• Lavoro Dipendente

    Congedi parentali utilizzati per secondo lavoro: licenziamento legittimo

    Il dipendente che, durante i giorni di congedo parentale, svolge un lavoro per conto terzi invece di prendersi cura del proprio figlio, abusa del diritto concessogli dall'ordinamento. Pertanto, il licenziamento attuato dal datore di lavoro che scopre tale comportamento tramite una agenzia investigativa  è giustificato. 

    Questo è il principio  affermato dal Tribunale di Torre Annunziata nella sentenza del 17 aprile 2024 che riprende un orientamento già  sancito dalla Corte di Cassazione.

    Vediamo di seguito maggiori dettagli sul caso e sulle  decisioni dei giudici in materia.

    Congedo parentale e possibilità rapporto investigativo

    Il caso riguardava il licenziamento di un lavoratore dipendente di uno stabilimento balneare che aveva  richiesto alcuni  giorni di congedo parentale  previsto dall'art. 32 del D.Lgs. n. 151/2001 al fine di soddisfare i bisogni affettivi e relazionali del figlio minore . Il datore di lavoro aveva scoperto  tramite una agenzia investigativa che il dipendente in congedo utilizzava le giornate di permesso per lavorare come parcheggiatore  e non risultava essersi preso cura in maniera prevalente del bambino Ritenendo  interrotto il rapporto fiduciario  il datore di lavoro ha  quindi proceduto con il licenziamento del dipendente l'impugnazione del licenziamento è stata respinta.

    Il secondo giudizio  nel quale il ricorrente contesta il rapporto investigativo utilizzato dal datore di lavoro il giudice  ricorda che la  Cassazione  in varie occasioni (Cass. nn. 25287/2022, 15094/2018) ha delimitato, a tutela della libertà e dignità del lavoratore, in coerenza con disposizioni e principi costituzionali, la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei propri interessi, e cioè per scopi di tutela del patrimonio aziendale (art. 2) e di vigilanza dell'attività lavorativa (art. 3); tali disposizioni non precludono  però il potere dell'imprenditore di ricorrere alla collaborazione di soggetti, esterni anche se  il controllo  non deve sconfinare nella vigilanza dell'attività lavorativa vera e propria, riservata, dall'art. 3 dello Statuto, direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori. 

    Nel caso specifico il giudice ha ritenuto che " tenuto conto dell'ambito in cui è stata conferito l'incarico e di come lo stesso è stato svolto dall'agenzia di investigazioni, (…) i limiti di intervento sono stati evidentemente rispettati"

    Licenziamento per giusta causa e abuso del congedo parentale

     Il Tribunale ha dunque  convalidato il licenziamento, affermando che il congedo parentale è un diritto potestativo che permette al suo  titolare di perseguire uno specifico interesse senza che il datore di lavoro possa opporsi.  Cio non esclude comunque per il datore di lavoro  la possibilità di verificare come il diritto viene esercitato, sia da terzi che dal giudice. 

    E' stata giudicata duqneu  contraria alla buona fede, nei confronti del datore di lavoro, la condotta del lavoratore in quanto per l'abuso del diritto di congedo l'azienda è stata ingiustamente della prestazione lavorativa 

    Inoltre è rilevante  anche  l'indebita percezione dell'indennità e lo sviamento dell'intervento assistenziale dell'ente di previdenza erogatore dell'indennità economica del congedo   In questa ottica, la sentenza chiarisce  tale comportamento  giustifica il licenziamento  per  giusta casa essendo venuta meno per questa condotta la fiducia nel dipendente.

    Il principio generale espresso richiama  il precedente di Cassazione n. 16207   che  ha affermato che si verifica un abuso del diritto potestativo di congedo parentale quando il diritto è esercitato non per la cura diretta del bambino, ma per altre attività lavorative  o di altro tipo.

