• Lavoro Dipendente

    Giornalisti: contributo straordinario 1% a INPS entro dicembre

    Con il messaggio 3685 del 13 ottobre 2023 Inps  ha fornito le indicazioni  sul versamento del contributo aggiuntivo previdenziale dovuto dai datori di lavoro  per i giornalisti dipendenti   attivi entro il giugno 2022,  come previsto dalla delibera Inpgi 27 2021, fino ad oggi sospesa per il passaggio all'INPS e in attesa di chiarimenti.

     Vediamo di seguito  megio di cosa si tratta e le istruzioni operative .

    Gestione previdenziale giornalisti dipendenti da INPGI a INPS

    Prima del passaggio da INPGI a INPS della gestione previdenziale dei giornalisti con contratto di lavoro subordinato , avvenuto dal 1 luglio 2022,  l'istituto aveva  deliberato  alcune misure volte a tentare di mitigare la situazione di disavanzo gestionale,  poi appunto sfociata nella decisione di trasferimento all'INPS (articolo 1, comma 103, legge 30 dicembre 2021, n. 234 ).

    Le misure che  avrebbero dovuto  entrare in vigore  il 22 dicembre 2021,  erano state sospese dal  Consiglio di amministrazione INPGI in quanto tutte le disposizioni della gestione giornalisti subordinati erano decadute,  in attesa dei chiarimenti da parte dei Ministeri vigilanti .

    La delibera stabiliva,  tra l'altro,l’introduzione per cinque anni di un contributo straordinario dell’1% a carico di tutti gli iscritti attivi e pensionati.

    Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, a seguito di un parere reso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha ritenuto  la delibera INPGI n. 27/2021 compatibile con il nuovo assetto normativo.

     Il contributo straordinario a carico dei giornalisti  titolari di un rapporto di lavoro dipendente  viene considerato quindi  applicabile  nei confronti degli ex iscritti INPGI fino al 30 giugno 2022  e  il messaggio chiarisce le modalità operative per il versamento da parte dei datori di lavoro.

    Sui giornalisti in pensione  il prelevamento è già stato effettuato nei primi mesi del 2023.

     Modalità di esposizione del versamento del contributo  in UniEmens

    Ai fini del versamento del contributo pari all’1% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, i datori di lavoro valorizzeranno, in relazione ai giornalisti attivi, titolari di un rapporto di lavoro subordinato, per i periodi da gennaio 2022 a giugno 2022, l’elemento a valenza contributiva <InfoAggcausaliContrib>:

    • nell’elemento <CodiceCausale> indicheranno il nuovo Codice “M044”,avente il significato di “Versamento contributo 1% della retribuzione imponibile a fini previdenziali di cui alla Delibera del Consiglio di Amministrazione dell’INPGI n. 27 del 23 giugno 2021”;
    • nell’elemento <IdentMotivoUtilizzoCausale> indicheranno il valore “N”;
    • nell’elemento <AnnoMeseRif> indicheranno l’AnnoMese di riferimento del versamento del contributo 1%;
    • nell’elemento <BaseRif> inseriranno la retribuzione imponibile ai fini previdenziali relativa alla specifica competenza;
    • nell’elemento <ImportoAnnoMeseRif> indicheranno l’importo del contributo pari all’1% della retribuzione imponibile a fini previdenziali, relativo all’AnnoMese.

    La compensazione può essere effettuata esclusivamente nei flussi UniEmens dei tre mesi successivi alla pubblicazione del messaggio  ovvero ottobre, novembre e dicembre 2023.

    L'istituto precisa inoltre che:

    • la sezione <InfoAggcausaliContrib> va ripetuta per tutti i mesi di arretrato.
    • I dipendenti non piu inforza andranno indicati nel  flusso UniEmens con il codice <TipoLavStat> NFOR, valorizzando l’elemento <InfoAggCausaliContrib> con le  stesse  istruzioni.
    • I datori di lavoro che hanno sospeso o cessato l’attività dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni (UniEmens/vig).
  • Incentivi assunzioni ed esoneri contributivi

    Sgravi assunzioni 2023: ok UE per percettori di Reddito di cittadinanza

    La legge di bilancio 2023 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre  2022 come legge 197-2022,  ha potenziato   alcune misure   di sgravio contributivo   per favorire  l'inserimento stabile nel mercato del lavoro  di soggetti svantaggiati.

    Si tratta in particolare  dell'esonero contributivo  del 100% per  nuove assunzioni  nel 2023 di giovani, donne   e percettori del reddito di cittadinanza . 

