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Avvisi bonari agricoltura contributi 2024 in arrivo
INPS comunica con il messaggio 2955 del 6 ottobre 2025 che sono in corso le elaborazioni per l’emissione degli Avvisi Bonari relativi alla Gestione contributiva agricola. relativi al residuo debito per i contributi previdenziali e assistenziali e le somme aggiuntive, riferiti ai periodi richiesti con l’emissione dell’anno 2024 per i lavoratori autonomi agricoli e con le emissioni del 3° e 4° trimestre dell’anno 2023 e del 1° e 2° trimestre dell’anno 2024 per i datori di lavoro agricolo.
Sono disponibili all’interno del “Cassetto Previdenziale del Contribuente”, nella sezione “Dati complementari”, alla voce:
“Lista Av. Bonari AZ AGRI” e
“Lista Avvisi Bonari AUT” gli Avvisi Bonari
Avvisi bonari agricoltura: modalità di pagamento
I contribuenti troveranno nella comunicazione anche un documento contenente i riferimenti per la compilazione del modello di pagamento F24 o per la presentazione dell’istanza telematica di rateazione.
Se nel frattempo il pagamento fosse già stato effettuato si potrà allegare la copia del versamento o indicare gli estremi dello stesso utilizzando l’apposito modello, reperibile all’interno del “Cassetto Previdenziale del Contribuente”, nella sezione “Contatti” > “Comunicazione bidirezionale ”.
L'istituto ricorda che, invece, in caso di mancato pagamento, verrà emesso l’Avviso di Addebito con valore di titolo esecutivo.
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8xmille: dallo Stato 23 milioni alla lotta contro le dipendenze
Il Ministero della Salute ha istituito, con il decreto del 5 agosto 2025, un fondo straordinario per finanziare interventi di prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche, comprese le dipendenze da gioco d’azzardo.Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 229 del 2 ottobre 2025 ed è pienamente operativo
Per l’anno 2025, il fondo ammonta a 23.276.969 euro, e rappresenta uno strumento di potenziamento dei servizi sociosanitari dedicati alle persone con dipendenze, con particolare attenzione alle comunità terapeutiche accreditate.
Le risorse dell’8xmille
La caratteristica principale del provvedimento è che le risorse stanziate provengono dalla quota statale dell’8 × mille dell’IRPEF, riassegnata per finanziare interventi a rilevanza sociale e sanitaria.
Ogni anno, la parte della quota dell’8 × mille non destinata dai contribuenti a una confessione religiosa resta a disposizione dello Stato, che la può indirizzare a progetti in ambito sociale, culturale o umanitario.
Per il 2025, il Ministero della Salute ha scelto di utilizzare queste somme per rafforzare la rete nazionale di cura e riabilitazione delle dipendenze, destinandole in modo mirato alle strutture che erogano prestazioni sanitarie comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Le somme del fondo sono ripartite tra tutte le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, comprese quelle a statuto speciale.
La distribuzione avviene secondo le quote di accesso al fabbisogno sanitario nazionale standard riferite al 2024, stabilite nell’intesa della Conferenza Stato-Regioni del 28 novembre 2024.
La Tabella A allegata al decreto riporta in dettaglio l’importo assegnato a ciascun territorio. Le risorse sono vincolate all’erogazione, presso le comunità terapeutiche accreditate, di prestazioni aggiuntive rispetto a quelle già finanziate nel 2024.
Si tratta, in particolare, di trattamenti specialistici, terapeutico-riabilitativi e pedagogico-riabilitativi rivolti a persone con dipendenze patologiche, erogati in regime residenziale e conformi ai LEA.
Obbligo di rendicontazione delle Regioni entro gennaio 2027
Le Regioni e le Province autonome dovranno trasmettere al Ministero della Salute una rendicontazione finale entro il 31 gennaio 2027, contenente:
- il numero e la tipologia delle prestazioni erogate grazie ai fondi dell’8 × mille,
- la spesa effettivamente sostenuta,
- i dati raccolti secondo il modello standard allegato al decreto.
La rendicontazione dovrà dimostrare il carattere aggiuntivo delle prestazioni rispetto a quelle finanziate con risorse ordinarie, garantendo trasparenza e tracciabilità nell’utilizzo dei fondi.