    Secondo lavoro durante il congedo parentale: il parere della Cassazione

    Il caso affrontato dalla Cassazione nel 2008 riguardava  il licenziamento per giusta causa di un dipendente di una spa , motivato dall'uso improprio del congedo parentale (L. n. 53 del 2000).

     Il Tribunale avevaa accertato che il lavoratore aveva utilizzato il periodo di astensione per gestire una pizzeria con asporto acquistata dalla moglie, anziché prendersi cura della figlia. Questo uso improprio ha configurato una giusta causa di licenziamento, poiché la legge tutela l'astensione dal lavoro solo se utilizzata per le finalità previste.  M. G. ha impugnato la decisione, contestando la valutazione delle prove e sostenendo che non vi era alcun divieto di svolgere attività lavorativa durante il congedo. In subordine, ha argomentato che la sanzione del licenziamento era sproporzionata rispetto al fatto contestato.

    La Corte d'Appello di Milano, con sentenza del 30 agosto 2004, ha annullato il licenziamento e ordinato la reintegrazione di M. G., con il pagamento delle retribuzioni arretrate. La Corte ha ritenuto che il congedo parentale possa essere utilizzato per esigenze organizzative della famiglia, a differenza del caso del lavoratore assente per malattia che presta attività lavorativa per terzi. Ha considerato irrilevante verificare se M. G. si fosse occupato anche della figlia, poiché l'attività nella pizzeria della moglie soddisfaceva comunque un'esigenza familiare, legittimando l'uso del congedo.

    La società  ha presentato ricorso in Cassazione, articolato in sei motivi.

    • 1.1. Primo motivo: Violazione e falsa applicazione della normativa sul congedo parentale (L. n. 53 del 2000, D.Lgs. n. 115 del 2003). La ricorrente sostiene che la Corte d'Appello abbia mal interpretato la normativa, ritenendo erroneamente che il congedo parentale possa essere utilizzato per qualsiasi esigenza familiare.
    • 1.2. Secondo motivo: Violazione delle norme processuali e dell’onere della prova. Si contesta l’ammissione di nuove argomentazioni in appello, nonostante l’assenza di prove da parte del lavoratore sulle esigenze familiari.
    • 1.3. Terzo motivo: Violazione delle norme sulla diligenza del lavoratore. La Corte d’Appello avrebbe escluso ogni possibile controllo sull’utilizzo del congedo.
    • 1.4. Quarto motivo: Violazione delle norme sulla giusta causa di licenziamento, ritenendo erroneamente che la condotta del lavoratore non integrasse una giusta causa.
    • 1.5. Quinto motivo: Omessa valutazione della sussistenza di un giustificato motivo di licenziamento.
    • 1.6. Sesto motivo: Omessa considerazione dei compensi percepiti dal lavoratore prima e dopo il licenziamento nella determinazione del risarcimento.

    La Corte di Cassazione ha accolto il primo e il terzo motivo del ricorso, ritenendo che la Corte d'Appello abbia fornito un’interpretazione errata della normativa sul congedo parentale. Ha stabilito che il congedo parentale deve essere utilizzato per la cura diretta del bambino e non per svolgere altre attività lavorative, anche se queste possono migliorare l'organizzazione familiare.

    La sentenza della Corte d'Appello è stata quindi cassata, con rinvio ad altro giudice per un nuovo esame della controversia, attenendosi al principio di diritto secondo cui l’utilizzo del congedo parentale per attività lavorative costituisce abuso del diritto e può giustificare la giusta causa di licenziamento

    Allegati:
  • Start up e Crowdfunding

    Bonus 500 euro e sgravi assunzioni per start up under 35

    L’articolo 21 del decreto Coesione n. 60 2024 introduce numerosi incentivi per le nuove attività imprenditoriali avviate in particolare da giovani  e in specifici settori produttivi, con misure diverse tra nord-centro e Sud Italia.

