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Omesso versamento ritenute: ridotte le sanzioni
Stop alle sanzioni sproporzionate per omessi versamenti delle ritenute previdenziali inferiori a 10 mila euro.
Lo aveva chiesto l'allora presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone in una lettera al Ministro del Lavoro Orlando.Con l'assunzione da parte della dottoressa Calderone della carica di Ministro, avvenuta pochi mesi dopo, la riduzione delle sanzioni ha trovato posto nel decreto in materia di lavoro n. 48 2023 pubblicato il 4 maggio in Gazzetta. e in vigore dal giorno successivo.
Vediamo di seguito le novità intervenute e le prime indicazioni dell' INPS sulle nuove modalità di applicazione pubblicate nel messaggio 1931 del 24 maggio 2023.
La norma modificata è l’art. 3, comma 6, del D.Lgs 15 gennaio 2016, n. 8 che prevedeva una multa tra i 10 e i 50 mila euro nel caso di omessi o errati versamenti di ammontare fino a 10 mila euro.
L’Inps, con circolare n. 12 -2016, aveva determinato la misura minima applicabile in 16.666 euro, importo in ogni caso spesso del tutto sproporzionato rispetto al valore economico della violazione .
L'Inps aveva fornito nuove istruzioni anche con la circolare n. 32 del 25 febbraio 2022 e con il messaggio 3516 2022 in cui la posizione era diventata meno rigida anche di fronte all'ampio numero di casi di contenzioso.
E' ancora pendente tra l'altro presso la Corte costituzionale un caso sottoposto al giudizio di legittimità dal Tribunale di Verbania, nel quale la richiesta di versamento di una sanzione di 17mila euro riguardava un omesso versamento pari a circa 190 euro.
Novità sanzioni per omesse ritenute – Decreto Lavoro 48/2023
La nuova norma presente all'art. 23 del decreto 48-2023 prevede che le sanzioni amministrative irrogabili vadano ridefinite con importi:
- da un minimo di una volta e mezza
- fino a ad un massimo di quattro volte l'importo omesso,.
Inoltre si prevede che per le violazioni riferite ai periodi di omissione a partire dal 1° gennaio 2023 gli estremi debbano essere notificati entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell'annualità in cui si verifica la violazione.
Importante sottolineare, come evidenziato dalla relazione tecnica alla bozza, che la natura punitiva della sanzione amministrativa consente l'equiparazione alla sanzione penale e quindi anche la possibilità di applicare il principio della retroattività in mitius.
Si tratta della possibile mitigazione delle sanzioni anche per casi pregressi, di cui sia stata notificata la diffida Inps , mentre saranno esclusi i casi in cui la sanzione sia già stata versata, anche in misura ridotta.
Omesse ritenute: retroattività per le sanzioni ridotte
L'Inps, con il messaggio interno 1931/2023, chiarisce le modalità di gestione delle ordinanze attualmente oggetto di contenzioso o di rateazione in base alla legge 689/1981.
In primo luogo si afferma che la natura punitiva-sanzionatoria della sanzione amministrativa comporta la retroattività. Ciò consente la rideterminazione degli importi sanzionatori secondo la nuova disciplina mantenendo valide lo notifiche di accertamento già inviate.
A questo fine sono già stati predisposti 4 modelli di rettifica delle ordinanze-ingiunzioni
- annualità fino al 2015 con contenzioso pendente
- annualità fino al 2015 con rateazione in corso;
- annualità dal 2016 con contenzioso pendente
- annualità dal 2016 con rateazione in corso.
Per i casi di contenzioso giudiziario il legale dell'istituto comunicherà la rideterminazione dell'importo e la possibilità , per violazioni fino al 2015, di versamenti in misura ridotta a metà della sanzione.
Il pagamento dovrà avvenire nei 60 giorni successivi all'udienza in cui verrà comunicato o consegnato il nuovo provvedimento di rideterminazione della sanzione. In caso di pagamento in forma rateale, qualora i versamenti rateali già effettuati corrispondano all'importo rideterminato della sanzione amministrativa, nulla sarà dovuto in più.
Il messaggio ricorda infine i casi di esclusione previste dal Dl 48/2023 nei quali sia già avvenuto il pagamento integrale della sanzione amministrativa.
Inoltre si specifica che per i piani di rateazione con importi già calcolati in misura superiore a quanto previsto con le nuove regole, resta escluso il rimborso di quanto già versato.