    Il  19 giugno 2023, l'Unione ha annunciato l'approvazione della misura relativa alle assunzioni di under  36 e di donne  mentre  restava in sospeso l'agevolazione per i  percettori di reddito di cittadinanza.

    Il ministero del lavoro ha annunciato ieri che è arrivato l'ok della Commissione  anche per chi riceve il RDC , con la decisione  31 ottobre 2023 C(2023) 7480 final,

    Grazie alla misura saranno disponibili 61,5 milioni di euro per sostenere il costo del lavoro delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l'Ucraina.

    Il regime è stato approvato nell'ambito del quadro temporaneo per gli Aiuti di Stato in caso di crisi e transizione, adottato dalla Commissione Europea il 9 marzo 2023.

    Ricordiamo di seguito  gli aspetti principali delle agevolazioni e le novità.

    Incentivo assunzione percettori RDC

    Per favorire l'ingresso stabile nel mondo del lavoro, la legge di bilancio  2023 ha previsto sia riconosciuto:

    • per un periodo massimo di dodici mesi, 
    • l'esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro,
    •  con esclusione dei premi e contributi INAIL,
    • nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

    ai datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumono  percettori di reddito di cittadinanza 

    1. con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato  o con 
    2.  trasformazione di contratti a tempo determinato in indeterminato .

    Resta ferma l'aliquota dì computo delle prestazioni pensionistiche. 

    Sono esclusi i rapporti  di lavoro domestico.

    L'esonero è alternativo  all'incentivo previsto dal decreto istitutivo del reddito di cittadinanza (decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4) che riconosceva al datore di lavoro le mensilità  residue di RDC dovute al lavoratore in caso di assunzione

    Si attendono ora le istruzioni operative INPS aggiornate 

    Esonero assunzioni giovani under 36 e donne 

    Come detto sopra , la legge di bilancio 197 2022 ha prorogato  gli esoneri contributivi totali ( con un massimo di 8000 euro annui) riconosciuti  nel 2023 per 

    •  nuove assunzioni a tempo indeterminato e  trasformazioni di contratti a termine 
    1.  di giovani under 36 al primo contratto a tempo indeterminato e 
    2.  di donne disoccupate 

    Sono esclusi rapporti di apprendistato, lavoro domestico e contratto intermittente.

    Le istruzioni operative sono state pubblicate dall'INPS con la circolare 58 2023  mentre con il messaggio 2598 del 10 luglio 2023  ha precisato le  modalità di comunicazione dei conguagli tramite Uniemens, da effettuare  per i periodi precedenti luglio 2023,  entro Ottobre 2023.

    Riepiloghiamo requisiti e durata  nella  tabella seguente:

    ESONERO ASSUNZIONI GIOVANI UNDER 36

    100% dei contributi a carico dei datori di lavoro

    massimo dello sgravio pari a 8mila euro annui

    • per un periodo massimo di 36 mesi (48 per i datori di lavoro Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) 
    • per assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato 
    • di under 36, che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato 
    • da parte di datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti, o procedano nei nove mesi successivi a licenziamenti di lavoratori con la medesima qualifica 

    ESONERO ASSUNZIONI DONNE

    Esonero del 100% dei contributi per un massimo di 8mila euro 

    • per 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato; 
    • 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato;
    • 18 mesi complessivi, in caso di trasformazione di contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato.
    • Disoccupate da almeno 6 mesi se residenti nelle regioni del Meridione o con professione ovvero di un settore economico con disparità occupazionale di genere, superiore al 25% [
    • ovvero disoccupate da almeno 24 mesi, ovunque residenti;
    • ovvero disoccupate da oltre 12 mesi con almeno 50 anni di età, ovunque residenti.

    La circolare INPS N. 57 del 22 giugno 2023   sullo sgravio per i lavoratori under 36 precisa che  sono escluse dall'agevolazione solamente:

     –   le imprese operanti nel settore finanziario e nel settore domestico;

     –   le imprese soggette a sanzioni adottate dall’Unione europea, tra cui, ma non solo:

    a. persone, entità o organismi specificamente indicati negli atti giuridici che impongono tali sanzioni;

    b. imprese possedute o controllate da persone, entità o organismi oggetto delle sanzioni adottate dall’Unione europea; oppure

    c. imprese che operano nel settore industriale oggetto delle sanzioni adottate dall’Unione europea in quanto l’aiuto potrebbe pregiudicare gli obiettivi delle sanzioni in questione.

     Il requisito anagrafico under 36 richiede che  il lavoratore, alla data dell’assunzione/trasformazione, abbia un’età inferiore o uguale a 35 anni e 364 giorni.

