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Oblio oncologico: regole e modelli aggiornati
E' stata pubblicata lo scorso 18 dicembre la legge n. 193 del 7 dicembre 2023 finalizzata a contrastare la discriminazione verso le persone precedentemente affette da malattie oncologiche, introducendo il concetto di "diritto all'oblio oncologico".
Questo diritto permette agli individui guariti da un certo periodo di tempo, (che sono quasi un milione oggi in Italia), di non rivelare la propria pregressa condizione di salute, evitando le attuali discriminazioni in ambito lavorativo, economico e sociale, per quanto riguarda, ad esempio:
- l'erogazione di mutui e finanziamenti o le condizioni economiche per le assicurazioni,
- le adozioni e
- l' accesso a concorsi pubblici o posti di lavoro in genere
La legge è in vigore dal 2 gennaio 2024 ma per l'applicazione pratica delle tutele si attendevano due decreti ministeriali.
Il primo, pubblicato il 24 aprile scorso riguarda l'esatta tempistica per ciascuna patologia, (vedi i dettagli al paragrafo 2)
Il secondo è stato pubblicato il 30 luglio in Gazzetta Ufficiale e definisce le modalità operative per ottenere la certificazione medica da presentare poi a enti e imprese per la tutela contro tali discriminazioni .
Nella Gazzetta ufficiale del 20 gennaio 2025 è stato pubblicato un nuovo decreto del Ministero della Salute con modifiche normative e modello aggiornato per la richiesta della certificazione.
Vediamo in particolare il contenuto della legge e dei decreti attuativi nei paragrafi seguenti.
Legge sull’oblio oncologico: cosa prevede
- Articolo 1: Principi Fondamentali
La legge stabilisce il "diritto all'oblio oncologico", derivante dalla volontà di eliminare disparità di trattamento per coloro che sono guariti da patologie oncologiche. Tale diritto è supportato da normative nazionali e internazionali, inclusi gli articoli della Costituzione italiana, la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
- Articolo 2: Protezioni nel Settore Bancario e Assicurativo
Si stabilisce che le informazioni relative a precedenti condizioni oncologiche non possono essere richieste o utilizzate in ambiti bancari, finanziari, assicurativi o di investimento, né durante la stipulazione né al rinnovo di contratti.
Vietata inoltre la richiesta di visite mediche di controllo e altri accertamenti sanitari relativi a tali patologie. Le violazioni a queste disposizioni comportano la nullità delle clausole contrattuali in questione, salvaguardando la validità generale del contratto.
- Articolo 3: Modifiche Legali in Materia di Adozione
Sono apportate modifiche alla legge sull'adozione (n. 184/1983), specificando che le indagini sulla salute dei richiedenti non possono includere informazioni su patologie oncologiche pregresse dopo dieci anni dalla conclusione del trattamento, o cinque se insorte prima dei 21 anni.
- Articolo 4: Accesso a Concorsi e Lavoro
È vietato richiedere informazioni sullo stato di salute, relative a precedenti patologie oncologiche, nei processi di selezione per l'accesso al lavoro pubblico e privato. Inoltre, sono previste politiche attive per garantire l'uguaglianza di opportunità per coloro che sono stati affetti da tali patologie.
- Articolo 5: procedura certificazione e vigilanza del Garante privacy
Oltre a definire le procedure per la certificazione dell'oblio oncologico, in questo articolo si prevede anche la vigilanza del Garante per la protezione dei dati personali sull'applicazione della legge.
Decreto 24.4.2024 Oblio oncologico: i tempi previsti per ogni patologia
Come detto la legge stabilisce che gli ex pazienti possono richiedere l'oblio oncologico dopo un periodo di 10 anni dal termine delle cure attive senza recidive, o dopo 5 anni se il cancro è stato diagnosticato prima dei 21 anni.
Per alcuni tipi di cancro il decreto del Ministero della salute del 22 marzo e pubblicato il 24 aprile 2024 stabilisce periodi di attesa ridotti.
