• Start up e Crowdfunding

    Start up green: in arrivo un credito di imposta spese di ricerca e sviluppo

    Il Decreto legge n 34/2023 è stato convertito in legge N 56/2023 pubblicata in GU n 124del 29 maggio.

    Tra le novità previste dall'iter di converisone figura, con l’articolo 7-quater, introdotto in sede referente, un credito d’imposta nei settori dell'ambiente, delle energie rinnovabili e della sanità per le spese sostenute in attività di ricerca volte a garantire la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici.
    Nel dettaglio, la disposizione in esame riconosce:

    • alle start-up innovative, costituite a partire dal 1° gennaio 2020, 
    • operanti nei settori dell'ambiente, delle energie rinnovabili e della sanità, 
    • nel limite complessivo di 2 milioni di euro per l'anno 2023, 
    • un contributo, sotto forma di credito d'imposta, fino ad un importo massimo di 200.000 euro, in misura non superiore al 20 per cento delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo.

    Tali attività, nello specifico, dovranno essere volte alla creazione di soluzioni innovative per la realizzazione di strumentazioni e servizi tecnologici avanzati al fine di garantire la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici.

    E' bene ricordare che il decreto legge n. 179 del 2012 (articolo 25) definisce come start-up innovativa una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetta i seguenti requisiti:

    • sia un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni; abbia residenza in Italia, o in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in
       Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia;
    • abbia un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
    • non sia quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione;
    • non distribuisca e non abbia distribuito utili;
    • abbia come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico;
    • non sia il risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda:
    • possieda almeno uno di questi altri requisiti: sostiene spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15 per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione; impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale); è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare
       di un software registrato.

    Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di riconoscimento dello stesso e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo.
    Un provvedimento MIMIT ne stabilirà le modalità attuative.

  • Cooperative e Consorzi

    Società cooperative: dal 1 giugno nuove sanzioni per irregolarità accertate dal revisore

    Dal 1 giugno 2023 decorrono nuove sanzioni applicabili alle irregolarità delle società cooperative, previste dal MIMIT con DM n 587/2021.

    In particolare, con il DM di cui si tratta sono state disciplinate le modalità, i tempi e le procedure per l'applicazione della maggiorazione del contributo biennale pari a tre volte l'importo dovuto agli enti cooperativi che non ottemperino :

    • alla diffida impartita in sede di vigilanza senza giustificato motivo ovvero 
    • agli obblighi previsti dall'articolo 2545- 2 octies del codice civile, ai sensi dell’art. 12, comma 5-bis del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, come risultante a seguito della novella operata dall’art. 1, comma 936, lettera a) della legge 27 dicembre 2017, n. 205. 

    Si prevede che il personale ispettivo che, in sede di accertamento, appura che l’ente, assoggettato a ispezione o revisione, 

    • non ha provveduto, a seguito di diffida all’eliminazione delle irregolarità sanabili senza giustificato motivo,
    • ovvero che non ha ottemperato agli obblighi previsti dall'articolo 2545-octies del codice civile,

    contesta immediatamente la violazione al legale rappresentante, ovvero alla persona da questi delegata a presiedere alla verifica ispettiva, mediante compilazione, consegna e sottoscrizione del modulo di contestazione, allegato al  decreto, e lo trasmette, entro 3 giorni, alla competente Divisione della Direzione generale. 

    Qualora il legale rappresentante ovvero il delegato, rifiuti di sottoscrivere l’atto di contestazione, lo stesso è trasmesso tramite posta all’indirizzo di posta certificata dell’ente; nell’impossibilità di provvedere con tale modalità, si procede tramite lettera raccomandata. 

    La Divisione della competente Direzione generale, verificata la correttezza formale e sostanziale della contestazione, provvede entro 90 giorni dalla ricezione a notificare all’ente la violazione ed irrogare il pagamento della sanzione nella misura prevista dall’articolo 12, comma 5-bis del d.lgs. n. 220/2002, specificandone le modalità di pagamento e riscossione, esclusivamente per il tramite della Agenzia delle entrate con modello F24, e le eventuali spese postali di notifica, qualora non sia stata possibile la trasmissione delle comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata. 

    Attenzione al fatto che si prevede il pagamento in misura ridotta del 30% della sanzione prevista per la violazione commessa se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla notifica della sanzione. 