Questo provvedimento rappresenta un esempio significativo di utilizzo mirato della quota statale dell’8 × mille per finanziare interventi di forte impatto sociale e sanitario.
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CU: dal 15 ottobre richiesta modifica aliquote all’INPS
Con il messaggio n. 2916 del 3 ottobre 2025, l’INPS ha fornito le istruzioni per la presentazione delle richieste relative all’applicazione della maggiore aliquota IRPEF e/o alla rinuncia totale o parziale delle detrazioni d’imposta per reddito per l’anno 2026. I beneficiari di prestazioni pensionistiche e previdenziali che desiderano tali opzioni devono comunicarlo annualmente all’Istituto. Per il periodo d’imposta 2026, le richieste potranno essere inviate a partire dal 15 ottobre 2025.
La domanda si presenta online, attraverso il servizio “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia” disponibile sul portale www.inps.it
. In mancanza di comunicazione, l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applicherà automaticamente le aliquote per scaglioni di reddito e riconoscerà le detrazioni d’imposta previste dall’articolo 13 del TUIR (D.P.R. 917/1986), sulla base del reddito erogato.
Comunicazione dei familiari a carico per corretta CU 2026
Il messaggio ricorda inoltre l’importanza di comunicare all’Istituto i dati dei figli e altri familiari a carico, anche nel caso in cui il contribuente percepisca già l’assegno unico universale (AUU). Tale adempimento, chiarito dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 55/E del 3 ottobre 2023, permette all’INPS di elaborare la Certificazione Unica 2026 con il prospetto dei familiari a carico correttamente compilato. Ciò consente all’Agenzia delle Entrate di attribuire in modo corretto le spese fiscalmente agevolate sostenute per i figli nella dichiarazione precompilata.
ATTENZIONE : Come precisato nella circolare n. 6/E del 29 maggio 2025, i figli rilevano ai fini fiscali anche nei casi in cui il contribuente non benefici della detrazione per figli a carico perché percepisce l’AUU o perché il figlio ha superato i requisiti anagrafici previsti dal TUIR.
La comunicazione dei dati familiari va effettuata mediante lo stesso servizio online utilizzato per la dichiarazione delle detrazioni.
Cosa fare in sintesi
Adempimento Chi Quando Come/Dove Effetto se non comunicato Note operative Riferimenti Richiesta applicazione maggiore aliquota IRPEF 2026 Beneficiari di prestazioni pensionistiche/previdenziali Dal 15/10/2025 e con cadenza annuale Dichiarazione online su INPS > Servizi: “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia” L’INPS, come sostituto d’imposta, applica le aliquote per scaglioni e riconosce le detrazioni ordinarie Richiesta possibile per applicare aliquota più elevata sugli scaglioni 2026 Mess. INPS 2916/03-10-2025; art. 13 TUIR Rinuncia totale/parziale alle detrazioni per reddito 2026 Beneficiari di prestazioni pensionistiche/previdenziali Dal 15/10/2025 e con cadenza annuale Stesso servizio online INPS per detrazioni/carichi di famiglia Detrazioni riconosciute automaticamente in base al reddito erogato Si può chiedere rinuncia totale o parziale; resta efficace per il periodo d’imposta di riferimento Mess. INPS 2916/2025; art. 13 TUIR -
Nuovi bonus 2025 per assunzioni e investimenti in editoria digitale, radio, TV
il Dipartimento per l'informazione e l'editoria ha comunicato l'adozione din un nuovo D.P.C.M. , attualmente in corso di registrazione alla Corte dei Conti, che prevede contributi per le assunzioni nel campo della digitalizzazione editoriale e per investimenti in tecnologie innovative nel settore dell'editoria e delle emittenti radio televisive effettuati nel 2025.
Si tratta in particolare di un fondo da 44milioni di euro destinati a erogare alle aziende del settore:
- un contributo forfettario di 10mila euro per ogni assunzione di figure professionali under 36 con specifiche competenze tecnologiche e digitali;
- un contributo pari al 70% delle spese sostenute nell'anno 2025, per l'ammodernamento tecnologico delle infrastrutture e dei processi produttivi, sia per aziende editoriali che emittenti radio e TV.
