• Rubrica del lavoro

    Contratto colf in vigore: testo e novita 2025

     I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, per i lavoratori e delle associazioni imprenditoriali di settore Fildaldo, Domina hanno siglato il giorno 8 settembre 2020  il rinnovo del CCNL del  lavoro  domestico (scaduto nel 2016), che si applicherà a circa 960.000 lavoratori regolari del settore 

    In data 12 febbraio 2021   i minimi retributivi  2021  sono stati  anche confermati con la firma della Commissione  nazionale presso il Ministero del lavoro, prevista dall'art 45 del CCNL , senza adeguamenti  (a causa del  valore Istat negativo del 2020 sul 2019).

    AGGIORNAMENTO 20 GENNAIO 2023

    I Minimi retributivi per gli stipendi sono stati aggiornati il 16 gennaio 2023 con accordo tra le parti sociali presso il ministero del Lavoro.

     Qui letabelle retributive  2023 

    AGGIORNAMENTO APRILE 2025 

    Il sindacato di categoria FISASCAT CISL fa sapere  che è ripresa in plenaria la trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale. 

    Si ricorda che sono circa 834mila le lavoratrici e i lavoratori regolarizzati nel settore. Di questi 

    • il 50,4% sono colf 
    •  il 49,6% badanti, prevalentemente donne,
    • di cui straniere il 68,9%. 

    Al centro del confronto tra le parti, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, Federcolf e le associazioni datoriali Fidaldo e Domina, temi come:

    •   l’adeguamento della lettera di assunzione  
    • la regolamentazione di permessi, 
    • trasferte e vitto e alloggio,  
    • tutela della maternità e della paternità e
    •  l’inquadramento professionale.  

    Il negoziato proseguirà il 6 maggio 2025

    CCNL Lavoro domestico in vigore

    Le novità introdotte dal contratto, entrato in vigore il 1° ottobre 2020 e  scaduto formalmente il 31 dicembre 2022, riguardano:

    • la nuova denominazione di "assistenti familiari" superando la consolidata distinzione tra colf, badanti e baby-sitter ; 
    • l’inserimento in un unico livello BS delle Baby-sitter
    •  l’inquadramento uniformato in 4 diversi livelli in base alle loro competenze a cui corrispondono due parametri retributivi
    • un aumento retributivo mensile di 12 euro per i lavoratori domestici inquadrati nel livello medio B Super dal 1° gennaio 2021;
    • a partire dal 1 ottobre 2020 un sistema di indennità aggiuntive da 100 a 116 euro a chi assiste bambini fino al sesto anno di età o più di una persona non autosufficiente
    •  Ai lavoratori in possesso della certificazione di qualità (normativa UNI 11766/2019)  verrà inoltre riconosciuta una ulteriore indennità fino a 10 euro al mese. 
    • l’estensione del periodo di prova a 30 giorni;
    • la nuova figura dell’assistente familiare educatore formato;
    • l’introduzione di un maggior numero di ore dedicate alla formazione. Ad esempio i lavoratori con contratto a tempo pieno e indeterminato con anzianità di almeno sei mesi presso lo stesso datore di lavoro potranno beneficiare di 40 ore annue di permesso retribuito per  corsi di formazione professionali specifici elevati a 64 ore annue di permessi retribuiti  per  percorsi formativi riconosciuti e finanziati dall’Ente bilaterale di settore, Ebincolf.
    • Riconoscimento del congedo per donne vittime di violenza e alle linee guida per ridurre i rischi nell’ambiente di lavoro, ivi inclusi gli strumenti telematici e robotici. In tema di violenza  è stato preso in considerazione il rischio di rimanere vittime di molestie  sessuali  er cui le Parti Sociali firmatarie del contratto hanno concordato di promuovere iniziative, anche tramite gli Enti bilaterali, al fine di prevenire e contrastare tali condotte”.
    • L’articolato sulle commissioni di conciliazione a livello territoriale viene implementato con la specifica clausola per la quale il lavoratore domestico, durante il tentativo di conciliazione, deve essere assistito da un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali firmatarie il rinnovo contrattuale
    • Viene raddoppiato da 0,3 a 0,6 euro orari il contributo dovuto a Cas.saColf.

