• Agricoltura

    Patrocinio ISMEA: come richiederlo per eventi in ambito agricoltura

    La concessione del patrocinio da parte di ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, è vincolata al rispetto dei criteri presenti nell' Allegato 1 – "Procedura di richiesta del patrocinio", pubblicato sul sito dell'Istituto in data 1° settembre:Scarica qui il FAC Simile.
    Il patrocinio rappresenta una forma simbolica di adesione e una manifestazione di apprezzamento da parte dell’Istituto a iniziative ritenute pertinenti e meritevoli.

    Il patrocinio può essere richiesto esclusivamente per iniziative riguardanti le materie di competenza di ISMEA.

    Esso è concesso a titolo gratuito per iniziative a finalità commerciali o di carattere strettamente locale.

    Una volta ottenuta la concessione del patrocinio, l’interessato potrà richiedere il logo ISMEA e il manuale d’uso seguendo le istruzioni che saranno contenute nella stessa lettera di concessione del patrocinio.

    Vediamo come richiederlo.

    Patrocinio ISMEA: come richiederlo per eventi in ambito agricoltura

    La richiesta di patrocinio dell’ISMEA- Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare dovrà essere presentata utilizzando il modello di domanda in allegato, all’indirizzo PEC: [email protected]

    È necessario che la domanda sia presentata in tempo utile a consentire l'istruttoria preliminare da parte di ISMEA, almeno 30 giorni prima del periodo di svolgimento dell'iniziativa, salvo eventuale urgenza comprovata dalla stessa documentazione inviata dal richiedente e motivata nella descrizione dell’iniziativa prevista dal modulo di domanda

  • Agricoltura

    Regime di tassazione dei redditi dei terreni: nuove istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

    L’8 agosto 2025 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 12/E, con la quale ha fornito agli Uffici le indicazioni operative sul riordino del regime di tassazione dei redditi dei terreni. 

    Si tratta di un intervento attuativo del decreto legislativo n. 192/2024, emanato in applicazione della legge delega per la riforma fiscale (legge n. 111/2023), che introduce un quadro aggiornato e più inclusivo per le attività agricole, riconoscendo anche quelle tecnologiche e orientate alla sostenibilità ambientale.

    Un concetto di reddito agrario più ampio

    La riforma amplia il perimetro delle attività considerate produttive di reddito agrario, includendo anche quelle che non si basano direttamente sullo sfruttamento del terreno ma sono legate alla cura di un ciclo biologico, realizzate con tecniche innovative.

    Rientrano ora nella tassazione catastale:

    • coltivazioni “fuori suolo” in fabbricati accatastati (categorie C/1, C/2, C/3, C/6, C/7, D/1, D/7, D/8, D/9 e D/10), come vertical farm, colture idroponiche o micropropagazione in vitro, entro il limite di superficie definito dalla normativa,
    • produzioni agricole “green”, comprese quelle che generano beni immateriali come i crediti di carbonio certificati, se realizzate con modalità virtuose sotto il profilo ambientale.

    In entrambi i casi, i redditi così prodotti sono assoggettati a un regime fiscale semplificato, basato su tariffe catastali, e non più alla tassazione ordinaria, entro specifici limiti quantitativi.

    Nuove regole per reddito dominicale e agrario

    La circolare dettaglia il metodo di calcolo:

    • a regime, la determinazione avverrà secondo criteri stabiliti da un decreto interministeriale, che definirà anche la “superficie agraria di riferimento”;
    • in via transitoria, si applica la tariffa d’estimo più alta della provincia, incrementata del 400%, sia per il reddito dominicale sia per quello agrario, rapportata alla superficie della particella catastale su cui insiste l’immobile produttivo.

    È previsto inoltre un confronto obbligatorio tra il reddito dominicale rivalutato e la rendita catastale dell’immobile: se quest’ultima è più alta, diventa la base imponibile minima.

    Attività agricole a tutela dell’ambiente

    La nuova lettera b-ter) dell’art. 32 TUIR qualifica come reddito agrario i proventi derivanti dalla produzione di beni, anche immateriali, ottenuti da coltivazione, allevamento o silvicoltura che contribuiscono alla tutela ambientale e alla lotta ai cambiamenti climatici, un esempio tipico è la cessione di crediti di carbonio.