Si attende per l'attuazione un decreto ministeriale entro 45 giorni dalla pubblicazione in GU ed entrata in vigore. Vediamo intanto ulteriori dettagli.
Contributi assunzioni giovani in editoria 2025
Nel 2025 :
- le imprese editoriali,
- le agenzie di stampa e
- le emittenti radiofoniche e televisive, sia locali che nazionali,
potranno beneficiare di un contributo economico per favorire nuove assunzioni. L’aiuto riguarda l’assunzione di figure professionali con meno di 36 anni, dotate di competenze certificate in settori legati all’innovazione tecnologica e digitale. Rientrano, ad esempio, le capacità maturate nella digitalizzazione editoriale, nella comunicazione e sicurezza informatica o nei servizi online per i media.
Per ogni assunzione a tempo indeterminato realizzata nel 2025 viene riconosciuto un contributo forfettario pari a 10.000 euro.
L’incentivo ha un limite complessivo di spesa fissato in 2 milioni di euro per l’anno 2025. Ciò significa che le risorse saranno distribuite fino all’esaurimento del fondo. Inoltre, questi aiuti rientrano nella disciplina europea degli aiuti “de minimis”, che prevede massimali specifici per garantire la concorrenza tra imprese.
Contributi per investimenti tecnologici imprese editrici e agenzie di stampa
Un’altra misura mira a sostenere gli investimenti delle imprese editrici di quotidiani e periodici, oltre che delle agenzie di stampa. L’obiettivo è favorire la transizione digitale e l’ammodernamento delle strutture produttive. Sono finanziabili, ad esempio:
- progetti di rinnovamento tecnologico delle redazioni,
- l’acquisto di sistemi digitali per la produzione e la distribuzione dei contenuti, o
- l’adozione di nuove piattaforme per migliorare la fruizione delle notizie da parte dei lettori.
Il contributo copre fino al 70% delle spese sostenute nel 2025, con un tetto massimo di 8 milioni di euro per l’intero anno. Per ottenere il beneficio, gli investimenti devono far parte di un progetto organico e complessivo, non essere interventi isolati.
La misura non è cumulabile con altri incentivi nazionali o locali già previsti per le stesse spese.
Viene precisato che la sua applicazione è subordinata al via libera della Commissione europea, come previsto dalle regole sugli aiuti di Stato.
Contributi emittenti radio e televisioni
Il pacchetto di misure include anche specifici aiuti per le emittenti televisive e radiofoniche. L’intento è lo stesso: sostenere la digitalizzazione e l’innovazione, per migliorare la qualità dei contenuti e renderli più facilmente accessibili al pubblico.
Il contributo riconosciuto copre il 70% delle spese sostenute nel 2025, con un fondo complessivo di 34 milioni di euro.
Le risorse sono però suddivise in tre aree principali:
- 20 milioni per i fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali titolari di numerazioni LCN, esclusi quelli a partecipazione pubblica o che trasmettono solo televendite.
- 10 milioni per i fornitori locali di media audiovisivi che hanno ottenuto accesso alle frequenze digitali secondo la normativa vigente.
- 4 milioni per i concessionari radiofonici, i fornitori di contenuti digitali radiofonici e i consorzi editoriali che operano in tecnologia DAB.
Anche in questo caso, gli investimenti devono far parte di un progetto organico di innovazione. L’agevolazione non è cumulabile con altri incentivi concessi per le stesse spese e sarà operativa solo dopo l’autorizzazione della Commissione europea.
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Responsabilità datore di lavoro negli infortuni: onere prova a suo carico
Il lavoratore deve provare il danno e il nesso causale, il datore deve dimostrare di aver attivato le specifiche misure di sicurezza. Questa in sintesi la conclusione della corte di Cassazione nell'ordinanza n. 26021 del 24 settembre 2025 che riafferma l'ampia responsabilità dei datori di lavoro.Vediamo i dettagli del caso e le decisioni di merito e della Suprema Corte.Infortunio e predisposizione DPI
La vicenda riguarda un dipendente di una ditta metalmeccanica che, mentre tagliava un tondino di ferro, è stato colpito all’occhio sinistro da un frammento metallico, riportando una grave lesione permanente. Dopo il riconoscimento da parte dell’INAIL di un danno biologico del 28%, il lavoratore ha chiesto un ulteriore risarcimento, sostenendo la responsabilità datoriale per violazione degli obblighi di sicurezza.