    Incentivo assunzioni: i limiti UE 

    Come detto l'Unione ha  autorizzato la misura valutandola in linea con le condizioni stabilite nel  Quadro temporaneo per la crisi e la transizione  del 9 marzo 2023 aggiornato per la crisi Russo ucraina 

    L'autorizzazione  consente la fruizione degli sgravi sia per il secondo semestre del 2022, sia per il 2023 ma il Quadro temporaneo prevede specifici  limiti di utilizzo e cioè:

    •  250mila euro l'anno  per le imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e 
    • 300 mila euro per le imprese dei settori pesca e acquacoltura.

    Si segnala che dall'INPS si attendono  ancora invece  le istruzioni  per l'incentivo riservato ai NEET, che dovrebbe essere  cumulabile con l'incentivo per under 36 e donne.  e che è stato introdotto dall'articolo 27 del Dl 48/2023 convertito in legge 85 2023.

    Nel recente messaggio INPS precisa che con riguardo alle assunzioni tramite agenzie di somministrazione il limite va verificato in rapporto all'utilizzatore.

    Conguagli Uniemens modalità e scadenze 

    Per quanto riguarda il recupero degli arretrati, nelle  circolari di istruzioni . nn. 57 e 58 l’INPS aveva comunicato che la valorizzazione dell’elemento “AnnoMeseRif” dei mesi pregressi dal mese di luglio 2022 e fino al mese di dicembre 2022, poteva  essere effettuata esclusivamente nei flussi UniEmens di competenza di luglio, agosto, settembre e ottobre 2023 mentre nel messaggio n. 2598, precisa che il conguaglio  riguarda tutto  il periodo dal mese di assunzione o trasformazione fino al mese di giugno 2023.

    Per il settore agricolo si precisa invece che :

    • per le assunzioni/trasformazioni effettuate  dal   1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, i “CodAgio” “E3” ed “E4” (under 36) e “3K” (donne svantaggiate) devono essere valorizzati per il recupero dei periodi pregressi che decorrono dal mese di assunzione/trasformazione fino al mese di giugno 2023;
    • per le assunzioni/trasformazioni effettuate  dal  1° gennaio 2023 e il 30 giugno 2023, i “CodAgio” “U3” e “U4” (under 36) e “4K” (donne svantaggiate) devono essere valorizzati per il recupero dei periodi pregressi che decorrono dal mese di assunzione/trasformazione fino al mese di giugno 2023.

    I suddetti codici  vanno utilizzati  nelle denunce di competenza settembre 2023, da inviare entro la scadenza del terzo periodo di trasmissione 2023.

    Pertanto, le quote di esonero a partire da mese di luglio 2023 non possono essere considerate ed esposte come quote arretrate.

  • Pensioni

    Aumento pensioni dicembre 2023 e tagli 2024

    Il decreto  "Anticipi "approvato dal Governo   il 16 ottobre 2023  aveva  previsto l'anticipo a questo mese di  novembre del conguaglio  relativo all'adeguamento delle pensioni  all'inflazione, operazione che Inps di solito effettua a gennaio dell'anno successivo. 

    Si tratta in particolare di un aumento degli importi degli assegni, correlato all'aumento dell'inflazione che quest'anno è stato molto superiore al previsto. I costi della misura previsti  sono pari a più di 2 miliardi di euro per il 2023 e oltre 560 milioni  per il 2024.

    Il testo definitivo del decreto legge ha spostato  l'atteso appuntamento a dicembre.  Vediamo di seguito più in dettaglio a quanto ammontano questi aumenti  anche in relazione alle fasce di reddito dei pensionati.

    Aumento pensioni dicembre 2023: le fasce di rivalutazione 

    Come detto si tratta dell' anticipo contabile del conguaglio che ogni anno si fa  per adeguare le pensioni all'aumento dei prezzi  relativo all'anno precedente,  definitivamente  definito dal decreto ministeriale entro il 20 novembre di ogni anno,  rispetto al valore stimato a gennaio .

     La differenza  misurata quest'anno  è pari allo 0,8%

     Per il persistere dell'inflazione 2023, infatti  l'adeguamento nel 2024   è calcolato complessivamente  all'  8,1% (contro il +7,3%  stimato ). Istat ha calcolato aumenti medi  del 3%  poi anche  nel 2025  e 2026 .

    ATTENZIONE A dicembre 2023 si avrà il conguaglio  relativo a tutti i mesi  del 2023, compresa la tredicesima.