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Formazione metalmeccanici METApprendo: riapertura versamento una tantum
Dal 2021 è attiva l' iniziativa realizzata da Federmeccanica FIOM , FIM CISL e UILM per la formazione continua dei lavoratori delle aziende metalmeccaniche e meccatroniche “Servizi per la formazione”, come previsto dal Contratto nazionale del 5.2.2021.
L’obiettivo è quello di aiutare le aziende ad organizzare e registrare la formazione per tutti i lavoratori, in modo accessibile, tracciato e flessibile.
Per consentire l’attuazione era stata costituita fra le parti una Associazione non riconosciuta senza scopo di lucro, denominata “MetApprendo” a cui le aziende dovevano registrarsi e successivamente versare il contributo una tantum, pari a 1,50 euro per dipendente entro 15 ottobre 2021 prorogato poi al 31 dicembre 2021
Si ricorda che il versamento dell’una tantum costituisce un adempimento contrattuale ed è obbligatorio per tutte le aziende che applicano il CCNL indipendentemente dalla fruizione dei servizi.
Accordo maggio 2023:riapertura adesioni Metapprendo
Le parti Federmeccanica e Assistal e le OO.SS. hanno firmato lo scorso 10 maggio 2023 un accordo di riapertura delle adesioni alla piattaforma per la formazione professionale MetApprendo per le aziende di nuova costituzione e per quelle che non avessero ottemperato all'obbligo di versamento
Il calcolo del contributo Meapprendo
Solo per le aziende non ancora in regola il contributo è fissato a 1,80 euro per dipendente da versare entro il 31 luglio 2023, tramite MAV collegandosi al portale MetApprendo.
Nell'accordo è specificato che per il calcolo del contributo complessivo va considerato il personale in forza alla data del 31 dicembre 2022, compresi gli assunti con contratto a termine e i dirigenti.
Sul sito è presente un manuale di istruzioni e un servizio di help desk (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 14:00). Con il versamento del contributo, l’azienda diventa socia di “MetApprendo”, avendo così la possibilità di fruire dei servizi messi a disposizione.
Metapprendo: come funziona, cosa offre
Al momento della registrazione su www.metapprendo.it, ciascuna azienda è chiamata ad indicare un rappresentante aziendale – scegliendo tra le candidature riportate – quale membro dell’Assemblea dei soci composta da 6 delegati in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali e 6 in rappresentanza delle Associazioni datoriali e delle aziende.
Il contributo versato a “MetApprendo” verrà utilizzato per la messa in atto del portale dedicato ai “Servizi per la Formazione”. Tale portale verrà incrementato nel tempo e partirà dalla implementazione dei servizi individuati come prioritari a seguito di confronti e indagini a campione con aziende e Associazioni territoriali.
Le aziende e i loro dipendenti , avranno la possibilità di accedere all’area riservata che conterrà diversi strumenti utili ad organizzare la formazione:
- potranno registrare mediante tecnologia Blockchain tutta la formazione fatta;
- i lavoratori potranno avere a disposizione un proprio “Dossier digitale”, un documento che racconta la storia e il percorso formativo professionale effettuato;
- potranno fruire di pillole formative su competenze trasversali, tecniche di base, linguistiche o digitali.
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Ricorsi contro INPS e autotutela: ecco i nuovi regolamenti
Con due circolari successive il 17 maggio 2023 l'inps ha illustrato i due nuovi regolamenti adottati con deliberazioni nn. 8 e 9 2023 del CDA dell'istituto in materia di ricorsi amministrativi
Si tratta in particolare di
- circolare 47-2023: Deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 9 del 18 gennaio 2023. Regolamento recante disposizioni in materia di autotutela e
- circolare 48-2023: Deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 8 del 18 gennaio 2023. Regolamento in materia di ricorsi amministrativi di competenza dei Comitati dell’INPS
Vediamo di seguito in sintesi le principali indicazioni dell'istituto.