    TABELLA RETRIBUTIVA 2021

    TABELLA A Lavoratori conviventi
    art. 14 – 1° Co, lett. a)
    TABELLA B Lavoratori
    art. 14-2° co.
    TABELLA C Lavoratori non conviventi
    art. 14 – 1° Co, lett. b)
    TABELLA D Assistenza notturna
    art. 10
    TABELLA E Presenza notturna
    art. 11
    TABELLA G Lavoratori
    art. 14-9° co.(lavoro condiviso)
    valori mensili (€) valori mensili (€) valori orari (€) valori mensili (€) valori mensili (€) valori orari (€)
    Livello A 645,50 4,69
    Livello AS 5,53
    Livello B 821,56 586,83 5,86
    Livello BS 880,24 616,18 6,22 1012,27
    Livello C 938,94 680,71 6,57
    Livello CS 997,61 6,93 1.147,24 7,45
    Livello D 1.1173,65 (*) 7,99
    Livello DS 1.232,33 (*) 8,33 1.417,21 8,98
    Livello Unico 677,78
    Allegati:
  • Rubrica del lavoro

    Contributi lavoro domestico 2025: prima scadenza 10 aprile

    La circolare INPS 29 del 30 gennaio 2025  comunica gli importi dei contributi dovuti per l'anno 2025 per i lavoratori domestici, a seguito della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo (+0,8%). 

    Le nuove fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi sono state quindi  aggiornate. 

    Di seguito un riepilogo delle indicazioni dell'istituto e la tabella dei valori 2025 un promemoria delle scadenze e modalità di versamento.  

    Lavoro domestico: contributi addizionali e esoneri contributivi

    La circolare ricorda che  resta  confermato il contributo addizionale dell'1,40% per i contratti a tempo determinato  oltre che  i seguenti esoneri contributivi :

    1-Esonero dal contributo CUAF

    Il contributo per la Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF) non è dovuto nei seguenti casi:

    • Se il rapporto di lavoro è tra coniugi, a condizione che il datore di lavoro sia titolare di indennità di accompagnamento.
    • Se il rapporto di lavoro è tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge (D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403).

    2- Esonero previsto dall'art. 120, commi 1 e 2, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 – In vigore dal 1° febbraio 2001, prevede una riduzione del contributo CUAF:

    • Se il contributo CUAF dovuto è superiore allo 0,8%, è prevista una riduzione dello 0,8%.
    • Se è inferiore, si applica una riduzione dello 0,4% su altri contributi sociali (prioritariamente maternità e disoccupazione).

    3 -Esonero previsto dalla Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Legge Finanziaria 2006)

    Dal 1° gennaio 2006, i datori di lavoro domestico che versano contributi per il finanziamento degli assegni familiari godono di un esonero su:

    • CUAF (0,48%)
    • Maternità (0,24%)
    • Disoccupazione (0,28%)

    4 – Riduzione contributiva per  sostituzione assenti

    Il contributo addizionale dell’1,40% non si applica ai lavoratori assunti a tempo determinato in sostituzione di lavoratori assenti.

    Contributi colf: importi 2025

    I  contributi dovuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, sono calcolati in base alla retribuzione oraria, con e senza contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari ovvero una quota contributiva obbligatoria che i datori di lavoro versano  per finanziare il sistema degli assegni per il nucleo familiare (ANF).

    Per orari superiori a 24 ore settimanali, i contributi sono ridotti. 

    Nei rapporti a tempo determinato si applica un contributo addizionale dell'1,40%. 

    La seguente tabella mostra gli importi aggiornati dei contributi  per i Lavoratori Domestici nel 2025.

    Retribuzione Oraria (€) Contributo Orario (€) con CUAF Contributo Orario (€) senza CUAF
    fino a 9,48 1,68 (0,42) 1,69 (0,42)
    oltre 9,48 fino a 11,54 1,89 (0,48) 1,90 (0,48)
    oltre 11,54 2,30 (0,58) 2,32 (0,58)
    Oltre 24 ore settimanali 1,22 (0,31) 1,23 (0,31)

    Incentivo contributivo al posticipo della pensione per i lavoratori domestici

    Una rilevante novità introdotta dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207, anche per i lavoratori domestici, riguarda la possibilità, per i lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2025, di rinunciare all'accredito contributivo della quota a loro carico relativa all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti. 

    Questa scelta implica che il datore di lavoro non dovrà più versare tale quota  all'INPS, e il corrispondente importo sarà interamente riconosciuto in busta paga al lavoratore. 

