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Formazione metalmeccanici METApprendo: riapertura versamento una tantum
Dal 2021 è attiva l' iniziativa realizzata da Federmeccanica FIOM , FIM CISL e UILM per la formazione continua dei lavoratori delle aziende metalmeccaniche e meccatroniche “Servizi per la formazione”, come previsto dal Contratto nazionale del 5.2.2021.
L’obiettivo è quello di aiutare le aziende ad organizzare e registrare la formazione per tutti i lavoratori, in modo accessibile, tracciato e flessibile.
Per consentire l’attuazione era stata costituita fra le parti una Associazione non riconosciuta senza scopo di lucro, denominata “MetApprendo” a cui le aziende dovevano registrarsi e successivamente versare il contributo una tantum, pari a 1,50 euro per dipendente entro 15 ottobre 2021 prorogato poi al 31 dicembre 2021
Si ricorda che il versamento dell’una tantum costituisce un adempimento contrattuale ed è obbligatorio per tutte le aziende che applicano il CCNL indipendentemente dalla fruizione dei servizi.
Accordo maggio 2023:riapertura adesioni Metapprendo
Le parti Federmeccanica e Assistal e le OO.SS. hanno firmato lo scorso 10 maggio 2023 un accordo di riapertura delle adesioni alla piattaforma per la formazione professionale MetApprendo per le aziende di nuova costituzione e per quelle che non avessero ottemperato all'obbligo di versamento
Il calcolo del contributo Meapprendo
Solo per le aziende non ancora in regola il contributo è fissato a 1,80 euro per dipendente da versare entro il 31 luglio 2023, tramite MAV collegandosi al portale MetApprendo.
Nell'accordo è specificato che per il calcolo del contributo complessivo va considerato il personale in forza alla data del 31 dicembre 2022, compresi gli assunti con contratto a termine e i dirigenti.
Sul sito è presente un manuale di istruzioni e un servizio di help desk (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 14:00). Con il versamento del contributo, l’azienda diventa socia di “MetApprendo”, avendo così la possibilità di fruire dei servizi messi a disposizione.
Metapprendo: come funziona, cosa offre
Al momento della registrazione su www.metapprendo.it, ciascuna azienda è chiamata ad indicare un rappresentante aziendale – scegliendo tra le candidature riportate – quale membro dell’Assemblea dei soci composta da 6 delegati in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali e 6 in rappresentanza delle Associazioni datoriali e delle aziende.
Il contributo versato a “MetApprendo” verrà utilizzato per la messa in atto del portale dedicato ai “Servizi per la Formazione”. Tale portale verrà incrementato nel tempo e partirà dalla implementazione dei servizi individuati come prioritari a seguito di confronti e indagini a campione con aziende e Associazioni territoriali.
Le aziende e i loro dipendenti , avranno la possibilità di accedere all’area riservata che conterrà diversi strumenti utili ad organizzare la formazione:
- potranno registrare mediante tecnologia Blockchain tutta la formazione fatta;
- i lavoratori potranno avere a disposizione un proprio “Dossier digitale”, un documento che racconta la storia e il percorso formativo professionale effettuato;
- potranno fruire di pillole formative su competenze trasversali, tecniche di base, linguistiche o digitali.
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Il decreto Lavoro è in vigore: le 10 principali novità
E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 103 del 4 maggio 2023 il decreto legge approvato lo scorso 1° maggio dal Governo, con "Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro” . Si tratta del decreto legge n. 48 2023 che entra in vigore oggi 5 maggio.
Il testo definitivo del provvedimento contiene tra l’altro:
- l’istituzione dell’Assegno di inclusione, nuovo strumento di sostegno economico alle famiglie con ISEE fino a 9360 euro (maggiorato in caso di presenza di minorenni) e con componenti “fragili” (minori , disabili, over 60) che sostituisce da gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza , con obbligo lavorativo per gli "occupabili"
- Istituzione del Supporto per la formazione e il lavoro dal 1 settembre 2023 per componenti tra 18 e 59 anni dei nuclei familiari con ISEE non superiore a euro 6.000 annui, che non hanno i requisiti per accedere all'Assegno di inclusione.