    Per calcolare gli importi effettivi che si vedranno in più nel cedolino pensione di dicembre  va anche tenuto presente che  la normativa  vigente prevede una rivalutazione piena, cioè del 100%  (dello  0,8 in questione),  solo per le pensioni di importo fino a quattro volte il minimo e con percentuali  progressivamente calanti con l'innalzarsi dell'assegno di pensione. 

    Le fasce sono le  seguenti (ricordiamo sempre che si tratta di importi lordi):

    fascia pensione importo massimo assegno  percentuale di applicazione 
    pensioni fino a 4 volte il minimo   entro i    2.101, 52 euro    rivalutazione del 100%  (0,8%)
    pensioni da 4 a 5 volte il minimo  da 2102, 53  a   2.626,90 euro   rivalutazione dell'85% (0,68%)
    pensioni da 5 a 6 volte il minimo   da 2626, 91  a 3152,28 euro  

     rivalutazione del  53% (0,42%)  

    pensioni da 6 a 8 volte il minimo  da 3152, 29   a 4203,05 euro    rivalutazione del  47%  (0,37)
    pensioni da 8 a 10 volte il minimo   da 4203,06 a   5253,80 euro  rivalutazione del 37%  (0,29)
    pensioni oltre 10 volte il minimo da 5253,81  euro in su rivalutazione del 32%  (0,25)

    Aumento pensioni dicembre 2023: gli importi 

    Gli  importi degli aumenti mensili e complessivi  (indicativi perche dipendono  anche dalla composizione dell'assegno ) sono i seguenti:

     assegno pensione   rivalutazione  dicembre  importo aumento complessivo a dicembre
    assegno di 1.000 euro 8 euro  104 euro
    assegno di 1500 euro 12 euro 156 euro 
    assegno di  2.500 euro: 17 euro  221 euro 
    assegno da 3000 euro  12,72 euro  152,74 euro 
    assegno da 5500 euro  13,75 euro  165 euro

    Si ricorda che poi  negli assegni di gennaio 2024 sarà presente solo la quota di rivalutazione  MENSILE pari all'8,1% totale, senza il conguaglio relativo ai  12 mesi.

    Taglio rivalutazione 2024

    Nella bozza della legge di bilancio 2024  che inizia ora l'iter parlamentare è stata inserita una norma che modifica le percentuali di indicizzazione delle pensioni nel 2024  con una taglio che colpisce le fasce piu alte di reddito.

     La spesa totale per le pensioni in Italia  arriverà  infatti a toccare i  361,24 miliardi  (complice non solo l'inflazione ma anche l'aumento della vita media che fa lievitare la durata totale dei pagamenti)

     Per contrastare in parte questo continuo aumento della  spesa, l'art. 29  della bozza della legge di bilancio prevede  per l'ultima  fascia di reddito pensionistico,  ovvero  coloro  che percepiscono oltre 5253 euro lordi , una rivalutazione  nel 2024 pari

    •  al 22% invece che 
    • al 32 % del valore calcolato dall'Istat  a novembre 2023 e definito come riferimento  con decreto ministeriale  al 5,4% .

  • Turismo

    Detassazione straordinari nel turismo: regole e novità 2024

    La  detassazione di parte degli straordinari   per garantire un bonus extra in busta paga ai lavoratori del turismo è stata confermata nella legge di conversione del Decreto Lavoro 48 2023. Qui il testo 

    La misura intende sostenere i lavoratori del settore,  con i redditi più bassi,  e  mira in questo modo anche a incentivare l'offerta di manodopera, recentemente molto  difficoltosa per i datori di lavoro.   

    AGGIORNAMENTO 24 OTTOBRE 

    Novità detassazione turismo 2024

    Nella bozza della legge di bilancio approvata dal Governo lo scorso 16 ottobre  2023 figura una proroga della misura, con le stesse caratteristiche e requisiti,  solo  per il semestre  dal 1°gennaio 2024 al 30 giugno 2024 . Occorre attendere l' approvazione parlamentare per la conferma.

    Ricordiamo allora   le regole e i recenti chiarimenti dell'Agenzia  sul trattamento integrativo speciale 2023  nei paragrafi seguenti.

    Detassazione parziale straordinari turismo nel DL Lavoro convertito in legge 

    La novità inserita  nella legge di conversione del DL 48 prevede   un trattamento integrativo "speciale " in busta paga ovvero un bonus temporaneo  per il periodo 1 giugno – 21 settembre  2023 diretto ai dipendenti del settore  privato turismo e terme,  con reddito fino a 40mila euro.