    Leggi anche Resto al Sud regole in vigore  e Dl Coesione aiuti ai giovani disoccupati per mettersi in proprio 

    Vediamo in particolare le agevolazioni descritta all'art 21  riguardano  soggetti disoccupati  under 35 

    • che avviino sul territorio nazionale, nel periodo 1° luglio 2024-31 dicembre 2025, 
    • un’attività imprenditoriale nell’ambito di  settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale  ed ecologica.

    Si attende un decreto attuativo entro 30 giorni e l'approvazione della Commissione europea .

    Vediamo intanto piu in dettaglio in cosa consistono i nuovi  incentivi , e  i requisiti necessari per accedere.

    Nuove imprese in settori strategici: esonero contributivo per assunzioni

    Le persone disoccupate che non hanno compiuto i 35 anni di età e che avviano sul territorio nazionale,  a decorrere dal 1° luglio 2024 e fino al 31 dicembre 2025,  un’attività imprenditoriale  nell’ambito dei settori strategici per

    • lo sviluppo di  nuove tecnologie e 
    • la transizione digitale ed ecologica

    potranno chiedere 

    • per la durata massima di tre anni e comunque non oltre il 31 dicembre 2028, 
    • per i dipendenti  under 35 assunti a tempo indeterminato dall’1 luglio 2024 al 31 dicembre 2025,  

    l'esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL.

    Il limite massimo di esonero è pari a 800 euro su base mensile per ciascun lavoratore

    Andranno comunque  rispettati i limiti della spesa autorizzata  i  vincoli territoriali e i criteri di ammissibilità previsti dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021 – 2027. 

    L'esonero non comporterà modifiche al computo delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori .

    L’esonero contributivo  non è cumulabile con altre agevolazioni contributive mentre sarà integralmente compatibile con la maxideduzione IRES prevista dall’articolo 4 del D.Lgs. 30 dicembre  2023, n. 216 .

    Da notare che la norma specifica che lo sgravio non  avrà effetto  sugli acconti delle imposte dirette relativi al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2028 , cioe non si avrà una maggiore  imposizione  fiscale a causa delle minore contribuzione previdenziale versata.

     I dettagli operativi saranno comunque specificati da un prossimo  decreto ministeriale.

    DL Coesione: Bonus 500 euro mensili ai neoimprenditori

    L'art 21 del DL Coesione prevede inoltre la possibilità di  avere un contributo anticipato  dall’INPS per la nuova attività (una sorta di "ministipendio") per il  giovane  imprenditore :

    • pari a 500 euro mensili 
    • per la durata massima di tre anni (e comunque non oltre il 31 dicembre 2028) ; 

    il contributo viene erogato in forma anticipata annualmente e non concorre alla formazione del  reddito imponibile. 

    Il beneficio è riconosciuto nel limite delle risorse  stanziate  (vedi sotto).

     Anche per tale beneficio  si  devono attendere ulteriori specificazioni dal decreto ministeriale e dal documento di istruzioni INPS  nonché la clausola

    che subordina l’efficacia della misura all’autorizzazione della Commissione  europea.

    Neoimprenditori under 35 le risorse stanziate

    La norma precisa i  limiti di spesa separati per le due tipologie di beneficio.

     In particolare,

    1. per  il riconoscimento dell’esonero  contributivo è previsto  un limite di spesa pari a 5 milioni di euro  per l’anno 2024, a 39,5 milioni per l’anno 2025, a 58,8 milioni per l’anno 2026, a 53,7 milioni per l’anno 2027 e a 19,3 milioni per l’anno 2028. 
    2.  per il  riconoscimento del  bonus 500 euro è subordinato al rispetto di un limite di spesa pari a 1,8 milioni di  euro per l’anno 2024, a 14,1 milioni per l’anno 2025, a 21,0 milioni per l’anno  2026, a 19,2 milioni per l’anno 2027 e a 6,9 milioni per l’anno 2028. 

    L ’INPS provvedera  al  monitoraggio del rispetto dei limiti di spesa  totale  circa 220 milioni  di euro  fornendo i risultati d al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze e interrompera eventualmente l’accoglimento delle  domande  di accesso.