- Un taglio del 4 % al cuneo fiscale, per il periodo 1 luglio -31 dicembre 2023, attraverso l’esonero parziale dai contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti, che quindi :
- per quelli con reddito fino a 35mila euro arriva al 6% complessivo
- per quelli con reddito fino a 25mila euro arriva al 7% della retribuzione imponibile;
- l’innalzamento a 3000 euro della soglia dei fringe benefits esenti IRPEF (comprensivi delle somme erogate per pagamento delle utenze domestiche) per il periodo d'imposta 2023, per i lavoratori dipendenti con figli;
- il rafforzamento delle regole di sicurezza sul lavoro e ampliamento della tutela contro gli infortuni per studenti e lavoratori della scuola con previsione di risarcimento anche per gli infortuni mortali che interessano i giovani in alternanza scuola-lavoro
- una modifica la disciplina del contratto di lavoro a termine, con durata oltre i 12 mesi fino a un massimo di 24 mesi, per il quale si ammettono:
- causali previste dai CCNL
- causali dettate da esigenze economiche organizzative delle imprese e
- sostituzione di lavoratori assenti
- Incentivi alle assunzioni:
- per enti e organizzazioni di un contributo per ogni persona con disabilità assunta a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2022 ed il 31 dicembre 2023
- per datori di lavoro che assumono percettori di assegno di inclusione (esonero contributivo del 100% per 12 mesi)
- per datori di lavoro che assumono giovani NEET under 30 iscritti al programma Incentivo Occupazione Giovani (contributo del 60% della retribuzione per 12 mesi, cumulabile con altre misure in vigore).
- Ampliamento di 12 mesi del periodi di fruizione dell'anticipo pensionistico collegato al Contratto di espansione (art 41 d.lgs 148 2015)
- soglia di utilizzo dei voucher elevato a 15.000 euro annui e della soglia di dipendenti assunti a tempo indeterminato a 25 anziché 10, SOLO per gli utilizzatori che operano nei settori dei congressi, fiere, eventi, stabilimenti termali e parchi di divertimento;
- riduzione delle sanzioni amministrative per omesso versamento delle ritenute previdenziali che potranno essere rimodulate non più «da euro 10.000 a euro 50.000» bensì «da una volta e mezza a quattro volte l'importo omesso».
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Lavoro marittimo: deroghe per il cabotaggio nel Decreto Lavoro
Il recente Decreto Lavoro n 48 2023 ha introdotto numerose novità in materia di misure di inclusione sociale e disciplina giuslavoristica.
L'art 36 interviene in tema di lavoro marittimo e consente una particolare deroga previo accordo sindacale. alle limitazioni di navigazione e carico e scarico previste dal DL 457 1997, per i traghetti non europei con personale extra UE. Vediamo i dettagli nei paragrafi seguenti.
Lavoro marittimo cabotaggio traghetti non europei: normativa
Va ricordato innanzitutto che il decreto-legge n. 457 del 1997 (convertito nella legge n. 30 del 1998) all'art 1 comma 5 prevede per i servizi di cabotaggio per le navi iscritte nel Registro internazionale delle navi, il divieto di operare nell’ambito dei porti riservati agli armatori comunitari quando siano interessati equipaggi con personale italiano o di altro paese dell’UE. salva l’eccezione
- per le navi da carico di oltre 650 tonnellate di stazza lorda e
- nei limiti di un viaggio di cabotaggio mensile in provenienza o diretto verso un altro Stato. nel limite massimo di sei viaggi mensili,
- per navi che caricano e scaricano camion e rimorchi , sia di merci che di passeggeri (ro- ro e ro-ro pax)
- ma solo previo accordo sindacale con le organizzazioni comparativamente più rappresentative .
Lavoro marittimo cabotaggio equipaggi non UE: la novità
La deroga prevista dall'art 36 del dl 48 2023 prevede la possibilità di accordi sindacali che consentano di operare anche a traghetti con personale non comunitario, sempre nel limite di durata di 3 mesi . In questo modo si intende contrastare "le difficoltà derivanti dalla attuale carenza di lavoratori marittimi comunitari e di consentire la prosecuzione delle attività essenziali a continuità territoriale, la competitività ed efficienza del trasporto locale ed insulare via mare".
