei requisiti  per la pensione di vecchiaia (ad oggi non esiste invece alcun limite).

    La nuova norma introduce infine un  periodo di finestra  di tre mesi  ovvero il trattamento di pensione anticipata decorrerà solo  trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

  • Pensioni

    Modello Red pensionati videoguida e dichiarazione precompilata in arrivo

    Nell’ambito della  realizzazione del Piano operativo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) INPS  sta realizzando il servizio  “RED precompilato” per la dichiarazione dei redditi   da parte dei pensionati titolari di  prestazioni di carattere assistenziale  o altri benefici economici sui trattamenti pensionistici il cui riconoscimento è subordinato all’ammontare dell’importo dei redditi del titolare della prestazione  o del nucleo reddituale rilevante.

    La novità è stata comunicata con il messaggio 4668 del 27. dicembre 2023.

    Red precompilato 2024

    Il servizio “RED Precompilato”  fornirà già al titolare i dati  conservati nelle bande dati dell'istituto e dell'agenzia delle Entrate ed esporrà i automatico  i redditi rilevanti .

    Il pensionato interessato  dovrà autenticarsi  con  (SPID almeno di 2° livello, o CIE, i CNS), scegliere la modalità precompilata  confermando o modificando e integrando il set di dati precompilati

    Saranno presenti finestre pop up informative e di un’apposita chat bot interattiva, realizzata grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale,  con l’obiettivo  di prevenire le più frequenti casistiche di errore riscontrate nella compilazione dei modelli RED 

    Il  nuovo servizio   sarà disponibile, in via sperimentale, per le comunicazioni:

    •  della campagna RED ordinaria 2024 (anno reddito 2023) e 
    • della Campagna RED Solleciti 2023 (anno reddito 2022).

    le modalità di accesso al nuovo servizio online, che andrà a sostituire il servizio “RED Semplificato”  saranno comunicate con un ulteriore messaggio  INPS dopo  la Campagna RED ordinaria 2023 e la Campagna RED Solleciti 2022 attualmente in corso,  e che termina  il  29 febbraio 2024.

    A questo proposito il messaggio 4671 segnala invece la disponibilità delle videoguida aggiornata per la compilazione del modello Red 2022 (redditi 2021)

    Red semplificato  sollecito modello 2022: la videoguida 

    Come per i precedenti la video-guida è già visualizzabile :

    • tramite il canale tradizionale ossia attraverso il QR code disponibile sulla comunicazione cartacea di sollecito inviata ai soggetti interessati 
    • accedendo all’area riservata “MyINPS””, attraverso la propria identità digitale CIE, SPID almeno di livello 2 o CNS;
    • consultando le notifiche nelle app “IO” e “INPS Mobile” e nei servizi online Cedolino pensione e Consulente digitale delle pensioni.

    La video-guida resterà a disposizione dei destinatari fino al 29 febbraio 2024, data di scadenza per la comunicazione dei redditi dell’anno 2021.

  • Pensioni

    Patronato inadempiente all’incarico: lavoratore da risarcire

     Con l'ordinanza 34475 2023 dell'11 dicembre la Cassazione ha affermato che  gli istituti di patronato  nel ricevere un incarico da un  utente assumono una responsabilità contrattuale  (art. 1176 secondo comma c.c)  per cui in caso di provata inadempienza sono tenuti a risarcire il proprio assistito.

    L'affermazione  si basa non solo sulla disposizione del codice civile citata ma anche sulla disciplina prevista dalla  L. 152/2001 la quale prevede che tali istituti debbano  esercitare l’attività di informazione, assistenza e tutela a favore dei propri assistiti, con abilitazione a compiere gli atti necessari per il conseguimento delle prestazioni e con pieno potere di rappresentanza.  la diligenza  richiesta  è quella del buon padre di famiglia.