    Questi redditi sono tassati catastalmente fino a concorrenza di un limite di “agrarietà” calcolato sui corrispettivi delle altre cessioni di beni agricoli.

    L’eccedenza rispetto al limite è considerata reddito d’impresa, determinato forfettariamente applicando un coefficiente di redditività del 25%.

    Società agricole e regime catastale

    Il decreto estende i criteri forfettari dell’art. 56-bis TUIR anche alle società agricole che hanno optato per la tassazione catastale ex legge 296/2006.

    Tuttavia, per l’attività agrituristica restano ferme le regole speciali previste dalla legge n. 413/1991: 

    • il reddito è determinato applicando il coefficiente del 25% sui ricavi, 
    • con esclusione della possibilità di utilizzare il regime forfettario dell’art. 56-bis per questa specifica attività.

    Aggiornamento digitale del catasto

    Infine, l’articolo 2 del decreto introduce una procedura automatizzata di aggiornamento delle qualità e classi di coltura per i terreni monitorati da AGEA.

    I proprietari e conduttori non dovranno più presentare la denuncia di variazione colturale per queste particelle: sarà AGEA stessa a comunicare le modifiche al catasto. L’obbligo resta solo per i terreni non sottoposti a monitoraggio.

    Le nuove disposizioni si applicano ai redditi prodotti a partire dal periodo d’imposta 2024, per i contribuenti con anno solare coincidente con il periodo d’imposta.

  • Agricoltura

    Semplificazioni: requisito di reddito sospeso per gli IAP

    Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2025 introduce importanti novità per il riconoscimento della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP), con l’obiettivo di sostenere l’avvio e lo sviluppo delle imprese agricole. Una delle modifiche più rilevanti riguarda i requisiti necessari per ottenere tale qualifica nei primi cinque anni dall’avvio dell’attività. 

    In particolare, il nuovo testo normativo ( ancora in corso di esame) prevede che, durante questo quinquennio iniziale, non sarà richiesto il rispetto del requisito reddituale precedentemente stabilito dal Decreto Legislativo n. 99 del 2004. Tale previsione rappresenta un’importante misura di semplificazione, volta a favorire i giovani agricoltori e coloro che intendono avviare una nuova attività agricola, permettendo loro di accedere alla qualifica IAP anche in assenza di redditi agricoli consolidati.

    I requisiti richiesti nel periodo agevolato

    Ai sensi del nuovo comma 1-bis che si intende inserire nell’articolo 1 del D.Lgs. 99/2004, per i primi cinque anni decorrenti dalla presentazione dell’istanza di riconoscimento della qualifica di IAP non sarebbe piu necessario dimostrare che almeno il 50% del reddito complessivo derivi da attività agricole.

     Questo requisito, previsto attualmente dal comma 1 dello stesso articolo (e ridotto al 25% per gli imprenditori operanti in zone svantaggiate), tornerebbe ad applicarsi solo a partire dal sesto anno. 

    Restano invece fermi, fin dall’inizio, gli altri due requisiti fondamentali: 

    1. il possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali in campo agricolo e
    2.  la destinazione di almeno il 50% del tempo di lavoro complessivo (o 25% in zona svantaggiata) alle attività agricole di cui all’art. 2135 del Codice Civile.

    In questo modo, si garantisce comunque un effettivo impegno professionale nel settore, pur alleggerendo il carico degli adempimenti iniziali.

    Implicazioni fiscali e opportunità per le imprese agricole

    Il riconoscimento della qualifica di imprenditore agricolo professionale, anche in regime agevolato, conserva la sua rilevanza fiscale e contributiva. Infatti, ai sensi dell’art. 1, comma 4, del DLgs. 99/2004, le persone fisiche in possesso della qualifica IAP e iscritte alla relativa gestione previdenziale possono accedere a numerose agevolazioni, tra cui benefici fiscali sull’imposizione indiretta, facilitazioni nell’accesso al credito, riduzioni sull’IMU e regimi più favorevoli per la tassazione dei redditi fondiari. 

    Con questa modifica normativa, si intende quindi incentivare l’avvio di nuove imprese agricole, rafforzare il ricambio generazionale nel settore e valorizzare il ruolo dell’agricoltura professionale nel contesto economico nazionale. 

