• Formazione e Tirocini

    Finanziamenti per formazione in Tunisia: invio domande dal 27.2

    E' stato pubblicato in Gazzetta ufficiale pochi giorni fa l' Avviso pubblico della società in house del Ministero  del lavoro "Sviluppo Italia"  finalizzato al finanziamento di  progetti di formazione professionale e civico-linguistica  rivolti a cittadini della Repubblica di Tunisia , con risorse a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027 – OS2 Migrazione legale e Integrazione, lettera p) Misure pre-partenza e percorsi di orientamento, formazione, informazione nei Paesi di origine

    L'avviso  ha  l’obiettivo di promuovere canali legali di ingresso in Italia attraverso percorsi di formazione svolta nel paese di origine e di assistenza nel periodo di ingresso in Italia. 

    Le iniziative previste mirano a migliorare l’adeguamento delle competenze professionali e civico-linguistiche dei partecipanti, in modo da favorire il loro inserimento lavorativo e rispondere alle esigenze del mercato del lavoro italiano. Il programma contribuisce altresì all’attuazione degli accordi tra Italia e Tunisia in materia di migrazione, supportando la gestione strutturata dei flussi migratori e incentivando una migrazione qualificata e regolare.

    Finanziamenti formazione all’estero Sviluppo Italia: i soggetti ammessi

    Al fine di consentire una più stretta correlazione tra l’effettiva richiesta di specifiche professionalità nel territorio nazionale e le attività formative pre-partenza, sono ammessi a presentare proposte progettuali in qualità di Soggetto Proponente Unico o – in caso di partenariato – Associato i seguenti soggetti con sede legale in Italia, elencati anche  nelle Linee Guida  adottate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Decreto Direttoriale n. 27/2023.

    • a. Regioni e Province Autonome e loro enti strumentali;
    • b. Enti locali, loro unioni e consorzi, così come elencati all’art. 2 del D.Lgs. n. 267/2000 ovvero loro singole articolazioni purché dotate di autonomia organizzativa e finanziaria;
    • c. Organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché proprie associazioni e articolazioni;
    • d. Organismi paritetici ed enti bilaterali, posti in essere dalle Organizzazioni di rappresentanza datoriale 
    • e sindacale comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
    • e. Organizzazioni internazionali governative e intergovernative;
    • f. Organizzazioni della società civile e altri soggetti senza finalità di lucro iscritti all’Elenco pubblicato e aggiornato periodicamente dall'Agenzia per la Cooperazione italiana ;
    • g. Associazioni senza scopo di lucro o altri soggetti privati (enti, fondazioni, cooperative sociali, onlus,  etc.) iscritti al Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati,
    • h. Enti del terzo Settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS);
    • i. Operatori pubblici e privati accreditati per lo svolgimento di servizi al lavoro, ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003 e del D.Lgs. n. 150/2015;
    • j. Organismi accreditati dalle singole Regioni/Province Autonome per lo svolgimento di attività di formazione professionale e servizi al lavoro ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 25 maggio 2001 n. 166;
    • k. Università e Istituti di ricerca; ITS Academy ai sensi della Legge 15 luglio 2022 n. 99;
    • l. Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti

    Nel caso di partenariato, il Soggetto Proponente e i Partner dovranno stipulare un Accordo di Partenariato  utilizzando il Mod. C – “Accordo di Partenariato”.

    Formazione professionale in Tunisia: caratteristiche dei progetti

    Le proposte formative dovranno prevedere l’organizzazione di corsi di formazione professionale e civico-linguistica pre-partenza nella Repubblica di Tunisia. 

    Tali corsi dovranno avere una durata minima di 150 ore e articolarsi in quattro moduli obbligatori:

    1. Lingua italiana (almeno 100 ore), con il raggiungimento del livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue;
    2. Educazione civica (almeno 10 ore), per fornire conoscenze sui principi costituzionali, il funzionamento delle istituzioni e il contesto socio-culturale italiano;
    3. Formazione professionale (almeno 35 ore), comprendente anche nozioni sui diritti dei lavoratori, il lessico settoriale e l’orientamento al lavoro;
    4. Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (almeno 5 ore), con nozioni generali in materia di prevenzione e tutela della sicurezza.