    Tale misura mira a incentivare il posticipo del pensionamento, permettendo ai lavoratori di ricevere un aumento diretto dello stipendio anziché accumulare ulteriori contributi previdenziali.

    Contributi colf : Scadenze e modalità di versamento

    l versamento dei contributi  relativi al 2025 va effettuato dal datore di lavoro alle seguenti  scadenze

    • dal 1° al 10 aprile  per il primo trimestre;
    • dal 1° al 10 luglio  per il secondo trimestre;
    • dal 1° al 10 ottobre  per il terzo trimestre;
    • dal 1° al 10 gennaio  2026 per il quarto trimestre.

    In caso di  festività la scadenza slitta al primo giorno feriale successivo.

    Si ricorda che dal 2020 INPS invia a tutti i datori di lavoro domestico gli Avvisi di pagamento da effettuare con  il sistema  pagoPA  per il pagamento dei contributi per i trimestri in scadenza che  può essere effettuato:

    • online, 
    •  negli ufficio postali
    •  nei punti vendita SISAL  MOONEY.

    Con l'app INPS si puo anche ricevere la notifica sui  propri dispositivi mobili.

  • Rubrica del lavoro

    DID nuove istruzioni per gli under 16

    La circolare 7 del 31 marzo 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,  indirizzata alle Regioni, alle Province autonome e ad altri enti rilevanti  riguarda le indicazioni relative al limite minimo di età per il rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità (DID) e la stipula del Patto di servizio, che è fissato a 16 anni.

    Inoltre, il documento chiarisce che, sebbene il limite generale sia di 16 anni, esistono casi specifici in cui è possibile una presa in carico da parte dei servizi per l'impiego a partire dai 15 anni. 

    Questo è consentito per i giovani che partecipano a percorsi di formazione professionalizzante in modalità duale, come previsto dall'articolo 43 del decreto legislativo 81/2015, al fine di assolvere il diritto-dovere all'istruzione e formazione. Tale previsione mira a supportare minori in condizioni di fragilità, offrendo servizi di orientamento e accompagnamento verso opportunità formative e lavorative.

    Dichiarazione immediata disponibilità i casi ordinari e le eccezioni

    • Limite di Età Generale:

        Il limite minimo di età per il rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità (DID) e la stipula del Patto di servizio è fissato a 16 anni. Questo significa che, in generale, i giovani devono aver compiuto 16 anni per accedere a questi servizi.

    • Casi Speciali per i 15enni:

        È prevista una possibilità residuale e circostanziata di presa in carico da parte dei servizi per l'impiego a partire dai 15 anni. Questo è consentito solo per i giovani che partecipano a percorsi di formazione professionalizzante in modalità duale, come previsto dall'articolo 43 del decreto legislativo 81/2015.

        Tale presa in carico deve essere finalizzata esclusivamente all'orientamento per l'assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione attraverso percorsi formativi personalizzati.   L'obiettivo è supportare minori in condizioni di fragilità nel percorso di studio, offrendo servizi di orientamento e accompagnamento verso opportunità formative e lavorative. Questo include il conseguimento di una qualificazione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione.

    Dal punto di vista operativo  i servizi per l'impiego dovranno implementare procedure per identificare e supportare i giovani di 15 anni che rientrano nei casi specifici descritti.

  • Rubrica del lavoro

    Pedagogisti ed educatori 2025: novità dal Ministro

    E' stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge 55 del 15.5.2024  per l'istituzione di due nuovi albi professionali per pedagogisti  ed educatori professionali socio-pedagogici. 

    La nuova legge  delinea requisiti specifici per l'iscrizione e e l'istituzione del relativo Ordine nazionale. Si potrà essere iscritti ad entrambi gli albi. Le lauree richieste per l'iscrizioni saranno abilitanti.

    Si attendono ancora due decreti ministeriali  di attuazione  ma nel frattempo è attivo un regime transitorio (vedi ultimo paragrafo)

    Vediamo nei paragrafi seguenti i dettagli sui requisiti di accesso e l'iter di attuazione della novità e degli ALBI Professionali,  sul regime transitorio di prima applicazione e la risposta a interrogazione parlamentare sui decreti mancanti forniti  dal ministro della Giustizia Nordio il 28 marzo 2025..

    Pedagogisti ed educatori professionali: i requisiti

    Pedagogisti

    La legge definisce il pedagogista come lo specialista a livello apicale, dei processi educativi con una formazione avanzata. 