Ricorsi amministrativi INPS
Il nuovo regolamento in materia di ricorsi amministrativi di competenza dei comitati Inps, a seguito della delibera CDA n. 8 del 18 gennaio 2023 spiega l'istituto, si è reso necessario
- velocizzare la tempistica di soluzione dei ricorsi in fase amminstrativa per ridurre in contenzioso giudiziario
- uniformare le procedure moltiplicatesi per l'ampliamento del numero di comitati presenti nell'istituto dopo la soppressione di altri enti per i quali i contribuenti devono fare oggi riferimento ( ad es. Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensioni per gli sportivi professionisti)
La circolare sottolinea che ricorso amministrativo puo essere presentato alla sede territoriale :
personalmente o tramite intermediari professionali o Patronati ( a seguito di regolare mandato)
in modalità telematica
- entro 90 giorni dalla data della sua ricezione,
- ridotti a 30 nei seguenti casi: ricorsi ai Comitati di Vigilanza; ricorsi relativi a prestazioni previdenziali ed entrate contributive del Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo e al Fondo per gli sportivi professionisti; ricorsi relativi a diniego di trattamento di integrazione salariale ordinaria e CISOA; ricorsi avverso i provvedimenti sulle materie di competenza dei Fondi di solidarietà bilaterale e del Fondo di integrazione salariale.
ATTENZIONE : il difetto di sottoscrizione non comporta la nullità del ricorso, in quanto la riferibilità al ricorrente è garantita dalle modalità e dagli strumenti previsti per l'accesso ai servizi online e comunque è prevista una sorta di clausola di salvezza rappresentata dall'uso di altre forme di comunicazione telematica certificata quali la Pec, ove sia presente la firma olografa del ricorrente e la copia del documento di identità.
La risposta del comitato deve arrivare entro entro 90 giorni e viene trasmessa alla sede per l'esecuzione.
Non sono esclusi casi di sospensione delle decisioni.
Regolamento in materia di autotutela INPS
La procedura viene gestita dalla direzione che ha gestito il provvedimento oggetto di riesame, , su proposta del dirigente dell'area o funzionario dell'unità o su istanza di parte ( anche tramite Patronato),o anche a seguito di provvedimento giudiziario, in forma telematica o via PEC .
I tempi di istruttoria sono di 30 giorni con decorrenza dalla comunicazione di avvio del procedimento, in caso di procedimento d’ufficio; dalla presentazione della domanda, in caso di autotutela su istanza di parte; dalla data di presentazione del ricorso, in caso di instaurazione di contenzioso amministrativo o di notifica per quello giudiziario.
Il procedimento si conclude con l’adozione, da parte del Direttore della Struttura cui fa riferimento l’Ufficio autore del provvedimento di uno dei seguenti provvedimenti:
- annullamento d’ufficio (da assumere entro 60 giorni dall’avvio del procedimento),
- rettifica (da assumere entro 30 giorni dall’avvio del procedimento),
- convalida o revoca (entrambe da assumere entro 60 giorni dall’avvio del procedimento).
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Lavoro domestico: agevolazioni azzerate nel Decreto Lavoro
Nella bozza del recente decreto legge in tema di lavoro n. 48 2023 erano presenti alcune novità importanti riguardanti il lavoro domestico, e cioè :
- l'innalzamento della deducibilità dei contributi previdenziali e
- l'obbligo di sorveglianza sanitaria per questi lavoratori.
la versione finale del decreto ha escluso entrambe le misure . Inoltre viene specificato che il lavoro domestico è anche escluso da altre agevolazioni come gli incentivi alle assunzioni e il taglio al cuneo fiscale
Vediamo più in dettaglio nei paragrafi seguenti.
Contributi lavoro domestico deducibili fino a 3mila euro
L''innalzamento dell'importo massimo deducibile dalla dichiarazione dei redditi dei contributi previdenziali versati per i lavoratori domestici a 3mila euro, quasi il doppio dell'attuale importo di 1.549,37 annui. (TUIR art 10 comma 2 terzo periodo ) era presente nella bozza di decreto lavoro approvata dal Governo il 1 maggio ma è scomparsa dal testo . La novità avrebbe dovuto essere applicabile già per il periodo di competenza 2023.
Sorveglianza sanitaria lavoratori domestici
Come anticipato lo schema di decreto prevedeva anche che i lavoratori domestici possano richiedere di essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, alle strutture territoriali dell’INAIL. L'istituto di assicurazione contro gli infortuni dovrebbe provvedere con proprie risorse, senza alcun onere a carico dei datori di lavoro.