    L'importo sarà   pari al 15 %  degli importi  lordi dovuti  

    • ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente 2022 entro il limite di 40 mila euro  per 
    • le ore di straordinario svolte  durante i giorni festivi e 
    • il  lavoro notturno  
    • nel periodo 1.6-21. 9 2023

    In sostanza,   come per  il taglio dei contributi  del 4% introdotto dal decreto legge 48/2023  gli importi risparmiati dai datori di lavoro con la detassazione di parte degli straordinari confluiranno nella busta paga dei lavoratori. 

    I dipendenti devono fare richiesta attestando al proprio datore il reddito da lavoro dipendente relativo al 2022

    Le aziende recuperano  poi gli importi  erogati con il conguaglio  contributivo in Uniemens.

    Con la risoluzione 51 l'Agenzia ha  istituito il codice tributo da utilizzare :

    “1702” denominato “Credito maturato dai sostituti d’imposta per l’erogazione del trattamento integrativo speciale del lavoro notturno e straordinario effettuato nei giorni festivi – articolo 39-bis del decreto legge 4 maggio 2023, n. 48”.

    Riportiamo di seguito per completezza il testo di legge

    Articolo 39-bis

    (Detassazione del lavoro  notturno  e  festivo  per  i  dipendenti  di  strutture turistico-alberghiere)

       1. Al fine di garantire la stabilita' occupazionale e di  sopperire  all'eccezionale mancanza di offerta di lavoro nel settore  turistico,  ricettivo e termale,  per  il  periodo  dal  1°  giugno  2023  al  21 settembre 2023 ai lavoratori del comparto del  turismo,  ivi  inclusi gli stabilimenti termali, e' riconosciuto un trattamento  integrativo  speciale, che non concorre alla formazione del reddito,  pari  al  15  per cento delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro   notturno e alle prestazioni di lavoro  straordinario,  ai  sensi  del decreto legislativo 8 aprile  2003,  n.  66,  effettuato  nei  giorni  festivi. 

      2. Le disposizioni di cui al comma 1  si  applicano  a  favore  dei  lavoratori dipendenti del settore  privato  titolari  di  reddito  di  lavoro dipendente di importo non  superiore,  nel  periodo  d'imposta  2022, a euro 40.000. 

       3. Il sostituto  d'imposta  riconosce  il  trattamento  integrativo  speciale di cui al comma 1 su richiesta del lavoratore,  che  attesta  per iscritto l'importo del reddito di  lavoro  dipendente  conseguito  nell'anno 2022. 

      4. Il sostituto d'imposta compensa il credito maturato per  effetto  dell'erogazione del trattamento integrativo speciale di cui al  comma  1 mediante  compensazione  ai  sensi  dell'articolo  17  del  decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 

    Trattamento integrativo turismo  2023: chiarimenti Agenzia

    Con la circolare 26 del  29 agosto 2023 l'Agenzia ha fornito alcune specificazioni sul trattamento integrativo speciale.

    Sul requisito reddituale si chiarisce che:"devono essere inclusi tutti i redditi di lavoro dipendente conseguiti dal lavoratore (anche da più datori di lavoro), compresi quelli derivanti da attività lavorativa diversa da quella svolta nel settore turistico, ricettivo e termale".

    Per la definizione degli importi che danno diritto al credito  si fa riferimento all’articolo 1 del Dlgs 66/2003 sull'orario di lavoro per cui:.

    • per  lavoro straordinario si intende quello oltre l’orario normale di lavoro (di  norma 40 ore settimanali) o il minore stabilito dai contratti collettivi applicati;
    • per  lavoro notturno,   che per legge corrisponde a 7 ore consecutive  svolte tra le ore 22 e le ore 7,  si rinvia a quanto previsto dai singoli  contratti collettivi  che specificano anche le relative maggiorazioni economiche  

    L'agenzia precisa che il trattamento integrativo calcolato sulle retribuzioni del periodo  1° giugno-21 settembre  può confluire in busta paga in qualsiasi periodo  purché entro il 2023.  

    Uguale termine per il conguaglio da recuperare  in F24 con compensazione esterna utilizzando il codice tributo 1702, istituito con la risoluzione Ade 51/2023.

  • Pensioni

    Modello Red: recupero prestazioni prorogato al 31.12.2024

    Importante novità sulla campagna di verifica dei modelli RED di comunicazione  dei redditi dei pensionati  INPS .

    Come noto l'istituto  procede  annualmente  alla  verifica  delle  situazioni reddituali dei pensionati  che possono modificare la misura o il  diritto  alle  prestazioni pensionistiche  integrative e  nel caso ,  provvede, entro  l'anno  successivo,  al  recupero di quanto  pagato in eccedenza.