Va sottolineato che la deroga vale solo per le navi traghetto ro-ro e ro-ro pax iscritte nel Registro internazionale, adibite a traffici commerciali tra porti appartenenti al territorio nazionale, continentale e insulare, anche a seguito o in precedenza di un viaggio proveniente da o diretto verso un altro Stato.
Il Servizio Studi del parlamento che ha predisposto il dossier per la conversione in legge del decreto ha evidenziato la necessità di specificare meglio la decorrenza del termine massimo di tre mesi. Inoltre dalle associazioni di categoria emerge la preoccupazione per il possibile conflitto con la normativa fiscale specifica per il cabotaggio effettuato da equipaggi italiani o comunitari ( legge Cociancich (D.Lgs. n. 221/2016).
Si auspicano quindi chiarimenti ministeriali in materia.
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Lavoro domestico: agevolazioni azzerate nel Decreto Lavoro
Nella bozza del recente decreto legge in tema di lavoro n. 48 2023 erano presenti alcune novità importanti riguardanti il lavoro domestico, e cioè :
- l'innalzamento della deducibilità dei contributi previdenziali e
- l'obbligo di sorveglianza sanitaria per questi lavoratori.
la versione finale del decreto ha escluso entrambe le misure . Inoltre viene specificato che il lavoro domestico è anche escluso da altre agevolazioni come gli incentivi alle assunzioni e il taglio al cuneo fiscale
Vediamo più in dettaglio nei paragrafi seguenti.
Contributi lavoro domestico deducibili fino a 3mila euro
L''innalzamento dell'importo massimo deducibile dalla dichiarazione dei redditi dei contributi previdenziali versati per i lavoratori domestici a 3mila euro, quasi il doppio dell'attuale importo di 1.549,37 annui. (TUIR art 10 comma 2 terzo periodo ) era presente nella bozza di decreto lavoro approvata dal Governo il 1 maggio ma è scomparsa dal testo . La novità avrebbe dovuto essere applicabile già per il periodo di competenza 2023.
Sorveglianza sanitaria lavoratori domestici
Come anticipato lo schema di decreto prevedeva anche che i lavoratori domestici possano richiedere di essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, alle strutture territoriali dell’INAIL. L'istituto di assicurazione contro gli infortuni dovrebbe provvedere con proprie risorse, senza alcun onere a carico dei datori di lavoro.
Le altre agevolazioni negate: incentivi assunzioni e taglio cuneo
L'esclusione di colf, badanti e baby sitter dagli incentivi assunzioni invece non è una novità in quanto praticamente tutte le agevolazioni contributive in questo senso non prevedono l'applicazione per i lavoratori domestici . Anche nel caso del nuovo bonus assunzione di "Neet", il decreto Lavoro (Dl 48/2023) li esclude esplicitamente.
Infine va sottolineata anche la misura più pesante proprio per le buste paga dei lavoratori ovvero l'esclusione dal nuovo taglio del cuneo fiscale che scatta il 1° luglio 2023.
L'eccezione era purtroppo prevista già dalla legge di bilancio 2022 (n. 234 2021) che ha iniziato la riduzione della quota di contribuzione previdenziale a carico dei lavoratori, poi prorogata e potenziata arrivando all'attuale taglio di 6 o 7 punti percentuali per i lavoratori con reddito rispettivamente entro i 25mila o 35mila euro.
Le associazioni dei datori di lavoro domestico avanzano da molti anni la richiesta ai Governi di deduzione integrale
- degli oneri previdenziali,
- delle spese di retribuzione
Anche la maggiore tutela dei lavoratori, e non solo delle famiglie datrici di lavoro del settore, dovrebbe godere di maggiore considerazione dato che questo servizio sostituisce ormai sempre più spesso l'assenza di assistenza sociale diffusa, per una popolazione sempre più anziana e costituisce una spesa rilevante per sempre maggior numero di famiglie anche non abbienti.