    Per esercitare legalmente la professione, sarà richiesto il possesso di una delle seguenti lauree:

    • Laurea specialistica o magistrale in programmazione e gestione dei servizi educativi (56/S, LM-50);
    • Laurea specialistica o magistrale in scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua (65/S, LM-57);
    • Laurea specialistica o magistrale in scienze pedagogiche (87/S, LM-85);
    • Laurea specialistica o magistrale in teorie e metodologie dell'e-learning e della media education (87/S, LM-93);
    • Laurea in scienze dell'educazione o in pedagogia, secondo l'ordinamento precedente al D.M. 509/1999.

    L'esame finale per il conseguimento delle lauree magistrali, con tirocinio formativo, sara abilitante per l'esercizio della professione di pedagogista.

    Inoltre, l'articolo 2 del DDL  apre la possibilità  di iscrizione all'albo agli insegnanti universitari e ai ricercatori che hanno contribuito al campo della pedagogia, consentendo loro l'accesso all'albo.

    Il pedagogista può svolgere, presso le pubbliche amministrazioni e nei servizi pubblici e privati, compiti e funzioni di consulenza tecnico-scientifica e attività di coordinamento, di direzione, di monitoraggio e di supervisione degli interventi con valenza educativa, formativa e pedagogica, in particolare nei comparti educativo, sociale, scolastico, formativo, penitenziario e socio-sanitario, quest'ultimo limitatamente agli aspetti socio-educativi, nonché attività di orientamento scolastico e professionale, di promozione culturale e di consulenza.

     Il pedagogista svolge altresì attività didattica, di sperimentazione e di ricerca nello specifico ambito professionale.

     La professione  può essere esercitata in forma autonoma o con rapporto di lavoro subordinato.

    Educatori Professionali Socio-pedagogici

    Gli educatori professionali socio-pedagogici sono professionisti di livello intermedio riconosciuti per il loro ruolo nei servizi socio-educativi e assistenziali, con requisiti di iscrizione che comprendono:

    • Laurea triennale in ambito socio-pedagogico o titoli equipollenti.
    • Accertamento delle competenze professionali acquisite, analogamente ai pedagogisti.

    Albi pedagogisti ed educatori socio pedagogici: titoli esteri

    Il testo della legge specifica inoltre che :

    • Per l'esercizio della professione  di pedagogista  e per l'iscrizione al relativo albo sono equipollenti i titoli accademici in pedagogia conseguiti presso istituzioni universitarie estere che, con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, previo parere del Consiglio universitario nazionale, siano riconosciute di particolare rilevanza scientifica sul piano internazionale, anche se i soggetti interessati non hanno chiesto la dichiarazione di equipollenza del titolo posseduto con i titoli di studio di cui all'articolo 2 rilasciati da università italiane.
    •  Per l'esercizio della professione  di educatore professionale sociopedagocico  e per l'iscrizione al relativo albo sono equipollenti i titoli di educatore socio-pedagogico conseguiti presso istituzioni che, con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, previo parere del Consiglio universitario nazionale, siano riconosciute di particolare rilevanza scientifica sul piano internazionale, anche se i soggetti interessati non hanno chiesto la dichiarazione di equipollenza del titolo posseduto con la laurea in scienze dell'educazione e della formazione, classe di laurea L-19 (ex L-18), rilasciata da università italiane.

    Albi e Ordine professioni educative iter di attuazione e novità 2025

     Gli iscritti agli albi dei pedagogisti e degli educatori professionali socio-pedagogici costituiranno  l'Ordine delle professioni pedagogiche ed educative, articolato su base regionale e, limitatamente alle province autonome di Trento e di Bolzano, su base provinciale.

    La fase di  avvio si è chiusa con oltre 150 mila domande accolte. C'era attesa per una proroga annunciata nel decreto Omnibus ma poi non realizzata .

     I sindacati di categoria lamentano che non è chiaro  il termine da quando il requisito dell'iscrizione sia richiesto per le assunzioni . 