Le altre agevolazioni negate: incentivi assunzioni e taglio cuneo
L'esclusione di colf, badanti e baby sitter dagli incentivi assunzioni invece non è una novità in quanto praticamente tutte le agevolazioni contributive in questo senso non prevedono l'applicazione per i lavoratori domestici . Anche nel caso del nuovo bonus assunzione di "Neet", il decreto Lavoro (Dl 48/2023) li esclude esplicitamente.
Infine va sottolineata anche la misura più pesante proprio per le buste paga dei lavoratori ovvero l'esclusione dal nuovo taglio del cuneo fiscale che scatta il 1° luglio 2023.
L'eccezione era purtroppo prevista già dalla legge di bilancio 2022 (n. 234 2021) che ha iniziato la riduzione della quota di contribuzione previdenziale a carico dei lavoratori, poi prorogata e potenziata arrivando all'attuale taglio di 6 o 7 punti percentuali per i lavoratori con reddito rispettivamente entro i 25mila o 35mila euro.
Le associazioni dei datori di lavoro domestico avanzano da molti anni la richiesta ai Governi di deduzione integrale
- degli oneri previdenziali,
- delle spese di retribuzione
Anche la maggiore tutela dei lavoratori, e non solo delle famiglie datrici di lavoro del settore, dovrebbe godere di maggiore considerazione dato che questo servizio sostituisce ormai sempre più spesso l'assenza di assistenza sociale diffusa, per una popolazione sempre più anziana e costituisce una spesa rilevante per sempre maggior numero di famiglie anche non abbienti.
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Informative trasparenza contratti di lavoro: le nuove regole
Si allentano parzialmente gli obblighi dei datori di lavoro in materia di trasparenza nei rapporti con i dipendenti e collaboratori. Lo prevede il nuovo decreto legge "Lavoro" n. 48 2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale in 4 maggio
Le novità modificano nuovamente il d.lgs 152 1997 in senso opposto a quello del decreto 104 2022 cd. Trasparenza, entrato in vigore il 13 agosto 2022 in recepimento di una direttiva europea a maggior tutela dei lavoratori nei rapporti con i datori di lavoro. Si prevedeva la consegna ai lavoratori di un documento ad integrazione del contratto di assunzione con la specifica di tutti gli aspetti del rapporto.
Con il nuovo decreto lavoro si prevede un alleggerimento del documento consentendo il semplice rimando per molti aspetti ai testi dei contratti collettivi applicati . Vediamo di seguito piu in dettaglio
Le nuove regole per la trasparenza nel decreto Lavoro
L'attuale art . 25 del decreto introduce semplificazioni in materia di informazioni e di obblighi di pubblicazione, anche per assicurare una uniformità di comunicazione in tutte le realtà lavorative.
Si consente in particolare la possibilità di :
- comunicare al lavoratore alcune informazioni (art. 1 comma 1 del D. Lgs. 152/97) con semplice rimando al riferimento normativo o della contrattazione collettiva, anche aziendale,
- mettere a disposizione dei dipendenti i contratti collettivi e i regolamenti applicabili al rapporto di lavoro sul sito web aziendale.
Inoltre si ridimensiona l'obbligo di informativa riguardante le modalità di assunzione, di conferimento degli incarichi gestione amministrativa, sorveglianza e valutazione delle prestazioni in capo ai datori di lavoro che utilizzano sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati.
Nello specifico l'obbligo sarà applicabile solo ai datori di lavoro per i quali i sistemi decisionali e di monitoraggio siano "integralmente" automatizzati, e non solo se "particolarmente rilevanti " , come in precedenza specificato dalle istruzioni ministeriali (vedi sotto)
Infine al comma 8 si specifica che tali obblighi non riguardano i sistemi protetti da segreto industriale e commerciale.