    Le attività formative potranno essere erogate in modalità mista (presenza e FAD), ma con un limite massimo del 25% delle ore in formazione a distanza, ad eccezione del modulo di lingua italiana, che dovrà essere svolto almeno per il 75% in presenza.

    Le proposte progettuali saranno valutate sulla base della loro idoneità tecnica, della coerenza con gli obiettivi dell’Avviso e della sostenibilità economica. 

    Saranno considerate ammissibili solo le domande che rispettano i criteri stabiliti, e sarà redatta una graduatoria con l’elenco delle proposte idonee al finanziamento.

    La pubblicazione degli esiti avverrà sul sito istituzionale dell’ente promotore, e i soggetti selezionati dovranno attenersi agli obblighi di rendicontazione e monitoraggio delle attività, garantendo la corretta attuazione delle iniziative approvate.

    Formazione professionale in Tunisia: domande

    Le modalità di partecipazione prevedono la presentazione di una proposta progettuale da parte dei soggetti proponenti, attraverso l’apposita “Piattaforma Ingressi Formati all’Estero” (PIF) sul sito servizi.lavoro.gov 

    La candidatura deve essere compilata in ogni sua parte e corredata della documentazione richiesta, secondo le specifiche indicate nell’Avviso e negli allegati .

    Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, tra il 27 febbraio 2025 e il 17 marzo 2025.

     Il rispetto della scadenza è vincolante, e farà fede la data e l’ora riportate nella ricevuta generata automaticamente dalla piattaforma

    Formazione professionale in Tunisia: modalità di finanziamento

    Per quanto riguarda il finanziamento, il budget complessivo destinato all’Avviso ammonta a 2.000.000,00 euro, sufficienti per la formazioe di 1000 cittadini tunisini 

    Ciascuna proposta progettuale potrà prevedere un finanziamento variabile, in base al numero di destinatari formati con esito positivo, 

    con un massimo di 500.000,00 euro per progetti che coinvolgano almeno 250 partecipanti

    Giova sottolineare che per "formati con esito positivo" si intendono i partecipanti ai corsi di formazione pre-partenza che:

    • Hanno frequentato almeno l'80% delle ore di formazione previste dal programma, comprendendo i moduli di lingua italiana, educazione civica, formazione professionale e sicurezza sul lavoro.
    • Hanno superato con successo gli esami finali, che attestano: Il raggiungimento del livello A1 di conoscenza della lingua italiana, L’acquisizione delle competenze professionali previste dal corso, con rilascio di un’attestazione 

    Solo i partecipanti che soddisfano questi requisiti saranno computati ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto e del relativo finanziamento.

    Il contributo sarà erogato sulla base di una rendicontazione a costi reali e sarà soggetto a verifiche amministrative e contabili. 

    La graduatoria finale sarà stilata in base a criteri di qualità del partenariato, coerenza con gli obiettivi dell’Avviso e sostenibilità economica della proposta.

    L’erogazione dei contributi finanziari avverrà in più fasi e sarà subordinata al rispetto delle condizioni previste nell’Avviso. In particolare, i pagamenti seguiranno questo iter:

    1. Anticipo Dopo l’approvazione della proposta progettuale e la stipula dell’accordo di finanziamento, il Soggetto Proponente potrà ricevere un anticipo sui fondi assegnati, la cui percentuale sarà stabilita in base alle regole del programma FAMI.
    2. Erogazioni intermedie – Sono previsti pagamenti in corso d’opera, subordinati alla presentazione di documentazione che attesti lo stato di avanzamento delle attività formative e la rendicontazione delle spese sostenute.
    3. Saldo finale – Il saldo sarà corrisposto solo dopo la conclusione del progetto, previa verifica della corretta attuazione delle attività e della rendicontazione finale da parte di SLI. Il riconoscimento delle spese sarà vincolato anche alla dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi, ossia il numero di destinatari formati con esito positivo.