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Informative trasparenza contratti di lavoro: le nuove regole
Si allentano parzialmente gli obblighi dei datori di lavoro in materia di trasparenza nei rapporti con i dipendenti e collaboratori. Lo prevede il nuovo decreto legge "Lavoro" n. 48 2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale in 4 maggio
Le novità modificano nuovamente il d.lgs 152 1997 in senso opposto a quello del decreto 104 2022 cd. Trasparenza, entrato in vigore il 13 agosto 2022 in recepimento di una direttiva europea a maggior tutela dei lavoratori nei rapporti con i datori di lavoro. Si prevedeva la consegna ai lavoratori di un documento ad integrazione del contratto di assunzione con la specifica di tutti gli aspetti del rapporto.
Con il nuovo decreto lavoro si prevede un alleggerimento del documento consentendo il semplice rimando per molti aspetti ai testi dei contratti collettivi applicati . Vediamo di seguito piu in dettaglio
Le nuove regole per la trasparenza nel decreto Lavoro
L'attuale art . 25 del decreto introduce semplificazioni in materia di informazioni e di obblighi di pubblicazione, anche per assicurare una uniformità di comunicazione in tutte le realtà lavorative.
Si consente in particolare la possibilità di :
- comunicare al lavoratore alcune informazioni (art. 1 comma 1 del D. Lgs. 152/97) con semplice rimando al riferimento normativo o della contrattazione collettiva, anche aziendale,
- mettere a disposizione dei dipendenti i contratti collettivi e i regolamenti applicabili al rapporto di lavoro sul sito web aziendale.
Inoltre si ridimensiona l'obbligo di informativa riguardante le modalità di assunzione, di conferimento degli incarichi gestione amministrativa, sorveglianza e valutazione delle prestazioni in capo ai datori di lavoro che utilizzano sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati.
Nello specifico l'obbligo sarà applicabile solo ai datori di lavoro per i quali i sistemi decisionali e di monitoraggio siano "integralmente" automatizzati, e non solo se "particolarmente rilevanti " , come in precedenza specificato dalle istruzioni ministeriali (vedi sotto)
Infine al comma 8 si specifica che tali obblighi non riguardano i sistemi protetti da segreto industriale e commerciale.
Qui il testo ufficiale del decreto-legge
Informative trasparenza semplificate
elementi rinviabili al ccnl elementi obbligatori da indicare nel contratto o nell'informativa allegata durata del periodo di prova dati anagrafici del lavoratore e dell'azienda diritto alla formazione aziendale inquadramento contrattuale durata congedi retribuiti : ferie permessi mansioni da svolgere preavviso licenziamento o dimissioni durata del contratto dettagli sulla retribuzione (elementi costitutivi termini di pagamento modalità tipologia del contratto orario di lavoro programmazione straordinari enti incaricati dei contributi previdenziali Decreto Trasparenza la circolare di istruzioni 2022
Il ministero del lavoro aveva emanato la circolare 19-2022 di chiarimenti sul decreto Trasparenza e in particolare sulle caratteristiche dell' informativa dettagliata sulle condizioni di lavoro che il datore di lavoro deve fornire al lavoratore, ampliata rispetto a quanto già previsto dal d.lgs 152 /97. Il ministero sottolineava in particolare la necessità di concretezza delle informazioni che devono riguardare:
FERIE E CONGEDI
Va specificata la durata del congedo per ferie e degli altri permessi e congedi retribuiti cui il lavoratore ha diritto oppure , la modalità per calcolarla. L'obbligo non riguarda i congedi NON retribuiti
RETRIBUZIONE
Vanno comunicati in dettaglio i componenti determinabili all'inizio del rapporto, non quelli variabili come premi di produttività o buoni pasto;
ORARIO DI LAVORO
devono essere chiarite le specifiche articolazioni dell'orario, delle modalità di cambio turno dei limiti e retribuzione del lavoro straordinario . In caso di variazioni queste vanno comunicate solo per periodi significativi oppure se sono cambiamenti strutturali.
SISTEMA PREVIDENZIALE
Riguardo l’obbligo di informare il lavoratore su «gli enti e gli istituti che ricevono i contributi previdenziali e assicurativi dovuti dal datore di lavoro» va specificato quanto previsto dalla contrattazione collettiva ad esempio sulle possibili adesioni a fondi di previdenza integrativa aziendali o settoriali.