Qui il testo ufficiale del decreto-legge
Informative trasparenza semplificate
elementi rinviabili al ccnl elementi obbligatori da indicare nel contratto o nell'informativa allegata durata del periodo di prova dati anagrafici del lavoratore e dell'azienda diritto alla formazione aziendale inquadramento contrattuale durata congedi retribuiti : ferie permessi mansioni da svolgere preavviso licenziamento o dimissioni durata del contratto dettagli sulla retribuzione (elementi costitutivi termini di pagamento modalità tipologia del contratto orario di lavoro programmazione straordinari enti incaricati dei contributi previdenziali Decreto Trasparenza la circolare di istruzioni 2022
Il ministero del lavoro aveva emanato la circolare 19-2022 di chiarimenti sul decreto Trasparenza e in particolare sulle caratteristiche dell' informativa dettagliata sulle condizioni di lavoro che il datore di lavoro deve fornire al lavoratore, ampliata rispetto a quanto già previsto dal d.lgs 152 /97. Il ministero sottolineava in particolare la necessità di concretezza delle informazioni che devono riguardare:
FERIE E CONGEDI
Va specificata la durata del congedo per ferie e degli altri permessi e congedi retribuiti cui il lavoratore ha diritto oppure , la modalità per calcolarla. L'obbligo non riguarda i congedi NON retribuiti
RETRIBUZIONE
Vanno comunicati in dettaglio i componenti determinabili all'inizio del rapporto, non quelli variabili come premi di produttività o buoni pasto;
ORARIO DI LAVORO
devono essere chiarite le specifiche articolazioni dell'orario, delle modalità di cambio turno dei limiti e retribuzione del lavoro straordinario . In caso di variazioni queste vanno comunicate solo per periodi significativi oppure se sono cambiamenti strutturali.
SISTEMA PREVIDENZIALE
Riguardo l’obbligo di informare il lavoratore su «gli enti e gli istituti che ricevono i contributi previdenziali e assicurativi dovuti dal datore di lavoro» va specificato quanto previsto dalla contrattazione collettiva ad esempio sulle possibili adesioni a fondi di previdenza integrativa aziendali o settoriali.
SISTEMI AUTOMATIZZATI
In merito all’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati vanno comunicate al lavoratore le modalità se incidono in modo rilevante sulle condizioni di lavoro mentre non è necessario indicare ad esempio il funzionamento di meri controlli in ingresso e in uscita , sempre che non incidano nelle decisioni del datore di lavoro.
La circolare si sofferma invece sull'utilizzo di sistemi automatizzati riguardanti «le indicazioni incidenti sulla sorveglianza, la valutazione, le prestazioni e l’adempimento delle obbligazioni contrattuali dei lavoratori»: in questo caso il datore di lavoro o committente ha l’obbligo di informare il lavoratore dell’utilizzo ad esempio di strumenti come: tablet, dispositivi digitali e wearables, gps e geolocalizzatori, sistemi per il riconoscimento facciale, sistemi di rating e ranking, etc.
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Aziende trasporto pubblico: comunicazioni all’ INPS via PEC
L'INPS, con Messaggio n. 1656 dell'8 maggio 2023, comunica che da ieri vanno utilizzate nuove modalita di comunicazione dei dati sulle retribuzioni da parte delle aziende di trasporto pubblico Si tratta in particolare degli elementi accessori per il calcolo della quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate nel Fondo per la previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto (ora soppresso )
Il messaggio precisa che da quest'anno la trasmissione va effettuata:
- SOLO tramite posta certificata
- all'indirizzo : [email protected]
La scadenza è fissata come ogni anno al 30 giugno dell'anno successivo a quello di percezione degli emolumenti
Comunicazione competenze accessorie ai fini pensionistici – aziende trasporto pubblico
L'istituto ricorda che la comunicazione riguarda le competenze accessorie che:
- spettano con continuità;
- sono determinate in misura fissa, anche eventualmente in percentuale della retribuzione;
- sono previste per tutti gli appartenenti ad una stessa qualifica;
- trovano la loro disciplina in accordi nazionali, aziendali o regionali.
Il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 414, lha previsto infatti che la retribuzione da utilizzare per il calcolo della quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate nel soppresso Fondo fino al 31 dicembre 1995 sia determinata, con riferimento alla data di decorrenza della pensione, in base alla normativa vigente presso il Fondo stesso.
Va tenuto presente inoltre che ai sensi dell’articolo 17 della menzionata legge n. 889/1971, le competenze accessorie da includere nella retribuzione pensionabile sono quelle effettivamente percepite negli ultimi dodici mesi di servizio, sino a un massimo del 40 per cento di quelle complessivamente percepite dall’agente e assoggettate a contributo negli ultimi trentasei mesi di servizio.
Una volta ricevute le comunicazioni l'INPS accerta la rilevanza ai fini pensionistici dei compensi e trasmette le relative valutazioni, entro il termine di sei mesi dalla ricezione dell’elenco all’Azienda interessata. sempre all’indirizzo di posta elettronica certificata utilizzato dall’azienda e anche alla Struttura territoriale INPS presso cui l’azienda interessata versa i contributi.