    L’erogazione dei contributi è inoltre subordinata alla regolarità contributiva (DURC) del Soggetto Proponente, che deve permanere per tutta la durata del procedimento

  • Lavoro Dipendente

    Dimissioni di fatto per assenze: il codice Uniemens

    Il messaggio INPS 639 del  19 febbraio 2025 fornisce indicazioni sul flusso Uniemens  in caso di Dimissioni per fatti concludenti previste dall'articolo 19 della legge 13 dicembre 2024, n. 203. Ricordiamo in sintesi di cosa si tratta e le istruzioni dell'Istituto .

    la norma sulle dimissioni di fatto per assenza ingiustificata

    La nuova norma prevede che, in caso di assenza ingiustificata del lavoratore protratta oltre il termine stabilito dal contratto collettivo nazionale o, in assenza di tale previsione, superiore a quindici giorni, il datore di lavoro è tenuto a comunicare tale assenza alla sede territoriale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

    Tale comunicazione può essere soggetta a verifica da parte dell'INL per accertarne la veridicità. In questo scenario, il rapporto di lavoro si intende risolto per volontà del lavoratore, senza necessità di seguire le formalità previste per le dimissioni volontarie, come la comunicazione telematica e il rispetto del preavviso.

    Tuttavia, la risoluzione del rapporto di lavoro non si applica qualora il lavoratore dimostri l'impossibilità di comunicare i motivi della propria assenza a causa di forza maggiore o di fatti imputabili al datore di lavoro. In tali circostanze, o nel caso in cui l'INL accerti la non veridicità della comunicazione del datore di lavoro, la risoluzione del rapporto non ha effetto.

     In questi casi, l'INL comunica l'inefficacia della risoluzione sia al lavoratore che al datore di lavoro, e quest'ultimo è tenuto a provvedere agli adempimenti contributivi conseguenti.

    INPS sottolinea che  a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro come descritto, il lavoratore non ha diritto alla prestazione di disoccupazione NASpI, poiché tale fattispecie non rientra nelle ipotesi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

     Pertanto, il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo previsto per l'interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in quanto il lavoratore non acquisisce il diritto teorico alla NASpI.

    Dimissioni di fatto Istruzioni Uniemens

    Per quanto riguarda le modalità di compilazione del flusso Uniemens, il documento specifica che:

    1. a partire dal 12 gennaio 2025,
    2.  le interruzioni del rapporto di lavoro avvenute secondo le nuove disposizioni devono essere segnalate utilizzando il codice "1Y", che indica "Risoluzione rapporto di lavoro articolo 26 DLgs 14 settembre 2015, n. 151, comma 7 bis".

    Questo codice deve essere inserito nel flusso Uniemens per garantire la corretta registrazione e gestione delle cessazioni del rapporto di lavoro in conformità con la nuova normativa.

  • Rubrica del lavoro

    Forfettari: richiesta riduzione contributiva entro il 28 febbraio

    Nel turbine delle continue modifiche al regime fiscale dei cd. "forfettari"  (con soglia innalzata  85mila euro dalla legge di bilancio 2023),  un aspetto non è cambiato: si tratta del  regime contributivo agevolato  (legge 190 2014 art 1 commi 76-89)   riservato ai  contribuenti iscritti alla gestione artigiani e commercianti che scelgono il regime fiscale  forfettario. 

    Si ricorda che per i neoiscritti alla gestione , sempre in regime forfettario, è prevista da quest'anno anche una agevolazione alternativa ovvero lo sgravio del 50% introdotto con la legge di bilancio 2025.

    Regime contributivo agevolato artigiani e commercianti forfettari

    Il regime  previdenziale di favore  prevede la riduzione  dei contributi previdenziali nella misura del 35% su:

    •  contribuzione dovuta sul reddito entro il minimale,  e su
    •  contribuzione sul reddito eventualmente eccedente, 

    mentre  resta sempre dovuto in misura intera il contributo per l'indennità di maternità (pari a 7,44€ annui).

    La riduzione tuttavia non è automatica ma ha carattere opzionale ed è accessibile esclusivamente  con domanda  all'INPS in forma telematica nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti al seguente indirizzo

     www.inps.it – Servizi Online – Elenco di tutti i servizi – Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Sezione Domande telematizzate: Regime agevolato ex. Art.1, commi 76-84 L. 190/2014 – Adesione.

    Ciò dovrà avvenire entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato. Ove non sia rispettato tale termine, l’accesso al regime agevolato non sarà consentito per l’anno in corso, ma dovrà essere ripresentata una nuova domanda entro il 28 febbraio dell’anno successivo e l’agevolazione sarà concessa con decorrenza 1° gennaio del relativo anno, sempreché il richiedente permanga in possesso dei requisiti di legge.