    Nel decreto legge "fiscale" n. 135 2023 pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale l'art 2 prevede in particolare che il recupero delle prestazioni indebite correlate 

    • alla  campagna di verifica reddituale, relative al periodo d'imposta 2021, e
    • alle  verifiche relative  al  periodo di imposta 2020 ( di  cui   all'articolo   35,   comma   10-bis,   del  decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con  modificazioni, dalla legge 27  febbraio  2009,  n.  14)

    sarà avviato entro il 31 dicembre 2024.

    La normativa vigente prevede infatti la possibilità  con decreto del Ministero del  lavoro  e  delle  politiche  sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle  finanze,

    su proposta del Presidente dell'INPS motivata da  obiettive  ragioni  di  carattere organizzativo e funzionale che  il termine del recupero possa essere prorogato, in ogni caso, non oltre il secondo anno successivo  a quello della verifica.

    Vale la pena ricordare che i Modelli Red e le dichiarazioni di responsabilità sono richieste dall'INPS  ai pensionati  che godono di  prestazioni integrative legate al reddito. come ad esempio  :

    • l'integrazione al minimo delle pensioni con decorrenza anteriore al 1° febbraio 1994, 
    • l' integrazione al minimo dell’assegno di invalidità , 
    • la maggiorazione sociale, ex articolo 1 della legge n. 544/1988 e articolo 69, comma 3 della legge 388/2000, 
    • la  Pensione sociale ex articolo 26 della legge n. 153/1969,
    •  l ' Assegno per il nucleo familiare ex articolo 2 della legge n. 153/1988 )

    RED: come effettuare l'invio dai servizi online  

    Nelle proprie istruzioni l'istituto ricorda che per adempiere all'obbligo  sono a disposizione dei cittadini il Contact Center integrato dell’Istituto, i servizi online accessibili dal portale internet dell’Istituto, “RED semplificato” e “Dichiarazioni di responsabilità”, e gli uffici sul territorio  oltre che CAF e intermediari abilitati che forniscono assistenza in forma gratuita, per legge.

    Viene anche precisato che  i  CAF e ai soggetti abilitati all’assistenza fiscale  non sono convenzionati per:

    • le dichiarazioni aventi ad oggetto l’eventuale frequenza scolastica dei titolari di prestazioni assistenziali (ICRIC FREQUENZA) e
    •  le informazioni relative all’eventuale svolgimento di attività lavorativa da parte dei titolari delle prestazioni di invalidità civile (ICLAV)

    Tali comunicazioni possono essere effettuate personalmente  accedendo con le credenziali al servizio online dedicato, “Dichiarazioni di responsabilità” o rivolgendosi al contact center o agli sportelli INPS .

    Le comunicazioni “RED Semplificato” e “Dichiarazioni di responsabilità” possono essere inviate attraverso il seguente percorso www.inps.it > “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Red semplificato – Trasmissione modello” ovvero > “Dichiarazioni di responsabilità – Trasmissione modelli”.

    Necessario  per accedere  essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

    – SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di secondo livello;

    – CNS (Carta Nazionale dei Servizi);

    – CIE (Carta Identità Elettronica 3.0).

  • Rubrica del lavoro

    Apprendistato primo livello 2023: stop allo sgravio totale

    Con imessaggio 3618 del 17 ottobre 2023 INPS fornisce le istruzioni  operative aggiornate per gli adempimenti e i versamenti contributivi relativi ai contratti di apprendistato  di primo livello,  per i quali non sono state rinnovate le agevolazioni previste, da ultimo,  per il 2022  dalla legge  30 dicembre 2021, n. 234 , legge di Bilancio 2022 

    Per gli apprendisti  con contratto  per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore di cui all’articolo 43 del D.lgs n. 81/2015, assunti a partire dal 1 gennaio 2023 ,  termina lo sgravio totale e si  tornano ad applicare quindi le aliquote ordinarie, come da tabella sotto :

    Codice

    Descrizione

    aliquote 

    Y1

    Apprendista a cui si applica il regime contributivo ex art. 32 c.1 lett. c) D.Lgs 150/2015. Regime contributivo per i primi 12 mesi dall’assunzione 

    (aliquota del 1,5% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)

    Y2

    Apprendista a cui si applica il regime contributivo ex art. 32 c.1 lett. c) D.Lgs 150/2015. Regime contributivo dal 13° al 24° mese dall’assunzione 

    aliquota del 3% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)