Nello specifico i nuovi termini sono i seguenti:
Tumore del colon retto stadio 1
il termine scende a 1 anno per pazienti di qualsiasi età.
Tumore del colon retto stadi 2 e 3
per i maggiori di 21 anni, il termine è 7 anni.
Melanoma
per i maggiori di 21 anni, il termine per l’oblio oncologico si riduce a 6 anni.
Tumore della mammella stadio 1 e 2
il termine scende a 1 anno per pazienti di qualsiasi età.
Tumore del collo dell’utero
per le maggiori di 21 anni, il termine si riduce a 6 anni.
Tumore del corpo dell’utero
il termine scende a 5 anni per pazienti di qualsiasi età.
Tumore del testicolo
il termine scende a 1 anno per pazienti di qualsiasi età.
Tumore della tiroide
per le donne sotto i 55 anni e per gli uomini sotto i 45 anni (esclusi i tumori anaplastici) il termine scende a 1 anno.
Linfomi di Hodgkin per i minori di 45 anni e le leucemie acute (linfoblastiche e mieloidi) per qualsiasi età
il termine scende a 5 anni.
Viene anche precisato che tale elenco potrà essere aggiornato in futuro in base all’evoluzione delle cure mediche in materia.
Certificato oblio oncologico: decreto 5.7.2024 modelli e procedura
Il decreto 5 luglio 2024 pubblicato in GU il 30 .7.2024 stabilisce le procedure per ottenere la certificazione dell’oblio oncologico, da presentare a enti o imprese per garantire la non applicazione di eventuali clausole discriminanti.
Questo decreto è strutturato in quattro articoli e include due allegati importanti:
- Allegato 1: Un modello di istanza che il guarito deve compilare per richiedere il certificato alle strutture sanitarie. Include anche l'informativa sul trattamento dei dati personali. QUI IL MODELLO AGGIORNATO AL 20.1.2025
- Allegato 2: Un fac-simile del certificato di attestazione dell’avvenuto oblio oncologico, che verrà rilasciato ai guariti.
Processo di Certificazione:
Per ottenere il certificato, l’ex paziente dovrà presentare l'istanza presso strutture sanitarie accreditate o medici del Servizio sanitario nazionale ( medico o pediatra di base) accompagnata da documentazione medica che dimostri il completamento delle fasi di cura attive ovvero :
- la fine dell’ultimo trattamento farmacologico, radiante o chirurgico,
- in assenza di recidive.
La certificazione verrà rilasciata entro trenta giorni dalla richiesta, se i criteri temporali (decennali o quinquennali) sono soddisfatti.
La documentazione presentata dal paziente viene cancellata dopo 10 anni.
Riforma oblio oncologico DM 2025
Il decreto pubblicato il 20 gennaio apporta in particolare alcune specificazioni alla normativa vigente in considerazione della sensibilita' dei dati trattati.
In particolare si dettaglia maggiormente il contenuto del decreto ministeriale del 5 luglio 2024, in modo da renderlo maggiormente aderente alle esigenze di tutela della riservatezza dei dati personali, anche attraverso l'individuazione del giorno dal quale far decorrere il termine del periodo di conservazione dei dati stessi;
Nello specifico le modifiche sono le seguenti
1. All'articolo 1, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente comma: «1-bis. Ai fini della formazione dell'"oblio oncologico" per "conclusione del trattamento attivo della patologia" si intende, in mancanza di recidive, la data dell'ultimo trattamento farmacologico antitumorale, radioterapico o chirurgico.»;
2. All'articolo 2, comma 1, dopo le parole «dieci anni», sono aggiunte le seguenti parole: «dalla presentazione dell'istanza»;
3. All'articolo 2, comma 2, dopo le parole «dieci anni», sono aggiunte le seguenti parole: «dalla ricezione della certificazione».
Di conseguenza si provvede alla sostituzione dell'Allegato I del decreto del Ministro della salute del 5.7.2024 (Modello di richiesta)
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Contributi autonomi, artigiani e commercianti 2025: le novità
Tra le misure inserite nella nuova legge di bilancio 2025 sono presenti alcune agevolazioni contributive per i lavoratori autonomi.