  • Rubrica del lavoro

    Volontari soccorso alpino, indennità 2024

     E' stato  definito l'importo dell'indennità per i lavoratori autonomi  che effettuano attività come  volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico per l’anno 2024,  con il Decreto ministeriale n. 48 dell'8 maggio 2024, pubblicato sul sito istituzionale  del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 

    Si stabilisce in particolare che l'importo da prendere a riferimento  per definire l'indennità per le giornate di lavoro autonomo non svolte, è la retribuzione media del ccnl industria  pari a 2.331,80 euro ,  che vanno rapportati a giornata suddividendo l'importo per 22   o 26 , a seconda che il lavoratore svolga la sua attività per 5 o 6 giorni alla settimana.

    Indennità volontari soccorso alpino: come fare domanda

    Per ottenere l'indennità l’interessato deve presentare  una specifica  domanda all’Ispettorato del lavoro territoriale , da inoltrare a pena di decadenza entro la fine del mese successivo a quello in cui è stata effettuata l'attività di soccorso o l’esercitazione.

    ATTENZIONE  All’istanza  deve essere allegata l’attestazione del sindaco (o suo delegato)  sull' attività  svolta con la specificazione  della data e dell’orario dell’intervento.

    Resta esclusa dall’indennizzo l’attività eventualmente prestata in giornata festive, salvo il caso in cui in tali giornate ricada l’attività abitualmente prestata dal lavoratore autonomo.

  • Assegni familiari e ammortizzatori sociali

    Indennità mobilità aree di crisi Sicilia: proroga 2024

     Con il messaggio 1850 del 14 maggio 2024 INPS ricorda che il  decreto–legge 18 gennaio 2024, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 2024, n. 28, ha previsto una nuova  proroga, fino al 31 dicembre 2024, dell'indennità pari al trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa ubicate nel territorio della Regione siciliana.

    La precedente proroga era stata prevista dalla legge 17 del 3.3.2023, di conversione del decreto legge 2 2023 , sempre in relazione alle richieste presentate  nel corso del 2020. 

    La decisione deriva dalla necessita di sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale e la  salvaguardia dei livelli occupazionali nei casi di crisi industriali complesse  con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, con particolare  riferimento al territorio della Regione siciliana.

    Sono interessati dunque i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa della Sicilia che  hanno cessato di percepire la NASpI (Nuova assicurazione sociale per  l’impiego) nel 2020 e che hanno presentato la relativa richiesta nel corso del medesimo 2020.

    Indennità aree di crisi istruzioni INPS 2024

     INPS precisa che l'indennità è concessa, su richiesta, dalla Regione Sicilia con un budget complessivo  pari a 973.400 euro per l'anno 2024, previa verifica della disponibilità da parte dell'istituto 

    Vengono richiamate per la gestione operativa  le istruzioni  fornite  dalla circolare INPS  51 2021 e si ricorda che non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 67, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

    L’indennità può essere concessa a tutti i lavoratori subordinati, con rapporto di lavoro sia a tempo determinato che indeterminato, con qualifica di operaio, impiegato o quadro; sono compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati.

    L'importo è calcolato secondo le consuete modalità della mobilità in deroga, considerando come riferimento la retribuzione percepita al momento dell’ultima cessazione del rapporto di lavoro.

    Gli importi massimi dell’indennità di mobilità, a cui fare riferimento per il calcolo della prestazione, sono indicati  nella tabella che segue rispettivamente, al lordo e al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento: 

    Indennità di mobilità

    Retribuzione (euro)

    Tetto

    Importo lordo (euro)

    Importo netto (euro)

    Inferiore o uguale a 2.102,24

    Basso

        971,71

      914,96

    Superiore a 2.102,24

    Alto

     1.167,91

    1.099,70 

  • Enti no-profit

    Avviso INAIL formazione reinserimento disabili in scadenza

    Sta per scadere il termine per le domande relative al  bando Inail per il  finanziamento di  progetti di  formazione   su reinserimento   e  integrazione lavorativa delle persone con disabilita' da lavoro,  relativo al 2023.La scadenza è fissata al 17 maggio 2024. 