    (Qui il facsimile del modulo di richiesta cartaceo per coloro che non hanno ancora aperto la posizione INPS).

    Uscita dal regime contributivo agevolato forfettari

    L’uscita dal regime agevolato si può verificare, in tre ipotesi:

    1. – venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio;
    2. – scelta del contribuente, a prescindere da qualsivoglia motivazione, di abbandonare il regime agevolato tramite Cassetto previdenziale;
    3. – comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate in ordine al fatto che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire.

    Nei primi due casi il regime ordinario verrà ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita. 

    Nel terzo caso il regime ordinario verrà imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato.

    Comunicazione opzione regime agevolato forfettari 

    Anche  nel 2025  l'applicazione è automatica per i soggetti già beneficiari del regime agevolato nel 2024, sempre ovviamente se:

    •  permangono i requisiti , e se 
    • non viene fatta espressa rinuncia.

    Devono dare comunicazione invece:

    • I soggetti che hanno  intrapreso  nel 2024 una nuova attività d’impresa  in regime forfettario:  il termine  è fissato appunto al  28 febbraio 2025;
    •  I soggetti  che iniziano una nuova attività nel corso nel 2024, devono comunicare l’opzione con la massima tempestività rispetto  alla conferma d’iscrizione alla Gestione speciale

    Versamento minimo  e accredito inferiore a 12 mesi

    ATTENZIONE: Se la riduzione comporta un versamento inferiore al minimo annuo verrà accreditato ai fini previdenziali  un numero di mesi proporzionale a quanto versato (quindi inferiore a 12).   

    Per il 2025   il  versamento minimo è pari a €  4.549,70  (minimale di reddito € 18.415,00 euro)

  • Bollo e concessioni governative

    Contratti di Lavoro sempre esenti da imposta di bollo

    L'Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato la Risposta n. 40/2025, che affronta un tema di rilevante interesse per gli enti pubblici e i professionisti legali: l'esenzione dall'imposta di bollo per  tutti i contratti di lavoro e d'impiego. 

    L'agenzia  chiarisce  in particolare una questione riguardante  i Comuni e gli enti locali che si avvalgono di servizi legali esterni. 

    L'interpello presentato da un Comune italiano ha sollevato il dubbio sull'applicabilità dell'imposta di bollo ai disciplinari sottoscritti con professionisti esterni per la difesa in giudizio. La risposta dell'Agenzia delle Entrate, oltre a rispondere sul caso specifico,  fornisce un'interpretazione dettagliata della normativa vigente,

    Esenzione dal bollo per i contratti di lavoro : La normativa di riferimento

    L’imposta di bollo è regolata dal D.P.R. 642/1972, il quale stabilisce che determinati atti e documenti sono soggetti a tale imposta. Tuttavia, lo stesso decreto prevede una serie di esenzioni per specifiche categorie di contratti e documenti, tra cui quelli di lavoro e d’impiego.

    L’articolo 1 del D.P.R. 642/1972 sancisce che "sono soggetti all'imposta di bollo gli atti, i documenti e i registri indicati nell'annessa tariffa", mentre l’Allegato B elenca i documenti esenti. Tra questi, l’articolo 25 della Tabella prevede l’esenzione dall’imposta di bollo per "i contratti di lavoro e d’impiego sia individuali che collettivi, contratti di locazione di fondi rustici, di colonia parziaria e di soccida di qualsiasi specie e in qualunque forma redatti".

    Per comprendere se l’esenzione si applichi al disciplinare sottoscritto dal Comune, occorreva dunque stabilire se esso possa essere qualificato come contratto di lavoro o rientrasse in una categoria contrattuale differente.

    Contratti di lavoro: tipologie secondo il Consiglio di Stato

    L’Agenzia delle Entrate, nell’analizzare il caso, ha fatto riferimento alla natura giuridica del contratto stipulato tra il Comune e il professionista esterno. Per questo ha richiamato un parere del Consiglio di Stato (3 agosto 2018, n. 2017), il quale ha precisato che gli incarichi professionali possono essere ricondotti a due tipologie contrattuali principali:

    1. Contratto d’opera intellettuale: si caratterizza per il fatto che il professionista esegue la prestazione con lavoro prevalentemente proprio, senza una struttura imprenditoriale. Questo tipo di contratto si basa sull’elemento dell’intuitus personae, ossia sulle  specifiche competenze e capacità personali del professionista incaricato.
    2. Appalto di servizi: presuppone un’organizzazione di mezzi e risorse per l’esecuzione della prestazione, con un’eventuale struttura imprenditoriale alle spalle del professionista incaricato.