Il Tribunale di Piacenza e successivamente la Corte d’Appello di Bologna hanno respinto la domanda, affermando che mancava la prova della dinamica esatta dell’incidente e che il datore aveva comunque fornito dispositivi di protezione individuale (DPI).
La Corte d’Appello aveva inoltre escluso la responsabilità datoriale in mancanza di specifica allegazione sull’obbligo di vigilanza.
Il lavoratore ha quindi proposto ricorso in Cassazione.
I principi in tema di onere della prova in tema di sicurezza
Con ordinanza n. 26021 del 24 settembre 2025, la Suprema Corte – Sezione Lavoro – ha accolto il ricorso, ribadendo alcuni punti cardine:
- Natura contrattuale della responsabilità ex art. 2087 c.c.: il contratto di lavoro integra l’obbligo di sicurezza, e il riparto degli oneri probatori segue le regole dell’art. 1218 c.c, cioè:
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- Onere del lavoratore: limitarsi a provare l’esistenza del danno e il nesso causale con la prestazione lavorativa, evidenziando l’inadempimento datoriale.
- Onere del datore: dimostrare di avere adottato tutte le misure di prevenzione previste dalla legge, dall’esperienza e dalla tecnica, inclusa la vigilanza effettiva sull’uso dei DPI.
- Esclusione della responsabilità oggettiva: resta salva la possibilità per il datore di provare che l’evento sia dipeso da una condotta abnorme e imprevedibile del lavoratore (cd. rischio elettivo).
Nel caso specifico , secondo la Cassazione, il lavoratore aveva già assolto al suo onere probatorio: la dinamica dell’infortunio e il danno conseguente era stata pacificamente riconosciuta e provata. Era quindi compito della società datrice dimostrare di avere adottato e fatto rispettare le misure necessarie, compresa la vigilanza sull’uso degli occhiali protettivi.
La Corte d’Appello aveva invece invertito impropriamente gli oneri, chiedendo al lavoratore di fornire ulteriori dettagli non a suo carico. Per questo la sentenza è stata cassata e il caso rinviato a un nuovo giudizio.
Conclusioni
La pronuncia conferma che, in caso di infortunio sul lavoro, il lavoratore non deve dimostrare in dettaglio quali regole di sicurezza siano state violate: spetta al datore provare di avere
- predisposto,
- attuato e
- vigilato sull'attuazione di tutte le misure di prevenzione.
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CCNL cooperative sociali e accordo integrativo 2025 per gli educatori
E' stato firmato il 26 gennaio 2024 il rinnovo del Ccnl cooperative sociali da Agci imprese sociali, Confcooperative federsolidarietà, Legacoopsociali, Fp-Cgil, Fp-Cisl, Fisascat-Cisl, Uil-Fpl e Uiltucs – il verbale di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario-assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo, in vigore dal 1 gennaio 2023 al 31 dicembre 2025.
L'accordo interessa oltre 400mila lavoratori. Il precedente contratto risaliva al 28 marzo 2019 (vedi sotto i paragrafo dedicato )
Il 17 settembre 2025 le parti hanno sottoscritto il verbale di accordo per il corretto inquadramento degli educatori professionali socio-pedagogici, con i seguenti requisiti
- che, alla data del 1° gennaio 2018, fossero titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato e che, alla medesima data
- avessero età superiore a cinquanta anni e almeno dieci anni di servizio,
- oppure abbiano almeno venti anni di servizio.
L'accordo prevede che dal 1° novembre 2025, agli educatori socio-pedagogici inquadrati al livello D1 venga attribuito un elemento temporaneo aggiuntivo della retribuzione mensile pari a 82,00 euro.
Successivamente, a partire dal 1° gennaio 2026, i suddetti educatori transiteranno al livello D2 .L'’Etdr ha effetto su ogni istituto contrattuale e non verrà mantenuto nel caso di passaggio di livello o di mansione.