    N1

    Apprendista occupato in sotterraneo, iscritto al Fondo minatori a cui si applica il regime contributivo ex art. 32 c.1 lett. c) D.Lgs 150/2015. Regime contributivo per i primi 12 mesi dall’assunzione 

    (aliquota del 1,5% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)

    N2

    Apprendista occupato in sotterraneo, iscritto al Fondo minatori a cui si applica il regime contributivo ex art. 32 c.1 lett. c) D.Lgs 150/2015. Regime contributivo dal 13° al 24° mese dall’assunzione 

    (aliquota del 3% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)

    J9

    Apprendista a cui si applica il regime contributivo ex art. 32, comma 1, lettera b) e c) del d.lgs. n. 150/2015

     (aliquota del 5% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)

    K9

    Apprendista occupato in sotterraneo iscritto al Fondo minatori a cui si applica il regime contributivo ex art. 32 comma 1, lettere b) e c) del d.lgs. n. 150/2015

     (aliquota del 5% a carico del datore di lavoro e del 5,84% a carico del lavoratore)

    Nel messaggio INPS evidenzia anche che la riforma  degli ammortizzatori sociali   della legge  234 2021 ha esteso le tutele anche ai lavoratori con contratto di apprendistato di qualsiasi tipologia e, quindi, non soltanto professionalizzante. I datori di lavoro sono, pertanto, tenuti ai conseguenti obblighi contributivi come illustrato nella circolare n. 76 del 30 giugno 2022. L'ampliamento riguarda anche il settore dell'agricoltura. 

     ATTENZIONE 

    L’aliquota contributiva a carico dell’apprendista è pari al 5,84% della retribuzione imponibile .

    • per tutta la durata del periodo di formazione  e 
    •  per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato.

     

  • Oneri deducibili e Detraibili

    Fringe benefit 2023 i chiarimenti e le novità 2024

    Con la Circolare n 23 del 1 agosto le Entrate hanno chiarito  le indicazioni operativa per il bonus dipendenti con figli a carico, fino a 3mila euro senza imposte. 

    Nel dettaglio la Circolare fornisce i chiarimenti per i datori di lavoro sulla nuova disciplina dei fringe benefit aziendali, a seguito delle novità introdotte dal “Decreto lavoro” che ha innalzato per il 2023 fino a 3mila euro (al posto degli ordinari 258,23 euro) il limite entro il quale è possibile riconoscere ad alcuni  dipendenti beni e servizi esenti da imposte. Vedi al paragrafo successivo i dettagli 

    AGGIORNAMENTO 16.10.2023

    Nella conferenza stampa di presentazione della legge di bilancio la premier Meloni ha  annunciato le modifiche in arrivo per il 2024 :

    1. Nella bozza della legge la soglia di fringe benefit esenti  viene innalzata per tutti i lavoratori a 1000 euro rispetto al tetto ordinario attuale di 258, 23 euro
    2. Per il lavoratori con figli che oggi  godono invece di un tetto fissato a  3000 euro , la soglia scende a 2000.

    Si tratterebbe di modifiche strutturali cioè non limitate al solo 2024, stando alle dichiarazioni della Presidente del Consiglio. Si attende la bozza del provvedimento per maggiori dettagli.

    Vedi qui le anticipazioni  sulla  legge di bilancio  2024 

    Fringe benefits con soglia 3000 euro: i chiarimenti della Circolare n 23 del 1.08

    La circolare precisa che l’agevolazione si applica in misura intera a ogni genitore, titolare di reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, anche in presenza di un solo figlio, purché lo stesso sia fiscalmente a carico di entrambi.

    Si ricorda che per il Fisco, sono considerati a carico i figli con reddito non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). 

    Poiché il beneficio spetta per il 2023, questo limite di reddito, che sale a 4mila euro per i figli fino a 24 anni, deve essere verificato al 31 dicembre di quest’anno.

    Il documento chiarisce inoltre che la nuova agevolazione spetta a entrambi i genitori anche nel caso in cui si accordino per attribuire la detrazione per figli a carico per intero al genitore che, tra i due, possiede il reddito più elevato.

    Per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, dunque, sono esenti dall’Irpef, così come dall’imposta sostitutiva sui premi di produttività, i benefit fino a 3mila euro ricevuti dal datore di lavoro. 

    Rientrano nell’agevolazione anche le somme corrisposte o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.

    Per accedere al beneficio, il lavoratore deve dichiarare al proprio datore di lavoro di averne diritto, indicando il codice fiscale dell’unico figlio o dei figli fiscalmente a carico. Non essendo prevista una forma specifica per questa dichiarazione, la stessa può essere resa secondo modalità concordate tra le due parti

    Attenzione al fatto che al venir meno dei presupposti per l’agevolazione il dipendente è tenuto a darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro che recupererà il beneficio non spettante nei periodi di paga successivi e, comunque, entro i termini per le operazioni di conguaglio.