     Scarica  qui il manuale operativo per la predisposizione delle domande.

    Sono  disponibili 2,5 milioni di euro  che saranno assegnati, fino ad esaurimento  con una graduatoria nazionale in  base  all'ordine  cronologico  di  presentazione  delle   domande  che si potranno inviare dal 6 al 17 maggio 2024.

    In data 8 aprile sul sito INAIL sono state pubblicate numerose FAQ di chiarimenti.

    Vediamo i dettagli sui requisiti  e  le modalità di partecipazione.

    Avviso INAIL formazione reinserimento disabili 2023: i beneficiari

    I soggetti destinatari dei finanziamenti sono: 

    •       a)  associazioni  dei  datori  di  lavoro  e   dei   lavoratori  comparativamente  più  rappresentative  sul   piano   nazionale,   a  esclusione delle associazioni e delle federazioni ad  esse  aderenti.   Le  predette  associazioni,  per   l'attuazione   dei   progetti   di formazione/informazione,   possono   avvalersi   delle   associazioni  territoriali ad esse riferibili e delle  loro società di  servizi 
    •       b) patronati; 
    •       c) enti bilaterali; 
    •       d) associazioni senza fini di lucro che hanno  per  oggetto  la tutela del lavoro,  l'assistenza  e  la  promozione  delle  attivita' imprenditoriali,  la  progettazione  e   l'erogazione   di   percorsi formativi e di alternanza, la tutela della disabilità. 

    Avviso INAIL formazione reinserimento 2023: Importi e spese finanziabili

    L'importo finanziabile sarà ' calcolato in funzione  del  numero  dei  partecipanti e delle ore in cui  si  articolano  i  moduli  prescelti nonche'  della  modalita'   di   svolgimento   in   presenza   o   in videoconferenza  sincrona  di   ciascuna   edizione   dell'iniziativa formativa/informativa. 

    In ogni caso:

    • per le iniziative formative/informative svolte in  presenza  e'  previsto  un  costo  orario  pari  a  euro   20   a   partecipante, mentre 
    • per le iniziative svolte in videoconferenza  con  modalita' sincrona il costo orario e' pari 15 euro a partecipante. 

    Il finanziamento  complessivo  di  ciascun  progetto  non  potrà essere  superiore a euro 120.000.

    Formazione e reinserimento disabili:  a chi si rivolgono i progetti?  

    Alcune faq pubblicate dall'INAIL chiariscono che è possibile coinvolgere come discenti delle attività formative/informative anche i lavoratori impiegati presso il soggetto proponente. Infatti l’avviso pubblico non prevede requisiti particolari ai fini della individuazione dei destinatari delle attività formative/informative (lavoratori, datori di lavoro e

    soggetti in cerca di nuova occupazione ai sensi dell’art. 19, comma 1, del d.lgs. n. 150/2015) limitandosi a stabilire che, per ciascun progetto, il numero dei

    partecipanti non deve superare il limite complessivo massimo di 400 a livello nazionale.

    Avviso Inail formazione e reinserimento disabili: le domande

      Sul sito www.inail.it – ACCEDI AI SERVIZI ONLINE – i  destinatari  del finanziamento avranno a disposizione, a breve,   una  procedura  informatica  che consentira' loro, attraverso un percorso guidato, di inserire  la domanda di finanziamento e  la  documentazione  da  allegare  con  le  modalita' indicate  nell'avviso  pubblico.  

     Per informazioni e assistenza sull'avviso pubblico   sono    disponibili:

    •  il  numero  telefonico  06.6001  del  Contact  center  Inail  sia  da  rete  fissa  sia  da  rete  mobile, 
    • il servizio Inail  Risponde,  nella sezione Supporto del sito.
  • PRIMO PIANO

    Imprese familiari: il ruolo della Carta di famiglia

    In Italia, come noto, le imprese familiari costituiscono una colonna portante dell'economia nazionale.  