CCNL cooperative sociali 2023-2025 Trattamento economico
Sono previsti i seguenti aumenti dei minimi conglobati della retribuzione
- 60,00 euro con la mensilità di febbraio 2024 al livello C1
- 30,00 euro con la mensilità di ottobre 2024 al livello C1
- 30,00 euro con la mensilità di ottobre 2025 al livello C1,
adeguati proporzionalmente per gli altri livelli
Novità contrattuali
Maternità
Dal 1° gennaio 2024, l’integrazione per l'astensione obbligatoria per maternità passa dall'80 al l 100% della normale retribuzione.
Quattordicesima mensilità
Viene riconosciuta a partire dal 1° gennaio 2025 la quattordicesima mensilità pari alla metà della retribuzione in vigore nel mese di corresponsione. Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno, saranno versati i dodicesimi dell’importo corrispondenti ai mesi di servizio prestati
La quattordicesima:
- non maturerà a fronte di periodi trascorsi in aspettativa non retribuita
- andrà computata ai fini del TFR e dell’indennità sostitutiva del preavviso.
Le parti si sono impegnate a raggiungere prioritariamente la retribuzione piena nel prossimo rinnovo”.
Vengono previsti inoltre:
- l' introduzione dei tempi di vestizione e svestizione pari a 15 minuti riconosciuti nell’orario di lavoro;
- il superamento dell’articolo sull’obbligo di residenza in struttura e introduzione della reperibilità con vincolo di permanenza in struttura, con il riconoscimento di una corresponsione economica;
- l’istituzione di una commissione paritetica per la revisione dei profili professionali e la riclassificazione del personale.
- l’incremento al 25% legato alla clausola di stabilizzazione per il personale a tempo determinato”.
Assistenza sanitaria integrativa
Il contributo di finanziamento dell’assistenza sanitaria integrativa a partire dal 1° gennaio 2025 passa da 5 a 10 euro mensili.
CCNL Cooperative sociali 2019 novità contrattuali
In tema di contratti a termine la durata massima complessiva è fissata in 36 mesi e 40 mesi per il lavoratori particolarmente svantaggiati. Viene però introdotta la clausola che la stipula di contratti a termine oltre i 24 mesi è possibile solo per i datori di lavoro che abbiano stabilizzato , con contratti a tempo indeterminato, almeno il 20% dei rapporti a tempo determinato utilizzati nei 12 mesi precedenti (restano esclusi dal computo i lavoratori dimissionari o licenziati per giusta causa o che non abbiano accettato la trasformazione del contratto e le aziende che hanno utilizzato un solo contratto a tempo determinato).
Il numero massimo di lavoratori con contratto a tempo determinato non deve superare il 30% del personale complessivamente assunto alla data del 1 gennaio dell'anno di riferimento.
Tabella retributiva 2019-2022
<>La tabella retributiva in vigore fino al 31.12.2022 è la seguente
Livello inquadramento minimo retributivo indennità di funzione livello A1 1.254,62 euro Livello A2 1.266,21 euro Livello B1 1.325,20 euro Livello C1 1.425,21 euro Livello C2 1.425,21 euro Livello C3 1.511,24 euro Livello D1 1.511,24 euro Livello D2 1.594,15 euro
Livello D3 1.697,06 euro Livello E1 1.697,06 euro Livello E2 1.831,71 euro + 77,47 indennità di funzione Livello F1 2.023,07 euro + 154,94 indennità di funzione Livello F2 2310,42 euro + 232,41 indennità di funzione CCNL Cooperative sociali: Maggiorazioni straordinari, lavoro notturno, reperibilità
Il lavoro straordinario è ammesso nel limite di 100 ore annue per dipendente. Il lavoro straordinario oltre il tetto annuo di 100 ore e fino a 150 ore sarà utilizzato, d'intesa con la RSA e le RSU, per comprovate e motivate esigenze di servizio.
STRAORDINARI
- – 15%, straordinario diurno e lavoro festivo e domenicale;
- – 30%, straordinario notturno e straordinario diurno festivo;
- – 50%, straordinario notturno festivo
- – per lavoro notturno: € 12,39 per le prestazioni oltre le 4 ore e fino alle 8 ore per notte; € 6,20 per prestazioni
- oltre le 2 ore e fino alle 4 ore per notte.