SISTEMI AUTOMATIZZATI
In merito all’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati vanno comunicate al lavoratore le modalità se incidono in modo rilevante sulle condizioni di lavoro mentre non è necessario indicare ad esempio il funzionamento di meri controlli in ingresso e in uscita , sempre che non incidano nelle decisioni del datore di lavoro.
La circolare si sofferma invece sull'utilizzo di sistemi automatizzati riguardanti «le indicazioni incidenti sulla sorveglianza, la valutazione, le prestazioni e l’adempimento delle obbligazioni contrattuali dei lavoratori»: in questo caso il datore di lavoro o committente ha l’obbligo di informare il lavoratore dell’utilizzo ad esempio di strumenti come: tablet, dispositivi digitali e wearables, gps e geolocalizzatori, sistemi per il riconoscimento facciale, sistemi di rating e ranking, etc.
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Decreto immigrazione convertito in legge: cosa prevede
Decreto flussi triennale, priorità al lavoro agricolo, formazione per i lavoratori nei paesi di origine per un ingresso facilitato in italia, pene triplicate per gli scafisti, permesso di soggiorno triennale invece che biennale.
Sono alcune nelle misure del decreto legge in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare, detto Decreto immigrazione o decreto Cutro per la sede del consiglio dei ministri che lo ha approvato con la duplice intenzione di:
- contrastare i flussi migratori illegali e all’azione delle reti criminali con un inasprimento delle pene
- rafforzare le entrate di lavoratori regolari in particolare di migranti già qualificati con semplificazione delle procedure ed eliminazione della possibilità di protezione internazionale straordinaria
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 10 marzo qui il testo Decreto legge 20-2023
Il 5 maggio è stata pubblicata la legge di conversione Qui il testo
Vediamo nei paragrafi seguenti i principali contenuti.
Decreto legge immigrazione: i contenuti principali
Il comunicato stampa governativo evidenziava le seguenti novità:
- Inasprimento delle pene per reati connessi all’immigrazione clandestina
viene introdotto un nuovo reato di “morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, che prevede gravi pene:
da 10 a 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone;
da 15 a 24 anni per morte di una persona;
da 20 a 30 anni per la morte di più persone.
- Espulsioni e ricorsi
Si elimina la necessità di convalida del giudice di pace per l'esecuzione dei decreti di espulsione disposti a seguito di condanna.
- Nuove modalità di programmazione dei flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri
Si prevede di definire con un unico decreto flussi con valenza triennale la quota di stranieri da ammettere in Italia per lavoro subordinato previa pubblicazione di un documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e con possibilità di adottare ulteriori decreti in corso d'anno
Si rafforza la preferenza nell'assegnazione delle quote agli Stati che promuovono per i propri cittadini campagne mediatiche sui rischi dell'immigrazione irregolare per l’incolumità personale.
- Modifiche alle norme sui permessi di soggiorno per lavoro subordinato di cittadini stranieri
semplificazione e accelerazione delle procedure di avvio del rapporto di lavoro e di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale.
- Programmi di formazione
Sono previsti inoltre ingressi ulteriori, oltre alle quote, per stranieri che abbiano frequentato corsi di formazione riconosciuti dall’Italia, di cui si occuperà il Ministero del lavoro.
- Durata del permesso di soggiorno rinnovato
I rinnovi del permesso di soggiorno rilasciato per lavoro a tempo indeterminato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare avranno durata massima di tre anni, anziché due come oggi.
- Priorità alle aziende/lavoratori agricoli
Si stabilisce che i datori di lavoro che hanno fatto domanda per l’assegnazione di lavoratori agricoli e non sono risultati assegnatari abbiano la priorità rispetto ai nuovi richiedenti.
- Contrasto alle agromafie
Al fine di proteggere il mercato nazionale dalla criminalità agroalimentare, i funzionari dell’Ispettorato centrale per i prodotti agroalimentari, avranno la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, mentre il restante personale diventa agente di polizia giudiziaria.