    Un comunicato del dipartimento della funzione pubblica pero ha  affermato che «I Comuni potranno continuare a utilizzare fino all’anno scolastico 2026-2027 le graduatorie comunali vigenti»

    Il disegno di  legge prevede l'emissione di due decreti ministeriali essenziali per l'attuazione completa :

    1. Decreto del Ministro della Giustizia,  responsabile per l'istituzione formale dell'Ordine delle professioni pedagogiche ed educative, questo decreto definirà la struttura operativa, organizzativa e di governance dell'Ordine, delineando le responsabilità e i poteri in termini di gestione degli albi professionali.
    2. Decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca: Sarà focalizzato sul riconoscimento dei titoli di studio necessari per l'iscrizione agli albi, garantendo che i percorsi formativi siano adeguati alle esigenze professionali del settore.

    Non mancano gli scettici che affermano che l'ordine non sarà utile e costituira solo un aggravio di costi per gli iscritti.

    Il decreto Milleproroghe 2025 ha previsto una proroga al 31 marzo 2025 per la presentazione delle domande di iscrizione all’Ordine delle Professioni pedagogiche ed educative  istituito dalla legge  L.55/2024 ma ancora vuoto per la mancanza dei decreti operativi. 

    Vedi all'ultimo paragrafo le ultime novità.

    Albi o ordine pedagogisti ed educatori: disposizioni transitorie

     In sede di prima attuazione della  legge, il presidente del tribunale dei capoluoghi delle regioni e delle province autonome ,

    •  entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge, nomina un commissario, scelto tra i magistrati in servizio, che  provvede alla formazione degli albi professionali dei pedagogisti e degli educatori professionali socio-pedagogici.
    • entro novanta giorni dalla pubblicazione dell'elenco degli aventi diritto provvederà  agli altri adempimenti necessari per l'istituzione degli ordini regionali e delle province .

     In sede di prima applicazione  l'iscrizione sarà consentita, su domanda da presentare  entro 90 giorni a partire  dalla data della nomina del commissario 

    • a) per l'albo professionale dei pedagogisti:

    1) ai professori universitari ordinari e associati, in servizio, fuori ruolo o in quiescenza, che insegnano o hanno insegnato discipline pedagogiche in università italiane o in istituzioni di particolare rilevanza scientifica anche sul piano internazionale, nonché ai ricercatori e agli assistenti universitari di ruolo in discipline pedagogiche e ai laureati che ricoprono o hanno ricoperto un posto di ruolo presso un'istituzione pubblica in materia pedagogica per l'accesso al quale sia richiesta una delle lauree di cui all'articolo 2, comma 1;

    2) a coloro che ricoprono o hanno ricoperto presso istituzioni pubbliche un posto di ruolo per l'accesso al quale sia richiesta una delle lauree di cui all'articolo 2, comma 1, svolgendo un'attività di servizio attinente alla pedagogia, e che hanno superato un pubblico concorso o hanno fruito di disposizioni in materia di stabilizzazione del rapporto di lavoro;

    3) ai laureati nelle discipline di cui all'articolo 2, comma 1;

    4) a coloro che hanno operato per almeno tre anni nelle discipline pedagogiche ottenendo riconoscimenti in tale campo a livello nazionale o internazionale;

    5) a coloro che sono in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, comma 1;

    • b) per l'albo professionale degli educatori professionali socio-pedagogici:

    1) a coloro che sono in possesso dei requisiti per l'esercizio della professione di educatore dei servizi educativi per l'infanzia di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65;

    2) ai laureati che alla data di entrata in vigore della presente legge sono in possesso dei requisiti previsti per l'esercizio della professione di educatore professionale socio-pedagogico, come determinati dall'articolo 4, comma 1;

    3) a coloro ai quali sia riconosciuta la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico o di educatore nei servizi educativi, ai sensi dell'articolo 1, commi 595, primo periodo, 597 e 598, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché ai sensi del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65;

    4) ai laureati in scienze dell'educazione e della formazione, classe di laurea L-19 (ex L-18).

    Interrogazione parlamentare 28.2 e risposta del ministro 28.3.2025

    Con una interrogazione parlamentare alcuni deputati hanno chiesto al Ministro della Giustizia in data 10 febbraio 2025 quando saranno adottati i decreti necessari per istituire ufficialmente gli ordini professionali dei pedagogisti e degli educatori socio-pedagogici, previsti dalla legge n. 55 del 2024.