    La novità si aggiunge ad altre misure  di incentivo all'agricoltura come il Bonus per la formazione giovani agricoltori  a quelle recentemente previste dal nuovo DDL Agricoltura 2025 

    Se confermata con l'approvazione definitiva della legge, sarà un’opportunità concreta, da valutare attentamente nella pianificazione delle attività  da parte di imprenditori e consulenti.

  • Agricoltura

    Nuovo disegno di legge Semplificazioni 2025: cosa contiene

    Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e del Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha approvato il 4 agosto 2025, con procedura d’urgenza, un disegno di legge che introduce misure di semplificazione per le imprese.

    Vediamo  sinteticamente le novità previste,  suddivise per settore. Il provvedimento sarà incardinato alle Camere  per la discussione e l'approvazione  dopo la pausa estiva.

    Qui la bozza del disegno di legge diffusa ufficiosamente

    Semplificazioni in materia fiscale

    In ambito tributario sono previste le seguenti misure

    • Fatture Transizione 4.0 e 5.0: sostituzione dei riferimenti normativi in fattura con un codice identificativo stabilito dall’Agenzia delle Entrate.
    • Ritrasmissione dichiarazioni scartate: esclusione delle sanzioni se la dichiarazione telematica è correttamente ritrasmessa entro i termini stabiliti.
    • Imposta sostitutiva su premi: versamento entro il 16 del mese successivo al pagamento o alla fattura.
    • Acquiescenza: riduzione a un terzo delle sanzioni per chi rinuncia a impugnare l’atto e paga entro i termini.

    Semplificazioni in materia di lavoro

    Nuove norme sono previste sui seguenti ambiti:

    • Strumenti per la sicurezza: estensione dell’uso di strumenti e attrezzature anche senza restrizioni precedenti.
    • Comunicazioni CIG: obbligo di comunicare tempestivamente altra attività lavorativa durante la CIG.
    • ITS Academy: possibilità di coinvolgere esperti aziendali nei percorsi formativi.
    • Formazione in azienda: collaborazione di infermieri e altri esperti anche per la formazione teorica; stop a richieste di documenti già detenuti da PA.

    Semplificazioni ambientali

    Il testo contiene le seguenti novità in materia ambientale :

    • Bonifiche ambientali: chiarita la durata di efficacia di permessi e semplificazioni per progetti PNRR.
    • Materie prime critiche: viene incluso il calcare industriale tra le materie prime strategiche nazionali.
    • Industrie insalubri: esclusione per chi ha autorizzazioni ambientali valide.
    • Riutilizzo acque industriali: consentito all’interno del sito produttivo anche in assenza di regolamenti attuativi.
    • Rifiuti non pericolosi: aggiornamento alla normativa UE 2024 per la classificazione.
    • Trasporto rifiuti via mare: assimilazione a merci (anche pericolose) ai fini della normativa di trasporto.

    Semplificazioni amministrative per le attività economiche

    Piu in generale dal punto di vista amministrativo il ddl contiene norme che intervengono su:

    • Contratti di sviluppo: protocolli con associazioni di categoria per semplificare accesso e procedura.
    • Insegne di esercizio: SCIA obbligatoria con asseverazione tecnica e modulistica unica nazionale.
    • Regimi amministrativi: conferenza di servizi accelerata e semplificazioni per le  installazioni automatiche e attività “meccatroniche”.
    • Costruzioni in prossimità doganale: silenzio-assenso sull’autorizzazione preventiva dell’Agenzia delle Dogane.
    • Microimprese: procedura semplificata per la notifica di data breach; possibilità di nomina temporanea di un sostituto tecnico per motivi di salute.