    Il caso: domanda di pensione  presentata dal Patronato rifiutata

    Il caso riguardava  l'assistenza fornita da un patronato  che non aveva verificato in modo corretto la posizione contributiva del suo assistito, né specificato, nella domanda di pensione di anzianità che infatti era stata respinta  in prima battuta respinta ed accolta solo grazie all'intervento di un altro patronato 

    I giudici di Cassazione hanno giudicato non corrette le sentenze di assoluzione del tribunale e della corte di appello   arrivando a considerare che, vista   la natura contrattuale del rapporto tra l'ente e l'utente  andava applicato l’art. 1218 c.c. per cui  il creditore  che lamenti un inadempimento o un ritardo nella  prestazione dovuta, ha diritto al risarcimento del danno da parte del datore di lavoro , salvo  il caso in cui l'inadempimento, o il ritardo, sia stato determinato da  causa a lui non imputabile.

    Viene ricordato il principio affermato già dalle sezioni unite  del  30 ottobre 2001 n. 13533 per cui “il creditore, sia che agisca per l’adempimento, per la risoluzione o per il risarcimento del danno, deve dare la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto e, se previsto, del termine di scadenza, mentre può limitarsi ad allegare l’inadempimento della controparte: sarà il debitore convenuto a dover fornire la prova del fatto estintivo del diritto, costituito dall’avvenuto adempimento”.

    Applicando il principio nel caso  in oggetto  secondo la Cassazione   il lavoratore  aveva provato :

    • sia la fonte negoziale del proprio diritto  ovvero il mandato a presentare la domanda di pensione, 
    • sia  l’inadempimento del patronato stesso e 
    •  il danno  causato dall'inadempimento , ovvero la perdita delle mensilità di pensione  non percepite  a causa del primo errore di presentazione della domanda

    Invece Il patronato non ha potuto dimostrare  l'idoneità del proprio operato cosi come non ha provato che il danno avrebbe potuto essere evitato  con una azione diretta  di ricorso  da parte dell’assistito stesso. 

    Il diniego  al risarcimento viene dunque giudicato illogico  e non pertinente con  l'esistenza di un l mandato conferito al patronato  che tra l'altro avrebbe  comunque potuto essere proposto dal patronato  in rappresentanza del proprio cliente e senza necessità di  un'autorizzazione.

  • Pensioni

    Rivalutazione pensioni 2024: aumenti fino al 5,4%

    E' stato pubblicato in Gazzetta  ufficiale il 29 novembre 2023  il decreto ministeriale lavoro – economia  che dispone a partire dal primo gennaio 2024 un adeguamento all'inflazione pari a +5,4%  per le pensioni 

    Il valore è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 7 novembre 2023 rispetto al 2022.

    Si ricorda che l'aumento degli assegni delle pensioni viene riconosciuto nelle modalità previste dalla normativa  vigente al 1 gennaio 2024  (che sono  in corso di modifica con la legge di bilancio. vedi sotto i dettagli)

    Rivalutazione  pensioni: come funziona

    Le pensioni di tutte le categorie sia previdenziali che assistenziali come noto sono collegate al valore  dell'aumento dei prezzi al consumo, registrato ogni  anno dall'istat . 

    Inps  provvede ogni anno, solo in caso di aumento,  ad adeguare gli importi  degli assegni  alla differenza tra l'indice dei prezzi dell'anno precedente e quello  attuale. Le variazioni in negativo non hanno conseguenze.  Per questo  il meccanismo è definito indicizzazione o perequazione automatica  (o anche rivalutazione)  delle pensioni.

    L'adeguamento si basa inizialmente su un indice ISTAT  stimato e viene fatto un conguaglio sulla  base del valore definitivo a gennaio dell'anno successivo  (quest'anno anticipato a dicembre)

    La rivalutazione  negli ultimi anni, per effetto di varie norme di legge che hanno cercato di limitare l'aumento della spesa complessiva,  non si è applicata al 100 per cento su tutti gli assegni ma in maniera inversamente proporzionale al valore della pensione

    Ciò significa  , ad esempio che, nel caso dell' inflazione  2023 pari all'8,1% , solo gli assegni che non superano il quadruplo della pensione minima  sono effettivamente aumentati dell' 8,1%. 