     Questi i passaggi principali della richiesta : 

    "ad oggi, nonostante siano passati quasi nove mesi dall'entrata in vigore della citata legge, gli specifici decreti attuativi necessari al fine di stabilire le procedure per l'iscrizione ai suddetti albi, i termini, nonché le modalità per il funzionamento degli ordini regionali, non sono ancora stati emanati; tale ritardo – come denunciato dai comunicati stampa delle associazioni del settore sta creando notevoli difficoltà a migliaia di professionisti oltre che compromettere la qualità e la stabilità dei servizi territoriali in ambiti cruciali come l'educazione, l'inclusione e il sostegno allo sviluppo delle persone;

    secondo quanto l'interrogante ha avuto modo di apprendere, oltre ai mancati passaggi ministeriali, i tribunali che hanno il compito di redigere gli elenchi delle richieste di iscrizione accettate per poi poter avviare le elezioni degli ordini regionali, sono colpiti da una carenza di personale che rende ancora più difficile l'espletamento dei compiti"

    Il Ministro Nordio  con risposta scritta del 28  marzo 2025 ha spiegato che  effettivamente l'istituzione di questi ordini ancora incompleta  per la mancanza del  decreto  che definirà il funzionamento dell’ordine, la sua organizzazione interna e le regole per l’applicazione della nuova normativa. Tuttavia, per emettere il decreto, bisogna prima costituire il Consiglio Nazionale dell'Ordine, che sarà composto dai presidenti degli ordini regionali e provinciali (Trento e Bolzano). 

    Quindi, prima di tutto, vanno istituiti gli ordini locali e bisogna organizzare le elezioni dei loro presidenti.

    Al momento, mancano regole dettagliate su come i commissari dovranno creare gli elenchi regionali degli iscritti e quale sistema elettorale usare per eleggere i presidenti locali.  Su questo  il Ministero della Giustizia non può intervenire con istruzioni o circolari, perché la normativa affida questi compiti direttamente ai commissari.

    Per risolvere questi problemi, il Ministero sta lavorando a una nuova normativa che definisca meglio questi passaggi. Nel frattempo, per garantire che i professionisti possano continuare a lavorare, è stata inserita una norma nel "Decreto Milleproroghe" che permette ai pedagogisti e agli educatori che hanno fatto domanda di iscrizione di esercitare la professione anche senza gli ordini ufficialmente operativi.

    Infine, il Ministro ha ribadito l'impegno a istituire gli ordini il prima possibile e a garantire che tutti i professionisti con i requisiti possano continuare a lavorare senza interruzioni.

    Di fatto quindi nel ribaltare la responsabilità sugli operatori del settore e annunciando l'emanazione di un nuovo provvedimento normativo,  il Ministro afferma che chi fa domanda di iscrizione può esercitare anche senza l'operatività degli Ordini.

  • Rubrica del lavoro

    Programma GOL contro la disoccupazione 2025: come funziona

     il decreto interministeriale Lavoro-Mef sul programma di politiche attive del lavoro Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol) messo a punto dall'Anpal e dal Ministero del Lavoro risale al 2021 . QUI IL TESTO Venivano messi a disposizione  i primi 880 milioni alle Regioni grazie al Fondo PNRR e REACT-EU, che prevede in totale 4,9 miliardi fino al 2025.

    Ricordiamo che il programma GOL  per la riqualificazione dei lavoratori   in difficoltà riguarda :

    1. i lavoratori in Cassa integrazione
    2.  i beneficiari di Naspi e DISColl , Reddito di cittdinanza  ,
    3. giovani NEET 
    4. donne svantaggiate (disoccupate di lungo periodo),   
    5. persone con disabilità o fragilità , 
    6. over 55  disoccupati
    7. working poor  (ovvero lavoratori con redditi molto bassi).

    e prevede  5 percorsi differenziati  per il ricollocamento lavorativo:

    1. reinserimento occupazionale per chi ha un profilo facilmente occupabile
    2. aggiornamento  per migliorare specifiche competenze del lavoratore
    3. riqualificazione in cui le attività formative saranno piu impegnative
    4. lavoro e inclusione  , gestito in collaborazione con i Comuni per  i casi con bisogni piu complessi
    5. ricollocazione collettiva  per la gestione di crisi aziendali 

    Entro il 2025 il Ministero prevede il coinvolgimento di 3 milioni di lavoratori.