    Inoltre, la competente Divisione della Direzione generale che ha applicato la sanzione amministrativa può disporre, su richiesta dell'interessato che si trovi in condizioni economiche disagiate, che la sanzione medesima venga pagata in rate mensili da tre a trenta; ciascuna rata non può essere inferiore a euro trenta

    Si prevede comunque che in ogni momento il debito può essere estinto mediante un unico pagamento. 

    Decorso inutilmente, anche per una sola rata, il termine fissato dall’amministrazione, l'obbligato è tenuto al pagamento del residuo ammontare della sanzione in un'unica soluzione 

  • Le Agevolazioni per le Ristrutturazioni Edilizie e il Risparmio Energetico

    Asseverazione tardiva per riduzione rischio sismico: possibile sanarla

    Con Risposta a interpello n. 332 del 29 maggio le Entrate chiariscono che il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l'asseverazione devono essere allegati:

    • alla segnalazione certificata di inizio attività,
    • o alla richiesta di permesso di costruire, 

    al momento della presentazione allo sportello unico competente. 

    La mancanza dell’asseverazione, chiarisce l'agenzia, non è una violazione meramente formale, trattandosi di una omissione che può ostacolare l'attività di controllo. 

    In particolare, l'istante riferisce di avere avviato un intervento edilizio, al di fuori dell'esercizio di arti e professioni, su un immobile di proprietà, accatastato come C/6 ma destinato ad essere trasformato in abitazione al termine dei lavori. 

    Secondo l'istante trattasi di interventi di riduzione del rischio sismico dell'edificio che possono beneficiare delle detrazioni del 110% delle spese eseguite, nel limite di 96.000 euro.

    L'istante riferisce di essersi avvalso di un «ingegnere asseveratore», in possesso  di  idonea  polizza  assicurativa,  il  quale  ha provveduto a  predisporre  e  sottoscrivere  digitalmente la documentazione richiesta  dalle  norme  edilizie  vigenti,  trasmessa mediante l'applicativo informatico ''OpenGenio''. 

    Evidenzia, tuttavia, che alla «[…] comunicazione di inizio lavori allo Sportello Unico Edilizia (SUE) del Comune competente, non è stata allegata né l'asseverazione  di rischio sismico ante operam, di cui all'art. 3 del D.M. n. 58/2017, né la relazione illustrativa della classificazione sismica.»

    Ciò nonostante, considerato che la relazione dovuta «[…] al SUE del Comune  competente della documentazione sismica  …[ndr  ­  risulta]…asseverata  ed  inviata al  Genio Civile con  firma digitale  prima dell'inizio  dei  lavori»,  chiede  se,  la  citata  omissione  possa  essere  assimilata  «ad  una  violazione  meramente  formale,  che  non  pregiudica la fruizione delle detrazioni Superbonus 110%» 

    L'Agenzia ricorda che l’obbligo di depositare l'asseverazione contestualmente alla presentazione del progetto dell'intervento è disposto dall'articolo 3, comma 3, del decreto interministeriale n. 58/2017, che prescrive che detto adempimento debba essere tempestivo ed attuato, comunque, prima dell'inizio dei lavori. 

    La circolare 28/2022 della stessa agenzia ha specificato che la tardiva od omessa presentazione della citata asseverazione, in quanto non conforme alle disposizioni, non consente l'accesso al beneficio fiscale.

    La violazione non può essere considerata ''meramente'' formale, trattandosi di una violazione che può ostacolare l'attività di controllo.
    Pertanto l’Agenzia specifica che non è possibile ricorrere alle disposizioni della “Tregua fiscale” (articolo 1 commi da 166 a 173 legge di bilancio 2023), per sanare la violazione in parola.
    Tuttavia, l'istante, che non ha depositato all'ente locale l'asseverazione prima dell'inizio dei lavori ­ come disposto dall'articolo 3, comma 3 del citato decreto n. 58/2017 potrebbe, comunque, sanare detta omissione, al fine di beneficiare delle detrazioni da Superbonus, facendo ricorso all'istituto della remissione in bonis, di cui all'articolo 2, comma 1 Dl n. 16/2012, sempre che:

    • la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore dell'inadempimento abbia avuto formale conoscenza, 
    • a condizione che:
      • abbia i requisiti sostanziali richiesti dalla norma di riferimento,
      • effettui la comunicazione ovvero esegua l'adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, da intendersi la prima dichiarazione dei redditi nella quale deve essere esercitato il diritto a beneficiare della detrazione della prima quota costante dell'agevolazione,
      • versi contestualmente l'importo pari alla misura minima della sanzione prevista dall'articolo 11, comma 1 Dlgs 471/1997.