    Nel caso specifico, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il contratto tra il Comune e l’avvocato esterno rientri nella categoria del contratto d’opera intellettuale, in quanto il legale svolge l’incarico sulla base di competenze personali e senza un’organizzazione imprenditoriale strutturata.

    In virtù di questa qualificazione, il contratto rientra nella categoria dei "contratti di lavoro e d’impiego" ai sensi dell’articolo 25 della Tabella, Allegato B, del D.P.R. 642/1972. Pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il disciplinare sottoscritto dal Comune è esente dall’imposta di bollo.

    Ulteriori Considerazioni sulla Qualificazione del Contratto

    Un altro elemento rilevante sollevato dall’Agenzia è che, anche nel caso in cui il contratto fosse stato qualificato come appalto di servizi, l’esenzione dall’imposta di bollo non sarebbe comunque venuta meno.

     Infatti, la normativa in materia di contratti pubblici prevede specifiche disposizioni per l’affidamento di servizi legali, escludendoli dall’applicazione di determinate norme sugli appalti. Di conseguenza, il regime fiscale resterebbe invariato e l’imposta di bollo non sarebbe comunque dovuta.

    L’Agenzia ha inoltre richiamato la risoluzione n. 157/E del 21 luglio 2003, la quale ha chiarito che anche i contratti a tempo determinato per il conferimento di incarichi professionali sono esenti dall’imposta di bollo. Questo ulteriore richiamo conferma che l’interpretazione dell’articolo 25 della Tabella, Allegato B, è ampia e include una varietà di contratti professionali.

    Il caso analizzato conferma che l’esenzione dall’imposta di bollo prevista dall’articolo 25 della Tabella, Allegato B, del D.P.R. 642/1972 si applica ai disciplinari di incarico stipulati tra le amministrazioni pubbliche e i professionisti esterni, quando questi ultimi operano in regime di contratto d’opera intellettuale. 

    Tale interpretazione trova supporto nella normativa vigente e nei precedenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate.

  • Riforma dello Sport

    Contributi INPS per pro gamer e cyber atleti nello sport digitale

    L’INPS, nella Circolare n. 44 del 19 febbraio 2025, dedicata al trattamento previdenziale delle nuove "attività di content creator" ,   ha specificato  in particolare  anche gli obblighi contributivi per gli sportivi impegnati nell’ambito  del gioco digitale, con particolare riferimento ai pro gamer e ai cyber atleti.

    E sports e pro gamer cosa sono?

    RIcordiamo innanzitutto  che per eSport, si intendono  gli sport elettronici, ovvero i tornei di videogiochi che da molti anni ormai sono organizzati  in vere e proprie gare sportive,  alle quali i giocatori possono partecipare in forma individuale o a squadre.

     Il settore  si è sviluppato in maniera esponenziale  a partire dagli anni Novanta  in particolare con la  modalità multiplayer online e con la  diffusione delle piattaforme di streaming online, in particolare YouTube e Twitch.

    Secondo alcuni commentatori gli eSport prevedono una preparazione e un’esecuzione simile agli sport fisici. Infatti in  Italia già dal 2020 sono in corso le procedure di  riconoscimento degli eSport come disciplina sportiva.

    Il 10 ottobre 2023, l’Osservatorio Italiano Esports ha presentato alla Camera dei Deputati il primo White Paper sugli Esports e il Gaming in Italia. Il documento raccoglie le analisi di oltre 70 operatori del settore e propone dieci soluzioni per favorire la crescita degli Esports nel Paese, affrontando sette tematiche chiave, tra cui regolamentazione, professioni, industria, inclusività, cultura del gaming, nuove tecnologie e supporto agli sviluppatori. 

    I pro gamer sono i giocatori  degli sport elettronici impegnati professionalmente nelle competizioni digitali, 

    Inquadramento previdenziale pro gamer

    I Pro gamer secondo INPS possono essere inquadrati all’interno del lavoro sportivo se l’attività è riconosciuta dal CONI e registrata nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche. 