Si tratta in particolare :
- della detraibilità dei versamenti contributivi oltre le aliquote ordinarie ( per un massimo del 2%), che interessa anche i dipendenti, e,
- per artigiani e commercianti, la riduzione al 50% dei versamenti per i neoiscritti del 2025
- riconfermato inoltre lo sgravio per le lavoratrici madri che si amplia alle autonome.
Si dovranno attendere le istruzioni INPS per i dettagli operativi. Vediamo intanto in sintesi le nuove norme.
Riduzione per nuove iscrizioni artigiani e commercianti
Come noto la disciplina delle gestioni speciali per gli artigiani commercianti prevede che la base di calcolo del contributo pensionistico degli artigiani e degli esercenti attività commerciali (nonché dei relativi collaboratori familiari) non possa essere inferiore a un minimo annuo, pari, nell’anno 2024, a 18.415 euro. Per i soggetti che aderiscono al regime fiscale forfettario, la base di calcolo suddetta è ridotta nella misura del 35 per cento
La legge di bilancio 2025 prevede per chi si iscriverà per la prima volta nel 2025 alla gestione Artigiani e Commercianti la possibilità di chiedere:
- una riduzione transitoria della contribuzione,
- nella misura del cinquanta per cento
- della durata di trentasei mesi.
La facoltà in esame è ammessa anche per le nuove iscrizioni di collaboratori familiari.
L'applicazione sarà con ogni probabilità chiarita nei dettagli operativi da una circolare INPS.
La norma di legge specifica che la riduzione per trentasei mesi, decorre dalla data di avvio dell’attività di impresa o di primo ingresso nella società. Da quel momento i trentasei mesi sono in ogni caso computati senza soluzioni di continuità.
La scelta della riduzione in esame andrà effettuata dall’assicurato mediante una comunicazione telematica all’INPS.
L’agevolazione rientra nel regime cosiddetto de minimis, relativo agli aiuti di Stato che possono essere concessi agli operatori economici senza la procedura di autorizzazione della Commissione europea
L'articolo specifica che tale riduzione è alternativa rispetto ad altre misure agevolative che prevedano riduzioni della contribuzione, come ad esempio la riduzione per i contribuenti in forfettario. Una opzione esclude quindi l'altra.
Va anche sottolineato che per i casi in cui, in seguito alla riduzione al 50 % , la contribuzione risultasse inferiore a quella minima summenzionata, i mesi di assicurazione pensionistica sono ridotti in proporzione alla somma versata .
Deducibilità versamenti contributi maggiorati per dipendenti e autonomi INPS
Gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive e alla Gestione separata INPS, con primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 2025, possono incrementare il montante contributivo individuale versando all’INPS:
• gli importi calcolati con una maggiorazione della aliquota a proprio carico
• non superiore a due punti percentuali.
Queste somme saranno deducibili dal reddito complessivo per il 50 per cento dell’importo.
Sgravio contributivo madri lavoratrici autonome
L'Esonero contributivo per le lavoratrici con almeno due figli (escluso il lavoro domestico) già in vigore per le dipendenti , sarà riconosciuto anche alle lavoratrici autonome:
- che non abbiano optato per il regime forfetario.
- con reddito non superiore all'importo di 40.000 euro ( il reddito di riferimento è parametrato al valore del minimale annuo di retribuzione).
L'agevolazione dura fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo
Per le modalità applicative si attende un decreto ministeriale attuativo.
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Visite invalidità: semplificazioni dal 2025
La legge di bilancio 2025 (Legge 207 2024 pubblicata in GU il 31 dicembre 2024) , contiene tra le varie misure molte novità in tema di assistenza e sostegno per le disabilità e le dipendenze .
Vediamo di seguito in particolare le semplificazioni previste in tema di visite per la revisione da parte dell' INPS, per le prestazioni a soggetti con patologie oncologiche e per invalidità /inabilità.
Patologie oncologiche: Revisioni INPS solo sulla base dei documenti
Al Comma 167 la nuova legge di bilancio modifica il decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 sull’assistenza alla disabilità inserendo la previsione che “ Fino al 31 dicembre 2025, le visite di revisione delle prestazioni già riconosciute ai soggetti con patologie oncologiche da parte delle commissioni mediche pubbliche preposte all’accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap”, potrà avvenire tramite redazione di verbali anche sulla base dei soli atti (art.29-ter del D.L. n. 76/2020), ferma restando la facoltà dell'istante di richiedere la visita diretta.
Cio significa che non sarà richiesto obbligatoriamente ai pazienti di presentarsi di persona alle visite di revisione ma che le commissioni potranno valutare le situazioni e definire eventuali modifiche nell'assistenza anche solamente sulla base della documentazione fornita dagli interessati .
In ogni caso si potrà richiedere una valutazione diretta tramite la visita .
Semplificazione accertamentI sanitari per l’invalidità e l’inabilità
Sempre con riferimento al decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, per l’assistenza alle persone disabilità , un altro articolo di legge (art 1 comma 168) prevede una semplificazione importante che alleggerisce l'impegno dei soggetti disabili e dei loro caregiver .
Infatti in caso di contestuale presentazione di istanze per gli accertamenti di invalidità civile, cecità cIvile, sordità, sordocecità e disabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2025, l’INPS è tenuto a effettuare l’accertamento dei requisiti sanitari in un’unica visita, integrando, ove necessario, la composizione della commissione medica competente con gli specialisti che si rendano necessari
Interessante notare che viene espressamente specificato che queste disposizioni si applicheranno anche alle visite di revisione delle prestazioni già riconosciute e programmate dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, a condizione che l’intervallo temporale tra i due diversi accertamenti non sia superiore a tre mesi.
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Assegno Unico: data pagamento gennaio 2025
INPS comunica che daa gennaio 2025, aderisce al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) della Banca d’Italia, relativo ai servizi della Tesoreria dello Stato in collaborazione tra la Banca d’Italia, il dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) e la Corte dei Conti, con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative e adeguarle ai nuovi strumenti di pagamento.
Ciò impatta sul pagamento delle rate dell’Assegno Unico e Universale per i figli a carico del mese di gennaio 2025, per le quali l'istituto comunica che:
- le prestazioni che non hanno subito variazioni, saranno accreditate a partire dal 20 gennaio 2025.
- Entro la fine del mese di gennaio è accreditato l’importo oggetto di conguaglio, a credito oppure a debito.
- Con successivo messaggio sarà comunicato il calendario completo dei pagamenti riferito al primo semestre dell’anno 2025.
Ricordiamo il calendario dei pagamenti dell' Assegno unico e universale per i figli a carico per l'annualità 2024.
Date pagamento Assegno Unico 2024
Come negli anni scorsi l’INPS in collaborazione con la Banca D’Italia ha predisposto il calendario dei pagamenti della prestazione per tutte le mensilità dell’anno
ATTENZIONE le rate della prestazione si riferiscono alle situazioni che non abbiano subito variazioni:
– 17, 18, 19 gennaio 2024;
– 16, 19, 20 febbraio 2024;
– 18, 19, 20 marzo 2024;
– 17, 18, 19 aprile 2024;
– 15, 16, 17 maggio 2024;
– 17, 18, 19 giugno 2024.
– 17, 18, 19 luglio 2024;
– 16, 19, 20 agosto 2024;
– 17, 18, 19 settembre 2024;
– 16, 17, 18 ottobre 2024;
– 18, 19, 20 novembre 2024;
– 17, 18, 19 dicembre 2024.
Come di consueto, invece, il pagamento della prima rata della prestazione avviene generalmente nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda di AUU.
Nella stessa data sono accreditate le rate spettanti nell’ipotesi in cui l’AUU sia stato oggetto di conguaglio, a credito oppure a debito.
INPS ricorda che il dettaglio sulle modalità di effettuazione dei conguagli da parte dell’Istituto sull’importo dell’AUU spettante è visualizzabile tramite il nuovo pannello informativo semplificato del servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico”, consultabile nella sezione “Sostegni, Sussidi e Indennità” del portale istituzionale www.inps.it, utilizzando la propria identità digitale (SPID almeno di livello 2, CIE 3.0 e CNS) oppure tramite gli Istituti di Patronato.
Obbligo DSU aggiornata entro il 30 giugno per gli arretrati
Giova anche ricordare che come anticipato nella circolare del 15 dicembre 2022, n. 132, le domande di Assegno Unico e Universale per i figli a carico NON devono essere ripresentate ogni anno, fatto salvo il caso in cui
- ci siano variazioni nel nucleo familiare (nascita o raggiungimento della maggiore età di un figlio ) oppure
- la precedente domanda sia sospesa o respinta
Obbligatorio invece presentare una nuova Dichiarazione Sostituiva Unica (DSU) per il 2024, correttamente attestata per ottenere l'importo corretto dell'assegno Unico
Qualora la nuova DSU sia presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi dell'Assegno Unico eventualmente già erogati per l’annualità 2024 saranno adeguati a partire dal mese di marzo 2024 con la corresponsione dei dovuti arretrati.
ATTENZIONE In assenza di DSU aggiornata viene erogato l'importo minimo e si perde il diritto agli arretrati.
Inps ricorda che l’ISEE può essere ottenuto in tempi molto brevi con la presentazione in modalità precompilata della Dichiarazione Sostitutiva Unica, tramite l’apposito servizio online sul nuovo Portale unico ISEE,
Dati assegno unico primo semestre 2024
INP ha reso noti i dati dell’Osservatorio statistico sull'assegno Unico e universale per i figli relativi a gennaio -giugno 2024, che segnano un nuovo record .
Nel corso dei primi sei mesi del 2024, l'INPS ha erogato un totale di 9,9 miliardi di euro, destinati a 9,8 milioni di figli e 6,2 milioni di nuclei familiari, in aumento rispetto ai 18,2 miliardi del 2023 e ai 13,2 miliardi del 2022. In totale, ad oggi, sono stati destinati alle famiglie 41,3 miliardi.
L'Osservatorio fornisce un quadro completo delle informazioni statistiche sui beneficiari dell'assegno e sui valori economici correlati, riferiti al periodo da marzo 2022 a giugno 2024.
In dettaglio, per i primi sei mesi del 2024, sono stati beneficiati
- 6.198.748 nuclei familiari
- per un totale di9.819.357 figli.
Nel mese di giugno 2024, l'importo medio per figlio, inclusi i relativi incrementi, si attesta sui 170 €.
Dati e assegno Unico terzo trimestre 2024
È stato pubblicato l’Osservatorio statistico sull’Assegno unico e universale (AUU) con riferimento al periodo marzo 2022 – settembre 2024.
Nei primi nove mesi del 2024 sono stati erogati
- assegni per 14,8 miliardi di euro,
- a 6.275.778 i nuclei familiari
- per un totale di 9.947.102 figli.
A settembre 2024 l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 172 euro, e va da:
- circa 57 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2024 è pari a 45.574,96 euro) a
- 224 euro per la classe di ISEE minima (17.090,61 euro per il 2024).
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Notifiche Inps online con valore legale tramite SEND e App IO
L’INPS ha ufficializzato l’utilizzo della piattaforma Send e dell’app IO per la notifica degli atti con valore legale.
Il messaggio n. 4121/2024 dell’Istituto di previdenza comunica l’adesione alla piattaforma notifiche, istituita dall’articolo 1, comma 402, della legge 160/2019 e successivamente regolamentata dal decreto-legge 76/2020.
Occorrerà fare attenzione quindi agli avvisi che arrivano dall'inps per gli utenti che utilizzano i servizi, in quanto con questo strumento potranno essere interrotti i termini di decadenza di eventuali richieste da parte dell'Istituto., come accade con le raccomandate o le comunicazioni via PEC.
Vediamo le modalità e i tempi di entrata in vigore della novità
Notifiche attraverso Send e app IO
L’adesione al servizio prevede un’implementazione graduale: gli atti saranno resi disponibili
- sulla piattaforma digitale Send, accessibile ai cittadini autenticati tramite SPID, e
- sull’app IO , per chi ha attivato il servizio di notifica.
Sebbene alcuni servizi INPS fossero già fruibili tramite l’app IO, l’adesione formale alla piattaforma conferisce valore legale alle notifiche telematiche.
Questo vale anche nei casi in cui gli avvisi di mancato recapito vengano depositati sulla piattaforma o il destinatario risulti irreperibile.
La notifica sarà considerata perfezionata per l’amministrazione nel momento in cui il documento sarà reso disponibile sulla piattaforma.
Ad esempio, l’invio di un avviso relativo alla restituzione di somme non dovute (come indennità o assegni) interromperà i termini di prescrizione e impedirà eventuali decadenza della richiesta dell'INPS.
Tempistiche e modalità per il perfezionamento della notifica
Nel messaggio l'istituto precisa le tempistiche sulla validita degli avvisi :
Per il destinatario, la notifica si considera perfezionata:
- Al settimo giorno successivo alla ricezione dell’avviso elettronico, risultante dalla ricevuta inviata dal gestore della PEC o del servizio di recapito elettronico;
- Al quindicesimo giorno, in caso di casella PEC satura o indisponibile, a partire dalla data del deposito dell’avviso di mancato recapito.
I documenti notificati resteranno accessibili sulla piattaforma per 120 giorni dal perfezionamento della notifica.
Trascorso questo periodo, non saranno più visualizzabili né tramite l’app IO né su Send.
Tuttavia, per le persone fisiche, l’INPS garantirà la consultazione dei documenti tramite il cassetto previdenziale online presente sul portale dell’Istituto.
Inoltre, qualora il destinatario abbia fornito un indirizzo email non certificato, un numero di telefono o un altro recapito digitale, sarà inviato un avviso di cortesia.
Da dicembre 2024, le prime notifiche inviate tramite Send riguarderanno i provvedimenti relativi a
- riscatti,
- ricongiunzioni e
- rendite della gestione privata.
Successivamente, saranno incluse anche notifiche legate a rinunce, rigetti, decadenze, revoche di indennità ADI/SFL e recuperi di somme non dovute, come bonus o indennità una tantum.
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Pensioni: dal 2025 calano i coefficienti di trasformazione
Con il decreto dl Ministero del lavoro del 22 novembre 2024 sono stati definiti i coefficienti di trasformazione del montante contributivo, per il biennio 2025-2026 al fini del calcolo degli assegni di pensione con metodo contributivo.
Sono cosi aggiornate la Tabella A dell’allegato 2 della Legge n. 247/2007 e la Tabella A della Legge n. 335/1995.
L’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo in rendita pensionistica avrà decorrenza dal primo gennaio 2025 e riguarda le gestioni INPS, non le casse professionali.
Va sottolineato anche che la novità NON interessa coloro che sono già in pensione ma i lavoratori che andranno in pensione dal prossimo anno con almeno parte dell'assegno calcolato con il sistema contributivo, ovvero (in ordine di maggiore impatto su sull'importo totale):
- coloro che non hanno contributi versati prima del 31.12.1995;
- coloro che scelgono il sistema contributivo ( ad es. con Opzione Donna o Quota 103)
- chi ha meno di 18 anni di contributi al 31.12.1995;
- chi ha almeno 18 anni di contribuzione al 31.12.1995 ed anzianità contributiva successiva al 31.12.2011.
Pensioni: Tabella coefficienti trasformazione 2025-2026
A seguito dell'impennata dell'inflazione e del costante aumento della speranza di vita sono di nuovo in calo i valori definiti dal ministero Viene anche tenuto conto del tasso di variazione del Pil rispetto agli aumenti dei redditi soggetti a contribuzione.
Di seguito la nuova tabella
Età
Divisori
Valori
57
23,789
4,204%
58
23,213
4,308%
59
22,631
4,419%
60
22,044
4,536%
61
21,453
4,661%
62
20,857
4,795%
63
20,258
4,936%
64
19,656
5,088%
65
19,049
5,250%
66
18,441
5,423%
67
17,831
5,608%
68
17,218
5,808%
69
16,600
6,024%
70
15,980
6,258%
71
15,360
6,510%
Coefficiente di trasformazione: come funziona – esempio
Va ricordato che secondo il sistema di calcolo contributivo introdotto con la Legge n. 335/1995, l’importo della pensione annua si ottiene moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione ( tabella A della citata Legge), come definito dal Ministero ogni due anni sulla base dei dati ISTAT sulla speranza di vita.
I coefficienti sono applicati al montante dei contributi versati negli anni, annualmente rivalutato, e sono collegati dell'età di pensionamento del beneficiario: chi va in pensione prima ha un coefficiente piu basso perche godrà di un più lungo periodo di erogazione dell'assegno.
Per maggiori dettagli si rimanda alla Nota Tecnica pubblicata nel 2022 concernente l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, che illustra le modalità di applicazione dei coefficienti.
Come detto, i nuovi coefficienti prevedono nuovamente, dopo alcuni bienni di aumento, un calo delle rendite pensionistiche di circa il 2%
Ad esempio:
- in caso di un montante accumulato di 200mila euro a 62 anni, chi è andato in Pensione nel 2024 ottiene un primo assegno di 751 euro lordi per 13 mensilità, mentre chi va in pensione nel 2025 otterrà un assegno pari a 737 euro.
- Per i neo pensionati di 67 anni, con gli stessi contributi versati, l’importo scenderà da 880 a 862 euro.
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Sommerso: al via la piattaforma di monitoraggio Uniemens-Unilav
Con il messaggio n. 3782 del 13 novembre 2024 , l'INPS ha annunciato l'attivazione della “Piattaforma di gestione delle azioni di compliance e di contrasto al lavoro sommerso”, come previsto dall'art. 30, commi 5-9, del DL 19/2024 (DL “PNRR”).
Con la piattaforma si introducono nuove modalità di interazione tra contribuenti e INPS, semplificando gli adempimenti contributivi e favorendo il rispetto spontaneo degli obblighi.
L'INPS fornirà al contribuente, o al suo intermediario, le informazioni rilevanti riguardo rapporti di lavoro e imponibili, acquisiti sia internamente che da fonti esterne, per facilitare la gestione e l'eventuale regolarizzazione delle posizioni contributive.
Sommerso :Piattaforma monitoraggio Uniemens /UNILAV
La piattaforma, inizialmente popolata con dati del “Cruscotto di monitoraggio UniEmens/UNILAV” sui rapporti di lavoro attivi ma privi di corrispondenti denunce UniEmens, esclude per ora alcuni settori :
- agricoltura,
- pubblico impiego e
- lavoratori autonomi dello spettacolo.
I datori di lavoro con anomalie potranno essere individuati e monitorati, e sarà possibile inviare loro comunicazioni di compliance per regolarizzare le posizioni. Attraverso il “Cassetto previdenziale aziendale”, il contribuente potrà giustificare eventuali discrepanze tra le dichiarazioni UNILAV e le informazioni presenti nei sistemi INPS.
Cruscotto Uniemens-Unilav: come regolarizzare
In caso di irregolarità, la norma richiede una regolarizzazione entro 30 giorni dalla notifica, con la trasmissione di un flusso UniEmens utilizzando il codice di nuova istituzione “RE”, avente il significato di “REGOLARIZZAZIONE DA COMPLIANCE – EVASIONE’”
un regime sanzionatorio agevolato che prevede, per l’evasione contributiva, una sanzione civile annua pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (non oltre il 40% dei contributi non versati). Qualora si opti per un pagamento rateale, la richiesta dovrà essere presentata entro 30 giorni e la prima rata versata.
In caso di mancata regolarizzazione o pagamento entro 30 gg. l'INPS applicherà una sanzione civile del 30% annuo, con un massimo del 60% dell'importo omesso.