    Viene infine precisato che, non essendo specificato nell'interpello in quale periodo d'imposta sono iniziati i lavori ed è stato omesso di allegare l'asseverazione non è possibile stabilire se ricorrono ancora le condizioni temporali per accedere all'istituto della remissione in bonis suindicata. 

    Essa sarà possibile qualora la prima dichiarazione dei redditi nella quale deve essere esercitata la detrazione della prima quota costante dell'agevolazione sia quella da presentare entro il 30 novembre 2023.
     

    Allegati:
  • Agricoltura

    Accesso contratti di filiera settore forestale: domande dal 3 luglio

    Con avviso n. 0273348 del 26/05/2023 il MASAF comunica il differimento della data di avvio della presentazione della domanda di accesso al bando Contratti di filiera- settore forestale.
    La predetta domanda, compilata in ogni sua parte e completa di tutti gli allegati richiesti, dovrà pervenire all' indirizzo PEC:

    • [email protected],
    • a decorrere dalle 10.00 del 3 luglio 2023. (La data di invio inizialmente prevista dal bando era il 1 giugno 2023),
    • attenzione al fatto che lo sportello resterà aperto fino alle ore 10.00 del 17 luglio 2023.

    Ricordiamo che, con Decreto dell'Agricoltura del 31 gennaio pubblicato in GU n. 70 del 23 marzo si disciplinano criteri, modalità e procedure per l'attuazione dei Contratti di filiera e le relative misure agevolative per la realizzazione dei Programmi PNRR del settore forestale.

    Successivamente, in data 26 aprile è stato pubblicato il bando con le regole per presentare le domande di accesso ai contratti di cui si tratta, esso costrituisce decreto attuativo del decreto del 31 gennaio:

    Contratti di filiera settore forestale: soggetti ammissibili

    Per accordo di filiera si intende l'accordo sottoscritto dai diversi soggetti della filiera forestale, operanti in un ambito territoriale multiregionale, ivi comprese le Province autonome di Trento e di Bolzano, che individua il  soggetto proponente, gli obiettivi, i risultati attesi e i tempi di realizzazione, gli obblighi reciproci dei soggetti beneficiari, nonché le azioni da declinare nel Programma di intervento. 

    Possono essere ammessi alle agevolazioni i Contratti di filiera che prevedono programmi che:

    • coinvolgono almeno due beneficiari diretti articolati nei segmenti della filiera, 
    • con un ammontare delle spese ammissibili non superiore a un milione e duecento mila euro (1.200.000,00 euro) e i cui singoli progetti abbiano un ammontare delle spese ammissibili così individuato:
      • a) investimenti in tecnologie forestali della trasformazione, mobilitazione e commercializzazione  dei  prodotti delle  foreste  e dell'arboricoltura da legno, connessi con l'attività di  produzione, utilizzazione trasformazione, mobilizzazione  e  commercializzazione del legno  e  dei  prodotti  da  esso  derivati,  con  spesa  massima ammissibile per progetto e per beneficiario di 600.000 euro;
      • b) investimenti in infrastrutture connesse allo  sviluppo, alla modernizzazione  o all'adeguamento del settore forestale e dell'arboricoltura  da legno, con spesa massima ammissibile per progetto e per beneficiario di 600.000 euro;
      • c) investimenti per il trasferimento di  conoscenze, azioni di formazione e informazione legate agli investimenti di cui alle lettere a) e b), con spesa massima ammissibile  per  progetto  e  per beneficiario di 200.000 euro;
      • d) investimenti alla ricerca e allo sviluppo nel settore forestale e dell'arboricoltura da legno, con spesa massima ammissibile per progetto e per beneficiario di 300.000 euro.