    1. In questi casi, la disciplina previdenziale applicabile è quella del lavoro sportivo, con iscrizione al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) se si tratta di eventi con finalità promozionali o artistiche.
    2.  Tuttavia, se l’attività viene svolta in modo indipendente e senza un’organizzazione sportiva di riferimento, l’inquadramento previdenziale può avvenire nella Gestione Separata dell’INPS come lavoratore autonomo o occasionale.

    Sportivi digitali e team di e-sport

    Un ulteriore livello di regolamentazione riguarda gli sportivi che operano tramite squadre o team di eSport, i quali possono stipulare contratti di lavoro subordinato o autonomo con le proprie organizzazioni.

    In tali casi, il rapporto lavorativo può essere soggetto a contribuzione previdenziale come per i lavoratori sportivi tradizionali, con obbligo di versamento dei contributi da parte della società sportiva o dell’organizzazione di riferimento. 

    L’INPS evidenzia anche che i pro gamer e altri atleti digitali che monetizzano la loro immagine attraverso piattaforme online e sponsorizzazioni devono prestare attenzione all’inquadramento fiscale e previdenziale dei propri compensi, per evitare irregolarità. 

  • Concorsi e offerte di lavoro

    Assunzioni e Concorsi Pubblici le novità del decreto PA

    Il nuovo Decreto Legge  sulla pubblica amministrazione approvato dal Governo (Decreto PA 2025) introduce importanti novità per migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione e renderla più attrattiva per i giovani.

    Vengono inoltre annunciati nuovi concorsi pubblici e una modalità straordinaria di assunzione e stabilizzazione dei diplomati nei nuovi ITS Istituti tecnici superiori  di livello universitario .In tema di concorsi si sospende l'applicabilità della norma Taglia idonei . 

    Vediamo tutte le novità in maggiore dettaglio.

    Decreto PA le assunzioni di diplomati ITS Academy

    Una delle misure principali riguarda il reclutamento di diplomati degli ITS Academy, che potranno essere assunti come funzionari negli enti locali a tempo determinato di 36 mesi in apprendistato . Per loro è previsto un percorso peculiare di crescita alla scadenza del contratto se avranno  ottenuto una valutazione positiva, potranno essere stabilizzati con un contratto a tempo indeterminato.

    Inoltre, per supportare la loro formazione, è stato previsto un diretto contributo economico attraverso il progetto “PA 110 e lode” che deve essere definito in dettaglio da un prossimo  protocollo di intesa tra enti locali e dipartimento della funzione pubblica .

    Decreto PA – Sospesa la taglia-idonei per i concorsi pubblici

    Un altro aspetto fondamentale del decreto riguarda le procedure di selezione del personale  tramite concorsi pubblici .

    Viene potenziata la Commissione RIPAM, che si occuperà di rendere i concorsi più veloci ed efficienti, facilitando così l’ingresso di nuove risorse qualificate. 

    Inoltre, per evitare problemi legati al turnover, è stata sospesa fino al 2025 la norma “taglia idonei”, permettendo così di sfruttare al meglio le graduatorie già esistenti. 

    Ricordiamo che la "norma taglia idonei" è stata introdotta con l'articolo 1-bis del Decreto-Legge 22 aprile 2023, n. 44, stabilendo che nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale dopo l'ultimo vincitore, in numero non superiore al 20% dei posti messi a concorso .  In caso di rinuncia all’assunzione, di mancato superamento del periodo di prova o di dimissioni del dipendente intervenute entro sei mesi dall’assunzione, l’amministrazione può procedere allo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori entro il limite.

    Ad esempio, se un concorso prevede 100 posti, saranno considerati idonei solo i primi 20 candidati  che hanno ottenuto un punteggio minimo irchiesto ma non sono risultati vincitori. 

    Questa limitazione aveva l'obiettivo di contenere il numero di idonei nelle graduatorie, evitando un eccessivo prolungamento delle liste di attesa per l'assunzione.

