• Pensioni

    Pensioni all’estero: al via la seconda fase delle verifiche 2025

    La procedura di verifica dell’esistenza in vita per i pensionati che riscuotono le prestazioni all’estero  è una misura consolidata che garantisce la regolarità dei pagamenti, evitando l’erogazione indebita delle pensioni a soggetti deceduti.

    Sono previste sempre fasi  differenziate a seconda dell’area geografica di residenza, e  alcune esenzioni per specifici gruppi di pensionati, in base agli accordi esistenti con gli enti previdenziali di diversi Paesi. (

    Nel messaggio 1419 del 5 maggio 2025,  INPS  precisava la scadenza del 18 luglio  per  pensionati residenti in

    • America, 
    • Asia, 
    • Estremo Oriente,
    •  Paesi scandinavi, 
    • Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi.

    Con nuovo messaggio 2624 del 9 settembre l'istituto annuncia che dal 17 settembre 2025 parte la seconda fase della campagna  per le zone di:

    • Europa, Africa e Oceania, 
    • esclusi Paesi scandinavi ed Est Europa già coinvolti nella prima fase.

     Citibank N.A., che invierà a ciascun pensionato una lettera esplicativa e il modulo personalizzato da restituire entro il 15 gennaio 2026. Chi non presenterà la documentazione nei tempi previsti riceverà la rata di febbraio 2026 in contanti presso gli sportelli Western Union. In caso di mancata riscossione o mancata produzione dell’attestazione entro il 19 febbraio 2026, la pensione sarà sospesa dalla rata di marzo 2026.

    Ricordiamo di seguito una sintesi delle procedure con la tabella di tutte le scadenze.

    Verifica pensioni all’estero: tabella scadenze

    Il processo di verifica si articola in due fasi, ognuna delle quali riguarda specifiche aree geografiche come da tabella seguente:

    Tabella Scadenze Verifica Esistenza in Vita

    Scadenze della verifica dell’esistenza in vita
    Aree geografiche Periodo di invio della richiesta (lettera INPS/Citibank) Termine per la risposta dei pensionati (invio dell’attestazione) Data per riscossione in contanti presso Western Union Data di sospensione della pensione in caso di mancata attestazione
    America, Asia, Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi Dal 20 marzo 2025 Entro il 15 luglio 2025 Agosto 2025 (entro il giorno 19) Dal Settembre 2025
    Europa, Africa e Oceania Dal 17 settembre 2025 Entro il 15 gennaio 2026 Febbraio 2026 (entro il giorno 19) Dal Marzo 2026

    Se il pensionato non presenta l’attestazione nei termini previsti, la rata della pensione viene erogata in contanti presso le agenzie Western Union del paese di residenza.

    Se non viene riscossa entro il 19 del mese successivo, il pagamento viene sospeso.

    Verifica pensioni all’estero: gli esclusi

    Alcuni gruppi di pensionati sono esclusi dall’accertamento, si tratta in particolare di:

    • Pensionati residenti in Polonia con pensioni anche dallo ZUS, grazie allo scambio automatico di dati con l’INPS.
    • Pensionati che hanno riscosso la pensione presso Western Union di recente, poiché ciò attesta la loro esistenza in vita.
    • Pensionati già sospesi da Citibank per mancata attestazione nelle verifiche precedenti.
    • Pensionati residenti in Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Australia e Paesi Bassi, per i quali esistono accordi telematici con gli enti previdenziali locali.

    Pensioni all’estero: procedura e modalità di dimostrazione dell’esistenza in vita

     Gli step della procedura di verifica sono i seguenti :

    Invio della richiesta di attestazione di esistenza in vita

    Citibank invierà ai pensionati una lettera esplicativa e un modulo personalizzato per l’attestazione in italiano e, a seconda del paese, anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo o portoghese.

    Il modulo deve essere compilato, firmato e inviato con:

    • Un documento d’identità valido con foto
    • Firma di un “testimone accettabile”, ovvero rappresentanti di ambasciate, consolati o autorità locali.

    Chi non riceve la documentazione può richiedere un nuovo modulo via email o presso i Patronati abilitati.

    Le modalità accettate per dimostrare l’esistenza in vita sono tre:

    A) Modalità cartacea

    Invio del modulo firmato e certificato da un testimone accettabile all’indirizzo PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, Regno Unito.

    Se le autorità locali rifiutano di compilare il modulo standard, possono essere accettati certificati ufficiali locali, ma solo se attestano esplicitamente l’esistenza in vita.

    Casi particolari:

    Per pensionati infermi, in istituti sanitari o detenuti, possono firmare l’attestazione direttori di istituti, medici curanti, tutori o procuratori.