    Contratto di filiera settore forestale: i proponenti e i beneficiari

    Come da Decreto sono soggetti proponenti:

    a) le  società cooperative  e  loro  consorzi, i  consorzi  di imprese,  le  organizzazioni  di  produttori  e  le associazioni di organizzazioni di produttori del settore  forestale  riconosciute  ai sensi della normativa vigente, che operano nel  settore  forestale  e dell'arboricoltura da legno;
    b) le organizzazioni interprofessionali,  riconosciute  ai  sensi della  normativa  vigente  che  operano  nel  settore forestale   e dell'arboricoltura da legno;
    c) gli enti pubblici;
    d) le società riconosciute ai  sensi  della normativa vigente costituite tra proprietari forestali o di impianti  di arboricoltura da  legno, i soggetti  che  esercitano  l'attività di   gestione, produzione e utilizzazione forestale, cooperative e loro consorzi,  e i soggetti che esercitano l'attività di trasformazione del  legno  e dei prodotti da esso  derivati,  forestali  e  dell'arboricoltura  da legno;
    e) le  imprese  commerciali  e/o  industriali  e/o  addette  alla distribuzione,  purché almeno  il  51%  del  capitale sociale  sia posseduto dai proprietari forestali o di impianti di arboricoltura da legno;

    f) le  associazioni temporanee di  impresa  tra  i soggetti beneficiari,  già costituite  all'atto  della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
    g) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un Contratto di rete al momento della presentazione della domanda  di  accesso  alle agevolazioni;
    h) gli Accordi di foresta.

    Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del Contratto di filiera:

    • i silvicoltori privati,  
    • i comuni e  i loro consorzi, le piccole e medie imprese (PMI), classificati nelle seguenti categorie:
      • a) proprietari di superfici forestali e/o titolari della gestione di superfici forestali: silvicoltori  privati,  i  comuni  e  i loro consorzi;
      • b) imprese PMI che operano  nel  settore  delle  utilizzazioni  e produzioni forestali e dell'arboricoltura da legno;
      • c) le organizzazioni  di  proprietari, i  produttori  e  le associazioni di organizzazioni di proprietari  e produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;
      • d) le società riconosciute  ai  sensi  della  normativa  vigente costituite tra proprietari forestali o di impianti  di arboricoltura da  legno, i soggetti  che  esercitano  l'attività di   gestione, produzione e utilizzazione forestale, cooperative e loro consorzi, e i soggetti che esercitano l'attività di trasformazione del  legno  e dei prodotti da esso  derivati,  forestali  e  dell'arboricoltura  da legno;  le  imprese   commerciali,   industriali   e   addette   alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del  capitale  sociale sia  posseduto  dai  proprietari   forestali   o   di impianti   di arboricoltura da legno.

    Agevolazioni Contratto di filiera settore forestale: le domande

    Viene specificato che, le agevolazioni del decreto in oggetto:

    • sono concesse nella forma del contributo in conto capitale,
    • con procedura a «sportello» fino all'esaurimento delle risorse stanziate,  
    • applicata alle domande presentate dai soggetti proponenti, 

    secondo le disposizioni di cui all'art. 8 del decreto in oggetto e sulla base di quanto previsto nel Provvedimento di attuazione da emanarsi.

    Allegati:
  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Credito di imposta imprese gasivore: spetta anche con contratto a prezzo bloccato

    L'agenzia delle entrate con Risposta a interpello n 316  dell' 8 maggio 2023 ha chiarito dubbi sulla spettanza del credito di imposta per le imprese gasivore.

    In particoalre in merito al requisito dell'incremento del trenta  per cento in caso di contratto di fornitura a prezzo fisso si chiarisce che il parametro sul beneficio non guarda al singolo contratto e se il prezzo del gas utilizzato dall’impresa non aumenta il credito d’imposta spetta lo stesso se l'impresa ha stipulato un contratto che ripara da eventuali aumenti dei prezzi.

    La società istante intenderebbe accedere, per i consumi del terzo e quarto trimestre 2022, al credito d'imposta per l'acquisto di gas     naturale, previsto in favore delle imprese a forte consumo di gas naturale, e afferma di essere, ai fini del sopra citato credito d'imposta, un'impresa a forte consumo di gas naturale come da definizione di cui alla normativa.

    Osserva come la normativa che disciplina tale incentivo disponga che lo stessi spetti a condizione che il prezzo del gas naturale, determinato come media dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subito nel trimestre precedente a quello oggetto dell'agevolazione un incremento maggiore del 30 per cento rispetto al medesimo periodo del 2019. 