    Ora la sospensione della "norma taglia idonei" per il 2024 e il 2025 è considerata una misura positiva perché permette di valorizzare un numero maggiore di persone che hanno partecipato e superato le prove di concorso, risparmiando  richiedono tempi e costi elevati di nuovi concorsi  

    La sospensione della norma  e il ritorno allo scorrimento delle gratuatorie consente  dunque di velocizzare le assunzioni  per rafforzare gli organici delle amministrazioni ora impegnate nella realizzazione del PNRR.

    Decreto PA assunzioni negli enti locali

    Infine, il decreto dedica attenzione anche agli enti locali e al personale pubblico. 

    Vengono riassegnate risorse economiche per coprire i costi dei Segretari comunali e si prevedono nuove assunzioni nei territori colpiti da eventi sismici e alluvionali. 

    Inoltre, è stato stanziato un fondo di 2 milioni di euro per adeguare gli stipendi del personale assunto all’estero e si avvia un processo per uniformare i trattamenti economici tra le diverse amministrazioni centrali.

    Norma taglia idonei che cosa vuol dire?

     La "norma taglia idonei" è stata introdotta con l'articolo 1-bis del Decreto-Legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2023, n. 74. Questa disposizione ha modificato l'articolo 35, comma 5-ter, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stabilendo che nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale dopo l'ultimo vincitore, in numero non superiore al 20% dei posti Ad esempio, se un concorso prevede 100 posti, saranno considerati idonei solo i primi 20 candidati non vincitori. 

    Questa limitazione ha l'obiettivo di contenere il numero di idonei nelle graduatorie, evitando un eccessivo prolungamento delle liste di attesa per l'assunzione.

    Tuttavia, la norma prevede alcune eccezioni: 

    •  il limite del 20% non si applica ai concorsi banditi per il reclutamento del personale sanitario e socio-sanitario, educativo e scolastico, compreso quello impiegato nei servizi educativo-scolastici gestiti direttamente dai comuni e dalle unioni di comuni, e dei ricercatori.
    •  Inoltre, sono escluse le procedure concorsuali bandite dalle regioni, province, enti locali o da enti o agenzie da questi controllati o partecipati, che prevedano fino a 20 posti  a concorso
    • i concorsi  per i comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti e 
    • i concorsi per le assunzioni a tempo determinato.

    Decreto PA 2025: I concorsi in arrivo in sintesi

    Ecco i principali concorsi e assunzioni previste dal Decreto Legge PA 2025:

    Scarica qui la bozza del testo 

    1. Concorsi per la Polizia di Stato

    Fino al 31 dicembre 2026 verranno banditi nuovi concorsi per il rafforzamento della Polizia di Stato, con una semplificazione delle procedure di selezione, in particolare per gli accertamenti psico-fisici e attitudinali

    2. Assunzioni nel Ministero dell’Interno

    Sono previste 200 assunzioni a tempo indeterminato per il personale amministrativo nelle strutture territoriali del Ministero dell’Interno, per gestire al meglio i flussi migratori e garantire l’efficienza operativa

    .3. Stabilizzazioni e nuove assunzioni in enti e settori strategici

    • ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) potrà assumere 15 unità a tempo indeterminato tra il 2024 e il 2026 e stabilizzare parte del personale già impiegato
    • Ministero dell’Ambiente: previsto un concorso pubblico per  200 assunzioni nell’Area Funzionari per il supporto tecnico e specialistico in materia ambientale
    • Scuola e AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica): si continuerà ad attingere alle graduatorie esistenti per nuove assunzioni nel 2025-2026

    4. Concorsi per la Guardia di Finanza

    Dal 2025 al 2029, la Guardia di Finanza bandirà concorsi annuali per 100 ispettori nei settori informatico, tecnico-logistico, aeronautico e sanitario

    E' previsto infine il completamento delle stabilizzazioni per lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, con assunzioni a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2025

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  • Agricoltura

    Contributi INPS operai agricoli 2025

    Inps ha comunicato con la circolare 46 del 20 febbraio  2025  le istruzioni aggiornate e le tabelle di dettaglio (allegato 1 alla circolare.) relativi alla contribuzione previdenziale prevista per le aziende che occupano operai agricoli a tempo determinato OTD e indeterminato OTI

    Di seguito un riepilogo  dei valori principali 

    Aliquote contributive INPS agricoltura , agroalimentari, coop e part time 2025

    AZIENDE AGRICOLE 

    Come previsto dal decreto legislativo n. 146/1997 che prevede l'aumento progressivo fino alla soglia di 32%   anche quest'anno l'aliquota contributiva a carico dei datori di lavoro è in aumento  dello 0,20%

    Invariata invece l'aliquota contributiva a  carico del lavoratore in quanto la stessa ha già raggiunto la misura piena.