    B) Attestazione via portale web Citibank

    Disponibile per pensionati in Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti tramite operatori di Patronato riconosciuti.

    Possibilità di usare la videochiamata con i Consolati italiani.

    Patronati all’estero possono caricare i moduli direttamente nel portale Citibank per evitare ritardi postali.

    C) Riscossione personale presso Western Union

    La riscossione in contanti di una rata entro la scadenza indicata vale come prova di esistenza in vita.

    Non disponibile per pensionati con rappresentanti legali o in paesi senza Western Union.

    Limite massimo per riscossione: 6.300 euro o 6.800 dollari (in Spagna e Cipro il limite è 3.000 euro).

    ATTENZIONE    Se il pagamento viene sospeso, il pensionato può chiedere la riemissione alla sede INPS competente, allegando un documento d’identità.

    Pensioni all’estero: servizi di supporto Citibank – INPS

    Per assistenza, pensionati e patronati possono contattare Citibank:

    • Sito web: www.inps.citi.com
    • Email: [email protected]
    • Telefono: numeri indicati nella lettera esplicativa (attivo dal lunedì al venerdì, 8:00-20:00 ora italiana).
    • Servizio automatico disponibile 24/7 per controllare lo stato della pratica.

     Si ricorda che i Patronati.

    • Possono richiedere nuovi moduli per i pensionati.
    • Possono certificare l’esistenza in vita online per i pensionati in paesi selezionati.
    • Devono informare i pensionati della scadenza per l’invio e delle alternative disponibili (modulo cartaceo, riscossione in contanti, attestazione digitale).
    • Devono supportare i pensionati fragili nella compilazione e certificazione del modulo.

  • Pensioni

    Accordo Italia- Albania, le istruzioni ai datori di lavoro

    E' stata pubblicata in Gazzetta ufficiale (GU n.67 del 21-3-2025)  la Legge 11 marzo 2025, n. 29  . in vigore dal 22 marzo, che ratifica ed esegue l'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale, firmato a Roma il 6 febbraio 2024. L’Accordo favorisce in particolare  la tutela previdenziale dei lavoratori italiani e albanesi, garantendo la continuità dei diritti sociali tra i due Paesi e facilitando la mobilità lavorativa. Il  10 aprile è stato firmato dalla ministra del lavoro Calderone e dalla viceministra all'Economia albanese Manjani l'accordo per l'attuazione amministrativa 

    Inps ha emanato le istruzioni generali e sulle domande di pensione.

    Con il messaggio 2602 del 5 settembre 2025, facendo seguito alla circolare n. 106 del 1° luglio 2025, con la quale sono state illustrate le disposizioni applicative dell’Accordo,  INPS chiarisce anche le  istruzioni ai datori di lavoro sugli obblighi contributivi e alla corretta esposizione nel flusso Uniemens dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato distaccati.

    Accordo Italia- Albania: riconoscimento delle pensioni

    L'accordo disciplina in dettaglio le modalità di riconoscimento, pagamento ed esportabilità delle pensioni e il coordinamento dei contributi previdenziali per i lavoratori nei due Paesi.

    Gli Enti previdenziali coinvolti sono 

        In Italia: l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

        In Albania: L’ente responsabile è l’Istituto di Sicurezza Sociale della Repubblica d'Albania (Instituti i Sigurimeve Shoqërore – ISSH).

    Questi enti operano come istituzioni competenti per l’erogazione e il riconoscimento delle prestazioni sociali in base alle disposizioni dell’Accordo.

    Gli oneri finanziari derivanti dall'Accordo ammontano a 12 milioni di euro per il 2025, con una progressiva crescita poi fino a 23,4 milioni di euro annui dal 2032.

    L’Accordo prevede due modalità di calcolo per il riconoscimento delle pensioni ai lavoratori che hanno svolto attività in entrambi gli Stati:

    •    (A) Regime autonomo (Articolo 12)

    Se un lavoratore ha maturato i contributi minimi richiesti dalla legislazione di uno Stato senza dover ricorrere alla totalizzazione con l’altro Stato, la pensione viene calcolata esclusivamente sulla base dei contributi versati in quel Paese.

    In questo caso, l’ente previdenziale italiano o albanese eroga in modo indipendente la pensione al beneficiario.

    • (B) Regime di totalizzazione internazionale e pro-rata (Articolo 13)

    Se un lavoratore non ha maturato contributi sufficienti in uno Stato per avere diritto alla pensione, vengono cumulati i periodi di assicurazione maturati in entrambi i Paesi.