- Centri per migranti
Si introducono l commissariamento della gestione dei centri governativi per l'accoglienza o il trattenimento degli stranieri, e possibilità di ampliamento dei centri di permanenza per i rimpatri (CPR) in deroga al codice dei contratti pubblici fino al 31 dicembre 2025. È fatto, comunque, salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.
- Protezione speciale
ridefinizione della protezione speciale in senso restrittivo .Con norma transitoria si prevede che la nuova disciplina operi dall’entrata in vigore del decreto-legge.
Le novità della conversione in legge
Il passaggio in Senato ha inasprito la stretta sulla protezione speciale stabilendo che
- i permessi di soggiorno per protezione speciale, cure mediche e calamità non potranno essere convertiti in permessi di lavoro.
- Si ampliano le ipotesi di trattenimento dei richiedenti protezione internazionale nei centri di permanenza e rimpatrio (CPR), qualora ciò sia necessario per determinare gli elementi su cui si basa la domanda di protezione
- chi presenta domanda di protezione internazionale resta escluso dai servizi del Sistema di accoglienza e integrazione (c.d. SAI), gestito dai Comuni, che garantiscono l’insegnamento della lingua italiana, la formazione l’orientamento legale, la tutela psico-socio-sanitaria.
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Esonero contributi post maternità nel lavoro domestico
Nella circolare 102 2022 e il messaggio 4042 del 9 novembre 2022 Inps aveva emanato le istruzioni per l'utilizzo dell'esonero contributivo previsto dall'ultima legge di bilancio 234 2021 – per le dipendenti che rientrano al lavoro dopo il congedo di maternità.
L'agevolazione è sperimentale, valida solo per il 2022 e intende favorire il lavoro femminile: riguarda quindi anche il settore del lavoro domestico .
Consiste nello sgravio del 50% a decorrere dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo di maternità, per 12 mesi , dal versamento dei contributi previdenziali.
Si ricorda che lo sgravio si applica sulla quota dei contributi a carico della lavoratrice madre.
Con il messaggio 1552 del 28 aprile 2023 l'istituto interviene nuovamente con indicazioni specifiche appunto per le lavoratrici con mansioni di collaboratrice domestica, assistente familiare, baby sitter ecc. e fornisce le tabelle contributive cui fare riferimento.
Vediamo le principali istruzioni operative.
Esonero contributivo post maternità: domande per lavoratrici domestiche
Come precisato con il messaggio n. 4042/2022, l’agevolazione trova applicazione a partire dalla data del rientro effettivo al lavoro della lavoratrice, purché lo stesso sia avvenuto tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022. La data del rientro puoò essere anche stata posticipata per ferie o malattia purché senza soluzione di continuità rispetto al congedo obbligatorio e a condizione che il rientro sia avvenuto entro il 31 dicembre 2022.
I datori di lavoro domestico per richiedere, per conto della lavoratrice interessata, l’applicazione dell’esonero contributivo dovranno inoltrare apposita domanda all’INPS, direttamente dal sito internet www.inps.it attraverso il seguente percorso: “Imprese e Liberi Professionisti” > “Esplora Imprese e liberi professionisti” > “Strumenti” > “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)“ > “Utilizza lo strumento”, autenticandosi con la propria identità digitale di tipo
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2,
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o
- CIE (Carta di Identità Elettronica).
e selezionando la voce “LD –Richiesta Esonero Contributivo per Madri Lavoratrici”,
Ultimata la procedura è possibile scaricare la ricevuta in formato PDF e visualizzare le informazioni sullo stato di lavorazione.
In caso di accoglimento si potranno generare dal Portale dei pagamenti gli Avvisi PagoPA ricalcolati.
Per i trimestri per i quali sia già stata versata la contribuzione in misura piena, è prevista la restituzione al datore di lavoro del 50% della quota da rimborsare alla lavoratrice
il datore di lavoro dovrà presentare la domanda in via telematica, come indicato nella circolare n. 170/2011, con le modalità previste in caso di contribuzione eccedente.
Tabelle contributi con esonero del 50% 2022 – 2023
Le tabelle con l’indicazione dell’importo dei contributi con esonero del 50% del contributo a carico delle lavoratrici madri valevoli per l’anno 2023 sono state pubblicate al paragrafo 4 della circolare n. 13/2023