Per gli addetti ai servizi di sorveglianza e custodia, non soggetti a turni e la cui attività si svolge esclusivamente in ore notturne, la suddetta indennità è sostituita da una maggiorazione del 10% su paga oraria lorda per ogni ora effettivamente svolta;
ALTRE MAGGIORAZIONI
- di turno: ai lavoratori inseriti in servizi funzionati su turni ruotanti con continuità nell'arco di 24 ore, comprensivi di almeno 5 notti al mese per il singolo lavoratore, viene corrisposta una indennità di turno per le ore effettivamente svolte;
- di reperibilità: € 77,47 lorde mensili se oltre alla reperibilità è richiesto l'obbligo di residenza nella struttura; se non vi è l'obbligo di residenza, o per periodi non superiori a 10 giorni tale indennità è di € 5,16 giornaliere;
- di pronta disponibilità: € 1,55/ora (non possono essere previsti più di 8 turni al mese per ciascun dipendente
- ed ha durata minima di 4 ore e massima di 12 ore);
- – di funzione, per l’affiancamento all’inserimento lavorativo di colleghi svantaggiati: € 50,00, mensili, riconosciuti al lavoratore che svolge tale funzione, limitatamente al tempo concordato e riferito ai progetti individuali dei colleghi svantaggiati;
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Sportelli INPS nei Comuni: protocollo per migliorare i servizi ai cittadini
E' stato firmato un nuovo accordo tra INPS e ANCI, grazie al quale i Comuni rafforzeranno la rete degli sportelli INPS: i Punti Utente Evoluto (PUE) e i Punti Cliente Servizio (PCS). Per i cittadini significa poter ottenere informazioni e assistenza su prestazioni e domande senza doversi spostare lontano o utilizzare strumenti digitali complessi.
- Più vicini: sportelli presenti presso il Comune o altri enti locali.
- Più semplici: supporto umano per usare i servizi online INPS per chi non ha competenze digitali.
- Più inclusivi: attenzione a aree interne e isole minori, dove i servizi sono meno accessibili.
L'istituto ne ha dato notizia con il messaggio del 26 settembre , precisando che l’intesa , firmata il 10 settembre scorso, rientra nel modello di servizio INPS centrato sull’utente e valorizza due canali già attivi da qualche anno i PCS (disciplinati da atti INPS del 2016) e i PUE (atti e messaggi INPS 2022–2023). L’accordo ha durata triennale e punta a diffondere gli sportelli nei Comuni, con campagne informative e materiali dedicati.
Cosa cambia per i cittadini
Per i cittadini l'accordo significa un maggior numero di sportelli pubblici che facilita l’accesso alle prestazioni INPS (es. pensioni, sostegni al reddito, genitorialità), offrendo orientamento, assistenza nella compilazione delle domande e supporto all’uso dei servizi digitali.
Cosa si puo fare agli sportelli INPS nei Comuni
- Ricevere informazioni su prestazioni, requisiti e scadenze.
- Essere assistito nella registrazione e nell’accesso ai servizi online.
- Compilare e inviare domande e richieste con il supporto di un operatore.
- Seguire lo stato delle pratiche e ricevere comunicazioni.
Dove trovarli e come accedere
- Verificare sul sito del Comune o presso l’URP se è attivo un PUE/PCS.
- Prenotare un appuntamento (se previsto) o recati allo sportello INPS indicato.
- Portare con sé i documenti utili (identità, codice fiscale, eventuale SPID/CIE, documentazione della prestazione).
Il protocollo INPS ANCI 2025
L'accordo , a seguito della delibera INPS del 16 luglio 2025 prevede quindi che:
- l'istituto organizzi informazione e formazione per gli operatori comunali per garantire un servizio uniforme.
- ANCI deve curare campagne di comunicazione verso i Comuni, raccoglie i feedback dai territori e segnalare esigenze specifiche per migliorare il servizio, con particolare attenzione alle Aree interne e delle Isole minori.
Le iniziative sono seguite da un Tavolo tecnico con monitoraggi periodici per rendere gli sportelli sempre più utili ai cittadini.