    Il calcolo della pensione avviene secondo la totalizzazione:

    •   Si determina l’importo teorico della pensione che spetterebbe se tutti i contributi fossero stati versati nel Paese in cui si chiede la prestazione.
    •   Si calcola l’importo effettivo sulla base dei soli contributi versati in quel Paese, applicando la formula pro-rata.

    Accordo sicurezza sociale Italia- Albania: esportabilità Pensioni – trattamenti minimi

    Le pensioni erogate da uno dei due Stati possono essere trasferite all’estero senza riduzioni, anche se il beneficiario si trasferisce in un Paese terzo.

    Non sono previste penalizzazioni per il trasferimento della residenza.

    •  Pensioni minime e integrazione al trattamento minimo (Articolo 16)

    Se un lavoratore riceve una pensione calcolata in regime pro-rata e questa è inferiore al trattamento minimo previsto in uno dei due Stati, l’integrazione viene concessa solo se il beneficiario risiede nel Paese che eroga la prestazione.

    L’integrazione al trattamento minimo è a carico esclusivo dello Stato di residenza del pensionato.

    • Applicazione ai periodi contributivi pregressi

    I contributi versati prima dell’entrata in vigore dell’Accordo saranno riconosciuti ai fini della totalizzazione.

    Tuttavia, l’Accordo non dà diritto a prestazioni per periodi antecedenti alla sua entrata in vigore.

    Accordo sicurezza sociale Italia- Albania: contribuzione per i lavoratori

    Contributi previdenziali per lavoratori transfrontalieri

        Lavoratori distaccati (Articolo 6)

    Se un lavoratore dipendente è inviato temporaneamente in uno dei due Stati da un’impresa con sede nell’altro Paese, continua a versare i contributi previdenziali nel Paese di origine per un massimo di 24 mesi, evitando una doppia contribuzione.

         Lavoratori autonomi (Articolo 6, comma 2)

    Un lavoratore autonomo che esercita la sua attività abitualmente in uno Stato e si trasferisce temporaneamente per lavorare nell’altro Paese per meno di 24 mesi rimane soggetto alla legislazione previdenziale del Paese d’origine.

        Personale viaggiante e marittimo (Articolo 6, comma 3 e 4)

    Il personale delle compagnie aeree, ferroviarie o di trasporto su strada è assicurato nel Paese in cui ha sede l’impresa.

    I membri dell’equipaggio di una nave sono soggetti alla legislazione dello Stato di bandiera della nave.

    Istruzioni ai datori di lavoro

    • Per i  Lavoratori distaccati dall’Italia in Albania  la contribuzione dovuta deve essere versata secondo le modalità in uso per i lavoratori inviati in Paesi nei quali sono vigenti accordi in materia di sicurezza sociale con l’Italia. Pertanto, per l’effettuazione degli adempimenti contributivi deve essere aperta un’apposita posizione contributiva contrassegnata dal codice di autorizzazione “4Z”. Il contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF) non rientra nel campo di applicazione  e  non è dovuto , per cui la posizione contributiva deve essere contrassegnata anche dal codice di autorizzazione “1C”, avente il significato di “Esonero dal versamento della contribuzione dovuta alla CUAF”. 
    • Per i lavoratori distaccati dall’Albania in Italia i datori di lavoro, a decorrere dal periodo di competenza luglio 2025, devono utilizzare, ai fini dell’esposizione nel flusso Uniemens, il codice “Tipo Contribuzione” di nuova istituzione “78”, avente il significato di “lavoratori stranieri provenienti dall’Albania distaccati in Italia assicurati per IVS, DS, malattia e maternità nel paese di origine (art. 6 Accordo di sicurezza sociale Italia- Albania)”.  Per le forme assicurative non rientranti nell’ambito di applicazione dall’Accordo (cfr. l’art. 2), gli obblighi contributivi devono essere assolti in Italia nel rispetto della normativa nazionale vigente.

    Le istruzioni si applicano a decorrere dal periodo di competenza luglio 2025. 

    Per il periodo intercorrente tra la data di decorrenza dell’Accordo (1° luglio 2025) e la data di pubblicazione del  messaggio, 5 settembre 2025,  i datori di lavoro devono avvalersi della procedura di regolarizzazione (DM/Vig).

  • Pensioni

    INPS Relazione 2025: l’età media della pensione sale a 64,8 anni

    Nel  XXIV Rapporto annuale sull'attività dell'INPS  presentato ieri a Roma il presidente  Fava sono fotografate le recenti evoluzioni del sistema pensionistico italiano, evidenziando segnali di trasformazione significativi per cittadini, datori di lavoro e professionisti.