    Sono 11.635  le aziende a controllo familiare con fatturato superiore ai 20 milioni di euro presenti nel Paese (pari al 65,0% delle 17.901 totali), secondo l'ultimo monitoraggio dell'Osservatorio Aub di Aidaf (l'Associazione italiana delle aziende familiari), Università Bocconi e UniCredit. (Vedi  maggiori dettagli all'ultimo paragrafo)

    Le imprese familiari   sono spesso di piccola o  media dimensione,  e la gestione fondata  sui legami familiari è un  elemento  in grado  sia di  rafforzare che  di complicare la loro struttura e crescita, soprattutto durante il delicato processo di passaggio generazionale.

    Leggi anche Impresa familiare breve guida su fisco e previdenza Impresa familiare in agricoltura

    Il passaggio di consegne tra generazioni in un'impresa familiare, infatti  non è solo un cambio di gestione ma rappresenta una vera e propria transizione culturale e organizzativa. 

    Il rallentamento economico causato dalla pandemia di COVID-19 ha accelerato i cambi al vertice, incidendo positivamente su crescita occupazionale e redditività delle imprese familiari, ma ha anche evidenziato la necessità di una pianificazione attenta e di regole chiare per prevenire conflitti e garantire una successione armoniosa.

    La Carta di Famiglia, o Family Constitution, è uno strumento di origine anglosassone che sta guadagnando popolarità anche in Italia. Si tratta di un documento che stabilisce i principi e le regole che una famiglia imprenditoriale decide di adottare per guidare l'azienda e gestire le dinamiche interne, in particolare nel momento del passaggio generazionale. 

    Contenuti e Benefici della Carta di Famiglia

    La Carta di Famiglia aiuta a definire criteri per l'ingresso in azienda, la carriera, l'assegnazione di ruoli direttivi e le politiche di remunerazione.

    Si tratta di  un documento scritto con la guida di un professionista , sottoscritto da tutti i membri della famiglia con diritti sull'azienda, piu utilmente in particolare  quando i membri della nuova generazione sono ancora giovani.

    Il documento puo includere diverse sezioni:

    • Valori Familiari e Principi Aziendali: Codifica i valori da perseguire nel tempo, assicurando che le decisioni aziendali siano in linea con questi principi.
    • Governance e Processi Decisionali: Stabilisce chiare linee guida per la governance aziendale e i processi decisionali, essenziali per la gestione quotidiana e il lungo termine della firma.
    • Gestione dei Conflitti e della Successione: Offre un quadro per la gestione dei conflitti interni e facilita il processo di successione, prevenendo disaccordi e garantendo continuità.
    • Ruoli e Retribuzioni: Definisce criteri oggettivi per la selezione di ruoli aziendali e la remunerazione, contribuendo a mantenere equità e meritocrazia.
    • Conservazione del Patrimonio e della Reputazione: Tutela il patrimonio e la reputazione aziendale, regolamentando anche le attività dei membri della famiglia nei media e sui social network.

    Carta di famiglia e ruolo del professionista

    L'implementazione efficace di una Carta di Famiglia  come detto  richiede  l'intervento di professionisti qualificati che comprendano non solo la struttura aziendale ma anche le dinamiche familiari.  I migliori consulenti e avvocati specializzati in diritto societario e gestione delle crisi di impresa sono   solitamente quelli che riescono a fondere l'analisi E  il giusto equilibrio  di tutti questi fattori per navigare al meglio nei mari agitati del mercato 

    La Carta di Famiglia emerge come uno strumento essenziale per le imprese familiari italiane, che desiderano proteggere la propria continuità operativa e successo attraverso le generazioni. Con il supporto giusto e una visione chiara, può trasformarsi da un semplice documento a un vero e proprio pilastro di stabilità e crescita.