    Fringe benefits con soglia 3000 euro: la normativa

    Con la conversione in legge  del DL 48 2023 è stata confermata la nuova soglia degli importi  di beni  in natura e servizi  esenti per i lavoratori dipendenti  di 3mila euro, applicabile solo ai dipendenti con figli a carico, malgrado le molte critiche alla misura e gli emendamenti proposti anche da alcuni esponenti della maggioranza. 

    Si ricorda che l'importo ricomprende gli eventuali bonus bollette cioè le erogazioni liberali per il pagamento delle utenze domestiche dei lavoratori stessi.  Per la misura era previsto lo stanziamento di circa 150 milioni di euro per il 2023 e 2024.  

    La relazione illustrativa della legge di conversione prevede una diversa quantificazione delle risorse necessarie che passano da circa 143 milioni a  332 milioni di euro per il 2023  a causa della esenzione anche  contributiva  (v.  paragrafo sotto) 

    Vediamo in dettaglio le regole di applicazione .

    Fringe benefits con soglia 3000 euro: a chi spetta l'agevolazione?

    Solo per il 2023  in  deroga a quanto previsto dall'articolo 51, comma 3, prima parte  del  terzo  periodo,  del TUIR non concorrono  a formare il reddito, entro il limite complessivo di euro  3.000:

    •   il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti con figli, compresi:
      • i  figli nati fuori del matrimonio  riconosciuti,
      • i figli adottivi o  affidati,  
      • a carico del lavoratore (che  si  trovano  nelle  condizioni previste dall'articolo 12, comma 2, del' testo unico delle imposte sui redditi,
    •  le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il  pagamento delle utenze domestiche  del  servizio idrico integrato, e dell'energia elettrica e  del  gas  naturale.

    Prima di erogare tali emolumenti i datori devono dare informativa alle rappresentanze sindacali unitarie laddove presenti. 

    Da parte loro i lavoratori devono richiedere il nuovo beneficio fornendo ai datori di lavoro che il codice fiscale di ciascun figlio.

    I datori di lavoro dovranno verificare per ciascun dipendente quanto già avuto in welfare aziendale nell'anno di imposta.

    Si ricorda che sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che possiedono un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. 

    Attenzione quindi anche ad eventuali modifiche dello status dei figli in corso d'anno.

    Il dubbio sull'applicabilità in caso di famiglie con entrambi i genitori dipendenti è stato quindi chiarito dalla circolare in oggetto.

    Fringe benefits a 3000 euro:  trattamento fiscale e contributivo

    I valori cosi rideterminati per i lavoratori con figli a carico sono esclusi dall'imponibile fiscale. 

    La relazione dell'Ufficio Studi del senato afferma che : "il regime generale di esenzione in oggetto – di cui all'articolo 51, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi – concerne non solo il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ma anche la base imponibile della contribuzione  previdenziale. La norma transitoria in oggetto non specifica se l'esenzione aggiuntiva sia posta ai sensi del testo unico delle imposte sui redditi; in ogni caso, la circolare dell’INPS n. 49 del 31 maggio 2023 ritiene che l’esenzione aggiuntiva  concerna anche la base imponibile della contribuzione previdenziale. Tale effetto  non era considerato dalla relazione tecnica. Saranno utili quindi chiarimenti ulteriori sugli effetti."

    Si ricorda che  resta valida l'imponibilità di tutto l'importo in caso di sforamento della soglia.

     Inoltre resta fermo per tutti gli altri dipendenti senza figli  il limite ordinario di 258,23 euro. 

    Fringe benefits e bonus carburante

    Vale la pena ricordare anche che il Decreto "Trasparenza prezzi carburante " n. 5/2023,  sempre ai fini del sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti  ha riproposto l'agevolazione detta bonus carburante o bonus benzina, già previsto nel 2022 dal Governo Draghi .

    I datori di lavoro privati  possono quindi erogare a tutti i dipendenti nel 2023 somme o titoli di valore non superiore a 200 euro, per l'acquisto di carburanti per autotrazione, non imponibili  fiscalmente e deducibili per l'impresa. 

    Attenzione: Il bonus carburante è fiscalmente esente ma la  legge di  conversione del decreto  ha previsto  invece la novità dell'imponibilità  ai fini previdenziali,  il che comporta anche una minore convenienza fiscale.