     Il dato più emblematico? L’età media di pensionamento è salita a 64,8 anni nel 2024, complici il calo del 9% delle pensioni anticipate e le misure che incentivano la permanenza al lavoro. 

    Contestualmente, crescono del 6,5% le prestazioni assistenziali e aumentano i pensionati che decidono di continuare a lavorare (8,5%).

    Il presidente INPS ha inoltre confermato la solidità  finanziaria del sistema, ma ha lanciato un chiaro appello a interventi strutturali: investire su donne, giovani e lavoratori anziani è essenziale per garantire la sostenibilità del welfare pubblico. 

    Anche il ministro Calderone, che ha assistito alla presentazione,  ha ribadito che non è in programma un innalzamento dell’età pensionabile, pur sottolineando l’importanza delle attuali politiche occupazionali.

    Un altro aspetto evidenziato   dalla relazione è il grande sforzo tecnico e organizzativo per la digitalizzazione e razionalizzazione delle procedure che sta portando ottimi risultati nei servizi agli utenti e per la trasparenza complessiva del sistema.

    Il testo del rapporto annuale è allegato in fondo all'articolo.

    I dati principali della relazione: importi, pensioni e contributi

    Secondo il XXIV Rapporto Annuale INPS, il 2024 ha segnato un punto di svolta nelle dinamiche pensionistiche italiane.

     L’età media effettiva di pensionamento è salita a 64,8 anni, principalmente a causa della riduzione delle pensioni anticipate (-9% rispetto al 2023) , che precedentemente erano invece cresciute, da Quota 100 in poi, e dei recenti  incentivi alla permanenza al lavoro .

    Leggi Incentivo trattenimento in servizio per tutte le gestioni.

     Il sistema resta  finanziariamente solido, ma la sostenibilità futura richiede politiche coraggiose e investimenti mirati su giovani e donne, considerati strategici per l’equilibrio contributivo a lungo termine e  data anche la preoccupante tendenza demografica di invecchiamento della popolazione. (Sulla  situazione  vedi anche la relazione COVIP Fondi pensione adesioni in crescita ma resta il rischio previdenziale per i giovani)

    In questo contesto ovviamente  il numero di pensioni liquidate è cresciuto (+4,5%), cosi come le prestazioni assistenziali (+6,5%). 

    Un altro dato interessante  è l’aumento dei pensionati che continuano a lavorare (8,5%), in particolare tra gli ex lavoratori agricoli.

    Il comunicato stampa precisa: A trainare la crescita degli assicurati è soprattutto il lavoro dipendente privato, mentre il lavoro autonomo tradizionale (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) continua la sua lenta contrazione.

    Rilevante è anche la dinamica del Mezzogiorno, dove gli assicurati crescono del 7,4% tra il 2019 e il 2024.  In parallelo, aumentano l’occupazione femminile (+ 6,7%) e quella giovanile (+11,2%), con oltre 719mila giovani in più dal 2019, pur restando critico l’accesso stabile al lavoro."

    In sintesi:

    Indicatore Valore 2024 Note
    Importo medio mensile pensione (lordo) 1.861 € Dato medio generale INPS
    Importo medio pensione uomini 2.142,60 € +34% rispetto alle donne
    Importo medio pensione donne 1.594,82 €
    Numero totale pensionati 16,3 milioni 96% con prestazione INPS
    Totale pensioni erogate 355 miliardi € Su 364 mld complessivi di spesa
    Contributi previdenziali raccolti ~265 miliardi € Stima da bilanci INPS, il gap  è finanziato dalla  fiscalità generale

    Per chi guarda alla pensione in anticipo rispetto ai requisiti ordinari, è importante valutare le evoluzioni recenti. 

    La tabella seguente mostra il confronto tra 2023 e 2024:

    Indicatore Anno 2023 Anno 2024 Variazione
    Età media pensione anticipata 61,1 anni 61,6 anni +0,5 anni
    % pensioni anticipate su totale ~45% ~40% -5 p.p.
    Pensioni anticipate erogate ~700.000* ~637.000* -9%
    Motivo calo Norme Quota 103 in vigore Inasprimento + bonus permanenza

    *Valori stimati sulla base del totale delle prestazioni liquidate (1,57 milioni) e della variazione percentuale.

    Semplificazione digitale: servizi più accessibili con App e MyINPS

    Tra le novità più rilevanti del 2024, evidenziate nella Relazione , la spinta decisa  sulla digitalizzazione dei servizi, con numeri impressionanti: ben 771 milioni di prestazioni sono state fornite in modalità completamente digitale.