    Lo studio AIDAF 2024 sulle aziende familiari

    La Cattedra  “AIDAF – EY” di Strategia delle Aziende Familiari in memoria di Alberto Falck dell'Università Commerciale Bocconi di Milano,    sostenutA anche da Borsa Italiana, Camera di Commercio di Milano Monza-Brianza Lodi, e Fondazione Angelini,  ha presentato a gennaio  2024  i risultati della XV edizione   dell'Osservatorio AUB incentrato sul ricambio al vertice avvenuto nell’ultimo decennio nelle aziende familiari italiane  e  in particolare sulla ripresa dopo la pandemia da COVID. 

    Scarica qui la sintesi dello studio

    L’Osservatorio rappresenta la più completa ed estesa rilevazione disponibile in Italia sulle aziende a controllo familiare che intende  dare un aiuto a ricercatori, imprenditori, managers ed istituzioni a comprendere le caratteristiche uniche e i bisogni di questo particolare tipo di aziende.

    In particolare, in questa rilevazione l’Osservatorio AUB mette in evidenza come la situazione di crisi dovuta alla pandemia ha comportato una sensibile accelerazione nel ricambio al vertice delle imprese familiari italiane. 

     la ripresa delle aziende familiari italiane dopo la pandemia si è confermata  più sostenuta di quella che era seguita alla crisi finanziaria del 2008-2009, portando a un aumento delle persone occupate, cresciute del 7,3% rispetto a prima della pandemia (del 4,5% nelle imprese non familiari), e a una riduzione delle aziende con una situazione patrimoniale più debole

    Inoltre è stato rilevato che  le caratteristiche di governance delle imprese familiari sono in una fase di transizione verso modelli più strutturati rispetto alla prevalenza dell’Amministratore Unico.  Come ha spiegato il curatore  Fabio Quarato: “Non è che l’Amministratore Unico stia scomparendo, anche se le aziende con questo modello sono in lento calo da qualche anno. Il punto è che le aziende di questo tipo non sono più quelle che vanno meglio. La leadership collegiale è associata a performance migliori in questo triennio post-Covid, soprattutto nelle aziende più grandi che di solito anticipano tendenze destinate a consolidarsi.”

  • Contributi Previdenziali

    Contributi artigiani e commercianti: versamento entro il 16 maggio

    Artigiani e commercianti iscritti alla relative gestioni speciali  sono tenuti  entro  il 16 maggio  2024  al versamento  della prima trimestrale della quota di contributi  IVS 2024   sul  reddito 2023,  tramite il Modello di pagamento F24.

    Si ricorda che le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, per l’anno 2023, sono  pari a: 

     Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni 

    • 24% per  gli ARTIGIANI
    • 24,48% per i COMMERCIANTI Titolari e per i collaboratori di età superiore a 21 ani

    per i collaboratori di età inferiore a 21 anni:

    • 23,70% per gli artigiani
    • 24,18% per i commercianti

    Si conferma  anche per l’anno 2024,

    • la riduzione del 50% dei contributi dovuti  per gli iscritti di almeno 65 anni , già pensionati e
    •  la maggiorazione dell'aliquota pari all'1% per  i redditi superiori alla soglia di 52.190 euro.

    Si ricorda  anche  con la legge di bilancio 2023 è stato innalzato da 65.000  a 85.000 euro di reddito   il requisito di accesso al regime fiscale forfettario  che da diritto alla riduzione contributiva del 35% . Chi ha iniziato l'attività nel corso del 2024 deve dare comunicazione dell'adesione al regime con tempestività

    Artigiani e commercianti versamento I rata contributi 2024

    I dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta da artigiani e commercianti sono pubblicati nel Cassetto previdenziale, nella sezione “Dati del mod. F24”, cui può accedere il contribuente o un suo delegato. 

    Attraverso tale opzione è possibile, inoltre, visualizzare e stampare in formato PDF, il modello da utilizzare per effettuare il pagamento.