    Altre misure settoriali: strada, navigazione. agricoltura

    Infine  il nuovo ddl Semplificazioni interviene sui seguenti ambiti:

    • Circolazione stradale: sedi più flessibili per esami professionali; bonifiche stradali a carico dei responsabili; proroga per medici in quiescenza nelle commissioni patenti.
    • Codice della navigazione: il trasbordo di personale tra navi dello stesso armatore non comporta disarmo.
    • Impianti e reti: corsi FER di almeno 24 ore, tracciabilità nazionale degli attestati.
    • Imprenditori agricoli: per i primi 5 anni non è richiesto il requisito di reddito da attività agricola.
  • Agricoltura

    Disoccupazione agricola: non si perde con la riclassificazione dell’impresa

    Con il messaggio  2425 del 1°  agosto 2025 INPS fornisce indicazioni per la gestione delle domande di disoccupazione risultate indebite a seguito dei provvedimenti, adottati d’ufficio dall’Istituto, di riclassificazione dell’attività economica svolta dall’impresa con conseguente cambio di iscrizione dei lavoratori dalla gestione contributiva agricola a un’altra gestione (tipicamente,  e viceversa.

    Il caso tipico è quello della modifica  dalla gestione agricola alla gestione aziende dipendenti non agricoli.

    L'istituto informa innanzitutto che, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali,  si è stabilito di non fare ricadere gli effetti della riclassificazione, per quanto riguarda le prestazioni di disoccupazione, sui lavoratori.  Di seguito le istruzioni per  le diverse situazioni.

    Chiarimenti e adempimenti nei diversi casi di riclassificazione

    Il messaggio  precisa dunque che, posto che i lavoratori non sono responsabili degli errori del datore di lavoro e che la retroattività della riclassificazione ( potrebbe danneggiarli, privandoli della tutela prevista in caso di disoccupazione dalla Costituzione (art. 38) 

    • In caso di riclassificazione da agricolo a non agricolo, se i lavoratori non hanno potuto fare domanda NASpI nei tempi previsti, non devono restituire l’indennità agricola che avevano già ricevuto.
    • In caso di riclassificazione da non agricolo ad agricolo:
      •  se i termini per presentare la domanda di disoccupazione agricola sono già scaduti, i lavoratori mantengono il diritto alla NASpI ricevuta. L’INPS non chiederà la restituzione delle somme.
      • se i termini per fare domanda non sono scaduti, il lavoratore può presentare una nuova domanda per il settore corretto (NASpI o disoccupazione agricola).

    Inoltre, se ha già ricevuto un’indennità per il settore sbagliato, è possibile la compensazione: la nuova prestazione verrà ridotta dell’importo già ricevuto. 

    Ricorsi e contestazioni:   Per le situazioni in cui i lavoratori avevano ricevuto una richiesta di restituzione (indebito) e avevano fatto ricorso, l’INPS potrà chiudere il caso in autotutela, applicando le regole  sopracitate

  • Agricoltura

    Ddl Agricoltura 2025 approvato: incentivi a giovani, filiere e innovazione nel settore

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 24 luglio 2025 un importante disegno di legge collegato alla manovra di bilancio 2025-2027, che introduce misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo

    Scarica la bozza del testo entrato in Consiglio dei Ministri.

    Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di programmazione economico-finanziaria che riconosce al comparto primario un ruolo strategico per la sicurezza alimentare, la coesione territoriale e la transizione ecologica.

    Vediamo brevemente le principali misure previste dal disegno di legge.

    Le principali misure previste

    Rafforzamento del Fondo per la Sovranità Alimentare
    È previsto un incremento della dotazione del Fondo per la sovranità alimentare di:

    • 30 milioni di euro nel 2026
    • 40 milioni di euro nel 2027

    A ciò si aggiungono nuovi investimenti triennali (2026-2028) per 300 milioni di euro destinati a rafforzare le filiere locali, prevenire lo spopolamento delle aree interne e promuovere l'allevamento di vitelli autoctoni.

    Credito d’imposta per i contratti di filiera del frumento
    Alle imprese di trasformazione agroalimentare che stipulano contratti triennali, quadriennali o quinquennali con produttori di frumento italiano, viene riconosciuto per il 2026 un credito d’imposta fino al 40% degli investimenti in nuovi macchinari e ricerca, per un totale di 10 milioni di euro.

    Sostegno alla filiera vacca-vitello
    Per contrastare l’eccessiva dipendenza da capi esteri e rafforzare la produzione bovina nazionale, sono stanziati 300 milioni di euro tra il 2026 e il 2028 per:

    • acquisto e allevamento di manze selezionate;
    • incroci per produzione carne;
    • svezzamento e accrescimento vitelli.