    Due strumenti in particolare hanno migliorato l’accesso ai servizi:

    1. Nuova App INPS Mobile: già 6 milioni di utenti registrati. L’App consente di consultare, prenotare e gestire prestazioni in tempo reale.
    2. MyINPS: l’area personale online che centralizza tutte le comunicazioni, notifiche e fascicoli individuali, semplificando la gestione dei rapporti con l’Istituto.

    Questi strumenti rendono più immediato l’accesso al welfare, riducono la burocrazia e favoriscono la “prossimità digitale”, trasformando l’INPS in una vera piattaforma intelligente, capace di offrire assistenza proattiva.

    Nella tabella che segue i principali servizi online INPS disponibili: 

    Servizio Descrizione Link
    MyINPS Area personale con fascicolo previdenziale, notifiche, documenti, simulazioni pensionistiche Accedi a MyINPS
    App INPS Mobile App per smartphone con servizi personalizzati, notifiche push e accesso semplificato Android | iOS
    INPS per i Giovani Ecosistema per under 35: previdenza, bonus, stage, orientamento Vai al portale
    Simulatore pensione Strumento per stimare l’importo della futura pensione Accedi al simulatore
    Assegno Unico Universale Domande, modifiche, consultazioni e pagamenti per figli a carico Vai al servizio
    Supporto Formazione Lavoro (SFL) Domande e gestione per beneficiari in sostituzione del Reddito di cittadinanza Vai al servizio
    Assegno di Inclusione (ADI) Gestione domande e consultazione dei pagamenti per nuclei familiari fragili Vai al servizio
    Contact Center INPS Supporto via telefono, chat e ticket per tutti i servizi INPS Contatta l’INPS

    Le prestazioni assistenziali

    Da rilevare infine per le prestazioni assistenziali che, sul versante delle famiglie crescono le misure di sostegno alla genitorialità:

    •  più domande di congedo parentale grazie all’indennità all’80%, 
    • decontribuzione mamme per rafforzare il potere di acquisto delle retribuzioni e 
    • Bonus asilo nido che alleggerisce i costi per oltre 500mila famiglie. 

    L’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) registrano una partecipazione al mercato del lavoro più che raddoppiata degli ex percettori di Reddito di Cittadinanza.

    Allegati:
  • Pensioni

    Quattordicesima pensionati 2025: a chi spetta e come richiederla

    Con il messaggio n. 1966 del 20 giugno 2025, l’INPS ha comunicato che anche quest’anno sarà erogata automaticamente la “quattordicesima” ai pensionati che ne hanno diritto. Si tratta di una somma aggiuntiva, prevista dalla legge, che viene corrisposta ogni anno nel mese di luglio a chi possiede determinati requisiti anagrafici e reddituali. L’importo varia in base agli anni di contribuzione e alla fascia di reddito.

    L’erogazione avviene in modo automatico per chi ha almeno 64 anni e rientra nei limiti previsti di reddito, sulla base delle informazioni già in possesso dell’INPS.

     In caso contrario, cioè se non si riceve e si ritiene di avere diritto , è possibile fare domanda. 

    A chi spetta e quanto spetta: limiti, requisiti e importi

    Per ottenere la quattordicesima è necessario avere almeno 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2025 (per le pensioni private) o entro il 30 giugno 2025 (per quelle pubbliche o ex INPGI). Oltre all’età, conta anche il reddito individuale annuo, che deve essere inferiore a:

    • € 11.766,30 per ottenere l’importo massimo previsto per ciascuna fascia contributiva;
    • € 15.688,40 come soglia oltre la quale il beneficio non è più riconosciuto.

    Gli importi variano da € 336 a € 655 a seconda degli anni di contribuzione e della tipologia di lavoro (dipendente o autonomo). Ad esempio:

    • Chi ha versato fino a 15 anni di contributi da dipendente riceverà € 437;
    • Chi ha oltre 25 anni di contributi potrà arrivare fino a € 655;

    Gli autonomi, con gli stessi anni di contribuzione, ricevono importi leggermente inferiori.

    La somma è attribuita d’ufficio se l’INPS possiede già i dati reddituali aggiornati. 

    In caso di variazioni, come una pensione liquidata nel 2025 o un’età compiuta successivamente a luglio, la somma sarà erogata a dicembre.