    Incaricati di fornire il servizio  di sostegno nella ricerca di una nuova occupazione sono i Centri per l'impiego delle Regioni, con l'ausilio di ANPAL  e  INPS

    Per accedere occorre rivolgersi ai centri per l'impiego e agenzie per il lavoro accreditate della propria regione

    .QUI la lista messa a disposizione da ANPAL 

    Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è titolare del programma Gol. A seguito della riorganizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2024, il Ministero ha acquisito le precedenti competenze di Anpal, relative a: coordinamento e monitoraggio del programma, vigilanza sull’attuazione degli interventi delle Regioni, presidenza del Comitato direttivo di Gol. Quest’ultimo costituisce la cabina di regia del programma, che riunisce il livello centrale e quello regionale.

    Con la circolare 8 del 31 marzo 2025 Il Ministero del lavoro ha corretto un precedente documento ANPAL modificando la definizione di "soggetto formato"

    I meccanismi di verifica concordati con la Commissione Europea prevedono,  attestazione /certificazione al completamento del percorso o alle attività eseguite per ciascuna persona  che ricomprenda chiaro  riferimento al contenuto  della formazione ai fini della verifica del target secondario relativo alla formazione sulle competenze digitali.

    VEDI QUI IL TESTO DELLA CIRCOLARE.

    Programma GOL  2023: i dati ANPAL

    Con la nota del  21 luglio 2023 ANPAL aveva  diffuso i dati recenti sulle attività del programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL) .

    Al 30 giugno 2023 i lavoratori presi in carico dal Programma  sono più di 1,3 milioni di beneficiari, più della metà dei quali inseriti nel percorso 1 – reinserimento lavorativo. Il resto si distribuisce tra il percorso 2 – upskilling (26%) e il percorso 3 – reskilling (19,8%), mentre è pari al 3,7% la quota di persone indirizzate al percorso 4 – lavoro e inclusione.

    • La componente maggioritaria dei beneficiari è quella femminile con il 55,5% dei presi in carico, 
    • i giovani sono il  26,5%
    •  i senior (55+) rappresentano il 17,9%;
    •  gli stranieri sono il 14,8%. 

     Dal punto di vista delle misure assistenziali  di cui sono beneficiari risulta che 

    • per il 54,5%  sono disoccupati che hanno fatto domanda di Naspi o DisColl e 
    • per il 22,7% beneficiari di Reddito di cittadinanza (di cui il 3,4% sono anche beneficiari di Naspi o DisColl).
    •  Il restante 22,8% rientra in altre categorie di disoccupati non soggetti a condizionalità.

    Qui il testo integrale della Nota di monitoraggio Gol n. 6/2023

    DATI  Programma GOL  al 31 gennaio 2025:

    Il ministero ha fornito un monitoraggio aggiornato del programma al 31 gennaio 2025 da cui emerge che

    Sono oltre 3,2 milioni i disoccupati coinvolti:

    • Il 50% è nel Percorso 1 (prossimi al mercato del lavoro), 
    • il 24,8% nel Percorso 2 (aggiornamento),
    •  il 20,7% nel Percorso 3 (riqualificazione),
    •  il 3,8% nel Percorso 4 (lavoro e inclusione) e 
    • solo lo 0,1% nel Percorso 5 (ricollocazione collettiva).

    Profilo dei beneficiari: 55,5% donne, 29,2% giovani, 16,7% over 55, 15,3% stranieri. Il 35,5% è disoccupato da almeno 6 mesi, il 30,7% da oltre 12 mesi.

    Condizione economica: Molti sono percettori di NASpI, DisColl o Reddito di cittadinanza, ma anche disoccupati senza sostegno economico. Il 46% ha richiesto NASpI/DisColl, il 3,9% ha SFL attivo, il 5,1% è attivabile al lavoro con ADI, il 45% è in cerca di lavoro senza condizionalità.

    Efficacia del programma: Aumentato il coinvolgimento nei percorsi attivi, dal 48,2% nel 2022 al 71,8% nel 2024.

    I Dati sulle politiche attive sono in aggiornamento, con prudenza nell'analisi, soprattutto per le erogazioni da enti privati.

    Allegati:
  • Rubrica del lavoro

    Online il nuovo Portale Politiche Attive, ex-ANPAL

    Il Ministero del  lavoro ha comunicato che è online dal 17 marzo 2025 il nuovo Portale per le politiche attive del lavoro  che ospita tutti i servizi digitali per l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro prima disponibili sulla piattaforma MyANPAL. (La piattaforma MyANPAL è stata  definitivamente disattivata dalle 8.30 di sabato 15 marzo 2025.)