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Decreto immigrazione convertito in legge: cosa prevede
Decreto flussi triennale, priorità al lavoro agricolo, formazione per i lavoratori nei paesi di origine per un ingresso facilitato in italia, pene triplicate per gli scafisti, permesso di soggiorno triennale invece che biennale.
Sono alcune nelle misure del decreto legge in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare, detto Decreto immigrazione o decreto Cutro per la sede del consiglio dei ministri che lo ha approvato con la duplice intenzione di:
- contrastare i flussi migratori illegali e all’azione delle reti criminali con un inasprimento delle pene
- rafforzare le entrate di lavoratori regolari in particolare di migranti già qualificati con semplificazione delle procedure ed eliminazione della possibilità di protezione internazionale straordinaria
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 10 marzo qui il testo Decreto legge 20-2023
Il 5 maggio è stata pubblicata la legge di conversione Qui il testo
Vediamo nei paragrafi seguenti i principali contenuti.
Decreto legge immigrazione: i contenuti principali
Il comunicato stampa governativo evidenziava le seguenti novità:
- Inasprimento delle pene per reati connessi all’immigrazione clandestina
viene introdotto un nuovo reato di “morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, che prevede gravi pene:
da 10 a 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone;
da 15 a 24 anni per morte di una persona;
da 20 a 30 anni per la morte di più persone.
- Espulsioni e ricorsi
Si elimina la necessità di convalida del giudice di pace per l'esecuzione dei decreti di espulsione disposti a seguito di condanna.
- Nuove modalità di programmazione dei flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri
Si prevede di definire con un unico decreto flussi con valenza triennale la quota di stranieri da ammettere in Italia per lavoro subordinato previa pubblicazione di un documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e con possibilità di adottare ulteriori decreti in corso d'anno
Si rafforza la preferenza nell'assegnazione delle quote agli Stati che promuovono per i propri cittadini campagne mediatiche sui rischi dell'immigrazione irregolare per l’incolumità personale.
- Modifiche alle norme sui permessi di soggiorno per lavoro subordinato di cittadini stranieri
semplificazione e accelerazione delle procedure di avvio del rapporto di lavoro e di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale.
- Programmi di formazione
Sono previsti inoltre ingressi ulteriori, oltre alle quote, per stranieri che abbiano frequentato corsi di formazione riconosciuti dall’Italia, di cui si occuperà il Ministero del lavoro.
- Durata del permesso di soggiorno rinnovato
I rinnovi del permesso di soggiorno rilasciato per lavoro a tempo indeterminato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare avranno durata massima di tre anni, anziché due come oggi.
- Priorità alle aziende/lavoratori agricoli
Si stabilisce che i datori di lavoro che hanno fatto domanda per l’assegnazione di lavoratori agricoli e non sono risultati assegnatari abbiano la priorità rispetto ai nuovi richiedenti.
- Contrasto alle agromafie
Al fine di proteggere il mercato nazionale dalla criminalità agroalimentare, i funzionari dell’Ispettorato centrale per i prodotti agroalimentari, avranno la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, mentre il restante personale diventa agente di polizia giudiziaria.
- Centri per migranti
Si introducono l commissariamento della gestione dei centri governativi per l'accoglienza o il trattenimento degli stranieri, e possibilità di ampliamento dei centri di permanenza per i rimpatri (CPR) in deroga al codice dei contratti pubblici fino al 31 dicembre 2025. È fatto, comunque, salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.
- Protezione speciale
ridefinizione della protezione speciale in senso restrittivo .Con norma transitoria si prevede che la nuova disciplina operi dall’entrata in vigore del decreto-legge.
Le novità della conversione in legge
Il passaggio in Senato ha inasprito la stretta sulla protezione speciale stabilendo che
- i permessi di soggiorno per protezione speciale, cure mediche e calamità non potranno essere convertiti in permessi di lavoro.
- Si ampliano le ipotesi di trattenimento dei richiedenti protezione internazionale nei centri di permanenza e rimpatrio (CPR), qualora ciò sia necessario per determinare gli elementi su cui si basa la domanda di protezione
- chi presenta domanda di protezione internazionale resta escluso dai servizi del Sistema di accoglienza e integrazione (c.d. SAI), gestito dai Comuni, che garantiscono l’insegnamento della lingua italiana, la formazione l’orientamento legale, la tutela psico-socio-sanitaria.