    Come sapere se la ricevi e come fare domanda

    Chi ha diritto alla quattordicesima la vedrà accreditata nel cedolino della pensione di luglio 2025 con apposita voce, senza necessità di fare nulla. L’INPS informerà i beneficiari anche tramite:

    1. nella relativa sezione del certificato di pensione (c.d. modello “Obis/M”);
    2. con apposita comunicazione nella sezione “MY INPS” dell’interessato e con invio di una comunicazione e-mail al contatto telematico certificato del pensionato, se disponibile;
    3. con invio di una notifica sull’app “IO”.

    Chi ritiene di averne diritto ma non riceve l’importo, può presentare domanda online tramite il servizio “Ricostituzione reddituale per quattordicesima”, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, ci si può rivolgere gratuitamente ai patronati.

    Attenzione: se si è irreperibili nei registri INPS, è prima necessario aggiornare i propri dati. Inoltre, se si è già ricevuta in passato la quattordicesima senza averne diritto, l’importo potrà essere recuperato da quello spettante nel 2025.

    Per maggiori dettagli, è possibile consultare il messaggio INPS n. 1966/2025 oppure rivolgersi al proprio patronato di fiducia.

  • Pensioni

    Coefficienti di rivalutazione pensioni decorrenti nel 2025

    Il messaggio interno dell'INPS del 14 marzo 2025, n  914, chiarisce le modalità di liquidazione delle pensioni con decorrenza nell'anno 2025 e fornisce :

    1. i coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni e dei redditi pensionabili,
    2.  il coefficiente di rivalutazione dei montanti contributivi, come stabilito dalla legge n. 335/1995.

     Questi coefficienti sono essenziali per calcolare l'importo delle pensioni che decorrono nel 2025, tenendo conto delle variazioni economiche e contributive degli anni precedenti.

    Vediamo di seguito le principali indicazioni dell'Istituto.

    Coefficienti rivalutazione pensioni 2025

    Il testo presenta una tabella dettagliata dei coefficienti di rivalutazione del montante contributivo per le pensioni con decorrenza nel 2025. Questi coefficienti sono calcolati sulla base del tasso medio annuo composto di variazione del prodotto interno lordo nominale, fornito dall'Istat, relativo ai cinque anni precedenti il 2024.

     Il coefficiente di rivalutazione per il 2025 è pari a 1,036622. 

    La tabella al paragrafo 3 riporta i coefficienti per ogni anno a partire dal 31 dicembre 1996 fino al 31 dicembre 2023, riflettendo le variazioni economiche nel tempo. 

    Inoltre, la circolare specifica che per le pensioni con decorrenza nel 2025, al montante contributivo determinato, deve essere aggiunta la contribuzione relativa agli anni 2024 e 2025, fino alla data di decorrenza della pensione. Le procedure di liquidazione delle pensioni per le gestioni  dei datori di lavoro privati, pubblici, e per i lavoratori dello spettacolo e sportivi sono state aggiornate a dicembre 2024 per riflettere questi criteri.

    Coefficienti di rivalutazione retribuzioni e redditi pensionabili

    La circolare include anche i coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni e dei redditi pensionabili, suddivisi in tre allegati. 

    L'Allegato 1 riporta i coefficienti validi per il calcolo delle quote di pensione relative alle anzianità contributive acquisite prima del 1° gennaio 1993.

     L'Allegato 2 fornisce i coefficienti per le anzianità contributive acquisite dopo il 31 dicembre 1992.

    Infine, l'Allegato 3 contiene i coefficienti specifici per i lavoratori delle gestioni di spettacolo e sportivi, relativi alle anzianità maturate fino al 31 dicembre 1992.

     La circolare sottolinea che le procedure informatiche di liquidazione delle pensioni sono state aggiornate per riflettere i nuovi coefficienti, garantendo così un calcolo corretto e aggiornato delle pensioni per l'anno 2025.

    Coefficienti Rivalutazione Montante Contributivo dal 2025

    Montante maturato al…  Coefficiente
    31 dicembre 1996 1,055871
    31 dicembre 1997 1,053597
    31 dicembre 1998 1,056503
    31 dicembre 1999 1,051781
    31 dicembre 2000 1,047781
    31 dicembre 2001 1,043698
    31 dicembre 2002 1,041614
    31 dicembre 2003 1,039272
    31 dicembre 2004 1,040506
    31 dicembre 2005 1,035386
    31 dicembre 2006 1,033937
    31 dicembre 2007 1,034625
    31 dicembre 2008 1,033201
    31 dicembre 2009 1,017935
    31 dicembre 2010 1,016165
    31 dicembre 2011 1,011344
    31 dicembre 2012 1,001643
    31 dicembre 2013 1,000000
    31 dicembre 2014 1,005058
    31 dicembre 2015 1,004684
    31 dicembre 2016 1,005205
    31 dicembre 2017 1,013478
    31 dicembre 2018 1,018254
    31 dicembre 2019 1,019199
    31 dicembre 2020 1,000000
    31 dicembre 2021 1,009756
    31 dicembre 2022 1,023082
    31 dicembre 2023 1,036622

  • Pensioni

    Incentivo posticipo pensione 2025: come si richiede

    Con il messaggio 799 del 5 marzo 2025 INPS chiarisce le modalità di richiesta dello sgravio contributivo previsto per i lavoratori che  pur in possesso dei requisiti per il pensionamento anticipato, scelgano di posticipare l'uscita dal lavoro . 