    Per l’anno 2025, quindi, l’aliquota contributiva  complessiva è pari a 30,30%  di cui l’8,84% a carico del lavoratore.

    AZIENDE AGROALIMENTARI

    Per le aziende agricole  di trasformazione e manipolazione di prodotti agricoli e zootecnici invece   l'aliquota complessiva resta fissata  nella misura del 32,30%, di cui l’8,84% a carico del lavoratore.

     COOPERATIVE E CONSORZI 

    A seguito delle modifiche della legge di Bilancio 2022 che ha integrato l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo  2015, n. 22,  la tutela NASPI è stata estesa dal 1° gennaio 2022, anche agli operai agricoli a tempo indeterminato assunti come dipendenti dalle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e  commercializzano prodotti agricoli e zootecnici .  Di conseguenza dal 1° gennaio 2022 le cooperative e loro consorzi del settore agricoltura sono tenute al versamento della contribuzione di finanziamento NASpi e non sono più assoggettati all’aliquota contributiva del 2,75% per la  disoccupazione agricola.

    Si ricorda che la contribuzione aggiuntiva  per la NASPI è pari a 1,31% della retribuzione imponibile.

    MINIMALE ORARIO LAVORO PART TIME

    Per i rapporti di lavoro a tempo parziale  il  minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a  tempo parziale è calcolato  come segue

    € 57,32 x 6/39 = € 8,82.

    Agricoltura : aliquote INAIL 2025

    Restano invariate come da tabella seguente le aliquote INAIL applicabili

    contribuzione misura
    assistenza infortuni sul lavoro  10,1250%
    addizionale infortuni sul lavoro  3,1185%

    Da sottolineare che può essere applicabile la riduzione legata all’andamento infortunistico aziendale ex art. 1 comma 128 della L. 147/2013,  pari al 14,80%  come da decreto MEF del 24.9.2024

    Agevolazioni per zone tariffarie 2025

    Infine sono invariate anche  le agevolazioni per zone tariffarie (articolo 1, comma 45, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 -legge di Stabilità 2011), applicate a regime da luglio 2010, come di seguito:

    Aliquote agevolazioni per zone tariffarie
    territori non svantaggiati  100%
    particolarmente svantaggiati (ex-montani) 75% 25%
    svantaggiati 68% 32%

    Tali agevolazioni non trovano applicazione rispetto al contributo previsto dall’articolo 25,  comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845.

    Utile specificare che, come chiarito dal  messaggio INPS  n. 1666/2022, queste agevolazioni sono applicabili  anche  ai datori di lavoro  non agricoli ma che  abbiano alle loro dipendenze lavoratori addetti alle attività classificate agricole ai sensi dell’art. 6 della L. 92/79.

    Contributi INPS agricoltura – le scadenze di versamento

    Come ogni anno, i contributi sono dovuti  con il modello F24 alle seguenti scadenze

    • – 16 settembre 2024, contribuzione del primo trimestre (mesi di gennaio, febbraio e marzo);
    • – 16 dicembre 2024, contribuzione del secondo trimestre (mesi di aprile, maggio e giugno);
    • – 16 marzo 2025, contribuzione del terzo trimestre (mesi di luglio, agosto e settembre);
    • – 16 giugno 2025, contribuzione del quarto trimestre (mesi di ottobre, novembre e dicembre).

    Contributi INPS lavoratori occasionali LOAGRI

    Il calcolo dei contributi dovuti dalle aziende agricole che assumono operai occasionali agricoli a tempo determinato (OTDO) viene effettuato mediante l’applicazione,   sulle aliquote ordinarie,  della riduzione per i territori svantaggiati  (v. sopra)

    Nel    messaggio………………l'istituto precisa che nel calcolo dei contributi dovuti dalle aziende agricole che assumono lavoratori occasionali in agricoltura (LOAgri), non si applica la misura stabilita all’articolo 1, comma 352, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, rispetto al contributo (c.d. fondi interprofessionali) vengono fornite quindi le tabelle aggiornate .