    Premesso quanto sopra, la società sottolinea che per il 2022 ha in essere con il proprio fornitore di gas naturale un contratto in base al quale è stato definito un prezzo  fisso dello stesso e, in ragione di tale contratto a prezzo fisso stipulato col fornitore, non ha  subìto un incremento maggiore del 30 per cento, rispetto ai medesimi trimestri del 2019 del prezzo del gas naturale effettivamente sostenuto dall'Istante per i consumi del terzo e quarto trimestre 2022 

    La Società, pertanto, chiede se la circostanza di fatto che il prezzo effettivo del gas naturale versato per i consumi del terzo e quarto trimestre 2022 non abbia subito un  incremento maggiore del 30 per cento rappresenti motivo di inammissibilità  al credito  d'imposta in oggetto, ponendosi  il dubbio se la verifica dell'incremento di almeno il 30 per cento sopra citato debba avere a riguardo  il prezzo di riferimento del gas naturale pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) e/o il prezzo effettivo del gas naturale versato dal contribuente.

    Facendo riferimento al caso concreto descritto dalla società istante l'agenzia sottolinea come le  disposizioni che regolano l'agevolazione in esame individuano espressamente come condizione di accesso la circostanza per cui ''il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita all'…, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI­GAS) pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al … per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019'' (misura  modificata nel corso del tempo, come sopra descritto nel dettaglio).

    Il legislatore, dunque, ha individuato come indicatore del prezzo di riferimento del gas naturale un ammontare calcolato in base alla ''media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI­GAS) pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME)''

    Sulla base di tale scelta, il calcolo dello scostamento che dimostra l'esistenza di  un incremento del predetto valore (modificato nel tempo sulla base delle disposizioni  sopra descritte), non contiene alcun rinvio al costo effettivamente sostenuto dalle imprese gasivore, e deve essere operato avendo riguardo forfetariamente:

    • alla media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI­GAS)  pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), relativa al periodo di riferimento delle singole disposizioni agevolative; 
    • al (medesimo) prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019. 

    Alla luce di quanto appena descritto, l'Istante dovrà fare riferimento al criterio di confronto stabilito dalle singole disposizioni pro tempore vigenti, senza in alcun modo rilevare la circostanza che il suo specifico contratto di fornitura del gas naturale sia stato stipulato ad un prezzo fisso nel periodo  di riferimento del credito qui in esame.

  • Enti no-profit

    Società benefit: studio del Notariato sulle novità normative

    Il consiglio nazionale del Notariato ha pubblicato in data 19 maggio lo studio n 121/2022 sulle “società benefit” 

    Come specificato nell'introduzione dello studio dei notai, la legge 28 dicembre 2015 n. 208 all’articolo 1, commi 376 e ss., ha introdotto nel nostro ordinamento la “società benefit” che si caratterizza per la peculiarità della propria attività economica, destinata a venire incontro alle istanze sociali in generale, rilanciando il no-profit.
    La “società benefit” è una società che, oltre al tradizionale scopo di lucro, intende perseguire una o più finalità di beneficio comune, assumendo i tratti di un modello destinato ad attività a sfondo sociale, incrementando le ricadute sociali positive sulle persone e sull’ambiente.

    La società benfiti integra una fattispecie intermedia tra il modello societario for profit e il modello not for profit.

    Lo studio è articolato come segue:

    • 1. L’intervento concreto del Legislatore nel campo no-profit. 
    • 2. Un nuovo modello societario.
    • 3. Le peculiarità dei patti sociali della “Società Benefit”:
      • A) La denominazione; 
      • B) La bipartizione dell’oggetto sociale: lo scopo di lucro ed il beneficio comune; 
      • C) La ulteriore modalità di controllo: lo standard di valutazione. 
    • 4. Le novità circa gli obblighi degli amministratori. 
      • a) La istituzione del responsabile di funzioni; 
      • b) La predisposizione della c.d. relazione annuale.
    • 5. La ampliata responsabilità degli amministratori: in particolare la posizione degli Stakeholders.

    Lo studio di cui si tratta sottolinea che la società benefit si caratterizza per la peculiarità della propria attività economica, la quale da un lato è finalizzata al tradizionale scopo di dividere gli utili, e dall’altro si prefigge una o più finalità di beneficio comune, proponendosi di operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente, nei confronti di una serie di soggetti i cui interessi sono considerati meritevoli dall’ordinamento giuridico quali:

    • persone, 
    • comunità, 
    • territori, 
    • ambiente,
    • beni ed attività culturali e sociali, 
    • enti ed associazioni ed altri portatori di interesse.