    La norma, introdotta con la legge di bilancio 2023 sperimentalmente  per i beneficiari di Quota 103, è stata ampliata dalla legge di bilancio 2025  (articolo 1, comma 161,  legge 30 dicembre 2024, n. 207)  garantendo questo incentivo anche ai lavoratori con i requisiti per la pensione anticipata secondo la  legge Fornero  ( senza requisito di età ma con  42 anni e 10 mesi di contributi  per gli uomini o 41 anni e 10 mesi per le donne).

    Vediamo in sintesi di cosa si tratta e come si ottiene.

    Incentivo posticipo pensione: come si applica

    La legge garantisce la    facoltà  ai  lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) o a forme sostitutive ed esclusive della medesima   di rinunciare all’accredito nel montante contributivo della quota di contributi  a loro carico, ottenendo invece l'accredito delle somme in busta paga.

    L'importo del bonus  corrisponde a circa il 10% della retribuzione imponibile.

    Le somme  da quest'anno  non sono imponibili ne ai  fini fiscali, ne  ai fini contributivi e dunque non contribuiranno al montante pensionistico. In sostanza chi  continua a lavorare e sceglie di non versare i contributi a suo carico, avrà una pensione più bassa rispetto a quella che maturerebbe continuando a versare la contribuzione piena.

    Il bonus contributivo  cessa 

    •   al raggiungimento di una pensione diretta, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità,  o
    •  al conseguimento dell’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

    La rinuncia al versamento dei contributi  può essere esercitata una sola volta e ha effetto nei confronti di tutti i rapporti di lavoro, anche successivi   ed  è revocabile .

    ATTENZIONE: In caso di  variazione  del  datore  di  lavoro,  la  scelta  di avvalersi dell'incentivo viene automaticamente applicata e l'INPS  ne  da' comunicazione al nuovo datore di lavoro. 

    Il decreto attuativo specificava anche che:

    • l'importo dei contributi non versati all'INPS e riconosciuti al lavoratore riguarda esclusivamente i contributi pensionistici,  sono esclusi quindi  ad esempio i contributi Tfs dei pubblici dipendenti e al FIS  fondo di integrazione salariale per alcuni settori del privato.
    •  per coloro che hanno i requisiti per gli esoneri contributivi della  legge di bilancio 2022,  pari al 3% per imponibili  fino 1.923 euro e al 2% per imponibili superiori e fino a 2.692 euro, e del  decreto lavoro  48/2023 (ulteriore taglio del 4% in vigore dal luglio 2023) l’incentivo sarà calcolato al netto  ma  gli importi saranno comunque conteggiati per la pensione di vecchiaia.

    La richiesta per  ottenere il  bonus corrispondente all 'esonero contributivo già dalla prima data utile    va fatta all’Inps,  che verifica i requisiti  e comunica l'esito entro 30 giorni  al datore di lavoro, il quale  riconosce il  beneficio in busta paga .

    Incentivo posticipo pensione: la domanda telematica

    Come anticipato, INPS ha comunicato che il sistema di gestione delle domande di pensione è stato implementato per consentire la presentazione della domanda di incentivo al posticipo del pensionamento previsto dall’articolo 1, comma 286, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, come modificato dall’articolo 1, comma 161, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.