    Per gli assegni superiori  a quella soglia  la rivalutazione viene applicata solo parzialmente  in base a scaglioni predeterminati , scendendo  progressivamente  al 32% dell'indice totale (8,1%)  per le pensioni che superano di 10 volte l'importo della pensione sociale 

    Perequazione pensioni e legge di bilancio 2024 

    Nella bozza della legge di bilancio  2024 che è in discussione in questi giorni in Parlamento e deve essere approvata entro il 31 dicembre, c'è una novità che riguarda la rivalutazione delle pensioni di importo elevato.

    L’articolo 29  infatti modifica nuovamente,  solo per l’anno 2024, la disciplina transitoria già vigente  in materia in materia di indicizzazione dei trattamenti pensionistici (ivi compresi quelli di natura assistenziale).

    La modifica concerne esclusivamente la classe di importo superiore a dieci volte il trattamento minimo  INPS, per le quali viene fissata l'aliquota di rivalutazione del 22%, invece che del 32% come nel 2023.

    La modifica non  riguarda quindi i i casi in cui il complesso dei trattamenti pensionistici di un soggetto sia inferiore o pari (nella misura lorda) a dieci volte il trattamento minimo  INPS.

    La tabella della rivalutazione  delle pensioni a partire da  gennaio  e fino a dicembre 2024  è quindi la seguente

    fascia pensione – importo percentuale di applicazione a gennaio 2024 esempio importo rivalutato 2024
    pensioni fino a 4 volte il minimo = fino a 2,272,76 euro  rivalutazione del 100% ( aumento  effettivo pari al   5,4%  dell'assegno –  valore  ISTAT definitivo) pensione di 1500 euro  x 5,4% = 1581 euro 
    pensioni da 4 a 5 volte il minimo=  da 2,271,76 a 2.839,70 rivalutazione dell'85%  aumento  effettivo pari al 4,59%  pensione di 2500 euro x 4,59% = 2614 euro 
    pensioni da 5 a 6 volte il minimo =  da 2.839,70 a 3.407,64

     rivalutazione del  53%   = aumento pari al 2,862,%

    pensione da 3000 euro  x 2,862 % = 3.085,86
    pensioni da 6 a 8 volte il minimo = da 3,407,64 a 4.543,52  rivalutazione del  47%  =  aumento pari al 2,538% pensione da 4000 euro x 2,538% = 4.101,52
    pensioni da 8 a 10 volte il minimo  = da 4.543,52 a 5.679,40 rivalutazione del 37%  = aumento pari al 1,998% pensione da 5000 euro x 1,998% = 5099,9
    pensioni oltre 10 volte il minimo =  oltre 5.679,40  rivalutazione del 22% =  aumento effettivo del 1,188% pensione da 6000 euro x 1,188% = 6,071

    Va ricordato che per ogni fascia è previsto un importo di garanzia applicabile quando, calcolando la perequazione con la percentuale della fascia,  si ottenga un  risultato  inferiore al limite della fascia precedente  comprensivo della perequazione. 

    Interessante notare che, secondo la relazione tecnica  alla manovra attualmente:

    • i pensionati che percepiscono  pensioni fino a  quattro volte il minimo, sono il 54,1% del totale
    • le pensioni di importo  tra  quattro e cinque volte il minimo  sono il 15,7%,
    • le pensioni di valore superiore a cinque volte il minimo rappresentano il 7,7% 
    • quelle  di importo  tra cinque e sei il 9,3%,
    • quelle di importo tra   tra sei e otto il 9,0% e
    •  quelle oltre otto e fino a dieci  volte il minimo sono il 4,2 per cento.

    Il taglio della rivalutazione di dieci punti percentuale  alle cosiddette pensioni d'oro produrrà  nel 2024 un risparmio di 135 milioni di euro  per l'INPS che poi calerà   progressivamente negli anni successivi.