    I contributi saranno ripartiti per il 70% alla filiera carne e 30% alla filiera carne-latte.

    Imprenditoria giovanile e femminile
    Il ddl prevede un rifinanziamento da 150 milioni di euro in tre anni per le misure a favore dell'imprenditoria agricola giovanile e femminile, mediante il D.lgs. 185/2000.

    Emergenze agricole: fitopatie e PSA

    • Piano nazionale da 300 milioni contro la Xylella fastidiosa e altre fitopatie olivicole.
    • Contributi per aziende di macellazione (3 milioni complessivi) per congelamento e stoccaggio suini provenienti da zone colpite da peste suina africana.
    • Sospensione di 12 mesi del rimborso dei finanziamenti per imprese colpite da epizoozie nel 2025.

    Accesso a terreni agricoli pubblici e recupero terre abbandonate

    • ISMEA potrà concedere in comodato gratuito i propri terreni a giovani tra 18 e 40 anni con diritto di opzione all'acquisto agevolato dopo 10 anni.
    • I Comuni istituiranno una “banca comunale delle terre” per recuperare e destinare in affitto i terreni abbandonati o silenti a nuovi imprenditori agricoli.

    Norme su vino, olio e uova

    • norme semplificate per la gestione delle fecce di vino e introduzione di regole chiare per il vino dealcolizzato,
    • obblighi di etichettatura più trasparenti per le miscele contenenti olio vergine d’oliva,
    • nuovi obblighi di stampigliatura delle uova nel luogo di produzione o nel primo centro di imballaggio, con esenzioni per piccoli allevamenti.

    Allegati:
  • Agricoltura

    Prestazioni INPS malattia, maternità e tubercolosi in agricoltura 2025

    Con la circolare INPS n. 111 del 16 luglio 2025 vengono comunicati gli importi giornalieri di riferimento per il calcolo delle prestazioni economiche di malattia, maternità/paternità e tubercolosi, destinati alle categorie agricole:

    •  dei piccoli coloni e 
    • dei compartecipanti familiari. 

    Tali valori sono determinati sulla base del decreto direttoriale del 10 giugno 2025 del Ministero del Lavoro, che ha stabilito le retribuzioni medie giornaliere per il 2025.

    È importante sottolineare che, ad eccezione dei casi in cui le prestazioni per tubercolosi debbano essere erogate in misura fissa (come da circolare INPS n. 2/2025), le indennità sono calcolate applicando i nuovi importi giornalieri. 

    Questi valori, elencati nell’allegato  della circolare, sostituiscono quelli in vigore nel 2024.

    Salari convenzionali 2025 e obbligo di riliquidazione

    I salari medi convenzionali stabiliti per il 2025 devono essere utilizzati esclusivamente per la determinazione delle indennità riferite ai lavoratori agricoli sopracitati, in conformità all’art. 28 del D.P.R. 488/1968. Sono quindi escluse da questa logica le altre categorie di lavoratori.

    Un punto operativo di rilievo per consulenti e datori di lavoro riguarda la riliquidazione obbligatoria: qualora nel corso del 2025 siano state liquidate prestazioni economiche relative a eventi di malattia o tubercolosi utilizzando ancora i salari 2024, sarà necessario procedere a una nuova liquidazione sulla base degli importi aggiornati per il 2025.

    Invece, a partire dal 2011, le prestazioni di maternità e paternità per i piccoli coloni e compartecipanti familiari sono liquidate non in base al salario convenzionale provinciale, ma secondo il reddito medio convenzionale giornaliero stabilito per il calcolo delle pensioni. Per l’anno 2025, tale reddito è stato aggiornato a:

    Tipologia prestazione Reddito/Importo giornaliero 2025 Fonte
    Maternità/Paternità € 65,19 Circolare INPS n. 107/2025
    Malattia/Tubercolosi (variabile) Importi variabili per provincia (Allegato n. 1) Decreto direttoriale 10/06/2025

    I datori di lavoro agricoli devono quindi verificare l’allineamento delle pratiche in corso con questi importi, soprattutto in caso di eventi già indennizzati con valori ormai superati. Per i dettagli specifici per provincia, si rinvia alla tabella contenuta nell’Allegato 1 della circolare stessa .