    I servizi erogati  dal portale sono fruibili dopo aver effettuato l’accesso dalla pagina dedicata del portale Servizi.Lavoro.gov.it  del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con le credenziali digitali SPID , CIE CNS, EiDAS

    Dopo aver effettuato la procedura di autenticazione occorre cliccare sulla voce "Portale per le politiche attive del lavoro" e registrarsi al Portale.

     Disponibile qui il Manuale di registrazione che illustra tutti i passaggi.

    Per richiedere la cancellazione della propria utenza dal Portale occorrerà invece  compilare un apposito  modulo e inviarlo a [email protected].

    Portale politiche attive: a chi e a cosa serve

    Il nuovo portale si  rivolge a una ampia platea di utenti:

    1.     Cittadine e cittadini possono rilasciare la  Did online, creare il proprio  curriculum vitae operando online e controllare le pratiche.
    2.     Operatrici e operatori di CAF  patronati e agenzie per il lavoro possono gestire le pratiche  di ricerca del lavoro a supporto dei cittadini. E' presente anche il link per l'iscrizione all'Albo nazionale delle Agenzie accreditate.
    3.     Aziende e datori di lavoro  possono accedere al  Fondo nuove competenze   alle domande di finanziamento e alle informative sugli altri incentivi statali e regionali

    ATTENZIONE  PER LE AZIENDE è necessaria in primo luogo la registrazione sul Portale per le politiche attive del lavoro come  utente, e solo dopo si potrà registrare  una persona giuridica per la quale sarà il suo  rappresentante legale o delegato.

    Utile sottolineare anche che attualmente  le pagine sono parzialmente  incomplete e le news,  faq  e i manuali  relativi ai vari servizi ( tra cui il Fondo nuove competenze 3 )  rimandano a pagine del vecchio portale ANPAL ormai inattive.

  • Rubrica del lavoro

    Riscatto e ricongiunzioni INPS: online le attestazioni 2024

     

     Inps ha comunicato nel messaggio   940 del 17 marzo 2025 di aver reso disponibili  online sul Portale dei Pagamenti INPS, come ogni anno,   le attestazioni fiscali dei versamenti  effettuati nel 2024 per  oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita.

    Sono disponibili anche le attestazioni fiscali dei versamenti per la tipologia di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione effettuati dal diretto interessato o dal suo superstite o dal suo parente e affine entro il secondo grado (detraibili  nella misura del 50%, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo).

    Attestazioni riscatto e ricongiunzione: come  fare

    Il Portale dei pagamenti è raggiungibile seguendo il percorso “Pensione e Previdenza” > “Ricongiunzioni e Riscatti” > in Aree tematiche “Portale dei pagamenti” > cliccare su “Accedi all’area tematica” > selezionare “Utilizza il servizio” in corrispondenza di “Cittadini” > nel menu a sinistra selezionare “Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > sezione “Pagamenti effettuati” > “Stampa attestazione”.

    Per scaricare le attestazioni ci sono 2 modalità :

    1.  con codice fiscale e numero pratica (di 8 cifre)  si può visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa a una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita;
    2.  con  l’autenticazione mediante SPID di livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), e CIE (Carta di identità elettronica 3.0) si puo  visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa a una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.

    L'istituto precisa  che :

    •  per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensioni sportivi professionisti (ex ENPALS), e le attestazioni  che non dovessero essere disponibili sul Portale  potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica [email protected].
    • Le attestazioni  dei versamenti effettuati in forma rateale dagli Enti datori di lavoro pubblici  per gli iscritti alle Gestioni ex INPDAP non sono presenti sul Portale dei Pagamenti, in quanto gli Enti predetti, operano la deduzione fiscale alla fonte.   E' possibile però la visualizzazione dei versamenti  dl seguente percorso:  “Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati” > “Approfondisci” > “Accedi all’area tematica” > “Servizi GDP” > “Per Area Tematica” > “Contributi e Versamenti” > “Consultazioni” > “Versamenti – Consultazione”. 
    • I giornalisti  iscritti al Fondo pensione lavoratori dipendenti con evidenza contabile separata (ex Fondo INPGI-1), potranno utilizzare la casella di posta elettronica [email protected].

    INPS ricorda infine che nei casi di discordanze, è sempre possibile richiedere la rettifica del documento alle sede INPS territoriale di riferimento.