    I Notai sottolieano che affinché la fattispecie proposta dalla legge possa concretamente trovare attuazione, occorre non solo che la società ponga in essere un’attività con precise ricadute sociali, ma anche che abbia tutti i requisiti tecnico-giuridici richiesti dalla nuova normativa, per cui il Notaio ha notevoli compiti operativi sia al momento della nascita di tale società che nel corso della sua vita

    Con il nuovo modello si verifica un ampliamento del concetto stesso di autonomia negoziale, spezzando la rigida presunzione che si ricava dall’art. 2247 c.c., secondo cui la società si prefigge quale unico obiettivo della propria attività la massimizzazione del profitto, ed aprendo viceversa la strada ad una più ampia accezione di interesse sociale.

  • Appalti

    Edilizia scolastica: bando da 800 milioni domande entro il 21 giugno

    Con un comunicato stampa del 23 maggio INVITALIA informa della possibilità per le imprese di partecipare entro il 21 giugno prossimo al Bando Edilizia scolastica, gestito per conto del Ministero dell'Istruzione.

    L'obiettivo della procedura è l’aggiudicazione di Accordi Quadro per quasi 800 milioni di euro per la realizzazione di nuove scuole altamente sostenibili finanziata dal PNRR (M2C3I1.1).

    La gara permetterà di accelerare la realizzazione di 136 nuove scuole di proprietà di molteplici Enti, tra cui Comuni, Città Metropolitane e Province, dislocati su tutto il territorio nazionale in 20 lotti geografici.

    Edilizia scolastica: bando da 800 milioni domande entro il 21 giugno

    La procedura di gara consentirà di affidare l’esecuzione dei lavori per la progressiva sostituzione di una parte del patrimonio edilizio scolastico al fine di creare scuole innovative dal punto di vista architettonico, strutturale e impiantistico, altamente sostenibili e con il massimo grado di efficienza energetica.

    Gli interventi includono la realizzazione di strutture sicure, moderne, inclusive e sostenibili che possano favorire:

    • la riduzione di consumi e di emissioni inquinanti
    • l’aumento della sicurezza sismica degli edifici
    • lo sviluppo delle aree verdi

    L’obiettivo è quello di perseguire un consumo di energia primaria inferiore di almeno il 20% rispetto al requisito posseduto dagli edifici a energia quasi zero (NZEB – Nearly Zero Energy Building), entro il termine del 31 marzo 2026.

    Edilizia scolastica: i lotti per cui presentare proposte

    Come specificato nel bando è aperta la procedura AQ1 Nuove scuole da realizzare mediante piattaforma telematica per la conclusione di accordi quadro con più operatori economici per l'affidamento di lavori (OG1 – OG11) per la costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici per i seguenti lotti:

    • LOTTO GEOGRAFICO 01 ABRUZZO CIG: 9834239EBD;
    • LOTTO GEOGRAFICO 02 BASILICATA CIG: 9834369A06;
    • LOTTO GEOGRAFICO 03 CALABRIA CIG: 9834294C21;
    • LOTTO GEOGRAFICO 04 CAMPANIA CIG: 98344046E9;
    • LOTTO GEOGRAFICO 05 EMILIA-ROMAGNA CIG: 9834429B89;
    • LOTTO GEOGRAFICO 06 FRIULI-VENEZIA GIULIA CIG: 9834442645;
    • LOTTO GEOGRAFICO 07 LAZIO CIG: 9834447A64;
    • LOTTO GEOGRAFICO 08 LIGURIA CIG: 9834470D5E;
    • LOTTO GEOGRAFICO 09 LOMBARDIA CIG: 9834626E1A;
    • LOTTO GEOGRAFICO 10 MARCHE CIG: 9834624C74;
    • LOTTO GEOGRAFICO 11 MOLISE CIG: 9834574334;
    • LOTTO GEOGRAFICO 12 PIEMONTE CIG: 9834603B20;
    • LOTTO GEOGRAFICO 13 PUGLIA CIG: 9834587DEB;
    • LOTTO GEOGRAFICO 14 SARDEGNA CIG: 98345943B5;
    • LOTTO GEOGRAFICO 15 SICILIA CIG: 98346165DC;
    • LOTTO GEOGRAFICO 16 TOSCANA CIG: 9834598701;
    • LOTTO GEOGRAFICO 17 TRENTINO-ALTO ADIGE CIG: 9834613363;
    • LOTTO GEOGRAFICO 18 UMBRIA CIG: 98346219FB;
    • LOTTO GEOGRAFICO 19 VALLE D'AOSTA CIG: 9834607E6C;
    • LOTTO GEOGRAFICO 20 VENETO CIG: 9834589F91;                    

    Tutti i dettagli sono disponibili sulla piattaforma Ingate di Invitalia