    La domanda va inviata dal seguente  percorso 

    • “Verifica del requisito per l’accesso all’incentivo al posticipo del pensionamento”
    • Gruppo:      Certificazione
    • Prodotto:     Verifica delle condizioni di accesso
    • Tipo:          Incentivo al posticipo del pensionamento

    L’istanza può essere presentata attraverso i seguenti canali:

    •  –    direttamente dal sito internet www.inps.it, accedendo tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), CIE (Carta di Identità Elettronica 3.0) o eIDAS, seguendo il percorso “Pensione e Previdenza” > “Domanda di pensione” > “Aree tematiche” > “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci” > “Accedi all’area tematica” > “Certificati”;
    • –    utilizzando i servizi telematici offerti dagli Istituti di patronato riconosciuti o 
    • –    contattando il Contact Center Multicanale al numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06164164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

  • Pensioni

    Pensione PA a 70 anni: novità e chiarimenti ministeriali

    Con la legge di bilancio 2025 (art. 1, comma 165, della legge 207/2024), il legislatore ha  introdotto la possibilità per le pubbliche amministrazioni di trattenere in servizio il personale, sia dirigenziale sia non dirigenziale, fino al compimento del settantesimo anno di età. Tale misura si configura come un’opportunità con precisi limiti e  requisiti , limitata al 10% delle facoltà assunzionali disponibili, e riservata esclusivamente a quei dipendenti che abbiano conseguito valutazioni di performance eccellenti. 

    Nei giorni scorsi è stata emanata una direttiva  dal Ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo,  che chiarisce l'applicazione e  pone l’accento sull’importanza del trasferimento di competenze: l’obiettivo dichiarato è affiancare ai nuovi assunti personale con un consolidato bagaglio di esperienza, garantendo un accompagnamento efficace durante il ricambio generazionale in atto.  

    Vediamo di seguito la norma e i chiarimenti sui requisiti e criteri di applicazione 

    Pensioni PA: criteri di applicazione del trattenimento in servizio dal 2025

    Le indicazioni operative chiariscono che il trattenimento in servizio non rappresenta un diritto per il lavoratore, bensì una scelta discrezionale dell’amministrazione, subordinata al consenso del dipendente interessato.

     La direttiva sottolinea come l’individuazione dei dipendenti da trattenere debba basarsi su criteri rigorosi: saranno considerati idonei soltanto coloro che abbiano ottenuto giudizi di performance ottimi o eccellenti, eliminando così ogni automatismo.

     È altresì escluso il personale appartenente a magistrature, forze armate, polizia e vigili del fuoco. La misura, inoltre, prevede un’attenta valutazione preliminare da parte degli enti, che devono accertare la dimensione e durata delle esigenze funzionali. 

    Prevista anche una durata minima del trattenimento auspicabilmente non inferiore a un anno, ad evitare abusi e disomogeneità eccessiva di applicazione  In particolare, per il personale dirigenziale, gli incarichi potranno essere rinnovati o conferiti ex novo anche per periodi inferiori al minimo triennale stabilito dal decreto legislativo n. 165/2001, purché siano rispettati i limiti ordinamentali.

    La normativa precisa infine  che il trattenimento deve avvenire senza soluzione di continuità rispetto alla cessazione del servizio, escludendo ipotesi di richiamo successivo. Rimangono però esclusi dalla proroga quei dipendenti già beneficiari di deroghe precedenti, come nel caso di chi opera nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

    Trattenimento in servizio PA 2025: dettagli operativi e tabella età pensione

    In sintesi si evidenziano i seguenti dettagli operativi

    67 anni come nuovo limite ordinamentale:  

    A partire dal 2025, è stato abrogato l'obbligo di collocamento a riposo d'ufficio a 65 anni per chi matura i requisiti pensionistici.

    Il limite per il pensionamento d'ufficio è fissato a 67 anni.

    Trattenimento fino a 70 anni: 

    Possibile solo su iniziativa dell'amministrazione per massimo il 10% delle facoltà assunzionali.

    Riservato a chi ha conseguito valutazioni di merito elevate ("ottimo" o "eccellente").

    Deve essere documentata nei Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO) l’esigenza organizzativa e la durata della proroga.

    Condizioni aggiuntive per dirigenti:

    I dirigenti possono avere incarichi rinnovati per una durata inferiore ai 3 anni previsti, purché rispettino i limiti dell’età massima (70 anni).

    Esclusioni:

    Non sono previste proroghe per il personale già in deroga per altri motivi.

    Non applicabile a categorie specifiche come magistrati, forze dell’ordine e vigili del fuoco.

    Tabella  di sintesi 

    Età di Pensionamento nella Pubblica Amministrazione

    Categoria Età di Pensionamento Ordinaria Requisiti Aggiuntivi o Deroghe
    Pensione ordinaria 67 anni Età minima per il pensionamento, salvo eccezioni.
    Trattenimento in servizio Fino a 70 anni – Valutazione di performance "ottima" o "eccellente".
    – Necessità organizzative documentate.
    – Consenso del dipendente.
    Deroghe precedenti escluse Dipendenti già trattenuti per altri motivi (es. PNRR) non prorogabili.
    Categorie escluse Magistrature, Forze Armate, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco.