-
INAIL Buone pratiche in edilizia: nuova proroga al 5 aprile
E' stata aperta il 5 settembre alle ore 12.00 la procedura relativa al bando INAIL "Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili” che intende premiare esempi positivi di procedure di sicurezza per il lavoro in edilizia.
Con avviso del 28 novembre INAIL aveva comunicato la proroga per l'inoltro delle domande dal 4 dicembre al 5 febbraio 2024, alle ore 18.00.
Un nuovo comunicato , in data 2 febbraio 2024, informa che la data ultima di disponibilità della procedura telematica per l’inoltro delle domande di partecipazione, viene ulteriormente prorogata al 5 aprile 2024.
Il concorso ha l'obiettivo di contribuire a diffondere soluzioni innovative, efficaci e trasferibili, a tutela dei lavoratori, creando un archivio di documentazione utile per tutti gli operatori del settore
Il bando è inserito anche tra le azioni di sensibilizzazione previste dal nuovo Piano nazionale della prevenzione in edilizia 2020-2025, parte integrante del Piano nazionale della prevenzione 2020-2025.
Bando INAIL Buone pratiche in edilizia: come partecipare
Il regolamento del concorso QUI IL TESTO INTEGRALE, prevede che si possano candidare:
- le imprese del settore edilizio,
- i professionisti che operano nei cantieri, (coordinatori, architetti , ecc.)
- gli enti pubblici e gli organismi paritetici del settore delle costruzioni.
Le proposte vanno presentate attraverso la procedura online attiva sul sito dell’Inail previa autenticazione con SPID, CIE, CNS, attraverso tre steps :
- compilazione della scheda di iscrizione
- caricamento modulistica
- compilazione scheda tecnica e caricamento progetto.
ATTENZIONE Ogni partecipante può presentare una sola proposta. Nel caso di pluralità di invii dello stesso modulo di iscrizione, è preso in considerazione esclusivamente l’ultimo inoltrato.
La valutazione delle proposte pervenute sarà di un comitato tecnico che selezionerà i finalisti da sottoporre alla giuria
Il premio ai progetti di buone pratiche
Gli elaborati premiati candidabili come “buone prassi” saranno suddivisi per categorie e saranno premiate fino a tre proposte
Il montepremi complessivo ammonta a 24mila euro (5000 euro sono destinati ai primi classificati di ciascuna categoria).
Le buone pratiche premiate saranno presentate nel corso di iniziative pubbliche dedicate alla prevenzione di infortuni e malattie e saranno trasmesse alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro per la procedura di validazione come “buone prassi”.
-
Bonus trasporti 2024: solo con Carta Dedicata a Te
Non c'è più traccia del Bonus trasporti 2023, il contributo di 60 euro per biglietti e abbonamenti ai mezzi pubblici per tutti i cittadini con reddito fino a 20mila euro.
Ricordiamo che si trattava una riconferma, grazie al dl 4 2023, della misura messa in campo dal Governo Draghi nel 2022 , anche se con una platea di beneficiari più ristretta perché nel 2022 la soglia di reddito per accedere era di 35mila euro, mentre nel 2023 è passata a 20mila) .
Per la domanda occorreva accedere con SPID o Carta di Identità Elettronica (CIE) – sulla piattaforma bonustrasporti.lavoro.gov.it.
Ricordiamo che dopo l'esaurimento dei primi stanziamenti a partire da agosto scorso la procedura veniva riaperta temporaneamente il primo giorno di ogni mese , per l'assegnazione di buoni prenotati e non attivati ed è stato sempre chiuso dopo poche ore dall'apertura per il gran numero di richieste.
Nel frattempo, il Governo ha stanziato le risorse invece (solo) per ulteriori contributi per l'acquisto di biglietti e abbonamenti in collegamento con un' altra misura di sostegno economico: la Carta Dedicata a te , garantita automaticamente già dal 2023 alle famiglie numerose con ISEE entro i 15mila euro e con altri requisiti
La piattaforma sul sito del Ministero dei trasporti è rimasta ferma mentre il Ministero del lavoro ha pubblicato un comunicato che fa un bilancio " a consuntivo" degli esiti della misura. (vedi i dettagli all'ultimo paragrafo)
Il bonus trasporti precedente è da ritenere , ad oggi , quindi archiviato per mancato rifinanziamento.
Vediamo maggiori dettagli allora sulla situazione per il 2024 .
Bonus trasporti 2024 e Social card dedicata a te: come funziona
Nel decreto Energia 131 2023 erano stati inseriti i seguenti stanziamenti di risorse:
- 12 milioni per le esigenze 2023 relative al Bonus trasporti , fondi a quanto pare esauriti nel mese di dicembre
- 100 milioni che si aggiungono ai 500milioni iniziali destinati a finanziare la Social card "Dedicata a te"
Su questo secondo punto il decreto-legge 131 prevede l'utilizzo della carta non solo per gli alimentari ma anche per l'acquisto di carburanti e per abbonamenti al trasporto pubblico.
Il decreto Energia richiamava l'emanazione di un decreto ministeriale attuativo che è stato pubblicato il 29 novembre scorso e che approfondisce le nuove modalità ma fa riferimento sempre e solo alla Carta spesa.
In particolare si specifica che
- l'importo aggiuntivo è di 77 euro e che
- viene riaperta la possibilità per i beneficiari di attivare la Carta Dedicata a te a fino al 31 gennaio 2024 a causa di problemi tecnici e procedurali che hanno reso difficile rispettare la scadenza del 15 settembre.
ATTENZIONE va ricordato che la Carta Dedicata a te , nel 20223 di importo pari a 382, 5 euro una tantum, è stata attribuita automaticamente alle famiglie meno abbienti da INPS e Comuni . NON SI DEVE FARE DOMANDA
Per il 2023 i requisiti necessari erano
- iscrizione di tutti i componenti nell’Anagrafe comunale della Popolazione Residente
- ISEE Ordinario non superiore ai 15.000 euro annui.
- NON essere Beneficiari alla stessa data del decreto di: a) Reddito di Cittadinanza; b) Reddito di inclusione; qualsiasi altra misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà. NASPI – DIS-COLL; Indennità di mobilità; e) Fondi di solidarietà per l’integrazione del reddito; f) Cassa integrazione guadagni-CIG; disoccupazione agricola o altre forme di integrazione salariale, o di sostegno erogate dallo Stato.
con precedenza, nell'ordine a
- nuclei familiari, composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009,
- nuclei familiari, composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2005,
- nuclei familiari composti da non meno di tre componenti,
Si attendono ancora nuove istruzioni sulle modalità di acquisto di biglietti abbonamenti e carburanti con la Carta, che nel 2023 non erano previste.
Bonus trasporti : bilancio 2024
Il ministero del lavoro comunica che i dati a consuntivo del Bonus trasporti 2023 sono di oltre 2,5 milioni di voucher riscattati (2.792.906) per un valore complessivo di 142.691.216,56 euro.
L'importo erogato in media è stato di 51 euro a bonus di media che hanno raggiunto:
- giovani under 30 nel 60,34% dei casi e
- utenti tra i 40 e i 65 anni per il 24,74% sul totale.
Trenitalia Spa l’azienda che ha ricevuto più richieste tra i 1.042 gestori TPL per i quali è stato emesso almeno un bonus, con 560.713 voucher, seguita da Trenord Srl (267.230 voucher), ATM Azienda Trasporti Milanesi (179.103 voucher) e Atac Roma (176.576 voucher).
Dalle ore 8 del 17 aprile 2023 sono stati quasi 16 milioni gli utenti approdati sulla pagina di benvenuto della piattaforma; 11,9 milioni quelli che hanno effettuato l’accesso, con un picco nella giornata del primo novembre di oltre un milione di persone loggate.
Al termine della dotazione originaria di 100 milioni di euro per il 2023, il fondo istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stato reintegrato con 12 milioni di euro in settembre con il decreto n. 131/2023 e poi ancora con ulteriori 35 milioni di euro a ottobre attraverso l’articolo 10 del D.L. n. 145/2023 (c.d. Decreto Anticipi).
Le domande sono state accolte fino al primo dicembre 2023, data in cui è stata riattivata la piattaforma per l’erogazione di voucher a valere sui residui tornati in disponibilità alla fine del mese di novembre come conseguenza di bonus non riscattati o utilizzati solo parzialmente.
Fino a 1395 richieste di voucher lavorate al minuto nell’ora e mezza di apertura (dalle 8 alle 9.30 del mattino) della piattaforma, prima dell’esaurimento delle risorse.
-
Pensioni: le istruzioni sull’accordo di reciprocità Italia-Moldavia
L' accordo di reciprocità in materia di sicurezza sociale tra Repubblica Italiana e Repubblica Moldava, era stato firmato il 17 giugno 2021 dall'allora Ministro del lavoro Orlando e dalla Presidente moldava Maia Sandu .
.Si avvicina , solo ora, con le istruzioni operative INPS, fornite con la circolare 28 del febbraio 2024 l'attuazione per i lavoratori e soprattutto lavoratrici moldave legalmente residenti in Italia che potranno conseguire la pensione conteggiando i periodi di lavoro svolti nel nostro paese. L'istituto rinvia infatti ad un successivo messaggio l'effettivo rilascio della procedura telematica e del modello
L’accordo intende facilitare il flusso di informazioni e dati tra le Istituzioni che si occupano di previdenza e assistenza sociale nei due Paesi (INPS per l'Italia), che inoltre si impegnano ad assicurare certezza giuridica nelle tutele dei diritti legati all’attività lavorativa, in condizioni di totale reciprocità.
Di fondamentale importanza, in particolare, il principio della trasferibilità dei trattamenti di pensione in favore di tutti i cittadini che hanno prestato e prestano la loro attività lavorativa rispettivamente in Italia o nella Repubblica di Moldova.
Va ricordato infatti che sono molto numerosi i lavoratori e lavoratrici moldavi residenti stabilmente in Italia: 120.000 sono in possesso di regolare permesso di soggiorno, e altri 23.000 hanno già acquisito la cittadinanza italiana.
Accordo sicurezza sociale Italia Moldavia: le prestazioni
Nella circolare INPS sottolinea che il trattato definisce, tra gli altri, i concetti di “residenza” e “dimora”, cui viene attribuito un significato diverso nelle due legislazioni nazionali, con particolare riferimento al concetto di residenza, intesa, per la Repubblica di Moldova, come temporaneo soggiorno(cfr. l’art. 1, comma 7, lettera b).
Il medesimo articolo, al comma 3, lettera a), precisa che per la Repubblica di Moldova:
– competente in materia di riconoscimento del diritto alle prestazioni e gestione dei relativi pagamenti è la Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali (CNAS);
– competente in materia di determinazione dell’invalidità e della capacità lavorativa è il Consiglio Nazionale per la Determinazione della Disabilità e della Capacità lavorativa (CNDDCM).
Il campo di applicazione oggettivo dell’Accordo ricomprende, con riferimento alla legislazione di sicurezza sociale moldava:
- la pensione di vecchiaia, ai superstiti e
- le prestazioni d’invalidità causate anche da infortunio sul lavoro o malattia professionale.
Invece, con riferimento alla legislazione italiana, l’Accordo si applica:
a) alle prestazioni di invalidità, di vecchiaia e ai superstiti previste dall’Assicurazione generale obbligatoria, dai regimi speciali dei lavoratori autonomi, dalla gestione separata, dai regimi esclusivi e sostitutivi dei regimi assicurativi generali obbligatori istituiti per alcune categorie di lavoratori e gestiti dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS);
b) alle rendite e alle altre prestazioni in denaro dovute per infortunio sul lavoro o malattia professionale gestite dall’INAIL.
non si applica, invece:
- all’assegno sociale e alle altre prestazioni non contributive e di tipo misto erogate a totale o parziale carico della fiscalità generale,
- all’integrazione al trattamento minimo e alle prestazioni per le quali si richiede il requisito della residenza in Italia.
Pertanto, l’integrazione al minimo e la maggiorazione sociale continuano a essere esportabili nella Repubblica di Moldova.
Accordo sicurezza sociale Italia Moldavia – Presentazione delle domande di pensione
Le domande di pensione italiane devono essere presentate direttamente all'INPS utilizzando il canale telematico e sono gestite dal Polo specializzato presso:
- la Direzione provinciale INPS di Perugia, nel caso di soggetti residenti nella Repubblica di Moldova, o dalla Struttura territoriale competente in base al criterio della residenza per i soggetti residenti in Italia.
- Le domande di pensione moldave possono essere presentate dai residenti in Italia all’Istituzione competente moldava (CNAS) per il tramite delle Strutture territoriali dell’INPS, che provvederanno a trasmetterle alla CNAS,
Le Istituzioni competenti dei due Paesi pagano le prestazioni direttamente alle persone aventi diritto, indipendentemente dalla loro residenza. L’Istituzione di una Parte che ha pagato una prestazione indebita, può chiedere all’Istituzione dell’altra Parte, che paga una prestazione allo stesso beneficiario, di trattenere l’importo non dovuto o pagato in eccesso dalle somme dovute al predetto beneficiario.
La circolare specifica infine le procedure previste in caso di richiesta di esami medici
L’articolo 6 dell’Accordo dispone che se una persona, che ha la residenza o la dimora sul territorio di uno dei due Stati, presenta una domanda per una prestazione a carico dell’altro Stato o usufruisce di prestazioni, la perizia viene effettuata dall’Istituzione del luogo di residenza e/o dimora su richiesta e a spese dell’Istituzione competente dell’altro Stato.
Accordi di reciprocità sociale cosa sono?
Gli accordi in materia di sicurezza sociale equiparano sostanzialmente in tema di diritto alla pensione e ad altri aspetti di assistenza sociale (distacco lavorativo, indennità di disoccupazione ecc.9 i lavoratori con cittadinanza italiana all'estero e i lavoratori del paese firmatario in Italia, in maniera simile a quanto succede con i paesi della UE ( e spazio SEE), per i quali la reciprocità è garantita appunto dai Regolamenti Comunitari (vedi sotto a chi si applicano).
Grazie a tali accordi ad esempio puo essere stabilito che la contribuzione estera venga conteggiata con la Totalizzazione internazionale per maturare i requisiti richiesti ai fini del diritto a pensione, come se si trattasse di contribuzione versata in Italia. Allo stesso modo le istituzioni competenti degli Stati esteri accordano il diritto alle prestazioni a loro carico tenendo conto, della contribuzione accreditata in Italia.
Gli accordi bilaterali, a differenza del regolamento comunitario hanno bisogno di una ratifica che viene realizzata con una legge ordinaria. L''accordo firmato con la Moldavia avrà quindi bisogno di tempo per l'operatività effettiva.
-
Domande pensione Quota 103 e Opzione donna al via
Con il messaggio 454 2024 Inps comunica che il sistema di gestione delle domande telematiche di pensione è stato aggiornato e consente ora la presentazione delle domande di
- pensione anticipata flessibile Quota 103 (articolo 1, commi 139 e 140, della legge 30 dicembre 2023, n. 213)
- pensione anticipata opzione donna (’articolo 1, comma 138, della legge n. 213/2023) definita “Pensione Anticipata opzione donna legge di bilancio 2023/2024” , con la possibilità anche di inserimento del numero di figli per l'ulteriore anticipo dell'età di uscita ( a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 1, comma 125, lettera b), della legge n. 213/2023.)
Si ricorda che questi anticipi pensionistici prevedono i seguenti requisiti
- Quota 103 2024: età minima di 62 anni e contribuzione minima di 41 anni.
- Opzione donna : contribuzione minima di 35 anni ed età minima 61 anni, ridotta di un anno per ogni figlio con limite massimo di 2 anni,
e che in entrambi i casi gli assegni vengono calcolati con sistema interamente contributivo.
Quota 103 e Opzione donna 2024 come fare domanda
L'istituto ricorda che le istanze possono essere presentate attraverso i seguenti canali:
- direttamente dal sito internet www.inps.it, accedendo tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di identità elettronica 3.0), seguendo il percorso “Pensione e Previdenza” > “Domanda di pensione” e proseguendo all’interno del servizio “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci”;
- utilizzando i servizi offerti dagli Istituti di Patronato riconosciuti
- chiamando il Contact Center Integrato al numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).
-
NASPI e DisCOLL : quali sono i requisiti e la durata
La legge di bilancio 2022 – legge 234 2021- ha apportato numerose modifiche agli ammortizzatori sociali
Vediamo di seguito le novità previste in tema di indennità di disoccupazione ovvero :
- NASPI l'indennità di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti
- DIS COLL l'indennità di sostegno al reddito per gli autonomi iscritti (SOLO) alla Gestione separata INPS
Sull'argomento l'istituto previdenziale ha già emanato le istruzioni operative con le circolari n. 2 (su NASPI) e n. 3 ( su DisColl), del 5 gennaio 2021.
Novità NASPI 2022
L'accesso alla Naspi viene reso piu facile. Infatti si prevede per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° gennaio 2022 che:
- non venga piu richiesto il requisito di 30 giornate di lavoro effettivo e
- la riduzione del trattamento (3% al mese) scatterà dal sesto mese invece che dal terzo .
Inoltre per i lavoratori che abbiano compiuto 55 anni alla data della presentazione della NASPI, la riduzione dell'importo scatta dall'ottavo mese di fruizione (211 giorno per la precisione).
Ulteriore novità: la Naspi è riconosciuta anche ai lavoratori a tempo indeterminato delle cooperative e dei consorzi della filiera agricola e zootecnica,compresi gli apprendisti
Questi lavoratori quindi non sono più destinatari dall’anno di competenza 2022 delle disposizioni in materia di indennità di disoccupazione agricola. Sul punto la circolare fornisce specifici esempi di applicazione riguardo al calcolo dei periodi.
Ricordiamo gli altri requisiti per la NASPI che restano immutati:
a) stato di disoccupazione;
b) avere nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione, almeno 13 settimane di contributi.
La contribuzione richiesta
La misura dell’aliquota contributiva richiesta ai datori di lavoro relativa alla Naspi è pari all’1,61% dell’imponibile contributivo (1,31% in applicazione dell’articolo 2, comma 25, della legge n. 92 del 2012 e 0,30% a titolo di contributo integrativo per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua, introdotto dall’articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845).
Anche per i lavoratori agricoli trova applicazione l’obbligo di versamento del c.d. ticket di licenziamento, da cui sono esenti invece i lavoratori con contratto di apprendistato. Per l'assolvimento dell'obbligo di versamento va utilizzato il codice causale già in uso " M400".
Novità Dis-Coll in legge di bilancio 2022
La legge di bilancio modifica anche l'indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori iscritti alla gestione separata dell'INPS cd. Dis Coll.
In precedenza era prevista la riduzione dell'importo della Dis-Coll del 3% ogni mese, dal quarto mese di fruizione e la durata della stessa era pari alla metà della durata del contratto di collaborazione calcolato dal 1° gennaio dell'anno civile antecedente la cessazione del rapportoentro un massimo di sei mesi.
Dal 2022 per la Dis Coll , le riduzioni dell'importo scattano a partire dal sesto mese di fruizione.
Inoltre l'indennità sarà corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari ai mesi accreditati nel periodo che va dal primo gennaio dell'anno precedente la cessazione del lavoro e fino alla cessazione del rapporto , senza considerare eventuali periodi contributivi già considerati per precedenti erogazioni, con una durata massima di 12 mesi.
Ai titolari di Dis-Coll viene riconosciuta dal 2022 la copertura figurativa utile ai fini pensionistici per l'intero periodo, entro la misura di 1,4 volte il massimo mensile della prestazione.
La circolare INPS n. 3 2022 specifica che ad esempio, assumendo che l’importo massimo mensile dell’indennità DIS-COLL per l’anno 2022 sia pari a 1.335,40 euro, la predetta contribuzione figurativa per l’anno 2022 è riconosciuta solo entro il limite di retribuzione di 1.869,56 euro (1.335,40 euro per 1,4 = 1.869,56 euro).
L'istituto preannuncia ulteriori istruzioni sulle procedure di versamento della nuova contribuzione per assegnisti e dottorandi in prossimi messaggi.
Domande NASPI e DISCOLL
Le domande di Naspi e DIS COLL vanno inviate all'INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando i canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Istituti di Patronato nel sito internet dell’INPS.
Le credenziali di accesso sono attualmente le seguenti:
- • SPID di livello 2 o superiore;
- • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
- • Carta nazionale dei servizi (CNS).
In alternativa al portale web, la prestazione DIS-COLL può essere richiesta tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).
-
Inabilità al lavoro: obblighi del datore prima del licenziamento
Secondo la Corte di Giustizia UE il datore di lavoro non può porre fine al contratto di lavoro a causa dii una sopravvenuta inidoneità permanente del lavoratore a svolgere i suoi compiti lavorativi , senza avere prima verificato possibili soluzioni ragionevoli per consentire al lavoratore di conservare il posto o aver dimostrato eventualmente che tali soluzioni costituirebbero un onere sproporzionato per l'impresa. Tale eventualità infatti integra una discriminazione diretta della persona disabile anche quando la cessazione deriva da una norma giuridica nazionale. Questa risulta infatti incompatibile con la normative europea.
Il giudizio è stato espresso con la sentenza del 18 gennaio 2024 nella causa C-631/22 riguardante un caso verificatosi in Spagna.
Viene analizzata in particolare la Direttiva 2000/78/CE sulla Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e il divieto di discriminazione fondata sulla disabilità in particolare per un caso di infortunio sul lavoro che ha causato una inidoneità permanente totale e ha portato alla risoluzione del contratto di lavoro.
Infortunio inidoneità al lavoro e licenziamento: il caso
Nello specifico il caso riguardava dipendente di una impresa spagnola , conducente a tempo pieno di automezzi per la raccolta di rifiuti che aveva subito un infortunio sul lavoro, per il quale è stato dichiarato temporaneamente inabile al lavoro con riconoscimento di un indennizzo forfettario per lesioni permanenti. A seguito della richiesta del lavoratore la ditta lo ha riassegnato ad un posto compatibile con le sue menomazioni fisiche.
A seguito di nuovo appello , l'istituto nazionale del lavoro spagnolo ha poi modificato la dichiarazione di inidoneità come permanente totale e il lavoratore ha ottenuto un’indennità mensile pari al 55% della sua retribuzione giornaliera . La ditta datrice di lavoro ha quindi notificato la risoluzione del contratto di lavoro contro la quale il dipendente ha fatto ricorso.
Il Tribunale del lavoro di Ibiza, ha respinto tale ricorso con la motivazione che il riconoscimento dell’inidoneità permanente totale ad esercitare la sua professione abituale giustificava la cessazione del suo contratto di lavoro, senza che il datore di lavoro fosse vincolato a un obbligo di riassegnazione a un’altra mansione .
La corte di appello ha rinviato il Caso alla Corte di giustizia europea evidenziando la possibile non compatibilità della normativa nazionale con l'art 5 della direttiva 2000/78/ CE in quanto l’accertamento dell’inidoneità permanente totale all’esercizio della professione abituale consente automaticamente la risoluzione del contratto di lavoro, senza che debba essere rispettata alcuna formalità o che sia versato un indennizzo diverso dall’indennità mensile, neppure subordinata al rispetto di alcun obbligo preliminare in termini di «soluzioni ragionevoli», sebbene, nel caso di specie, la fattibilità di un accomodamento fosse stata dimostrata dalla stessa impresa datrice di lavoro.
I giudice del rinvio citava in proposito la sentenza del 10 febbraio 2022, HR Rail (C‑485/20, EU:C:2022:85), dalla quale risulterebbe che il datore di lavoro è tenuto ad adottare i provvedimenti appropriati per consentire a una persona disabile di accedere a un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione, a meno che tali provvedimenti non impongano al datore di lavoro un onere sproporzionato.
La corte conclude quindi affermando che "L’articolo 5 della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, letto alla luce degli articoli 21 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nonché degli articoli 2 e 27 della Convenzione delle Nazioni Unite (::) , deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale in conformità della quale il datore di lavoro può porre fine al contratto di lavoro a motivo dell’inidoneità permanente del lavoratore a svolgere i compiti a lui incombenti in forza di tale contratto, causata dal sopravvenire, nel corso del rapporto di lavoro, di una disabilità, senza che tale datore di lavoro debba prima prevedere o mantenere soluzioni ragionevoli al fine di consentire al lavoratore di conservare il posto di lavoro, né dimostrare, eventualmente, che siffatte soluzioni costituirebbero un onere sproporzionato.
Diritto al lavoro , disabilità e prestazioni sociali
La corte di giustizia europea nel confermare, come anticipato, le conclusioni di tale sentenza chiarisce anche che " La circostanza che, in forza della normativa nazionale di cui trattasi l’inidoneità permanente totale sia riconosciuta su domanda del lavoratore e che gli dia diritto ad una prestazione previdenziale, vale a dire un’indennità mensile, pur conservando la possibilità di svolgere altre funzioni, è irrilevante". Infatti, una siffatta normativa nazionale, in forza della quale un lavoratore disabile è costretto a subire il rischio di perdere il lavoro per poter beneficiare di una prestazione previdenziale, pregiudica l’effetto utile dell’articolo 5 della direttiva 2000/78, che intende garantire e favorire l’esercizio del diritto al lavoro. Osserva anche che una normaTiva che assimila una «inidoneità permanente totale», che riguarda solo le funzioni abituali,al decesso di un lavoratore o a una «inidoneità permanente assoluta», a contrasta con l’obiettivo dell’inserimento professionale delle persone con disabilità, di cui all’articolo 26 della Carta.
Viene infine ricordato per quanto riguarda l’argomento presentato dal governo spagnolo secondo il quale lo Stato membro interessato sarebbe l’unico competente ad organizzare il proprio sistema di previdenza sociale e a determinare le condizioni di concessione delle prestazioni , che, nell’esercizio di tale competenza, tale Stato membro deve rispettare il diritto dell’Unione.
-
Riscatto laurea inoccupati: nuove istruzioni per le domande
Con la circolare 14 del 19 gennaio 2024 Inps comunica che la richiesta di trasferimento dei contributi versati per il riscatto della laurea da inoccupati , ovvero prima di essere impiegati e iscritti a una gestione previdenziale, diventa esclusivamente telematica e non saranno piu prese in considerazione modalità diverse.
Vediamo con ordine le indicazioni dell'Istituto
Riscatto laurea inoccupati
A norma dell’articolo 1, comma 77, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, relativamente al riscatto dei corsi universitari di studio ai fini pensionistici la facoltà di riscatto può essere esercitata anche dai soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l'attività lavorativa. Il contributo da riscatto è versato all'INPS in un fondo separato e viene rivalutato secondo le regole del sistema contributivo per essere trasferito, a domanda dell'interessato, “presso la gestione previdenziale nella quale l’interessato sia o sia stato iscritto” L’interessato può, inoltrare la richiesta in qualsiasi momento purche:
successivo alla prima iscrizione ad una gestione previdenziale , chiedendo l'accredito in quella che si preferisce, se ci sono state diverse iscrizioni
Non c'è scadenza per questo tipo di richiesta ma La richiesta di trasferimento può essere avanzata solo dopo aver concluso il pagamento dell’importo dovuto per il riscatto (a seguito di versamento totale o parziale del corrispondente onere).
Richiesta trasferimento a Casse private o Fondi
L'istituto precisa che è possibile anche chiedere il trasferimento del montante maturato anche a una cassa privata, sulla base delle prescrizioni del relativo regolamento
In tali ipotesi, l’istanza va presentata direttamente alla propria Cassa professionale di iscrizione .
Ugualmente è possibile il trasferimento a Fondi di previdenza dell’Unione europea e degli Stati aderenti al sistema di sicurezza sociale europeo (da intendersi questi ultimi come gestioni previdenziali di “primo pilastro” e non come fondi pensione privati) e la relativa istanza va presentata presso i Fondi di destinazione.
Istruzioni per la domanda telematica contributi nelle gestioni INPS
per l’invio telematico delle richieste di trasferimento, a una delle gestioni previdenziali INPS di iscrizione, del montante maturato si puo procedere con le seguenti modalità:
- web – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino attraverso il portale dell’Istituto www.inps.it dal il “Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa”, il richiedente deve essere in possesso di SPID almeno di Livello 2, o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) 3.0.
Dopo la fase di autenticazione, si accede al servizio “Domanda di ricongiunzione, computo e trasferimento riscatto inoccupati” e, quindi, alla sezione “Trasferimento riscatto inoccupati”. Selezionando la funzione “Nuova Domanda” è possibile procedere alla compilazione e al successivo invio della domanda. Il richiedente è inizialmente invitato a confermare i propri dati precompilati, che possono essere anche aggiornati selezionando l’apposita funzione nella sezione “MyINPS”.
(per ulteriori dettagli si veda la circolare n. 101 del 19 settembre 2022). - Contact Center Multicanale – raggiungibile al numero verde gratuito 803.164 (riservato all’utenza che chiama da telefono fisso) o al numero 06164164 (abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari con tariffazione a carico dell’utente);
- Istituti di Patronato – attraverso i servizi offerti dagli stessi.
Le istanze presentate in forma diversa da quella telematica non saranno procedibili. Le Strutture territoriali, se la mancata trasmissione telematica è determinata da eventi non imputabili all’Istituto, informeranno immediatamente l’interessato mentre se il blocco dipende dalle procedure INPS provvederanno a protocollare la domanda .
- web – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino attraverso il portale dell’Istituto www.inps.it dal il “Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa”, il richiedente deve essere in possesso di SPID almeno di Livello 2, o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) 3.0.